Io, Lavoro

Maurizio Morabito – 5 Aprile 2008

Il mio lavoro consiste nel supporto e implementazione dell’applicativo MUREX, un nome noto nelle Investment Banks (ma anche Hedge Funds, etc) in tutto il mondo come prodotto leader mondiale da svariati anni nella gestione del trading (equities, derivatives, commodities, credit derivatives) un po’ a tutti i livelli incluso il risk management. In pratica faccio in modo che funzioni, e funzioni meglio, laddove e’ gia’ “in produzione”, e che venga implementato al meglio, laddove sia partito un progetto per installarlo.

Mi occupo del lato tecnico (software, UNIX, SQL, ma anche gestione della memoria, co-ordinamento testing, etc).

In questi anni (dal settembre 1998 in poi) ho sviluppato dei report per MUREX per il back office e lavorato ad espandere le capacita’ del sistema (alla Commerzbank), supportato i traders ed estratto informazione non-standard da MUREX (HSBC), definito la strategia di testing per un upgrade del sistema (Standard Chartered), sviluppato i workflow interni (Standard Bank of South Africa), gestito tutto l’ambiente MUREX (“environment management”) sia per production che per development (ABN AMRO, Bank of America), e guidato il dipartimento per cui lavoravo fino al go-live con MUREX (JP Morgan). Tutto questo come Consultant per una ditta (gia’ City Practitioners, ora Capco), tranne che alla Commerzbank (dove pero’ sono stato anche manager di un gruppo fino a 15 persone).

Insomma ho fatto un po’ di tutto un po’ da tutte le parti. Sono stato presso i clienti per il 95% del tempo se non di piu’. Prossimo incarico alla Swiss Re, sempre per la Capco, per un’analisi del sistema attuale volta a renderlo piu’ veloce e meno prono a intoppi.

Nel frattempo sto sviluppando delle lezioni brevi (30min-1h) per i miei colleghi, e organizzando la documentazione MUREX ma non solo per tutta la ditta Capco (sede di Londra) tramite un applicativo wiki (“Confluence” della Atlassian), lo stesso usato in molte banche di investimento nella City.


6 Responses to “Io, Lavoro”

  1. 1 sebastiano

    egregio sig. Maurizio Morabito,
    occasionalmente mi sono imbattuto nel suo sito e non ho potuto far a meno di leggere quanto scrive a proposito di Grillo, Montanari ed altri che lei definisce profeti, messia o scienziatucoli, in maniera dispregiativa, come dispregiativo è il suo atteggiamento critico nei confronti di chi legge – secondo lei -le notizie da questi divulgate abbeverandosene in maniera acritica.
    Non sono uno scienziato, né un esperto in materia di rifiuti e loro trattamento, ma non per questo mi rifiuto di usare criticamente la materia grigia che ritengo di avere in relazione all’argomento inceneritore.
    Se anche avesse ragione circa l’impossibilità di dimostrare correlazione tra emissioni di diossina e similari e patologie tumorali, ciò non significa averne dimostrato il contrario.

    Proprio per un principio di ragionevolezza laddove vi sono due ipotesi contrastanti, è da preferire quella più conservativa rispetto a quella più spregiudicata, in quanto la posta in gioco è la salute delle persone, che in quanto tale è un bene indisponibile e supera qualsiasi altro principio o valore economico o di innovazione e progresso.
    Non vi fossero altri sistemi, saremmo in qualche modo costretti a questo tipo di macchine per risolvere il problema dei rifiuti. Fortunatamente la scienza e la logica riescono a sviluppare tante soluzioni, non tutte dannose e sullo stesso piano. Pertanto, ritengo irragionevole insistere sulla strada degli inceneritori, quando oltre a tutti i problemi legati alla salute ed all’ambiente (le ricordo che rimane il problema dello smaltimento delle cenere derivanti dalla combustione circa il 30% della massa iniziale, e dei filtri, che risultano essere tossici), vi sono anche problemi legati alla convenienza economica degli stessi. Infatti nella comparazione di costi e benefici, gli inceneritori paragonati ad altri sistemi risultano essere di gran lunga all’ultimo posto, sia per quel che riguarda il costo di costruzione degli impianti, che del costo finale dello smaltimento all’utente, eliminando quegli incentivi che artatamente sono concessi facendo rientrare, impropriamente gli inceneritori o come piace alla gran parte degli italiani termovalorizzatori, nella categoria delle fonti rinnovabili.

    La ringrazio dell’ospitalità, sperando di aver dato un contributo alla discussione sugli inceneritori.
    Sebastiano Perrone

  2. 2 federico

    ora ti dico una frase che può sembrarti stupida e banale, MA è una delle poche verità che penso di conoscere.

    viviamo in un sistema-terra finito (cioè con un certo numero di materia) e produciamo in modo infinito (e cioè il PIL ogni anno deve crescere, come la produzione e la ricchezza di tutti i paesi), questo porta inevitabilmente al collasso.

    se giochi con un videogame (tipo age of empire) e sfrutti il territorio oltre alla sua capacità ti ritrovi di punto in bianco in game over.

    questo una persona normale lo impara a 14 anni.

    farai anche un lavoro strafigo, ma ti 6 fatto indottrinare ben bene.

    ciao

    • federico – non faccio un “lavoro strafigo”. il mondo non e’ un videogame, e di fronte a ogni penuria e’ sempre stata trovata una soluzione (spesso, prima ancora che la penuria si materializzasse).

      cosi’ come un impiegato trovera’ sempre il modo di lavorare 8 ore, e il Direttore Responsabile di un giornale fara’ sempre uscire lo stesso numero di pagine di articoli al giorno, e qualunque cosa succeda (a parte occasioni eccezionali) un TG previsto della durata di mezz’ora durera’ almeno mezz’ora…

      consiglio anche di evitare di parlare di “verita’” per poi accusare l’interlocutore di essersi “fatto indottrinare ben bene”…

  3. 4 Carlo Torino

    Ciao Maurizio,

    prima di tutto: compilemti per il tuo blog; lo trovo decisamente interessante molto stimolante dal punto di vista intellettuale, grazie anche ai contributi delle persone che vi partecipano.

  4. 5 Janus

    “e di fronte a ogni penuria e’ sempre stata trovata una soluzione”

    Diceva qualcosa del genere anche il tacchino induttivista.


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