A Proposito Di Creazionismo Ed “Intelligent Design”

03Mar09

Da credente, provo una naturale sensazione di disgusto per gli sforzi creazionisti-ID-et-similia che suonano blasfemi, almeno alle mie orecchie.

“Tentare” il Padre perche’ dimostri la Sua presenza e’ uno dei peggiori peccati, perche’ mina ogni relazione di fiducia. E tentare di provare l’esistenza oggettiva di Dio e’ un attentato all’idea stessa della Fede.

Detto questo, attendo il giorno in cui qualcuno verra’ fuori con una teoria scientifica migliore di quella di Darwin e derivati. Prima o poi succedera’: anche Newton non le aveva azzeccate tutte. E sara’ un momento che definire eccitante sara’ poco. Magari capitera’ fra mille anni…per il momento, trovo le agitazioni creazioniste-ID-et-similia una gran perdita intellettuale di tempo (e senza includere la blasfemia di cui sopra).

Anche le teorie sul perche’ gli aereoplani riescano a volare hanno grossi buchi e margini di miglioramento, ma gli aereoplani volano lo stesso.

Con buona pace di Fratus, poi, il creazionismo che arriva a noi adesso (a noi in quanto societa’…poi ognuno si puo’ fare la cultura che vuole), e’ ovviamente quello americano di William Jennings Bryan, che aveva i suoi buoni motivi (non nasce come “anti-darwinismo” ma come “anti-darwinismo_sociale”)

Perche’ dico questo? Perche’ senza i creazionisti americani di certa roba non si parlerebbe piu’.

L’ideale egualitario di WJB si e’ poi purtroppo ulteriormente populistizzato, trasformandosi nel tentativo di insegnare panzane a scuola, al punto di arrivare a infangare la Bibbia con una lettura letterale che sarebbe dovuta morire dopo la pubblicazione della Hexapla di Origene. Ma tant’e’…



4 Responses to “A Proposito Di Creazionismo Ed “Intelligent Design””

  1. Caro Maurizio Morabito è singolare sentirmi contestare che “il creazionismo che arriva a noi adesso e’ ovviamente quello americano di W. J Bryan”…
    Mi spiace ma il creazionismo che arriva da noi oggi, cioè in Italia, ha origini tedesche come dimostra il manuale di biologia non evoluzionista che è stato presentato dall’associazione AISO (http://www.creazionismo.org/articolo.asp?id=163). Solo chi non consoce l’argomento puà scrivere una tale sciocchezza…
    Poi ognuno si puo’ fare la cultura che vuole… con buona pace del sigor Morabito…

    • Grazie del raffinato commento. E’ ovvio che uno puo’ scegliersi il mito delle proprie origini che vuole, ma senza il creazionismo di stampo americano ci sarebbe stata una decisa cesura e reinvenzione contemporanea del creazionismo stesso, fra la fine del XIX secolo e la fine del XX.

  2. A mio avviso il creazionismo ha origine anglosassone; Quello statunitense è un’elaborazione di quello inglese come quello europeo.
    Non vi è bisogno, per i creazionisti europei, di passare dall’America per le sostenere le moderne tesi del creazionismo scientifico.
    Inoltre non sono stao io ad entrare a gamba, caro Morabito e non comprendo da dove nasca la tua polemica nei miei confronti
    “Con buona pace di Fratus, poi, il creazionismo che arriva a noi adesso (a noi in quanto societa’…poi ognuno si puo’ fare la cultura che vuole), e’ ovviamente quello americano di William Jennings Bryan, che aveva i suoi buoni motivi (non nasce come “anti-darwinismo” ma come “anti-darwinismo_sociale”)”

    Buona giornata.

    • Mi sembrava di essere stato chiaro. Riprovero’. Il creazionismo e’ arrivato ancora in vita alla fine del XX secolo grazie solo a quanto e’ avvenuto negli USA. Senza WJB e il resto, i creazionisti di oggi avrebbero dovuto ricominciare praticamente da zero. E il creazionismo americano non ha radici scientifiche, quanto politiche e sociali. Quello che preoccupava Bryan non era leggere la Bibbia “alla lettera”, qualunque cosa cio’ significhi, quanto rigettare il darwinismo sociale della sua epoca, che ovviamente era in conflitto con l’ideale di uguaglianza assoluta fra le persone, ideale perorato da WJB e quindi dal Partito Democratico negli USA fino ai nostri giorni.

      La scelta anti-darwiniana era (e rimane) quindi prima di tutto una scelta politica. Ci tenevo a sottolineare questo aspetto, visto che nessuna discussione scientifica potra’ mai far cambiare idea dal punto di vista politico.


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