Associazione Radicale Antiproibizionista

14Feb08

(durante la campagna elettorale interrompo momentaneamente il limite autoimposto di un blog al giorno)

Giuliano Zincone ha scritto su un recente supplemento domenicale de IlSole24Ore, in un articolo intitolato: “Il divieto non ferma le stragi

“il proibizionismo non ha mai prodotto risult decenti. anzi: e’ una fontana perenne di contrabbandi, di delinquenze, di trasgressioni demenziali, di commerci inquinati e velenosi. Proibire e’ facilissimo, ma (spesso) e’ inutile

Ricevo dunque e giro volentieri il seguente messaggio:

=====================================================

In previsione di una prossima assemblea costituente dell’ Associazione Radicale Antiproibizionista, ti inviamo una sintesi delle intenzioni che la motivano, invitandoti:

  1. a farci pervenire le tue osservazioni

  2. a dichiarare la tua eventuale disponibilità ad iscriverti e a partecipare

  3. ad esprimere la tua posizione rispetto all’iniziativa.

       Attendiamo le tue risposte per inviarti una bozza di Statuto e di lettera di convocazione e ti chiediamo di inoltrare questa comunicazione a tutti coloro che pensi possano essere interessati.
      
       Grazie per l’attenzione
,

Rispondere a antiproibizionistiradicali@gmail.com

       *******************

       Premesso che:
      
       la storica battaglia antiproibizionista radicale da molti anni sostiene la strategia antiproibizionista e nonviolenta applicata al governo dei fenomeni sociali; dal dibattito sulla legalizzazione delle droghe leggere sollevato nel 1975 dall’arresto di Marco Pannella a seguito di uno spinello fumato in pubblico, alle decine di processi per disobbedienza civile che vedono coinvolti, con Marco Pannella e Rita Bernardini, decine di dirigenti e militanti radicali, passando per l’esperienza del Coordinamento Radicale Antiproibizionista e dei referendum, costituisce un patrimonio di iniziative e di esperienze che non devono essere disperse, bensì rilanciate;

       da troppi anni il dibattito pubblico e l’iniziativa legislativa sono impantanati in una riduttiva ripetizione di luoghi comuni e errati, come l’obbligatorietà di una escalation da droghe leggere a pesanti, l’importanza delle “cattive compagnie”, ecc.;

       la legge Iervolino Vassalli prima, la Giovanardi Fini poi, non solo non sono servite ad arginare la diffusione di fenomeni drammatici come le gravi tossicodipendenze, la microcriminalità correlata, la gestione da parte della malavita organizzata di un enorme e redditizio mercato, ma ne hanno permesso l’aggravamento; sono in costante aumento la diffusione di droghe clandestine e incontrollabili, i processi e la carcerazione di cittadini coinvolti a vario titolo; le comunità di recupero godono di ingenti finanziamenti assegnati senza controllo sufficiente sul loro operato;

       è’ urgente la ripresa della battaglia antiproibizionista radicale, l’unica in grado di sollevare un serio dibattito e di produrre iniziative popolari e legislative tendenti a un radicale cambiamento di rotta.   
      
       Si intende:

       recuperare e studiare la storia dei processi per disobbedienza civile in Italia, con particolare attenzione alla perdita dei diritti elettorali passivi, alla schizofrenia delle sentenze applicate, alla giurisprudenza maturata;

       porre l’attenzione sulla convergenza “droghe come farmaci”, una duplicità che si è mantenuta nella parola inglese drug, allo stesso tempo farmaco e droga, e che ritorna chiara nelle definizioni dei manuali farmacologici e della Organizzazione Mondiale della Sanità, seconda la quale si dicono farmaci e droghe “ tutti i composti che introdotti in un organismo vivente possono modificarne una o più funzioni” e sviluppare, in sede di studio, di dibattito e di iniziativa politica, i temi: cannabis terapeutica, psicofarmaci, doping, somministrazione di eroina controllata;

       analizzare le nuove diffusioni di sostanze stupefacenti: cocaina, pasticche, ecc., e delle droghe legali come alcool, tabacco e caffeina, consolidando un discorso e un dibattito organico e strutturato sull’uso e l’abuso di sostanze psicoattive;

       allargare il punto di vista in senso transnazionale sui problemi inerenti la coltivazione, il commercio e le legislazioni internazionali, in accordo e in collaborazione con la Lega Internazionale Antiproibizionista, anche attraverso la stesura di un rapporto annuale sul rapporto costi/benefici di politiche e strategie;  

       sostenere l’antiproibizionismo anche su altri temi, come politica di sviluppo sociale e come argine ai fenomeni clandestini incontrollati: prostituzione, aborto, ricerca scientifica, immigrazione ecc.



2 Responses to “Associazione Radicale Antiproibizionista”

  1. Mi interessa solo proibire il proibizionismo sulle sigarette, che non possono essere fumate ormai da nessuna parte

    poi…
    da FAINOTIZIA

    Chianciano, una stronzata secondo Ciuffolletti, però c’è andato…

    Meglio l’innefabile Maurizio che scrive:”avendo aumentato il mio contributo annuale al Partito posso dire senza ritegno alcuno che cosi’ come si presenta, “Chianciano 2008” mi sembra come organizzare un meeting di automobilisti per decidere da che parte andare, in una strada a senso unico. Un appuntameno perdibile? Saro’ felicissimo di essere smentito.”

    A Chianciano erano in 500. e Del Bue era sbigottito data l’abitudine al numero di adesioni del Npsi. Il pianto è stato alto per la non partecipazione di Bertinotti, tanto quanto l’indifferenza per quelli del centrodestra, tanto che non c’è stata nemmeno contestazione per un Rorondi.

    Nel paese gli ex adepti di Bertinotti sperano in Tremonti, l’unico che possa ridare respiro a posto fisso ed economia pubblica.

    Nella partitica che Pannella conosce molto bene e che come in azzurro corre all’inverso dei desiderata dei cittadini, è il momento di investire su nuove associazioni e sulla sinistra del postPci.

    Nuove associazioni significano nuovi soldi nuovi finanziamenti nuovi anche se piccoli spazi. Tutto grasso che cola soprattutto se le associazioni sono fatte sempre dagli stessi. L’associazione antiproibizionista se ne fregherà delle proibizioni che rompono tutti i giorni: fumare bere andare in centro con la macchina andare all’estero senza visti e si concentrerà sui problemi di cui a i più non fregano niente: dalle droghe alla pena di morte dall’eutanasia agli esuli

    L’ambientalismo e l’egualitarismo ipocriti sono insopportabili, e da soli non hanno preso voti. Come già nei ’70, Marco capisce che stando coi piedi nella dx liberale e sbracciando a sx libertaria, con gli eletti nel pd può dare voce a Boato e Salvi. Bonelli nln capisce ma capirà.

    Perchè la partitica non vuole capire il voto, vuole piegarlo. E purtroppo facilmente lo farà.

    Ps

    Tra le proibizioni da sostenere, quella del cambiamento di senso alle parole. ancora non è chiaro per i media che Rom e rumeno non è la stessa cosa. i primi sono i nomadi, i secondi gli abitanti di un paese.

    In Europa però la cosa è più grave: perchè per dire Rom, dicono Roma, poichè la capitale italiana per loro è Rome.

    Contemporaneamente si registrano programmi antidiscriminazione a favore del Rome people, poichè gli attacchi al surplus fiscale della capitale probabilmente sono andati al di là dei limiti.

    Alemanno è portatore di una cultura di grande valorizzazione di Roma, anche al d là dei meriti: ora mentre vuole cacciare i Rom da 85 campi si troverà ad averli alleati, assieme ai romani dalla discriminazione segnalata da Bruxelles.

    Proporrei che fintanto che i comunisti sono radicali ed i nomadi Roma people per ritorsione gli zingari siano chiamati ladri, o popolo di…

    D’altronde già è riuscita l’operazione di chiamare il nord padania, per cui..

  2. segnalo una inchiesta su FAI NOTIZIA di Radio Radicale.
    un compromesso con Giovanardi?
    perchè no?
    legalizzare “SOLO” la droga sequestrata.

    http://www.fainotizia.it/inchiesta/gli-italiani-sono-ricchi-anzi-ricchissimi


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