L’Autodistruzione della Climatologia – Rapporto Climategate Tradotto Per L’Istituto Bruno Leoni

26Gen11

Ho avuto ieri l’onore di fare da tramite fra la britannica Global Warming Policy Foundation (GWPF) di Lord Lawson e Benny Peiser, e l’Istituto Bruno Leoni di Carlo Stagnaro. Questi ha infatti pubblicato il rapporto GWPF “The Climategate Inquiries“, scritto da Andrew Montford/Bishop Hill e tradotto in italiano (“L’inchiesta sul Climategate“) da tal Maurizio Morabito.

Cosa significa realmente il climategate? Le principali indagini hanno scagionato gli scienziati dell’Università della East Anglia, ma un nuovo rapporto mostra quanto esse siano state parziali e fuorvianti

Mille grazie a tutti i coinvolti, inclusi Guido, David e Piero.

Ho anche scritto la Prefazione all’edizione italiana del rapporto, intitolata “L’autodistruzione della Climatologia” e ne includo qui alcuni estratti:

La scienza del riscaldamento globale antropogenico (AGW) è in agonia, così ridotta da quei ‘pasdaran del clima’ che ne hanno fatto un feticcio ideologico, spingendosi a tramare dietro le quinte per difenderne a tutti i costi i dogmi. Proprio alcuni dei personaggi più importanti hanno commesso il peccato più grande: si sono fatti ‘scoprire’ quando qualcuno (uno di loro?) ha deciso di distribuire via internet, nel Novembre 2009, un ‘tesoretto’ di documenti ed email riguardo l’Unità per la Ricerca Climatica (CRU) dell’Università dell’East Anglia (UEA). Documenti e messaggi il cui contenuto è adesso noto come ‘lo scandalo del Climategate’.

Il risultato, più che l’intaccare la scienza, è stata la frantumazione dell’interfaccia fra scienza e politica, con conseguenze che coinvolgono la scienza stessa, autosconfittasi e dunque adesso più subalterna che rilevante, per la politica. Per quanto siano inattaccabili le loro prove, difficilmente in futuro gli scienziati potranno convincere i politici ad agire in maniera concertata riguardo un qualunque problema a livello planetario, a meno che il problema non sia imminente se non attuale, immediatamente rilevante e più che certo. In altre parole, la gestione del rischio globale a medio e lungo termine, grazie ai pasdaran del clima, è scomparsa ancora prima di nascere.

[…] Cosa dice il rapporto di Montford? Possiamo individuare quattro filoni principali: i problemi riconosciuti da tutti; le furberie e il ‘muro di gomma’ dell’Establishment britannico; le domande e accuse tuttora inevase; e lo sbriciolamento della scienza del cambiamento climatico.

Il Climategate, come ampiamente documentato da Montford, ha rivelato errori ed omissioni su cui tutti sono d’accordo […] C’è poi la questione dei ‘furbetti’, con innumerevoli esempi di piccoli aggiustamenti nell’interpretazione, e qualche piccola omissione qui e là […] È contro questo ‘muro di gomma’ che si stagliano tutte le domande e tutte le accuse rimaste inevase e che, in quanto tali, impediscono che lo scandalo Climategate possa dichiararsi chiuso […] il Climategate ha cambiato tutto. L’IPCC è nata all’interfaccia fra scienza e politica e produce non un’enciclopedia, ma un rapporto che vuole e deve essere rilevante per le politiche di risposta al cambiamento climatico antropogenico, e che quindi contiene quanto scienziati (e politici: non per nulla si chiama ‘intergovernativo’ e non ‘interaccademico’ o ‘interdisciplinare’) ritengano via via indispensabile dichiarare riguardo quelle politiche stesse. Il Climategate ha però distrutto tale interfaccia, mostrando come gli stessi scienziati che scrivevano cautamente i loro articoli su riviste professionali (140) passavano invece a dichiarazioni roboanti nei rapporti IPCC e in altre pubblicazioni politiche e divulgative (131, 167). L’IPCC stesso è insomma stato, finanche nelle parole di una delle mansuetissime Commissioni d’inchiesta, colpevole di semplificazioni eccessive e di omissioni delle incertezze pur presenti nella letteratura scientifica. Dopo il Climategate la politica non può più fidarsi di una scienza schiava della necessità di essere sempre utile, utilizzabile, sempre corretta, concentrata sulle emissioni di CO2 di origine umana e mai smentita. Tale scienza finisce quindi con il trovarsi in posizione subalterna:



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