Zoologia, Zootecnia E Riproduzione Animale

02Set09

Ripubblico (con autorizzazione dell’autore) come “blog speciale” un interessante commento originariamente scritto dal Biologo-zoologo Giuliano Russini in calce al mio blog “La Gaia Scienza Con Mario Tozzi“, riguardo a zoologia e zootecnia, e alla loro applicazione alla riproduzione animale

La prima differenza è puramente accademica tra Zoologia e Zootecnia, cioè la Zootecnia è l’ applicazione delle conoscenze Zoologiche per una determinata specie animale (lo stesso concetto lo puoi applicare nel caso della fitotecnia nei confornti della Botanica) con il fine di allevarla in un contesto artificiale o semi artificiale.

Per essere Zoologi come Botanici bisogna studiare solo Biologia per essere Zootecnici generalmente Biologia ma anche l’ agronomo e il veterinario (anche se queste 2 figure si rivolgono solo agli animali domestici) possono diventarlo con ottimi successi.

Mi spiego meglio: per conoscenze Zoologiche si intende conoscerne la Biologia Riproduttiva, Biologia della Nutrizione e Etologia e le condizione ambientali (di cosa si nutre in un ambiente tale specie) affinche’ quando l’ animale venga allevato si possano ricreare tali condizioni per garantire il suo benessere, cio’ che gli inglesi chiamano animal welfare, e gli americani animal well being.

Ora il discorso è sottile, nel senso che genralmente la Zootecnia quando da disciplina meramente Biologica è entrata nell’ ambito veterinario-agronomico il concetto si è un pò ridotto (mortificato sotto certi aspetti). Questo perchè in termini agroveterinari la Zootecnia ha uno scopo solamente economico rivolto a specie animali così dette da Reddito e Soma cioè quelle che producono carne, latte, lana, uova e che vengono utilizzate (soprattutto ancora in paesi in via di sviluppo Africa, Sud America, indocina come il Bufalo di Acqua e l’ Asino) per compiere lavori pesanti e rurali (agrare un campo, portare pesi eccessivi per lunghe distanze).

Alle prime appartengono i bovini e ovini e suini(per latte e carne) e ai secondi galline, oche e altre specie di cui ci nutriamo sia per la carne che le uova (quaglie per esempio).

Quindi qui le conoscenze Zoologiche sono mirate solo al benessere animale per farlo in sostanza ingrassare bene e produrre sempre molto latte e uova e lana di qualità, altri scopi non ce ne sono, se non proteggere quella determinata razza bovina o ovina o suina (ad es. cinta senese) per il pregio della qualità della loro carne o altri prodotti animali; questo vale anche per i pesci (dove qui la zootecnia si chiama acquacoltura) e crostacei-molluschi (dove si chiama malacoltura) sempre con il fine economico di far riprodurre animali commestibili cosiddetti eduli che entrano nella catena alimentare umana.

La vera Zootecnia che esiste in altri Paesi (Inghilterra, Francia, Spagna etc.,) dove viene chiamata Zoologia applicata molto spesso, applica tali conoscenze per gli scopi sopra citati, ma generalmente le applica come metodiche (insieme di tecniche) per la salvaguardia della speice animale nel contesto ecologico con l’ unico scopo di non farli estinguere quindi si applica a specie animali svariate dal semplice invertebrato fino allo Scimpanzè (Pan Troglodytes) passando per specie carnivore com Leoni, Tigiri Lupi e addirittura (per fortuna) in ambiente marino squali, mammiferi marini, pesci tropicali, Psittaciformi (Ara Amazonica, Ara di Skipps, pappagalli, aquile reali) etc. Con lo scopo di non farli estinguere.

Questo generalmente si applica nel contesto di Giardini Zoologici, Acquari, Parchi Acquatici, Oceanari, Zoosafari, Zooparchi, Parchi Faunistici etc.

Uno dei settori della Zoologia applicata e Zootecnia [riguarda la riproduzione] poichè la prima cosa che permette a una specie animale, a una sottospecie o una razza di sopravvivere è che si riproduca in modo piu’ veloce  che tramite riproduzione artificiale. Spesso i Biologi che lavorano con specie rare o meno (soprattutto mammiferi, uccelli, rettili e pesci) che vivono in cattività per essere protetti si trovano di fronte il grande -e sconosciuto- problema (ricordiamo che solo per gli uccelli esistono circa 9000 specie diverse e una nuova al mese quasi se ne scopre) di cui si ignora l’ anatomia riproduttiva, l’ embriologia, l’ etologia, l’ ecologia (intesa sia come autoecologia: quella del singolo individuo e la Sinecologia: quella di comunità) le parassitosi che le danneggiano, l’ ambiente: inteso come Fitocenosi (insieme di vegetali) e Zoocenosi (insieme di animali) con cui condivide la sua nicchia ecologica, per cui nel 90 % dei casi di un esemplare che presenta in uno Zoo sia il maschio che la femmina non se ne ottiene l’ accoppiamento stagionale e non si riproducono -questo i Biologi lo definiscono come un potenziale Biotico minore della Resistenza Ambientale- cioè la capacità riproduttiva si arresta per una incapacità di accoppiamento.

Allora qui interviene la Zoologia applicata e la Zootecnia, cioè i Biologi usano le tecniche (scoperte da brillanti biologi del ‘ 700 e ‘ 800 e ‘900, come Spallanzani, Ivanov, Hammond, Testart, Thibault, Bonadonna etc.,) di inseminazione strumentale (Artificiale) (dove il liquido seminale del maschio viene inserito all’ interno del dotto ovarico in cui si trova l’ ovocita ovulato, nella femmina, sperando che fecondi) oppure la fecondazione in vitro con trasferimento di embrione (IVF-ET) dove l’ ovocita prelevato chirurgicamente viene messo in coltura e fecondato da sperma animale e poi lasciato sviluppare fino a uno specifio stadio (che varia da specie a specie, alcune fino 16-32 cellule altre Blastocisti) e poi impiantata nella madre pronta ormonalmente oppure in una madre surrogata, ad esmpio embrioni di Zebra in utero di cavalle.

Fino ad arrivare alle tecniche sulla bocca di tutti odierne, di clonazione somatica a fine riproduttivo. Ma tutte queste tecniche, non prescindono da altri problemi, come trovare terreni di coltura adatti per gli ovociti, embrioni delle piu’ disparate specie e in ultimo solo nei mammiferi la AI, IVF-ET e la clonazione somatica (SCNT: Somatic Cell Nuclear Transfer) ha avuto successo pienamente, negli uccelli solo la AI ma essendo l’ uovo rigido (cleidoico, con guscio che si forma lungo il percorso nell’ ovidutto fino all’ utero) la IVF-ET e la SCNT non la si è riusciti ad applicare, lo stesso problema nei rettili.

Nei pesci quelli a riproduzione ectopica (esterna, quasi tutti i Teleostomi, pesci ossei) la AI si applica quotidianamente (basti pensare agli allevamenti di spigole, cernie, anguille, storioni) perchè ovipari ma l’ uovo non ha guscio come nei rettili e uccelli cioè non è cleidoico e la fecondazione nei rettili e uccelli è interna, invece esterna è solo parte dello sviluppo dell’ embrione (da gastrula in poi cioè quando è costituito da 670 cellule circa).

Pensate alla gallina chioccia che cova l’ uovo, invece nei pesci a fecondazione esterna e sviluppo esterno lo sperma esternamente si unisce nell’ acqua alle uova, quindi negli allevamenti di salmone per esempio, basta compire la spremitura della femmina fattrice di salmone per avere le uova poste in bacinella con acqua e sopra si versa lo sperma del maschio riproduttore spremendolo ai lati del corpo nella regione dove sono posizionate le gonadi maschili, alla stregua di un tubetto di dentifricio (ovviamente essndo molto, molto delicati la pressione deve essere gentile) versando lo sperma sulle uova che si feconderanno e daranno origine alle larve (embrioni di pesce) in sviluppo, in ultimo anche i Pesci sono stati clonati come il pesce Zebra Fisher ora si sta provando con Trote, Anguille.

Un’ ultima tecnica è quella della riproduzione verginale senza l’ ausilio della fusione dello sperma (anfigonia) con l’ ovocita, la Partenogenesi che nel mondo degli invertebrati (insetti, Molluschi, Crostacei) è normale (è una forma unisessuata di riproduzione perchè c’è solo il sesso femminile) nei vertebrati è rara, si trova in anfibi (rane, rospi) rettili (lucertole) pesci (telostomi) uccelli (casi abbastanza frequnti nel tacchino Meleagris Gallopavo che va dal 17% al 40 % dei casi di Partenogenesi spontanea) e rarissima nei mammiferi (qualche caso nei ratti e conigli) e per altri animali non si è ancora scoperta.

Forse una forma di malattia nella donna Ciste dermoidea viene fatta risalire a una forma abortiva di partenogenesi con conseguenze cancerose, ma tutto è assolutamente insicuro.

Potremo fare ancora centinaia di esempi di Zootecnia e Zoologia applicata, ma bisogna dire che altri aspetti sono per esempio capire lo spazio che occupa un animale in ambiente naturale e cercare di riprodurlo in ambiente artificiale, oppure chi alleva bovini e ovini capire se un allevamento intensivo conviene con una determinata razza rispetto a un pascolo quotidiano o semipascolo.

Spero di aver dato un contributo per spiegare cosa si intende per Zoologia e Zootecnia. Comunque anche se non lo si dice spesso, il 90% dele riviste di Zootecnia sono dirette da Biologi-Zoologi (anche se vi lavorano ovviamente pure agronomi, veterinari) perchè la Zootecnia per esistere ha necessità del Biologo-Zoologo (come la fitotecnia del Biologo-Botanico) da cui prende le informazione per migliorare le sue tecniche di allevamento.
A presto,

Giuliano Russini
(DrSc Biologo Zoologo, Zootecnico, Ecopatologo-Agricolo)



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