Londra: L’Illusione della Tassa sull’Ingorgo

01Mar08

Chi per lavoro, obbligo o follia si avvicina al centro di Londra in automobile durante le ore lavorative ha bisogno di tanta pazienza. E di un po’ di soldini per pagare il privilegio di partecipare al quotidiano Festival dell’Ingorgo.

Il traffico e’ stato sempre un problema per le grandi citta’, nella Roma di Augusto come a Tokyo o Hong Kong. E i veicoli non hanno mai smesso di crescere in numero.

A Londra negli ultimi cento anni c’e’ stata un’espansione cittadina cosi’ rapida e imprevista che la vecchia circonvallazione e’ diventata una strada come le altre. Il nuovo Grande Raccordo Anulare (l’autostrada M25) completato nel 1986 sembra giustificare il detto americano “costruite, e arriveranno”: piu’ corsie si fanno, piu’ automobili sembrano comparire quasi dal nulla. Basta poi un camion ribaltato, e la frittata e’ fatta, con code che si misurano in decine di chilometri.

Anche in citta’, non importa aggiungere o allargare le strade. All’ora di punta, ecco di nuovo una teoria di guidatori fermi a bruciare benzina per non andare da nessuna parte, in una situazione caotica dove la coda di automobili e’ da tempo la norma.

C’e’ in realta’ solo un giorno in cui si puo’ guidare a Londra diventa un piacere, sperimentato personalmente: Natale, quando tutto e’ rigorosamente chiuso (a parte qualche ristorante indiano), gli spazi sono grandi e aperti, i rettilinei amorevolmente vuoti.

Non sarebbe molto piu’ bello poter avere un’esperienza simile tutto l’anno? Le ambulanze avrebbero vita piu’ facile nelle loro corse disperate, gli autobus andrebbero piu’ spediti premiando chi non usa il mezzo privato, e la citta’ sarebbe piu’ bella irradiando calma e maestosita’ dai suoi palazzi imperiali invece che il rumoroso brulicare di migliaia di motori. E grandi folle di pendolari non dovrebbero piu’ camminare proprio dove e quando il traffico e’ peggiore.

Come fare? Chiudere il centro al traffico privato potrebbe risultare dannoso al commercio (figuriamoci se in Inghilterra si possa mai fare qualcosa del genere). Al sindaco Ken Livingstone venne allora una grande idea: la Congestion Charge, la Tassa sull’Ingorgo. Tocchiamo la gente nel portafogli, si sara’ detto, per far loro lasciare a casa le automobili.

Non potendo mettere caselli all’ingresso della citta’ (ci sarebbe stata la rivoluzione), e’ stato installato un sistema di riconoscimento automatico delle targhe, basato su telecamere e potenti computer che si aspettano che ciascun guidatore paghi entro la fine della giornata (8 euro, all’inizio, via telefono, o via internet; 80 centesimi, i residenti). Altrimenti, scattano le multe.

Introdotta fra molto scetticismo nel Febbraio 2003, la Congestion Charge ha cominciato a funzionare. All’ora di pranzo, ammiravo i vasti spazi di asfalto praticamente liberi da traffico, come ai bei tempi quando le strade erano fatte per carrozze ma anche persone.

Dopo un po’ pero’, come per magia, le auto cominciarono a tornare, e ripresero gli spazi momentaneamente perduti. E fino ad oggi, non se ne sono piu’ andate, neanche quando il balzello ha raggiunto gli 11 euro.

D’altronde chi e’ che si fa vedere in citta’? Autobus e taxi, che non pagano la tassa. Poi i “cumenda”, i Sommi Capi delle Banche in giro con l’autista: per i quali le auto sono irrinunciabili status-symbol, e poi a loro otto ma neanche ottocento sterline farebbero un baffo: e quindi la tassa per loro e’ immateriale.

Ci sono anche turisti sparuti, per i quali l’effetto e’ bassissimo visto che la tassa equivale a una colazione per uno, o un pranzo abbastanza modesto, e la pagano una volta sola. Idem per i pendolari occasionali.

Probabilmente a diminuire di numero, quando la tassa fu introdotta, furono gli operatori del settore della distribuzione, o dell’edilizia. Superato lo choc iniziale pero’, hanno imparato a riassorbire i costi aggiuntivi. Se una ditta fa consegne di panini a 10 ristoranti, e il pedaggio e’ di 10 sterline, tutto quello che dovra’ fare per non guadagnare meno e’ aggiungere una sterlina a quanto chiesto a ciascun ristorante: un nientesimo.

Si mettano quindi l’anima in pace i Primi Cittadini di New York, Milano, Stoccolma. Con una Tassa sull’Ingorgo cosi’ come sperimentata a Londra, prima o poi il traffico torna a salire.

Andrebbe forse gonfiato il pedaggio a dismisura, o modificato a seconda di ora, strada e quartiere? In fondo il problema e’ che ci troviamo citta’ “disegnate” per autoveicoli, e che quindi non possono che attirarli…

A quando una rivoluzione urbanistica, improntata al trasporto pubblico, magari gratuito per chi traffico non crea, come a Compiègne in Francia, e a Nova Gorica in Slovenia? Accompagnando ogni intervento, naturalmente, al divieto di consegna di materiale non urgentissimo, durante le ore di punta.

Il 12 febbraio 2008 e’ uscita fuori la proposta di fare pagare 35 euro al giorno ai proprietari di SUV che vogliano entrare in citta’ durante le ore lavorative. Invece che di “Congestion” (traffico) si parla di “CO2 Emissions”, le emissioni di anidride carbonica che si dice influenzino negativamente il clima. Funzionera’? Considerato il profilo di chi si puo’ permettere un SUV, ne dubito molto. E la differenza dal punto di vista delle emissioni sarebbe comunque trascurabile: come cercare di dimagrire abolendo il grasso, senza pero’ rinunciare a nessun dolce.

Come al solito, la politica diventa un esercizio di facciata. E noi pedoni intanto continueremo a farci l’aerosol di sostanze cancerogene, tutte le mattine con i gas di scarico delle automobili, taxi, camion, autobus e furgoni sempre li’ in fila proprio quando ci tocca andare a lavorare.



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