Travaglio: Un Sintomo del Disastro Italiano, non la Cura

13Mag08

Sante parole, quelle di Giuseppe D’Avanzo su La Repubblica di oggi (La lezione del caso Schifani):

[e’ possibile] dimostrare quanto possono essere sfuggenti e sdrucciolevoli “i fatti” quando sono proposti a un lettore inconsapevole senza contesto, senza approfondimento e un autonomo lavoro di ricerca. E’ un metodo di lavoro [quello di Travaglio] che soltanto abusivamente si definisce “giornalismo d’informazione”.

[…] Si può allora dire che Travaglio è sincero con quel dice e insincero con chi lo ascolta. […] Non è giornalismo d’informazione, come si autocertifica. E’, nella peggiore tradizione italiana, giornalismo d’opinione che mai si dichiara correttamente tale al lettore/ascoltatore.

[…] E’ un metodo di lavoro che non informa il lettore, lo manipola, lo confonde. E’ un sistema che indebolisce le istituzioni. Che attribuisce abitualmente all’avversario di turno (sono a destra come a sinistra, li si sceglie a mano libera) un’abusiva occupazione del potere e un’opacità morale. Che propone ai suoi innocenti ascoltatori di condividere impotenza, frustrazione, rancore. Lascia le cose come stanno perché non rimuove alcun problema e pregiudica ogni soluzione. Queste “agenzie del risentimento” lavorano a un cattivo giornalismo. Ne fanno una malattia della democrazia e non una risorsa. Si fanno pratica scandalistica e proficuamente commerciale alle spalle di una energica aspettativa sociale che chiede ai poteri di recuperare in élite integrity, in competenza, in decisione. Trasformano in qualunquismo antipolitico una sana, urgente, necessaria critica alla classe politico-istituzionale

:Il problema, in fondo, non e’ Travaglio: il problema e’ in questo frangente della storia d’Italia, ogni cretino che gioca ad andare controcorrente e’ capace di raccogliere uno stuolo di sostenitori, tutti volenterosamente impegnati contro “il sistema” ma senza alcuna speranza di risolvere alcunche’.

Masaniello, dopotutto, non era francese, tedesco o spagnolo.

 



12 Responses to “Travaglio: Un Sintomo del Disastro Italiano, non la Cura”

  1. 1 hronir

    Non ho ancora sentito uno, dico uno, che non si sia limitato a criticare Travaglio e abbia spiegato perche’ le accuse verso Schifani fossero infondate, sbagliate, o qualsiasi altra cosa.
    PRIMA mi si deve smontare l’accusa di Travaglio, e DOPO si puo’ criticarlo, sbertucciarlo e dire di lui tutto quello che volete… non trovi?

  2. non ho pubblicato l’intero pezzo di D’Avanzo ma la risposta e’ li’ dentro:

    Le lontane “amicizie pericolose” di Schifani furono raccontate per la prima volta, e ripetutamente, da Repubblica nel 2002 (da Enrico Bellavia). In quell’anno furono riprese dall’Espresso (da Franco Giustolisi e Marco Lillo). Nel 2004 le si potevano leggere in Voglia di mafia (di Enrico Bellavia e Salvo Palazzolo, Carocci). Tre anni dopo in I complici (di Lirio Abbate e Peter Gomez, Fazi). Se dei legami dubbi di Schifani non si è più parlato non è per ottusità, opportunismo o codardia né, come dice spensieratamente Travaglio a un sempre sorridente Fabio Fazio, perché l’agenda delle notizie è dettata dalla politica ai giornali (a tutti i giornali?).

    Non se n’è più parlato perché un lavoro di ricerca indipendente non ha offerto alcun – ulteriore e decisivo – elemento di verità. Siamo fermi al punto di partenza. Quasi trent’anni fa Schifani è stato in società con un tipo che, nel 1994, fonda un circolo di Forza Italia a Villabate e, quattro anni dopo, viene processato come mafioso.

    La verita’ detta a meta’, le insinuazione, etc etc a me ricordano il Comunismo dei tempi di Baffone. E a te?

  3. 3 dinolattuca

    In un Paese normale (quindi nel resto d’Europa) uno in odore di mafia, proprio per l’alone di dubbio, non avrebbe avuto accesso alla Seconda carica dello Stato, non credi? Travaglio sarebbe la stortura, solo perchè ha detto di cose acclarate?

  4. dinolattuca: non so se esista, un Paese normale. Esistono pero’ fior di Presidenti americani con amicizie “particolari”, e neanche in Francia e in Germania c’e’ da cercare santarellini. Figuriamoci, pure Obama non ha solo angeli fra i suoi amici e conoscenti.

    Travaglio comunque non e’ “la” stortura, e’ solo uno dei tanti sintomi di quest’Italia che non vuole fare niente di nuovo, e non vuole cambiare, perche’ e’ troppo facile far finta di volerlo. Il giorno che volesse fare giornalismo d’informazione, lo dimostrera’ raccontando le cose per intero, invece di fare le comiche in televisione

  5. 5 paolo

    D’Avanzo attacca Travaglio in modo sgradevole e squallido.
    Travaglio ha sbagliato nei toni ma ha detto la verità.
    D’Avanzo, invece, di disquisire su bizantinismi tra fatti e manipolazione dei fatti (se ci avventuriamo in questo terreno, allora, potremmo anche dire che le realtà non esiste e farla finita) farebbe meglio a preoccuparsi del clima sovietico che c’è in RAI, con un conduttore costretto a prostrarsi per una frase detta da un giornalista.

  6. paolo: adesso sono io a lanciare la sfida. Travaglio non ha detto la verita’: ha scelto quello che gli interessava per insinuare quello che non puo’ dimostrare, anche perche’ ne dubita anche lui. Per favore qualcuno mi mostri cosa dico di sbagliato.

  7. 7 Authan

    Maurizio,
    su un comune cittadino non si può e non si dve “insinuare”, ma sulla seconda carica dello Stato invece SI’, in quanto essa deve essere al di sopra di ogni sospetto. Se le insinuazioni sono infondate, semplicemente si chiarisca.

    Nel parlo sul mio blog L’Anti-Zanzara .

    In passato, sulle varie alte cariche dello stato, coloro che oggi si indignano delle insinuazioni di Travaglio fecero insinuazioni ben peggiori (e fecero bene a farle, se pensavano ci fosse qualcosa da scoperchiare).

    Io, di gente che scoperchia pentole (e che ricopre quelle scoperchiate a sporposito, spiegandone i motivi), maurizio, ne voglio di piu’, non di meno. Se il sistema non avesse dei “cretini” (come li chiami tu, peccato per l’uso di questa parola) a pungolarlo si affloscerebbe su se stesso. Le cose non sarebbero migliori, ma ancor peggiori.

    Ciao,
    authan

  8. Authan

    Chi scoperchia pentole non e’ necessariamente un “cretino” (parola comunque da interpretare nel contesto dell’espressione “ogni cretino che gioca…”. Non ho scritto, infatti, che Travaglio e’ un cretino). Analogamente pero’, chi fa insinuazioni non e’ necessariamente un combattente per la liberta’ di parola.

    Lo sforzo di Travaglio, come dice D’Avanzo, non si traduce in altro che in un diffuso e frustrato malessere, che non puo’ ottenere niente visto che non si basa sul vero ma su una rielaborazione dello stesso. La storia di Masaniello la conosciamo, come il fatto che non porto’ ad alcuna rivoluzione.

    Anzi, il proliferare dei Masaniello (Travaglio, Grillo, Montanari) e’ un chiarissimo sintomo di miseria politica della nazione italiana, dove il bisogno di rinnovamento e’ chiaro ma tutto quello che si vede e’ un cieco, infruttuoso odio contro “il Potere”

    ps sulla seconda carica dello Stato, come su chiunque altro, non si puo’ seriamente tornare a parlare delle stesse cose per decenni e decenni, senza aggiungere alcunche’. A meno che il desiderio non sia di scoperchiare, ma di infangare tutto e tutti

  9. Visto che D’Avanzo non e’ avanzato, oggi ho citato Zucconi. Chissa’…

  10. 10 manola cru

    Io ammiro molto Travaglio , tra qualche tempo sapremo
    se cè lo diranno ,dove è la verità, questa fase politica e molto avvelenata e gli italiani hanno bisogno di chiarezza, le persone quando sono oneste non hanno nulla da temere..

  11. Manola: mi piacerebbe fosse vero quello che dici. In realta’ sono proprio gli onesti a perderci di piu’, in un clima di accuse e insinuazioni. E’ l’acqua potabile a rovinarsi, mescolandosi con la melma…


  1. 1 Travaglio secondo Zucconi « Maurizio Morabito

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