Catastrofismo Finanziario, Non Catastrofe (per ora)

29Set08

Un grande articolo (in inglese) dal blog misto inglese / italiano blog “noisefromAmerika” con David K. Levine e Michele Boldrin che spiegano i motivi in base ai quali non sembra che il sistema finanziario mondiale stia per crollare domani.

A meno che la coppia Bernanke&Paulson in America  non dicano tutta la verità …

Tutto ciò spiega anche l’altrimenti assurdo comportamento di tanti politici americani, che dichiarano un imminente Armageddon con una mano, e litigano su quello che al confronto sarebbero solo sciocchezze, con l’altra.

Come di consueto, l’unica cosa di cui aver paura è la paura stessa (e una soluzione troppo affrettata). A questo ritmo, la cosa migliore che può accadere è che nulla di sostanziale sia fatto fino a dopo le elezioni presidenziali. Manca poco piu’ di un mese. Se il Presidente Bush è davvero preoccupato, può imporre un mese di ferie bancarie forzate, come fece Franklin D. Roosevelt per qualche giorno, tanti anni fa.

[…] il valore complessivo dei mutui in sospeso è di $11mila miliardi […] mentre il valore dei contratti di assicurazione scritti su di essi è di circa cinque volte più grande. Chiaramente, le Mortgage Backed Securities (MBSs), i CDOs e così via, sono stati utilizzati come garanzia per un sacco di altri prestiti […] Ciò spiega perché sia il valore di quei mutui a poter far cadere l’intero castello di carte […]

Il problema nel settore bancario è la possibilità di fallimenti a cascata, con le banche insolventi che fallendo trascinano giù le banche piu’ solide […]

Qual è la soluzione? Una è far intervenire il Governo perche’ acquisti titoli, come proposto nel piano di salvataggio [appena bocciatio dal] Congresso USA.

[Se tali titoli non sono adeguatamente valutati, il governo potra’ ottenere] solo titoli a valore inferiore [a quanto stimato] con i contribuenti a dover pagare la differenza. Si noti che quelli che raccolgono i frutti sono i possessori di titoli senza valore […] In effetti, per evitare che le banche peggiori trascinino con loro quelle migliori, salviamo le banche peggiori.

Ci sono molti sistemi alternativi a quello proposto dal Tesoro USA:

  • Richiedere alle banche di effettuare aumenti di capitale. [In quel caso] le perdite sono a carico delle banche migliori piuttosto che del contribuente
  • Scambiare debiti con partecipazioni azionarie. [E’ noto che] regimi di “remissione del debito” hanno aiutato nella risoluzione di crisi finanziarie, in passato.
  • Fare comprare allo Stato USA immobili per il valore del credito ipotecario
  • Forzare una liquidazione ordinata dei titoli derivati basati sui mutui […]

E’ vero: ci possono essere fallimenti a catena e cio’ è una cosa negativa. Ma tutto quello non avviene istantaneamente, non domani, non la prossima settimana, non il mese prossimo […]

Alla fine della fiera, in un futuro immediato la situazione è questa. La Federal Reserve Bank e le sue agenzie-sorelle […] possiedono già forti strumenti per gestire fallimenti nel sistema bancario. […] Non abbiamo visto fallire le banche migliori, né abbiamo visto fallimenti a catena. Non ci è stato dato alcun motivo per pensare che qualcosa del genere sia imminente. […]

Il fatto che le banche siano riluttanti a prestare le une alle altre non ha molto impatto sulla loro capacità di prestare a breve termine ai clienti. […]

Se la Federal Reserve Bank e il Tesoro USA dispongono di informazioni in base alle quali le cose stanno peggio di quanto riferito da Bernanke, essi dovrebbero dirci quali siano quelle informazioni. In caso contrario dovrebbero dire chiaramente che l’Apocalisse non è dietro l’angolo.



6 Responses to “Catastrofismo Finanziario, Non Catastrofe (per ora)”

  1. 1 alessandro

    mica si capisce cosa ti occorre (i salti dai palazzi?).
    Vedi Roubini oggi:

    http://tinyurl.com/46r24u

    Che l’assegno in bianco non sia la soluzione e’ un conto, che la situazione sia grave e’ un altro.

  2. Di che parla Roubini? Di “crisis of confidence” e “panic mode” (e della possibilita’ che sia proprio la “nuclear option” dei 700 miliardi a peggiorare la situazione). Per ora, il problema rimane incapsulato nei rapporti fra le banche, ed e’ una questione di “fiducia” piu’ che di “soldoni”.

    Quando (e se) una banca “buona” dichiara fallimento, o cominciano a fallire grandi ditte non-finanziarie, allora ne riparliamo, di catastrofe.

    Se chi comanda non sa cosa sta facendo, sara’ meglio che non faccia niente. Oppure che tagli i tassi di interesse, giusto perche’ male non potra’ essere.

  3. 3 alessandro

    si, hai ragione.
    Allora vendite meno 34% Ford,meno 32 % Toyota, meno 37 Nissan, meno 33 Chrysler, meno 24 Honda (e meno 24 totale industria automobilistica) a settembre (dati di oggi) descrivono un problema “tra banche” e non un problema di “soldoni”. Tanto per fornire un dato tra i tanti.
    Ma fammi il piacere, mi pari un incrocio tra McCain (the fundamentals are sound) e Brunetta 😉

    E studia meglio il freeze dell’interbancario, perche’ e’ una cosa seria.

  4. Ho scritto “non catastrofe PER ORA”…non ho mica detto che l’economia americana e’ in buona salute.

    A proposito, articolo dal NYT a firma David Leonhardt:

    http://www.iht.com/articles/2008/10/01/business/01leonhardt.php

    Leonhardt conferma il fatto che Bernanke e soci non hanno ancora spiegato perche’ sono preoccupati al limite del parossismo e dell’isteria. E passa poi a chiarire com’e’ che le cose potrebbero andare (male) nel prossimo futuro, sottolineando l’importanza della fiducia fra le banche prima di tutto (ci sono alcune interessanti considerazioni volte pero’ a escludere un remake della Grande Depressione).

    Con un Congresso che e’ a meta’ in scadenza mandato, e un Presidente da vergogna in carica effettiva solo per un altro mese, continuo a ritenere che sarebbe piu’ opportuno rimandare tutto a meta’ Novembre come minimo. Oppure, se Bernanke e Paulson hanno motivi seri per questa accelerata proprio adesso, li dicano chiari e tondi.


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