L’Equivalenza Morale Tra Hamas e Israele (e noi)

03Mar08

Un altro giorno, un’altra serie di notizie su decine di morti, morenti e feriti in Israele e nei territori palestinesi.

Lascerò a chi ha tempo da perdere il decidere su chi ne vada incolpato.

E’ vero, ci sono più vittime dal lato palestinese, indicando che la risposta israeliana e’ stata schiacciante e sproporzionata, come se il valore di una vita umana dipendesse dalla nazionalità (una considerazione inspiegabimente accettata anche dalla leadership palestinese: gli scambi di prigionieri solitamente vedono una manciata di israeliani contro decine di palestinesi).

D’altra parte che scopo può mai esserci nel lancio dei razzi nel mucchio, da parte di Hamas, a caso verso luoghi abitati da civili? Nessuno, tranne il voler uccidere e terrorizzare, proprio perché sono civili: come se un comportamento del genere abbia mai fatto vincere una guerra.

L’apice della stupidita’ reciproca è rappresentata dal fatto che coloro che comandano da entrambi i lati sono determinati a brutalizzare la popolazione “nemica”. Allo stesso tempo, rappresaglia dopo rappresaglia, hanno come abdicato ogni speranza di recuperare la loro propria umanità… all’apparizione improvvisa di un comportamento virtuoso proprio fra i loro nemici.

È evidente che qualunque siano le cause della loro follia, sono quelli tutti direttamente responsabili di chissa’ quanti problemi e tragedie anche futuri che affliggeranno i loro propri bambini.

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Che cosa dovrebbe essere fatto per portare la pace a israeliani e palestinesi? È più che e’ evidente, e’ ormai una noia. Che la smettano di pensare che gli “altri” possano semplicemente andare via. Che capiscano che la terra è di entrambi le popolazioni e anche del resto dell’umanità. Che si distacchi Israele dalle fantasie messianiche, entrando nell’Unione Europea.

Ma quello non sembra suscitare l’interesse di nessuno. La speranza principale è che la situazione e’ peggiorata dal quasi-accordo del Presidente Clinton nel 2000, perché quando ognuno sa la pace è davvero vicina, ognuno cerca di arraffare tutto quello che puo’.

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Ma si tratta di un’analisi troppo facile.

Chi altri sta brutalizzando civili nel tentativo inutile di ottenere vantaggi militari e quindi politici in una guerra senza fine, e che e’ peggiorata esattamente perché e da quella brutalizzazione?

Siamo noi, della NATO.

Le vittime civili sono in Afghanistan, al giorno d’oggi e probabilmente ma meno evidentemente in Irak.

E non si tratta di una novità. Anche senza considerare la famosa, inutile strage di decine di migliaia a Dresda durante la seconda guerra mondiale, appena cinquanta anni fa il governo francese provo’ quasi con leggerezza a difendere il sanguinoso bombardamento di un villaggio tunisino di frontiera, durante la guerra d’Algeria.

Malgrado le nostre illusioni, le cose non sono cambiate da allora. Stiamo tuttora eliminando esseri umani come noi senza pensarvici troppo. Ecco qui la NATO fiera di usare i soldi dei contribuenti americani ed europei per uccidere operai che lavoravano alla costruzione di una strada. Mai, o quasi mai, notizie da caratteri cubitali.

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Sarebbe davvero ora che lasciassimo da parte le discussioni un po’ facete sugli affari degli altri, per dedicarci di piu’ e meglio alla nostra propria idiozia.



11 Responses to “L’Equivalenza Morale Tra Hamas e Israele (e noi)”

  1. 1 Massimo

    Se la risposta di Israele al lancio di centinaia di missili, via via più potenti, é sproporzionata, quale sarebbe una risposta “proporzionata”?

  2. A questo punto, l’unica risposta proporzionata (e sensata) e’ quella che non porta a nuovi lanci di missili, e nuovi lutti.

    Dal punto di vista di Israele e’ come martellare un muro di gelatina: tutte le volte sembra rompersi, ma poi ritorna tal quale (anzi, peggio). Quante volte si puo’ ripetere lo stesso errore?

  3. 3 massimo

    Mi perdoni se ho l’ardimento di ripetere la domanda: quale sarebbe una risposta “proporzionata”?

  4. Avevano gia’ provato una tregua, poi pero’, visto appunto che hanno abdicato la loro moralita’ al comportamento dell’altra parte, non hanno dimostrato molta serieta’. Magari un giorno ci riproveranno?

  5. 5 massimo

    per fare una tragua, come per ballare il tango, bisogna essere in due.

  6. dopo tutti questi anni, pero’, se uno non ha il coraggio di cominciare, mal che gli colga.

  7. 7 Massimo

    Israele ha stipulato trattati di pace (non semplici tregue) con Egitto e Giordania. Non si vede perché non dovrebbe farlo anche con altri soggetti, se solo gliene fosse data l’opportunità. Ma Hamas presenta dei problemi. Qui ( http://www.yale.edu/lawweb/avalon/mideast/hamas.htm ) troverà l’atto di fondazione/statuto di Hamas. Lo legga e capirà.

    Il partito attualmente al governo, Kadima, é un partito di centrosinistra, che a suo tempo Rutelli considerava come un modello per il futuro Partito Democratico. Ehud Barak, l’attuale mistro della difesa ha dei precedenti importanti in merito ed ha fatto delle scelte coraggiose, in presenza di una pur piccola possibilità.

  8. Lungi da me fare l’apologia di Hamas!! Lo so benissimo da dove vengono, e cosa vogliono fare. Ma come diceva Seneca ad summa pervenit, qui felicitatem suam in aliena potestate non posuit

    Chi vuol essere felice, insomma, non si faccia “comandare” dagli altri.

  9. 9 Massimo

    Le suggerisco un’analisi alternativa. La rendita petrolifera dell’OPEC si aggira intorno al trilione (1000 miliardi) di USD. I paesi opec sono tutti islamici (escluso il Venezuela) e sono tutti ostili a Israele (compreso il Venezuela). Nonostante questo fiume di denaro la condizione umana della gente comune di quei paesi é molto precaria.
    Per questo motivo é indispensabile che il conflitto israelo/palestinese rimanga una piaga aperta e infiammata. E’ necessario che i cittadini dei paesi OPEC habbiano la mente occupata dalla minaccia del “nemico sionista”, senno’ comincerebbero a chiedersi che fine hanno fatto e fanno ancora i petrodollari.

    Si tratta solo di un’ipotesi, ma i soldi sono reali.

  10. Anche su questo ci sono delle curiose similitudini fra Israele e i suoi nemici. E’ evidente che in assenza di conflitto, ci sarebbe una crisi profonda fra chi vuole uno Stato liberale e chi intende lo Stato ebraico come “speciale” e quindi praticamente messianico. Un altro dei motivi per cui la pace continua a non arrivare.

  11. 11 massimo

    Veramente é il contrario. Per i gruppi ebraici integralisti/fondamentalisti, peraltro largamente minoritari, l’unico stato ebraico possibile é quello fondato dal Messia, mentre quello attuale é illegittimo.

    Poi evidentemente ci sono delle lotte politiche all’interno di Israele, ma quella é una democrazia, e non si risolvono a fucilate come fra Hamas e Fatah.

    A proposito di eqiovalente ha letto il commento di Magdi Allam di qualche giorno ro sono?
    “Hamas e il Pkk: la doppiezza dei giudizi ”

    http://www.corriere.it/esteri/08_marzo_01/allam_hamas_ppk_bb16c32e-e758-11dc-9342-0003ba99c667.shtml


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