Rifiuti: Beppe Grillo il Disinformatore (con Jacopo Fo, Stefano Montanari e La Repubblica)

27Mag08

(NOTA BENE: il blog qui sotto e’ dedicato solo ed esclusivamente a chiarire gli aspetti scientifici degli inceneritori riguardo la salute umana; ci sono ovviamente altre considerazioni da fare, riguardo incenerimento e “termovalorizzazione”, e magari me ne occupero’ in un altro momento)

Tuona e rituona contro gli inceneritori, Beppe Grillo si sta dimostrando un meschino disinformatore, dando oggi spazio a un non molto intelligente testo di Jacopo Fo che a sua volta cita un fuorviante, assolutamente errato articolo dal Venerdi’ di Repubblica, basato (ovviamente) su un clamoroso malinteso e un po’ di (mal)sana invenzione giornalistica. Il tutto fa pendant con il blog dello “scienziato” Stefano Montanari, che il 5 maggio scorso non ha esitato a far passare per “scientifiche” quelle che erano le considerazioni anti-inceneritori da parte di un gruppo di attivisti, invece delle molto piu’ pacate conclusioni dell’Istituto di Vigilanza Sanitaria francese.

E non basta: sembra che in Italia sugli inceneritori si stia ripetendo pari-pari un dibattito gia’ concluso negli Stati Uniti nel 1996, con la sconfitta da parte di coloro che sulla base di citazioni ad arte ed interpretazioni fantasiose dei dati scientifici, volevano demonizzare gli inceneritori stessi. 

Certo che se Grillo e’ il Profeta di tanti italiani (come dimostrato dalle decine di siti che riprendono le sue parole senza un minimo di pensiero critico, per non parlare dei tanti che si bevono tutto quanto scritto da Jacopo Fo, Montanari o La Repubblica) allora stiamo proprio freschi.

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Grillo ha pubblicato oggi un blog “Ultimatum agli inceneritori” ospitando uno scritto di Jacopo Fo “Repubblica Ammette: Gli Inceneritori Fanno Strage” che a sua volta cita un trafiletto comparso sul Venerdi’ di Repubblica “Quando la Salute Se Ne Va in Fumo (Tossico)” secondo il quale

Nelle popolazioni che vivono in prossimità di impianti di incenerimento dei rifiuti è stato riscontrato un aumento dei casi di cancro dal 6 al 20 per cento. Lo dice una ricerca, resa pubblica dall’istituto statale di sorveglianza sanitaria francese, l’ultima delle 435 ricerche consultabili presso la biblioteca scientifica internazionale Pub Med (www.ncbi.nim.nih.gov) che rilevano danni alla salute causati dai termovalorizzatori per le loro emissioni di diossina, prodotta dalla combustione della plastica insieme ad altri materiali.

Come ho gia’ scritto a proposito di quell’altro scienziato a cui manca sempre l’ultimo pezzo per completare un discorso logico (Stefano Montanari), un aumento dei casi del 20% non significa quasi niente. E non puo’ essere considerato come “prova scientifica” che gli inceneritori siano davvero causa di quei tumori (la “prova” e’ per aumenti dal 200% in su, cioe’ per rischi relativi da 3 in poi).

In tanti, comunque, visto che l’ha detto Grillo, hanno fatto il loro compitino di copiato, e riportato le parole del loro Messia ex-Comico come fossero oro colato. Io, per far finta di non sapere ne’ leggere ne’ scrivere, sono andato a cercare queste fantomatiche 435 ricerche su “Pub Med” (meglio nota come PubMed).

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E cosa ho trovato? Ho trovato che l’articolista di Repubblica ha citato PubMed a sproposito. I dati dell’aumento dei tumori dal 6% al 20% sono stati pubblicati dal francese InVS (l’Istituto di Vigilanza Sanitaria), ma non su PubMed. Notare le discussione e le conclusioni dell’InVS: non si puo’ incriminare un inquinante particolare; non si puo’ stabilire una causalita’ fra esposizione alle emissione dell’inceneritore e tumori; lo studio riguarda una situazione passata, non il presente; le riduzioni degli inquinanti nell’ultimo decennio fanno pensare che ci sara’ una diminuzione dei casi di tumore).

Perche’ allora la citazione da PubMed? Perche’ il giornalista di Repubblica ha anche letto male una ricerca francese, pubblicata su PubMed, che parla di 434 “incident cases” (“incidenti”, cioe’ “casi di tumore”) e non di 434 ricerche (435 inclusa l’ultima).

Int J Health Geogr. 2008 Jan 28;7:4.
Dioxin emissions from a municipal solid waste incinerator and risk of invasive breast cancer: a population-based case-control study with GIS-derived exposure.
Viel JF, Clément MC, Hägi M, Grandjean S, Challier B, Danzon A.

D’altronde PubMed indica chiaramente come sia molto aperto il dibattito intorno agli effetti degli inceneritori su tumori, malattie, mortalita’.

Su PubMed alla parola “incinerator” corrispondono 886 articoli; a “waste-to-energy” (“termovalorizzazione”) 37 articoli; e all’abbreviazione “wte” 45 articoli. In fondo a questo blog, una breve scelta, che qui sommarizzo:

(a) La disinformazione da parte di chi odia gli inceneritori per principio, era gia’ in auge negli USA (e denunciata per quello che e’) ben 12 anni fa

(b) E’ provato che l’esposizione alle diossine causi problemi, per esempio un deciso aumento dei casi di sarcoma

(c) Uno studio francese di cinque anni fa riporta un deciso aumento anche dei casi di Linfoma non-Hodgkin, ma solo nella zona piu’ vicina a un inceneritore

(d) Una quantita’ di studi effettuati in varie parti del mondo, Italia, nel Regno Unito, a Taiwan, in Portogallo, in Spagna, in Slovacchia, negli Stati Uniti, riportano trascurabili o comunque poco chiari effetti sulla salute da parte degli inceneritori, specie quelli piu’ moderni

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Se il signor Grillo fosse davvero interessato a informare i cittadini, se il signor Jacopo Fo avesse davvero a cuore la “verita’”, se su Repubblica (a parte l’Oca Sapiens) i giornalisti scrivessero ogni tanto qualcosa di serio invece dei soliti strafalcioni), e se il signor Montanari desiderasse davvero portare avanti un discorso serio invece di spacciare per scientifici i commenti da parte di un gruppo di attivisti, la polemica sugli inceneritori finirebbe oggi stesso. O forse, non sarebbe mai iniziata.

Se.

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SELEZIONE DI ARTICOLI DA PUBMED RIGUARDO INCENERITORI, DIOSSINE E SALUTE UMANA

Environ Health. 2007 Jul 16;6:19. 
Sarcoma risk and dioxin emissions from incinerators and industrial plants: a population-based case-control study (Italy).
Zambon P, Ricci P, Bovo E, Casula A, Gattolin M, Fiore AR, Chiosi F, Guzzinati S.
(Italia: l’esposizione alle diossine fa male, nel caso del sarcoma, con un aumento del rischio di 2.3)

Waste Manag. 2008;28(5):885-95. Epub 2007 Jul 3.
Health risk assessment of air emissions from a municipal solid waste incineration plant–a case study.
Cangialosi F, Intini G, Liberti L, Notarnicola M, Stellacci P.
(Inceneritore a Taranto: basso aumento del rischio individuale totale, molto piccolo aumento del rischio di cancro)

Int J Hyg Environ Health. 2007 May;210(3-4):455-9. Epub 2007 Mar 1.
Human exposure to heavy metals in the vicinity of Portuguese solid waste incinerators–Part 3: biomonitoring of Pb in blood of children under the age of 6 years.
Reis MF, Sampaio C, Brantes A, Aniceto P, Melim M, Cardoso L, Gabriel C, Simão F, Miguel JP.
(Portogallo: risultati non chiari sul rapporto fra incineratori e livelli di piombo nel sangue dei bambini)

J Public Health (Oxf). 2006 Sep;28(3):261-6. Epub 2006 Jul 25.
Waste incineration–how big is the health risk? A quantitative method to allow comparison with other health risks.
Roberts RJ, Chen M.
(Regno Unito: aumento del rischio di morte dovuto a inceneritore di 1 su 4 milioni per anno i.e. 4 volte meno del minimo “accettato” di 1 su un milione)

Epidemiol Prev. 2006 Jan-Feb;30(1 Suppl 1):5-95.
Comment in:
Epidemiol Prev. 2006 Jul-Oct;30(4-5):210-1; author reply 211-2.
[Report on health status of residents in areas with industrial, mining or military sites in Sardinia, Italy]Biggeri A, Lagazio C, Catelan D, Pirastu R, Casson F, Terracini B.
(Sardegna: analisi degli effetti dell’inquinamento in varie localita’. A Sarroch, dove c’e’ un inceneritore, aumento del rischio di malattia a 1.24 negli uomini. A Tempio Pausania, dove c’e’ un altro inceneritore, niente da segnalare)

Epidemiology. 2003 Jul;14(4):392-8.
Dioxin emissions from a solid waste incinerator and risk of non-Hodgkin lymphoma.
Floret N, Mauny F, Challier B, Arveux P, Cahn JY, Viel JF.
(Francia: aumento del 130% del lymphoma non-Hodgkin nelle aree piu’ vicine all’inceneritore, dove la concentrazione e’ piu’ alta. Nessun aumento nelle altre, anche in quelle immediatamente piu’ vicine. Lo studio e’ di cinque anni fa. Gli autori ne hanno recentemente pubblicato un altro, dove indicano come le camere di combustione piu’ vecchie siano state recentemente sostituite)

Environ Sci Technol. 2007 Oct 1;41(19):6847-53.
Comparative health risks of domestic waste combustion in urban and rural Slovakia.
Krajcovicová J, Eschenroeder AQ.
(Slovacchia: aumento morti dovute a inceneritore moderno, 1 su in un milione; riguardo il vecchio inceneritore: 7-370 su un milione)

Epidemiol Prev. 2001 Mar-Apr;25(2 Suppl):1-71.
[Meta-analysis of the Italian studies on short-term effects of air pollution]
Biggeri A, Bellini P, Terracini B; Italian MISA Group.
(Italia: aumenti fino al 5% del rischio di morte associato a vari inquinanti atmosferici)

Waste Manag Res. 2002 Jun;20(3):223-33.
Energy recovery from New York City municipal solid wastes.
Themelis NJ, Kim YH, Brady MH.
(New York: ambientalmente, e’ meglio bruciare che seppellire)

Med Pr. 2005;56(1):55-62.
[Health risk related to municipal waste incineration]
Starek A.
(Polonia: dati non univoci nell’indicare una relazione causa-effetto fra inceneritori e malattie)

J Air Waste Manag Assoc. 2001 Jul;51(7):1100-9.
Health effects of waste incineration: a review of epidemiologic studies.Hu SW, Shy CM.
(Taiwan: analisi di vari studi legati agli inceneritori non porta a risultati univoci)

Ann Ist Super Sanita. 2004;40(1):101-15.
Health effects of exposure to waste incinerator emissions:a review of epidemiological studies.
Franchini M, Rial M, Buiatti E, Bianchi F.
(Italia: analisi di vari studi riguardo gli inceneritori suggerisce che se ne facciano di nuovi)

Toxicol Ind Health. 1996 Mar-Apr;12(2):277-87.
Health effects from hazardous waste incineration facilities: five case studies.
Pleus RC, Kelly KE.
(USA: denunciano la disinformazione fatta da chi e’ convinto dei danni alla salute da parte degli inceneritori.)

Chemosphere. 2008 Feb;70(9):1588-95. Epub 2007 Oct
Dietary exposure to PCDD/PCDFs by individuals living near a hazardous waste incinerator in Catalonia, Spain: temporal trend.
Martí-Cid R, Bocio A, Domingo JL.
(Spagna: riportano addirittura una diminuzione delle diossine nel cibo dopo l’installazione di un inceneritore)



31 Responses to “Rifiuti: Beppe Grillo il Disinformatore (con Jacopo Fo, Stefano Montanari e La Repubblica)”

  1. Ottimo lavoro Maurizio!

    Per far capire che un aumento dal 6 al 20% non è necessariamente indicativo, e che bisogna leggere l’intero articolo per capirlo, si può fare l’esempio delle accuse a Radio Vaticana di aver fatto aumentare il livello di leucemia infantile di sei volte. Come dimostrò il Cicap:
    “La situazione fu analizzata da Paolo Vecchia, direttore del Settore Radiazioni Non Ionizzanti dell’Istituto Superiore di Sanità (17/3/2001). Data la scarsa popolazione di Cesano [dove si trovano le emittenti di Radio Vaticana, NdR], nel raggio di due km da quell’emittente radio secondo l’incidenza media italiana della leucemia infantile, se ne sarebbero dovuti verificare 0,16 casi. In 13 anni se ne verificò uno solo. Conclusione 1 diviso 0,16 fa 6, cioè incidenza 6 volte maggiore.”
    http://www.cicap.org/new/articolo.php?id=102124

  2. Guarda che di medicina non so proprio niente, quindi giro alla larga.
    In compenso so che ormai si costruiscono inceneritori le cui emissioni sono filtrate così efficacemente che alcuni composti catturati vengono riciclati (con l’aumento delle materie prime, pare che tra poco diventi conveniente). E si sa come trattarne le ceneri per renderle inerti. Vedi Singapore che, piccola e sovrappopolata, incenerisce a man bassa. Le ceneri finiscono sull’isola di Pulau Semakau, unica discarica dello stato, abitanti: 4,5 milioni. Con mangrovie, banyan ecc. adesso Pulau S. è un “biodiversity hotspot” del Sud-est asiatico, meta di ecoturismo, la visita si paga, e in questi giorni sarà piena di Bird Watchers, per via delle gru.
    Certo, gli inceneritori high-tech costano. Consumano molta energia, quindi come termovalorizzatori non sono il massimo. Richiedono un ricambio continuo dei filtri. una forza lavoro specializzata, funzionari pubblici onesti, solerti, con i mezzi per fare vere ispezioni. Capisco che nei paesi dove la funzione pubblica latita, ci siano un po’ di timori…

    Forse puoi suggerire a Grillo, Fo, Montanari ecc. di leggere un rapporto su gestione dei rifiuti e rischi per la salute, chiesto dal governo inglese qualche anno fa
    http://www.defra.gov.uk/ENVIRONMENT/waste/research/health/index.htm
    E’ pieno di dati e c’è una grossa bibliografia. Ho il vago ricordo – da controllare, ma non ce la faccio o perdo l’aereo! – che dopo aver paragonato le nocività di vari sistemi, gli ambientalisti di Clean Air hanno concluso che quello degli inceneritori era il meno peggio. Come la democrazia per Churchill insomma.

    l’oca s.

  3. 3 pippo

    Non mi sembra che qui sia il tempio dell’informazione: negli USA la disinformazione sul NO inceneritori è stata denunciata per quello che è 12 anni fa?
    Perbacco! Sarà per quello che negli USA da 12 anni NON costruiscono più inceneritori!
    Anche in europa la tendenza è verso una moratoria, a favore di riciclaggio e riutilizzo, a tal punto che gli impianti già costruiti cominciano a non avere piu’ “carburante” a sufficienza cercando immondizia da incenerire anche da altri paesi.
    Comunque, lasciando perdere completamente il discorso inquinamento, ammettendo pure che l’inceneritore inquina quanto 2 sigarette, perchè non si ritiene accettabile anche l’aspetto economico-sociale?
    Avviando una politica di riciclaggio/riuso spinto, mettendo su un efficiente ciclo di gestione rifiuti (teoria di rifiuti zero) si creano decine di migliaia di posti di lavoro, invece di concentrare enormi risorse nelle tasche di pochissimi.

  4. Per pippo: negli USA la disinformazione denunciata 12 anni fa riguardava gli effetti degli inceneritori sulla salute. Non mi sembra di aver parlato d’altro, quindi di cosa ti lamenti?

    Il discorso su come si trattano i rifiuti in America e altrova, e perche’, e’ piu’ complesso, ed esula dal tema di questo blog (=la salute).

    Idem riguardo i “rifiuti zero”. Se un sistema ha dei pregi, che li si renda chiari a tutti: e questo non lo si fa inventandosi difetti inesistenti in sistemi “concorrenti”.

  5. 5 luca

    (b) E’ provato che l’esposizione alle diossine causi problemi, per esempio un deciso aumento dei casi di sarcoma

    (c) Uno studio francese di cinque anni fa riporta un deciso aumento anche dei casi di Linfoma non-Hodgkin, ma solo nella zona piu’ vicina a un inceneritore

    l’hai scritto tu! Gli inceneritori bruciano plastica (sacchetti della spazzatura) insieme ad altre sostanze. Questo provoca l’emissione di diossina, che ,seppur in quantità più basse rispetto agli inceneritori di 30 anni fà, è nociva per la salute umana.
    Siamo nel 2008, il mondo va incontro ad una catastrofe naturale per via del riscaldamento globale, e noi cosa facciamo invece di proporre energia pulita, riciclaggio, sviluppo sostenibile? Spendiamo milioni di euro in inceneritori, dannosi per la salute e per l’ambiente, il tutto per bruciare la monnezza che in gran parte si potrebbe riciclare!!!
    Mi dispiace ma qui c’è qualcosa che non va…

  6. scusa luca ma il resto lo hai letto? Le diossine fanno male in certe quantita’, ma vicino agli inceneritori non si vede un aumento del numero di morti o malattie tale da far pensare che le diossine stiano facendo una “strage”.

    Anzi, ho anche evitato di citare quegli studi che indicano una _diminuzione_ del numero di certi tumori, _forse_ a causa dell’effetto su alcuni sistemi del nostro organismo da parte di _piccolissime_ quantita’ di diossine.

    Se non vuoi credere a me, faccio una traduzione dal francese parola per parola, dal rapporto dell’InVS che poi e’ stato storpiato dal CNIID, il cui testo e’ stato ripreso da Montanari ed ha finito per confondere il giornalista di Repubblica.

    http://www.invs.sante.fr/publications/2008/plaquette_resultats_uiom/plaquette_resultats_uiom.pdf

    Quello che non va e’ che invece dei problemi reali, Grillo/Montanari/Jacopo Fo e migliaia di altre persone se ne inventano di nuovi. Fanno casino, solo casino

  7. 7 Krull

    come dico a tutti quelli che “sponsorizzano” gli inceneritori, proponi di fare a cambio di casa con chi ci abita vicino

    sarebbe un gesto di enorme civilita’

  8. 8 FELI79

    beppe grillo………… e bastaaaaaaaaaaaaa!!!!!!!!!!!!!!!11

  9. ma di cosa parli Krull? io mi faccio tutti i giorni (a piedi) mezz’ora fra i fumi di scappamento del traffico nel centro di Londra.

    E poi non sponsorizzo alcun inceneritore: come ho dichiarato a Radio24, sono contrario al loro uso perche’ bruciare significa rubare alle generazioni future che avranno capacita’ di recupero e riciclo molto superiori alle nostre.

    https://mauriziomorabito.wordpress.com/2008/05/09/inceneritori-dietro-la-scienza-di-montanari/

  10. 10 Krull

    1) ma non vivi vicino ad un inceneritore
    2) per me questo articolo vuol dire sponsorizzare gli inceneritori

  11. 1) i rischi esistono per tutti, vanno gestiti e non nel panico o su basi fatte di niente

    2) padronissimo di pensare quello che vuoi. Ma l’argomento-inceneritori non comincia e non finisce sulle possibili conseguenze sulla salute umana.

  12. 12 Krull

    1) siamo d’accordo, ma nell’articolo parli degli inceneritori
    2) anche su questo siamo d’accordo, ma nell’articolo parlavi della salute e non delle tasche

  13. grazie Krull. Ho messo un testo chiarificatore all’inizio del blog

  14. 14 Krull

    naturalmente il mio invito rimane valido

    oppure, se non potete spostarvi, potete proporre di farvi costruire un inceneritore dietro casa

    e aggiungerei una cosa molto piu’ fattibile: offritevi di pagarlo voi l’inceneritore invece di utilizzare i soldi pubblici di tutti (compresi quelli dei creduloni che seguono grillo e soci)

  15. 15 luca

    guarda, come ho scritto prima, penso che invece di costruire costosissimi inceneritori, che non fanno altro che bruciare i rifiuti (ed indubbiamente inquinare), si potrebbero investire le stesse cifre per fare riciclaggio ed informazione-sensibilizzazione. Per farti un esempio, sono sicuro che una volta che gli inceneritori in campania saranno pronti, si manderanno a bruciare tonnellate di rifiuti non differenziati, e dentro i forni finirà di tutto. Dalla plastica al vetro e chissà cos’altro. La plastica si ricicla, la carta si ricicla, i rifiuti organici possono essere trattati! E’ la cultura del riciclaggio che non entrà mai nelle teste degli italiani (perlomeno al sud perchè al nord sono più sensibili a quanto pare).

    Quello che dici tu potrebbe anche essere vero, io non sono un esperto, cerco di capirci qualcosa al di là di quello che scrivono illustri giornalisti. Mi sono fatto questa idea: dopo anni ed anni in cui in campania si è scaricato di tutto avvelenando le campagne, il bestiame e le salute umana, non penso che costruire altri 4 mostri sia la soluzione più efficace.

    Quello che succede a Chiaiano, la gente che protesta contro la discarica, secondo me è del tutto legittimo, anzi, è un loro diritto sancito dalla costituzione! Purtoppo invece di ascoltare si preferisce prenderli a manganellate!

    Non sono partenopeo, sono pescarese, ma condivido in pieno la lotta di quei cittadini! Le loro terre sono state avvelenate dalle grandi industrie del nord e dai clan camorristici per anni! Non c’è un telegiornale che citi questo fatto! E’ giusto che difronte l’emergenza dilagante le altre regioni d’Italia si prendano la loro fetta di responsabilità accettando di smaltire i rifiuti napoletani.

    Per ultimo, dico solo una cosa: l’Italia manda in Germania tonnellate e tonnellate di rifiuti non smaltiti, pagando un costo di trasporto e di smaltimento elevatissimo. In Germania separano i rifiuti ed ottengono nuove materie prime, guadagnandoci due volte! Perchè in Italia non è possibile? Perchè non si pensa a costuire centrali in grado di smaltire i rifiuti invece che bruciarli?

  16. grazie luca. non sono in disaccordo con te. perche’ un tipo come Grillo perda invece il suo tempo dietro al niente, possiamo solo immaginarcelo.

  17. 17 Krull

    luca si e’ dimenticato di dire che l’ultimo paragrafo l’ha preso dal post di oggi dal blog di grillo; e per la proprieta’ transitiva anche tu morabito perdi tempo dietro al niente

    e poi mi chiedo: come mai i rifiuti li mandiamo in germania invece di mandarli in altri inceneritori italiani? per esempio quello di brescia tanto decantato

  18. enno’ Krull, anche un orologio a lancette rotto segna l’ora esatta, due volte al giorno 😎

    o come si dice, neanche l’astrologo puo’ sbagliarle tutte

  19. 19 Krull

    che quindi vale anche per grillo e soci

    ci sei cascato 😉

  20. 20 sbadalamenti

    Caro Maurizio, lascia perdere gli inceneritori e concentrati sugli elettroencefalografi giapponesi 😉

  21. MAGNETOencefalografi, prego 😎

  22. 22 luca

    x krull:
    ci tenevo a precisare che il primo (non l’ultimo) paragrafo è preso dal blog di beppe grillo. Mi sono limitato ad aderire all’appello che grillo fa in quel post, e cioè diffondere quelle notizie nei nostri blog, tutto qui. ciao!

  23. 23 Krull

    @luca:
    no e’ l’ultimo tuo paragrafo

    questo e’ quello di grillo:
    “I treni della monnezza vanno a nord. Come uccelli migratori in primavera. Verso l’accogliente Germania che separa i nostri rifiuti e li trasforma in materie prime secondarie e in composti organici per l’industria. I treni dei rifiuti differenziati tornano quindi a sud. Verso l’Italia ridicola e cialtrona. Messa alla berlina in tutta Europa da partiti incapaci e corrotti.
    Paghiamo la Germania per i rifiuti due volte: una all’andata e l’altra al ritorno. Per smaltirli come spazzatura e per comprarli come materia prima secondaria. La portavoce del ministero dell’Ambiente della Sassonia ha dichiarato: “I rifiuti non sono stati bruciati negli inceneritori, sono stati separati i rifiuti organici da quelli solidi, che diventeranno materie prime secondarie, una parte minore è stata trattata in un impianto meccanico-biologico e verrà venduto alle industrie”.
    L’Italia è un ottimo cliente della propria spazzatura, è il terzo importatore di materie prime secondarie dalla Germania con due milioni di tonnellate all’anno. Importiamo plastica, metallo, carta dai tedeschi. La nostra plastica, il nostro metallo, la nostra carta.”

  24. 24 Godot

    Solo una domanda: i lavori, i comunicati e le raccomandazioni emesse dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, sono anch’esse frutto di “cialtroneria” scientifica secondo la tua personale opinione?

    No perchè leggendo qua e là, senza nessuna pretesa da scienziato, vedo che da anni l’OMS raccomanda di evitare di immettere in atmosfera Particolato Ultrafine.
    Quel tipo di particolato, sempre a detta dell’OMS, ad oggi rientra in un buco normativo molto pericoloso.
    Non essendo considerato dalle leggi, semplicemente non viene preso in considerazione tra i requisiti di sicurezza necessari per la costruzione di qualsiasi impianto industriale e/o civile o di politiche energetiche.

    Sempre l’OMS stima i costi in termini sanitari dei danni da Particolato Ultrafine (PM2.5 ed inferiori) in 160 miliardi di euro l’anno per la sola Unione Europea.

    Il lavoro di Stefano Montanari, e di altri dottori anche nostrani è stato semplicemente di individuare l’incenerimento come causa dell’immissione in atmosfera di particolato ultrafine e di stabilire quanto questo particolato incida sulla salute delle persone.

    Non so, magari il sig. Morabito ha poca fiducia in questi studi poco ‘epidemiologici’, l’OMS la pensa diversamente.
    Aggiungo che sempre l’OMS è dal 2005 che ha lanciato questo allarme (pericolosità dei particolati ultrafini) e solo successivamente il dott. Stefano Montanari ha ‘scoperto’ che gli inceneritori sono gran produttori di queste sostanze. Ecco perchè qualcuno mi obietta “ma non c’è la parola inceneritore tra le tue fonti”.

    Mi chiedo come mai si vogliano puntare i piedi nel dire “aspettiamo qualche migliaio di morti, poi possiamo dire che gli inceneritori fanno male”: mi sembra folle come tesi.
    Adottiamo invece il principio della prudenza o arriveremo alla stessa conclusione dell’amianto (ricordate? era la manna per l’industria, la panacea di tutti i mali… è illegale oggi, dopo migliaia di morti che ancora devono finire di morire!).

    Rifletti sul fatto che c’è un vuoto normativo su queste nanopolveri, come (non) sono misurate ed entro quali limiti dovrebbero stare.
    L’OMS conclude dicendo che in virtù di questo vuoto, non esiste limite minimo di garanzia per la salute.

    In Italia, lo sappiamo tutti, i vuoti normativi da che mondo è mondo sono pieni di sciacalli! Ed io di questo ho paura, non mi fido.

    Fonti:
    Costi sanitari inquinamento da polveri ultrafini, OMS.
    http://www.euro.who.int/mediacentre/PR/2005/20050414_1

    Comunicato OMS sui rischi da inquinamento da polveri ultrafini:
    http://www.euro.who.int/document/mediacentre/fs0405e.pdf

  25. per Godot: che ti devo dire? fino all’altro giorno si parlava di diossine, veleni e tumori. Oggi si passa alle nanoparticelle. Leggero’ il rapporto OMS e pubblichero’ le mie valutazioni.

  26. 26 ale

    il problema da risolvere è immediato! probabilmento l’utilizzo degli inceneritori è, oggi, la soluzione migliore per tappare una falla (la ‘monnezza è in giro ora!)
    sistemata la falla, si possono e si DEVONO prendere dei provvedimenti seri e quindi tutti gli interventi sul riciclaggio
    secondo me si dovrebbe consentire di aprire un inceneritore in concomitanza ad un egual investimento su informazione e cultura del riciclaggio. così non si faranno 4 inceneritori, se ne faranno 2 (che smaltiranno per quanto possibile quello che oggi esiste) e i soldi risparmiati per gli altri 2 saranno serviti ad un investimento futuro!!

  27. 27 LUCA

    Il problema INCENERITORI non si limita alla salute ma e’ anche un problema ecologico.
    Gli inceneritori vengono spacciati per risorse energetiche ecologiche ma non lo sono per niente:
    Pensate che sia ecologico estrarre del petrolio per farne una bottiglia in plastica,trasportarla per migliaia di Km su treni, navi, autostrade (il che richiede altro petrolio), ed infine gettarlo in un inceneritore per produrre solo una frazione di energia che si e’ SPESA per chiudere il ciclo di vita di quel bene?
    Quando si parla di ENERGIA bisogna saper fare dei BILANCI ENERGETICI!!!

  28. 28 notforall65

    solo per parlare di salute, ci sono in tutto il mondo, non solo in Italia, migliaia di oncologi di fama assolutamente contrari all’incenerimento, citando numerosi studi che ne certificano il rapparto di causalità con lo sviluppo di numerose forme tumorali. Vorrei ricordare a tutti un paio di cose, che prescindono il merito, complesso e poco adatto alla discussione on-line, ma che sembrano essere dimenticate:
    1) In medicina è FONDAMENTALE il PRINCIPIO DI PRECAUZIONE, per cui il primo obiettivo di un ricercatore, come per un medico, non è ridurre di una certa percentuale i dubbi, ma partire dalle certezze. Siamo sicuri al 100% che gli inceneritori NON SIANO DANNOSI ALLA SALUTE? L’unica risposta seria è NO, quindi NON SI POSSONO COSTRUIRE;
    2) Dei milioni di persone che nel mondo si oppongono all’incenerimento, chi per principio, chi per essersi informato profondamente, chi per aver prodotto ricerche solide che provano il rapporto tra incenerimento e tumori, tutto possiamo pensare tranne che dicono quel che dicono per degli interessi di parte. Siamo sicuri che tra gli sponsor dell’incenerimento ci sia lo stesso virtuoso disinteresse? Siamo sicuri che Veronesi avrebbe detto quel che ha detto sui termovalorizzatori se due delle maggiori aziende al mondo nella costruzione di inceneritori non facessero parte dell’elenco dei munifici finanziatori della sua fondazione?

    Ognuno di noi può rispondere a questi quesiti come meglio crede, ma nel dubbio le scelte a proposito di salute pubblica devono essere improntate alla massima cautela, cautela che non ho notato in molti degli interventi di questo forum.

    • il Principio di Precauzione e’ una bislacca idea che andrebbe attribuita a Belzebu#, perche# fa molti piu# danni di quanti si dice voglia evitare. Se avesse guidato Jenner e Fleming, saremmo senza vaccini e senza penicillina!!


  1. 1 Riassunto Inceneritori per i Lettori di Beppe Grillo (e Jacopo Fo e Stefano Montanari) « Maurizio Morabito
  2. 2 Attenzione a La Repubblica! « Maurizio Morabito

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