La Gaia Scienza Con Mario Tozzi

12Mag09

Devono probabilmente passare un po’ di puntate perche’ su “La Gaia Scienza” (domenica sera, La7) Mario Tozzi e il Trio Medusa perfezionino quanto fanno in trasmissione, ma almeno ci siamo liberati dalle noiosissime apocalissi di “Tristia” (al secolo “Gaia” e “Terzo Pianeta”, che Tozzi conduceva su Rai3).

Sara’ interessante comunque vedere se il Tozzi stesso si decidera’ a unirsi alle goliardate, oppure a fare il professorino, visto che al momento cerca di fare un po’ tutto e quindi non fa quasi niente. Insomma e’ troppo “bella statuina” anche quando il Trio non esprime proprio comicita’ degna di Charlie Chaplin.

Infine speriamo che la smettano con le signorine procaci. Ma e’ mai possibile che anche loro non riescano a farne a meno? Tanto vale far leggere un’enciclopedia di fisica da ragazze in topless, e al diavolo la comicita’…



12 Responses to “La Gaia Scienza Con Mario Tozzi”

  1. 1 Giuliano

    Sono totalmente annoiato dal Sig Tozzi (avendo assistito a qualche sua comparsata in TV, quando mi sono trovato in Italia) che essendo solamente un Geologo pretende comuqnue di parlare di tutto (molto approssimativamente) nell’ ambito scientifico come se ne fosse un grande esperto e assolutamente -visto le cose sbagliate nella forma e sostanza che dice- non è. Vorrei ricordare che l’ unico modo per essere un Biologo (Zoologo, Botanico, Zootecnico, Fitotecnico, Genetista, immunologo, Embriologo, Antomista, Microbiologo, Batteriologo, Virologo etc,) è quello di prendersi una Laurea in Scienze Biologiche (quando la feci io 34 esami 5 anni) e poi specializzarsi, cosa che il Sig Tozzi non ha fatto, visto che è un Geologo, quindi finchè parla di minerali e petrolio sono il suo campo, non commento come la sismologia o la vulcanologia anche se qui se la vedrebbe con i Fisici (Geofisici), ma scritto questo, veramente con una preghiera, lasci in pace la Biologia o almeno faccia meno finta di essere un esperto di discipline Biologiche (C Darwin si Laureo’ in Teologia e Zoologia, Botanica), perchè tra parentesi le spiega molto male, leggendo sui fogli preparati da altri, è un presuntuoso. Vorrei far presente che il termine Biologia è solo un termine per racchiudere tutte le discipline Biologiche (coniato dal Biologo Trevinarius nel 1827) ma la prima facoltà di Zoologia e Botanica nacque nel 1308 a Oxford e nel 1440 in Italia, la prima facoltà di Chimica nel 1800, la prima di Veterinaria nel 1870 (e tutti i docenti visto he non esisteva la veterinaria come facoltà ma come diploma di maniscalco artigiano erano Biologi) quella di agricoltura nel 1898 (anche qui lo stesso discorso che per veterinaria) quindi, dalla Biologia discendono diverse discipline che oggi si vogliono far passare per quello che in realtà non sono mai state, cioè depositarie di conoscenze che in realtà hanno sempre fatto capo alle facoltà di Biologia.
    In una trasmissione di qualche mese fa, dove si parlava di nutrizione e agricoltura e danni all’ ambiente, il Sig Tozzi ha subito una severa lezione di Scienza da un Medico Nutrizionista Professore emerito (il quale medico ha umilmente detto -Io non sono un Biologo, quindi di specie animali non parlo come non parlo di quelle vegetali, ma solo di essere umano) facendo notare al Sig Tozzi (da oggi -conosco solo io la verità- lo chiamero’) che stava dicendo stupidaggini da 30 minuti, prima di tutto associando l’ essere umano a un bovino in termini di nutrizione (essendo lui un vegetariano), senza (essendo solo un Geologo e non sapendo niente di animali e piante) sapere che il bovino (non tutti i mammiferi sono uguali, chiedete a qualcuno di spiegarglielo al geologo) come molti altri ungulati ha un sistema poligastrico (rumine, reticolo, omaso, abomaso) cioè tre prestomaci e uno stomaco propiamente detto e non è monogastrico come l’ essere umano il quale oltre tutto, non produce cellulasi e, che è ben assodato che lo scatto di crescita evolutivo-intelletivo-psichico del Telencefalo Umano e stato anche aiutato dal carico proteico assunto mediante il passaggio da una nutrizione inizialmente vegetariana (bacche, tuberi, radici, rizomi, frutti) a una onnivora (vegetali e, carne sia di animali terrestri sia selvaggina, che volatili e pesce) prova ne è la costante attenta nutrizione onnivora, che la donna in gravidanza deve avere, onde evitare carenze organiche mineral-vitaminiche le quali sarebbero causa di alterati sviluppi embrio-fetali, se non venissero accuratamente bilanciate.

    Sig Tozzi so che è sempre stato per gelosia un anitibiologo (non essendosi Laureato in questa Scienza e vedendosi profondamente in difficoltà nei confronti di docenti Biologi), ma lasci perdere questa Scienza Antica che tanti aiuti da alle specie animali-vegetali e umana perchè per parlarne bisogna esserne Laureati in Scienze Biologiche non sponsorizzati per fare i programmmi. E concludo domandandomi, quando in Italia come alla BBC si faranno fare documentari di Discipline Biologiche a Biologi e non a persone che hanno lauree in tutt’ altro come il Sig Tozzi???????
    Sinceramente,
    Dr Giuliano Russini
    (DSc Biologo Zoologo, Zootecnico, Zoopatologo, Agricolo)Montpellier Parc Zoologique, France

  2. 2 Frankie

    sono parzialmente d’accordo, ma mi permetto anche di far notare che il grandissimo Piero Angela parla di tutto e in modo esemplare, pur non avendo una laurea in tutto ciò che spiega (anche se alcune le ha avute honoirs causa proprio per la sua bravura)!
    non è certo solo una laurea che fa diventare bravi divulgatori o ricercatori!

  3. 3 Giuliano

    Caro Frankie,

    ho letto ora il tuo commento (come avrai letto non vivo in Italia) per questo oggi solo, ho avuto modo di leggerlo. Molto corretto e in quello che scrivi hai ragione, riguardo il fatto che il Sig Piero Angela, è laureato in Legge e lui, come suo figlio hanno monopolizzato i documentari sulle reti Rai, da decenni (ingiusto!!!!!) qualche anno fa c’ era su La7 un documentario a puntate di un Biologo Italiano (di cui mi sfugge il nome ora) che era veramente interessante.

    Ma una cosa è evidente, che Piero Angela, come suo Figlio Alberto, nel contesto di argomenti ostici o meno, in qualsiasi campo, si avvalgono di persone laureate in quelle discipline, come ospiti in studio, a cui loro rivolgono domande precise, secondo un target (da giornalisti) che possa coprire le esigenze di un pubblico eterogeneo, soddisfacendolo e facendo cultura scientifica. Un esempio? La presenza del Biologo Prof Danilo Mainardi (uno degli etologi Italiani piu’ noti in Europa e realmente preparato), per quanto riguarda altri campi, quello medico ci sono specifici clinici, per la Fisica si avvale di un Fisico stabilemente (se non ricordo male il nome il Dr Paco Lanciani) presente nel loro staff che riproduce esperimenti di fisica e chimica. Il Sig Tozzi fa praticamente ridere quando lui (senza invitare nessun esperto)-una cosa buffa è che gli unici che compaiano nei suoi servizi sono solo geologi- da un taglio alle sue notizie (almeno le 2 volte che lo vidi) come se in quel momento fosse un Medico (parlando di neuropatologie), o un Biologo (parlando di Zootecnia e Botanica), come fosse un Fisico parlando di equazione integrodifferenziali, relative all’ Astrofisica, che farebbero orripilare i Fisici etc., lui vuole anche fare lo Psicologo-psichiatra volendo parlare di Empatia, Cognitività e Visione. Insomma per farla in breve, arrivare a parlarne in termini cosi’ da salotto (o Bar nel caso del calcio) non ho niente da opinare, ma assumere un tono di grande dotto, come se lui in quel momento stesse illuminando le persone dando loro la chiave di volta su tutto, quando le sue notizie sono FORMATO FOCUS (senza nulla togliere a questa rivista divulgativa) mi fa sorridere e pensare, che gli anglosassoni riguardo i Documentari, Reportage e Trasmissioni Scientifiche (come i Francesi e i Tedeschi) sono molto, ma molto piu’ preparati e seri di NOI Italiani. Infine se una cosa deve essere fatta per ridere, che sia impostata cosi’ in toto (sono un fan delle Barzellette), se invece deve avere un taglio serio (modello National Geographic)o meglio, vorrebbe far credere di averlo, che lo sia veramente; le cose che sono, un pò e un pò, sono come la pasta che è ben condita, ma gli spaghetti sono sciapi e scotti, il risultato non soddisfa.

    Un Saluto
    Giuliano
    (DSc Biologist Zoologist, Zootechnician, Zoopathologist, Agricultural) Parc Zoologique de Montpellier, France.

    P.S. Hai ragione nel dire che le lauree non fanno i bravi divulgatori, sono con te al 100% in questo, come non fanno l’ essere umano in totale (conta la sua umanità e capacità d’ integrarsi con tutti secondo me sopra ogni cosa) ma sicuramente l’ umilta’ (la cui mancanza è quella che contesto al geologo) è il fattore determianante, come in tutte le cose della vita.

  4. 4 mimmuz

    Sono perfettamente d’accordo col signor Giuliano, fra l’altro la trasmissione si chiama “Gaia Scienza” e di scientifico non ha nulla. Probabilmente il signor Tozzi dovrebbe ristudiare i concetti di falsificabilità di una teoria.

  5. 5 Giuliano

    Salve sono ancora io Giuliano Russini ho letto la risposta del Sig. Mimmuz, La ringrazio.

    Nella mail di qualche tempo fa, ho accennato a una serie di Documentari presentati su La 7, come avevo scritto non ricordavo l’ autore che so essere un Biologo-Zoologo, erano estremamente interessanti come divulgazione, poichè dava un input sulla Zoologia-Zootecnia in modo serio ma sobrio, comprensivo per la maggior parte delle persone che fanno altri mestieri. Sono in questi giorni in Italia per una parte delle mie vacanze e Domenica scorsa ho visto una puntata delle nuova serie di questo Documentario “Missione Natura” il Biologo conduttore di cui non ricordavo il nome è il Dr Vincenzo Venuto, in parallelo c’ è anche un Biologo Australiano esperto in rettili. Bhe, se vi è capitato di vederlo, anche se il Dr V Venuto è un Biologo e da come parla di animali e piante, posso assicurarvi che ne capisce ha la sana UMILTA’ di avvalersi delle spiegazioni Scientifiche delle persone che operano con quelle specie sia in termini Zoologici che Zootecnici, in ogni puntata. Ecco questo è il senso che intendevo, lo stesso che il Sig Piero Angela usa quando a spiegare l’ Etologia sperimentale c’è il Prof Danilo Mainardi (Biologo emerito membro e cofondatore dal 1976 della Socità Internazionale, di cui è stato presidente per diversi anni di Etologia Sperimentale) o il Biologo Prof Cannella (che sebbene non è il mio campo conobbi anni fa, quando ero interno per un periodo di tempo in Biochimica Animale e Vegetale, all’ Università di Roma)per quanto riguarda la nutrizione umana, disciplina che insegna da 35 anni.
    A presto Grazie ancora,

    Giuliano Russini
    (DrSc Biologist Zoologist, Zootechnician, Zoopathologist, Agricultural) Parc Zoologique de Montpellier France

  6. 6 Sandro

    Caro Giuliano,

    grazie per le sintetiche illustrazioni e la particolare chiarezza. Ci potresti spiegare, a noi che non abbiamo le tue elevatissime competenze zoologico-fisiologico-etologico-ecologico-zootecniche che distinzione fai tra zoologia e zootecnia?

    Speriamo torni presto in Italia così mi puoi aiutare.

    Grazie,
    Sandro

  7. 7 Giuliano

    Ciao Sandro (scusa ti do del tu) ti ringrazio per il tuo post.

    La prima differenza è puramente accademica tra Zoologia e Zootecnia, cioè la Zootecnia è l’ applicazione delle conoscenze Zoologiche per una determinata specie animale (lo stesso concetto lo puoi applicare nel caso della fitotecnia nei confornti della Botanica) con il fine di allevarla in un contesto artificiale o semi artificiale.
    Per essere Zoologi come Botanici bisogna studiare solo Biologia per essere Zootecnici generalmente Biologia ma anche l’ agronomo e il veterinario (anche se queste 2 figure si rivolgono solo agli animali domestici) possono diventarlo con ottimi successi.

    Mi spiego meglio: Per conoscenze Zoologiche si intende conoscerne la Biologia Riporduttiva, Biologia della Nutrizione e Etologia e le condizione ambientali (di cosa si nutre in un ambiente tale specie) affinche’ quando l’ animale venga allevato si possano ricreare tale condizione per garantire il suo benesse cio’ che gli inglesi chiamano animal welfare, e gli americani animal well being.
    Ora il discorso è sottile, nel senso che genralmente la Zootecnia quando da disciplina meramnte Biologica è entrata nell’ ambito veterinario-agronomico il concetto si è un pò ridotto (mortificato sotto certi aspetti). Questo perchè in termini agroveterinari la Zootecnia ha uno scopo solamente economico rivolto a specie animali così dette da Reddito e Soma cioè quelle che producono carne, latte, lana, uova e che vengono utilizzate (soprattutto ancora in paesi in via di sviluppo Africa, Sud America, indocina come il Bufalo di Acqua e l’ Asino) per compiere lavori pesanti e rurali (agrare un campo, portare pesi eccessivi per lunghe distanze). Alle prime appartengono i bovini e ovini e suini(per latte e carne) e ai secondi galline, oche e altre specie di cui ci nutriamo sia per la carne che le uova (quaglie per esempio).

    Quindi qui le conoscenze Zoologiche sono mirate solo al benessere animale per farlo in sostanza Ingrassare bene e produrre sempre molto latte e uova e Lana di qualità, altri scopi non ce ne sono, se non proteggere quella determinata razza bovina o ovina o suina (ad es. cinta senese) per il pregio della qualità della loro carne o altri prodotti animali questo vale anche per i pesci (dove qui la zootecnia si chiama acquacoltura) e crostacei-molluschi (dove si chiama malacoltura) sempre con il fine economico di far ripodurre animali commestibili cosiddetti Eduli che entrano nella catena alimentare umana.

    La vera Zootecnia che in altri paesi (Inghilterra, Francia, Spagna etc.,) dove viene chiamata Zoologia applicata molto spesso, applica sia tali conoscenze per gli scopi sopra citati, ma generalmente le applica come metodiche (insieme di tecniche) per la salvaguardia della speice animale nel contesto ecologico con l’ unico scopo di non farli estinguere quindi si applica a specie animali svariate dal semplice invertebrato fino allo Scimpanzè (Pan Troglodytes) passando per specie carnivore com Leoni, Tigiri Lupi e addirittura (per fortuna) in ambiente marino squali, mammiferi marini, pesci tropicali, Psittaciformi (Ara Amazonica, Ara di Skipps, pappagalli, aquile reali) etc. Con lo scopo di non farli estinguere.
    Questo generalmente si applica nel contesto di Giardini Zoologici, Acquari, Parchi Acquatici, Oceanari, Zoosafari, Zooparchi, Parchi Faunistici etc.

    Uno dei settori della Zoologia applicata e Zootecnia (poichè la prima cosa che permette a una specie animale una sottospecie e una razza di sopravvivere è che si riproduca piu’ avanzato è quello della riproduzione artificiale. Spesso i Biologi che lavorano con specie rare o meno (soprattuto mammiferi, uccelli, rettili e pesci) che vivono in cattività per essere protetti si trovano difronte il grande -e sconosciuto- problema (ricordiamo che solo per gli uccelli esistono circa 9000 specie diverse e, una nuova al mese quasi se ne scopre) di cui si ignora l’ anatomia riproduttiva, l’ embriologia, l’ etologia, l’ ecologia (intesa sia come autoecologia: quella del singolo individuo e la Sinecologia: quella di comunità) le parassitosi che le danneggiano, l’ ambiente: inteso come Fitocenosi (insieme di vegetali) e Zoocenosi (insieme di animali) con cui condivide la sua nicchia ecologica, per cui nel 90 % dei casi di un esemplare che presenta in uno Zoo sia il maschio che la femmina non se ne ottiene l’ accoppiamento stagionale e non si riproducono -questo i Biologi lo definiscono come un potenziale Biotico minore della Resistenza Ambientale- cioè la capacità riproduttiva si arresta per una incapacità di accoppiamento. Allora qui interviene la Zoologia applicata e la Zootecnia, cioè i Biologi usano le tecniche (Scoperte da Brillanti Biologi del ‘ 700 e ‘ 800 e ‘900, come Spallanzani, Ivanov, Hammond, Testart, Thibault, Bonadonna etc.,) di inseminazione strumentale (Artificiale) (Dove il liquido seminale del maschio viene inserito all’ interno del dotto ovarico in cui si trova l’ ovocita ovulato, nella femmina, sperando che fecondi) oppure la fecondazione in vitro con trasferimento di embrione (IVF-ET) dove l’ ovocita prelevato chirurgicamente viene messo in coltura e fecondato da sperma animale e poi lasciato sviluppare fino a uno specifio stadio (che varia da specie a specie, alcune fino 16-32 cellule altre Blastocisti) e poi impiantata nella madre pronta ormonalmente oppure in una madre surrogata, ad esmpio embrioni di Zebra in utero di cavalle. Fino ad arrivare alle tecniche sulla bocca di tutti odierne, di clonazione somatica a fine riproduttivo. Ma tutte queste tecniche, non prescindono da altri problemi, come trovare terreni di coltura adatti per gli ovociti, embrioni delle piu’ disparate specie e in ultimo solo nei mammiferi la AI, IVF-ET e la clonazione somatica (SCNT: Somatic Cell Nuclear Transfer) ha avuto successo pienamente, negli uccelli solo la AI ma essendo l’ uovo rigido (cleidoico, con guscio che si forma lungo il percorso nell’ ovidutto fino all’ utero) la IVF-ET e la SCNT non la si è riusciti ad applicare, lo stesso problema nei rettili. Nei pesci quelli a riproduzione ectopica (esterna, quasi tutti i Teleostomi, pesci ossei) la AI si applica quotidianamente (basti pensare agli allevamenti di spigole, cernie, anguille, storioni) perchè ovipari ma l’ uovo non ha guscio come nei rettili e uccelli cioè non è cleidoico e la fecondazione nei rettili e uccelli è interna, invece esterna è solo parte dello sviluppo dell’ embrione (da gastrula in poi cioè quando è costituito da 670 cellule circa) pensate alla gallina chioccia che cova l’ uovo, invece nei pesci a fecondazione esterna e sviluppo esterno lo sperma esternamente si unisce nell’ acqua alle uova, quindi negli allevamenti di salmone per esempio, basta compire la spremitura della femmina fattrice di salmone per avere le uova poste in bacinella con acqua e sopra si versa lo sperma del maschio riproduttore spremendolo ai lati del corpo nella regione dove sono posizionate le gonadi maschili, alla stregua di un tubetto di dentifricio (ovviamente essndo molto, molto delicati la pressione deve essere gentile) versando lo sperma sulle uova che si feconderanno e daranno roigine alle larve (embrioni di pesce) in sviluppo, in ultimo anche i Pesci sono stati clonati come il pesce Zebra Fisher ora si sta prvando con Trote, Anguille. Un’ ultima tecnica è quella della riproduzione verginale senza l’ ausiolio della fusione dello sperma (anfigonia) con l’ ovocita, la Partenogenesi che nel mondo degli invertebrati (insetti, Molluschi, Crostacei) è normale (è una forma unisessuata di riproduzione perchè c’è solo il sesso femminile) nei vertebrati è rara, si trova in anfibi (rane, rospi) rettili (lucertole) pesci (telostomi) uccelli (casi abbastanza frequnti nel tacchin Meleagris Gallopavo che va dal 17% al 40 % dei casi di Partenogenesi spontanea) e rarissima nei mammiferi (qualche caso nei ratti e conigli) e per altri animali non si è ancora scoperta. Forse una forma di malattia nella donna Ciste dermoidea viene fatta risalire a una forma abortiva di partenogenesi con conseguenze cancerose, ma tutto è assolutamente insicuro.

    Potremo fare ancora centinai di esmpi di Zootecnia e Zoologia applicata, ma bisogna dire che altri aspetti sono per esempio capire lo spazio che occupa un animale in ambiente naturale e cercare di riprodurlo in ambiente artificiale, oppure chi alleva bovini e ovini capire se un allevamento intensivo conviene con una determinata razza rispetto a un pascolo quotidiano o semipascolo.

    Spero di aver dato un contributo per spiegare cosa si intende per Zoologia e Zootecnia. Comunque anche se non lo si dice spesso, il 90% dele riviste di Zootecnia sono dirette da Biologi-Zoologi (anche se vi lavorano ovviamente pure agronomi, veterinari) perchè la Zootecnia per esistere ha necessità del Biologo-Zoologo (come la fitotecnia del Biologo-Botanico) da cui prende le informazione per migliorare le sue tecniche di allevamento.
    A presto,

    Giuliano Russini
    (DrSc Biologo Zoologo, Zootecnico, Ecopatologo-Agricolo)

    P.S. Forse tornero’in Italia per lavoro entro l’ anno, vedremo.

  8. 8 Carlo

    Signor Giuliano, io sono d’accordo con lei, ma volevo
    precisare che l’agronomo zootecnico non si preoccupa solo della produzione ma anche dell’ecositema agrario, forestale e naturale. L’allevamento non va visto solo come “una fabbrica di produzione” ma anche come una zoocenosi che serve per salvaguardare la biodiversità vegetale e animale nei vari ecosistemi.

  9. 9 Marco

    Sicuramente un’ occhiata a questo aspetto la da l’ Agronomo, sono d’ accordo con lei, ma è una realtà che è entrata al massimo da una decina d’ anni nei piani di studio di agricoltura e concentrata sempre sul reddito e lo sviluppo sostenibile a fine di reddito. L’ Ecologia è materia inopinabilmente del Biologo, anche perchè chi l’ ha creata come disciplina Hernest Hackel nella seconda metà dell’ 800 era un Biologo, come l’ Etologia è materia Biologica visto che Konrad Lorenz, K von Frisk, N Tinberger erano tutti e tre Biologi e crearono l’ etologia. Tu parli di biocenosi, la somma delle comunità animali e vegetali caratterizzanti un ordine di spazio biotico. Ma vedi anche in questo caso, l’ Agronomo (che io STIMO come figura) è sempre e solo devoto a cio’ che puo’ essergli utile come ritorno economico, nel senso di un sistema sfruttabile per la coltivazione (piante officinali ad esempio) o l’ allevamento di specie da reddito alla luce oggi di uno sviluppo sostenibile (o ecosostenibile) quindi per sistemi agricoli e basta, l’ agricoltura è economia, volente o nolente. La Biologia Ecologia si interessa a problemi molto pratici e applicati ma a tutti gli ecosistemi da quelli marini, a quelli delle acque continentali (lotiche, lentiche) a quelli montuosi quelli delle foreste (Taiga, Pluviali, Caduciformi) agli ecosistemi della savana, desertici, della tundra etc,. Considerando tutti gli aspetti Biocenotici, Ecotonici, Eosistemici, analizzando tutte le sere che si evolvono fino a una condizione di climax e, inquadrando per la flora e la fauna (di piante commestibili non commestibili e animali, non coltivate ne allevabili in molti casi) tutti gli equilibri ecodinamici e ecopatologici. Penso alla diffusione del virus della rabbia in volpi, lupi, moffette, furetti, procioni pipistrelli, fino ad arrivare alla trasmissione agli animali di allevamento, cavalli, suini, ovini. Oppure a patologie a carico dei ai corvoidei come corvi, cornacchie taccole o ai Caradriformi come le beccacce. o gli anseriformi-anatidi che vengono trasmesse a fauna aviaria domestica e di cortile. Personalmente credo che l’ agronomo ha una buona preparazione, ma non dovrebbe (cosa che fanno anche altri professionisti nell’ ambito di altre discipline in Italia) valicare i suoi confini verso entità come il Biologo ch esitono da quasi 700 anni. Ognuno fa la sua professione, pure nella facoltà di Biologia si fa l’ esame di chimica fisica, ma nessun Biologo si ritiene (ne vuole esserlo te lo assicuro) un chimico fisico. Quindi, mi rendo conto dell’ aspetto agroecologico che lei cita, poi nello specifico mi era stata richiesta informazione sulla differenza tra Zoologia e Zootecnia, ma per essere un Ecologo o un Ecopatologo, bisogna essere un Biologo, come per essere uno Zoologo o un Botanico sempre un Biologo, altrimenti non capisco propio perchè le persone studiano in altre facoltà per cercare pero’ di andare a fare quello che storicamente hanno sempre fatto i Biologi.
    Sinceramente,
    Giuliano Russini
    (Biologo Zoologo, Eocopatologo fauana selvatica)

  10. 10 Giuliano

    P.S. ho usato la mail di un collega perchè la mia posta si apre ma non riesco a mandare e-mail.
    Giuliano Russini

    Ora pero’ funziona

  11. 11 Giuliano

    Si ma mi permetta di dirle che l’ ecologia, come l’ Ecopatologia, è materia solamente del biologo.

    Un agronomo si ferma sempre a quegli ecosistemi (e da una decina d’ anni a questa parte)economicamente sfruttabili, l’ agricoltura è economia.

    Un biologo fa lavoro pratico e estremamente applicato (Hernest Hackel fondatore dell’ Ecologia nel 1870 era un Biologo) ma si interessa a tutti gli ecosistami da quello marino a quello della acque dolci (lotiche, lentiche) a quelli montuosi a quello delle foreste Pluviali Equatoriali, Decidue, Taighe, all’ ecosistema antartico-artico alla Tundra fino alla Savana e il deserto, studiandone le sere, fino ai climax, l’ ecopatologia della flora e fauna (non per forza coltivabile o allevabile) studiandone gli ecotoni e quindi le biocenosi come somma dei biotopi etc.

    Ognuno ha la sua professione se si vuole essere Ecologi, come Zoologi o Botanici bisogna essere Biologi, ho stima dell’ Agronomo, ma non capisco perchè in Italia le persone si iscrivono in altre facoltà per poi volere (spesso) fare quello che fa il Biologo da quasi 700 anni.

    Dubito che una tigre o un leone un alligatore o una orchidea, una ninfea vengano studiati da un agronomo, da un Biologo si.

    Sinceramente,

    DrSc Giulian Russini
    (Biologo Zoologo, Zoobiologo, Ecopatologo della fauna)


  1. 1 Zoologia, Zootecnia E Riproduzione Animale « Maurizio Morabito

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