Dichiarazioni di Non-Voto “Una Perdita di Tempo”

01Apr08

Gira su internet (e al TG de La7, per bocca del direttore Antonello Piroso) una storia come questa: sarebbe possibile esprimere il proprio non voto recandosi al seggio, per prendere la scheda elettorale ma restituendola subito dichiarando il proprio rifiuto di votare. E facendo verbalizzare la scelta. La scheda, non entrando nell’urna come “bianca”, non verrebbe conteggiata nel premio di maggioranza.

Il Prof. Stefano Ceccanti, costituzionalista, intervistato a “La Zanzara” su Radio24 da Giuseppe Cruciani, ha appena dichiarato:

(a) La verbalizzazione di una dichiarazione e’ possibile ma nessuno leggera’ mai quei verbali

(b) L’effetto sul conteggio nel premio di maggioranza e’ nullo. Schede bianche, nulle e rifiutate non valgono niente.

(c) L’unica conseguenza e’ far perdere tempo al Presidente di Seggio e agli altri che sono li’ per lavorare

Sono d’accordo con Cruciani quando dice che se lo facessero in tanti, sarebbe solo l’ennesima figuraccia per l’Italia tutta.

Chi non vuole votare, se ne stia a casa. O annulli la scheda. Per quel che me ne importa: figuriamoci…se non votasse nessuno, il mio voto sarebbe determinante…



18 Responses to “Dichiarazioni di Non-Voto “Una Perdita di Tempo””

  1. 1 Marco

    Sì sì, voi andate pure a votare…. tu, Cruciani e tutti i benpensanti…. io scelgo l’opzione stare a casa!!! Non voglio rendermi partecipe di un altro crimine ai danni dell’Italia.
    Vi chiedo solo una cosa: piantatela di sentirvi autorizzati a ironizzare e a sorridere sarcasticamente di quelli che non riescono proprio ad andare a votare (anche perchè in realtà non c’è nulla da scegliere), piantatela! Votate pure, votate….. che ne vedremo chissà quanti di cambiamenti meravigliosi……

  2. ironizzare? fai come ti pare, l’ho gia’ detto, chi se ne importa?

  3. 3 Malcolm

    la liquidazione della questione mi pare frettolosa e (nel tono) inutilmente irrispettosa.

    1) Sul fatto che “i verbali non li legge nessuno” la risposta corretta sarebbe “ecchisenfrega”. O in termini più forbiti “nulla queastio”.
    Il fatto di far mettere a verbale non è finalizzato ad essere letto, ma ad attivare una procedura diversa dalla scheda nulla. Ovvero il non ritiro.

    2) se ciò determini effettivamente una differenza rispetto ai conteggi ed alle attribuzioni mi pare questione che meriti un approfondimento un poco più dettagliato che non un laconico “non valgono niente”.

    Il fatto stesso che il dottor Ceccanti affermi che schede nulle e bianche “non valgono niente” pare dimostrare che gli sfugga la natura effettiva del problema: poichè, in effetti, le schede nulle e bianche (purtroppo) valgono qualcosa !

    Questo valore è peraltro dimostrato dalla sua stessa ironia (“ben venga il non voto, così il mio diventa determinante”: asserzione profondamente antidemocratica se si accetta come assioma fondante della democrazia il principio “una testa un voto”).

    Una scheda nulla infatti oggi viene attribuita PROPORZIONALMENTE ai partiti: se 20 italiani su cento non votano, nell’attribuzione delle rappresentanze si finge che abbiano votato lo stesso assegnando il 100% dei seggi (quindi su base matematica diventa: 1 testa = 1,2 voti).

    E’ vero che “non ritirare la scheda” non cambia il fatto che i seggi siano attribuiti proporzionalmente ai voti validi.

    Però, sui conteggi dei resti, come nei meccanismi (quelli si davvero esoterici poichè infraporcellum) con cui si determina il premio di maggioranza (peraltro diversi in camera e senato) non me la sentirei di escludere con tanta sicumera che ciò possa dare luogo a eccezioni formali di rilievo costituzionale.

    Quantomeno sarebbe legittimo chiedere che la loro rilevanza sia stabilita dalla corte costituzionale, prima che dal dottor Ceccanti. O no ?

    cordiali saluti.

  4. 4 Malcolm

    Chiedo scusa, nel messaggio precendente, in luogo di “è peraltro dimostra la” si legga “è peraltro dimostrato dalla” (il voto nullo ha il valore di “gonfiare” il valore dei voti validi).

  5. Beh, la differenza tra il votare bianco o nullo (oppure far verbalizzare il non voto) e lo starsene a casa sta sul timbro nella tessera elettorale 🙂 . Sottolinea che il non voto è una SCELTA POLITICA e non un problema di incuranza.
    Poi sulla scelta in se si può discutere, ma forse non è l’argomento di questo post 🙂

    Comunque ciao a tutti 😛

  6. per Malcolm: non vedo cosa abbia io detto di “antidemocratico”. Che dovrei fare, supplicare tutti di andare a votare? Se non votano, non votano, sono liberi di farlo: ma chi non vota non puo’ venirmi a dire che io, votando, ottengo un’importanza indebita rispetto alla loro. E’ una libera scelta di tutti.

    Riguardo la Corte Costituzionale o chiunque altro abbia espresso pareri autorevoli sulla questione, se qualcuno ha informazioni non posso che chiedere per favore che me le faccia avere.

    Rimango dell’opinione che milioni o migliaia di rifiutatori del voto sarebbero da repubblica delle banane. Cosa avrebbe impedito, a questi milioni o migliaia, di organizzare un’alternativa politica? Boh?

  7. eee la coda di moderazione fa brutti scherzi, il primo commento di malcolm non era visibile quando ho postato il mio. Sostanzialmente infatti ricalco cio’ che dice al punto 1.

  8. 8 diego

    vorrrei conoscere i riferimenti normativi che mi permettono di far verbalizzare il mio “non voto”

    grazie

  9. Diego

    ho gia’ chiesto in giro. se mi arriva qualcosa lo posto. se altri ne sanno, i loro commenti saranno benvenuti.

  10. 10 Malcolm

    Scusa ma trovo che il gongolare felice per il valore gonfiato del proprio voto (che pesa di più in maniera direttamente proporzionale a quanti più “non validi o non espressi” ci siano) sia un atteggiamento miope.

    intanto perchè non è detto che quelli che non hanno votato siano tutti stupidi (ovvero il loro voto, la loro opinione, se espressa, potrebbe aver recato giovamento agli equilibri del paese), se votano solo i fanatici e i dubbiosi si astengono non so quanto avremmo da gongolare dopo (e quand’anche fossimo tra quei fanatici)
    Il vero antidoto democratico ai fanatismi sta proprio nell’auspicare che il proprio voto pesi uguale a tutti gli altri, a combattere perchè chi ha idee contarie le possa esprimere, E che i sistemi di misurazione di questa uguaglianza di diritto siano accurati ed efficienti.
    Secondo me dovresti renderti conto che l’equazione MOLTI NON VOTI= PAESE DELLE BANANE dimostra solotanto la tua mancanza di rispetto verso le…. banane.

    detta ancora in altro modo: se, in teoria, una fetta rilevante di un pase, non sapesse chi scegliere alle elezioni, poichè i candidati presenti sono tuti indegni di essere votati, questo non vuol dire che quel paese sia una repubblica delle banane, vuol dire che la classe dirigente di quel paese detiene un monopolio della rappresentanza e della candidabilità. E che il paese è meglio della sua classe dirigente, tuttosommato.

    Colui che, credendo nella democrazia, vuole andare a votare ma non ha scelta (magari si trova in un seggio in cui a destra come a sinistra, finisce col contribuire all’elezione di un dirigente di patito catapultato li il giorno prima… non mi pare un caso così raro, oggi) è molto diverso da chi se ne frega e basta (e non vota, va al mare..) o da chi odia tutto e tutti (e scrive merda sulla scheda, ad es.).

    Sarebbe democraticamente corretto che fosse previsto anche un vuoto di rapprsentanza nel parlamento (almeno in linea teorica) in proporzione a quanti abbiano “votato” di non avre rappresentanti.

    ma questo è una altro discorso… valga solo come esempio di un atteggiamento filosofico più rispettoso della dignità altrui, anche se non vota.

    Il fulcro vero della democrazia non è il governo delle maggioranze, ma la pari dignità che ogni gruppo politico dovrebbe riconoscersi a prescindere dalle dimensioni quantitav e.
    Le dimensioni possono sempre cambiare…chi oggi e minoranza può trovarsi maggioranza domani e viceversa…la dignità di espressione invece o c’è o non c’è.

  11. Per Malcolm:

    (1) Miope? Il “gongolare” e’ naturalmente per assurdo. Paradossalmente votassi solo io, sarei l’italiano piu’ importante di tutti. La vecchia storia dell’adolescente eterosessuale che sogna che ogni altro uomo diventi gay…

    (2) Non ho mai scritto che chi vota sia meno stupido di chi non vota

    (3) Non ho neanche detto che la repubblica delle banane sia dovuta ai “molti non-voti”. Ho detto che se ne creerebbero le condizioni qualora vi fossero molti “rifiuti verbalizzati della scheda” con code al seggio mentre i Presidenti fanno mettere a verbale una dichiarazione dopo l’altra.

    E chissa’ quanti dovrebbero aspettare per esercitare il loro voto? Mi sembra che in casi del genere sarebbero i “rifiutanti” a calpestare i diritti altrui…

    (4) Chi non sa cosa scegliere puo’ stare a casa tanto per definizione qualunque sia il risultato, andra’ bene lo stesso (se cosi’ non fosse, sarebbe andato a votare). Il fatto che cio’ lo mischi a coloro cui non importa niente dovrebbe far riflettere, e magari andrebbe anche accettato

    (5) Chi volesse portare avanti l’idea del “vuoto di rappresentanza” costruisca le basi per una legge in proposito

  12. 12 Malcolm

    mah… io fossi inquell’adolescente starei un pò attento a quello che desidero….
    un adolescente etereosessuale che auspica in un mondo di gay , dal punto di vista rischi benefici otterrebbe le seguenti situazioni.
    1) non perchè è l’unico etereo le donne sarebbero interessate a lui
    2) qualora le donne si interessassero a lui molte si rassegnerebbero “solo” in quanto è l’unico etero, non certo perchè abbia altri meriti.
    3) molto più interessati a lui sarebbero i tanti gay e passerebbe la vita a difendersi dalle loro avanches

    La tua metafora è significativa di un desiderio monopolistico, eliminazione della concorrenza per non fare la fatica di dover competere e migliorare se stesso.
    E’ un pò come desiderare di rimanere stronzo, ma anche di essere l’unico ! Come se questa fosse una qualità..

  13. “un desiderio monopolistico, eliminazione della concorrenza per non fare la fatica di dover competere e migliorare se stesso”

    questa mi e’ piaciuta molto 8-))))

  14. 15 Malcolm

    rispetto a questo link, sinceramente non capisco perchè tanto dispendio di sarcasmo e insofferenza contro “la falsità” una specie di mostro leggendario il cui nefasto scopo nel mondo sembra sgominato da si nobili cavalieri come il nostro marco ottanelli.

    non capisco questo sottinteso fastidio verso un tentativo (simbolico ? magari sbagliato, chissà) di cercare una via di uscita dalla morsa pseudodemcratica in cui l’attuale classe politica comprime gli italiani.

    Dal mio punto di vista, anche se poi si rivelasse sbagliato, inutile, insignificante, sarebbe comunque un sintomo comprensibile del disagio corrente, un sintomo che si merita tutto il mio rispetto e la mia comprensione.

    Purtroppo la cura non è quella? può essere… peccato… magari si dovrà attendere che qualcuno abbia la capacità, la voglia, il tempo, le competenze, la forza di organizzare le liste del non voto… vabbene…

    Ma perchè questa levata di scudi ? “non serve a nulla”, “fa solo perdere tempo”, ” il veltri addirittura ammonisce dal pericolo di venire arrestati e processati per direttissima (se fosse vero sarebbe un buon motivo per farlo! arrestato per tentato civismo, mica male).

    Mi pare una reazione anomala, psicologicamente intendo. Boh, fatti vostri e del Ceccanti di turno.

    Resta il fatto (e questo è oggettivo) che mai come oggi si comincia a rendersi conto che le nostre scelte sono obbligate (non libere). E spesso non più indirizzabili neppure verso un meno peggio, ma verso un peggio oppure un altro.

    Le liste bloccate, se si volesse chiamarle con un nome più chiarificatore, andrebbero chiamate “liste riservate”. (da chi? con che criteri? boh) e poi le devo votare perchè questo passa il convento, e se non le voto ancora meglio, così vengo proporzionalmete ripartito.

    La sensasione strisciante è che il voto finisca per costringerci ad una complicità implicita, consentendo poi all’oligopolista di turno di dirsi legittimato “dagli italiani” (quando a ben vedere magari governa con un premio di maggioranza avendo il 37% dei voti validi, cioè magari il 33% degli aventi diritto, tra i quali la metà circa hanno scelto quel partito per scongiurare l’altro invece che perchè ci credono).

    Siamo in un paese oligarchico che si finge frutto di una democrazia, non si può dire? vi pare così scandaloso dire che il re è nudo? Così sconveniente? da repubblica delle banane? beh.. pazienza, io o dico lo stesso.

    resta il fatto che se queste oligarchie (oggi si dice casta) possono fingersi democraticamente legittimate è perchè il tipo di democrazia formale che ci governa è straordinariamente imperfettoe sgangherato, in realtà (ma le riforme ce le possiamo sognare, al limite saranno peggiorative, vista la qualità intelletuale e culturale dei parlamentari).

    basti vedere i casini che son venuti fuori alle ultime due elezioni (i radicali illegalmente non eletti al senato, le liste civetta collegate al candidato premier a quelle precedenti… roba che altrove avrebbe fatto saltare il banco)

    Ora siamo già allo spettacolo delle ipotetiche elezioni rinviate (tutti a minimizzare e ironizzare sulla DC di pizza: ma se la lista esclusa e riammessa fosse stata una lista di rilevanza nazionale? ve lo immaginate il putiferio? ora abbiamo un bel precedente: chiassà che qualche futuro ministro degli interni, in futuro, non ne approfitti per ridurre la campagna elettorale alle liste dell’opposizione)

    Senza contare quello che sta venedo fuori sul voto all’estero (già in corso, pare)…

    Queste si che son cose da repubblica delle banane, anzi, per essere più precisi, da stato indegno della comunità europea (e infatti vedrete che verrà aperta un procedura di infrazione poichè si è scoperto che su una cosa delicata come l’ammissione di una lista alla competizione elettorale, non si sa chi debba pronunciarsi, TAR, consiglio di stato, corte costituzionale, parlamento, e poi a chi si debba ricorrere e entro quando, e poi cosa succede se qualcuno ottiene ragione etc.)

    ma queste sono quisquiglie, pinzillacchere, buccie di banana…

    l’essenziale è non far perdere tempo a un presidente di seggio con certe idiozie? sarà…

  15. 16 Malcolm

    http://www.riforme.net/legge_elettorale/Rifiuto-scheda_2008_Propaganda.htm

    qui c’è qualcosa di più preciso su limiti e confini della protesta.

  16. 17 FC

    Una perdita di tempo… Come è una perdita di tempo manifestare la propria opinione? Come è una perdita di tempo non accettare le ingiustizie?
    La Dichiarazione di Non Voto è un voto! Un voto che esprime il concetto “Nessuno mi può rappresentare! Siete dei buffoni!”
    Stare a casa equivale a fregarsene del Paese, darla vinta a quei politicanti che tanto ormai (tutti!!!!!!) pensano solo alla poltrona.
    La dichiarazione di non voto, esprime il voto di farli restare tutti a casa.

    Il presidente di seggio non vuole perdere tempo? Se ne stia a casa lui! Io voto contro questa politica dicendo “Nessuno mi rappresenta!”.

    Certo 1000-2000 non voti non servono a nulla, sono un sussurro… Ma se si arrivasse a milioni di dichiarazioni di non voto, forse in alto capirebbero che le cose DEVONO cambiare!!
    Ma se non ci crediamo neanche noi….

    • “se”…

      e poi mi chiedo…ma lo sforzo per organizzare milioni di dichiarazioni di non voto, non sarebbe piu’ produttivo indirizzarlo a fondare un nuovo partito in cui far convogliare, appunto, milioni di voti?


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