Il Clima, la CO2 e i Piu’ Deboli: Lettera Aperta al Segretario Generale ONU

13Dic07

(libera traduzione di “Don’t Fight, Adapt“, Lettera Aperta al Segretario Generale delle Nazioni Unite che sara’ consegnata il 14 Dicembre a Bali)

Sua Eccellenza Ban Ki-Moon
Segretario Generale,
Organizzazione delle Nazioni Unite
New York, N.Y.

Oggetto: La Conferenza ONU sul Clima che sta portando il mondo in una direzione completamente sbagliata

Signor Segretario Generale

Non e’ possibile fermare il cambiamento climatico, un fenomeno naturale che ha interessato l’umanità attraverso i secoli. I dati geologici, archeologici, storici orali e scritti attestano tutti delle sfide drammatiche poste in passato alle società da cambiamenti imprevisti nella temperatura, nelle precipitazioni, nei venti ed in altre variabili climatiche. Abbiamo quindi bisogno di equipaggiare gli Stati perche’ diventino capaci di affrontare l’intera gamma di questi fenomeni naturali, promuovendo lo sviluppo economico e la generazione di nuova ricchezza.

Il Comitato Intergovernativo delle Nazioni Unite sul Cambiamento Climatico (IPCC) ha pubblicato delle conclusioni sempre più allarmanti circa le influenze sul clima da parte delle attivita’ umane che producono anidride carbonica (CO2), un gas non-inquinante che e’ essenziale per la fotosintesi nelle piante. Mentre comprendiamo quali osservazioni abbiano indotto a considerare le emissioni di CO2 come nocive, le conclusioni dell’IPCC sono proprio inadeguate come giustificazione per mettere in atto delle politiche che diminuiranno considerevolmente la prosperità futura. In particolare, non e’ ancora chiaro se sia possibile alterare significativamente il clima globale attraverso tagli alle emissioni di gas serra da parte delle attivita’ umane. In aggiunta a cio’, visto che i tentativi di ridurre le emissioni ritarderanno lo sviluppo economico, l’approccio corrente dell’ONU verso la riduzione della CO2 e’ probabile che aumentera’ invece che diminuire i danni causati da cambiamenti climatici futuri.

I Sommari dell’IPCC per i Legislatori sono i rapporti IPCC più ampiamente letti fra politici e non-scienziati e sono la base per la maggior parte della formulazioni di politiche riguardo il cambiamento climatico. Tuttavia questi sommari sono preparati da un nucleo di redattori relativamente piccolo, con le bozze poi approvate riga per riga da rappresentanti governativi. La grande maggioranza di coloro i quali contribuiscono a e rivedono il lavoro dell’IPCC ed le decine di migliaia di altri scienziati che sarebbero qualificati a commentare su questi argomenti, non sono coinvolti nella preparazione di quei documenti. I Sommari quindi non possono essere correttamente presentati come rappresentantiun “consenso” fra gli esperti.

Contrariamente a quanto fatto credere nei Sommari dell’IPCC:

(1) Le osservazioni recenti di fenomeni quali il ritiro dei ghiacciai, l’aumento del livello del mare e le migrazioni delle specie sensibili alla temperatura non provano un mutamento anormale del clima, dato che nessuno di questi cambiamenti e’ stato provato essere al fuori dei limiti della variabilità naturale conosciuta
(2) Il tasso medio di riscaldamento di 0.1–0.2C per decade registrato dai satelliti alla fine del ventesimo secolo fa parte della gamma di valori naturali di riscaldamento e di raffreddamento noti al riguardo degli ultimi 10.000 anni
(3) Importanti scienziati, inclusi alcuni rappresentanti in alto nella gerarchia dell’IPCC, riconoscono che gli attuali modelli al calcolatore non possono predire il clima. Coerentemente con tutto cio’, malgrado le proiezioni al computer di aumenti di temperatura del pianeta, non vi e’ stato riscaldamento globale netto dal 1998 ad oggi. Che il plateau corrente di temperatura segua un periodo di riscaldamento alla fine del ventesimo secolo e’ consistente con la prosecuzione di cicli naturali di clima, multi-decennali o millenari.

In forte contrasto con la spesso ripetuta asserzione che la scienza del cambiamento climatico sia “stabilita”, una quantita’ significativa di nuove ricerche pubblicate su riviste scientifiche (peer-reviewed) ha fatto sorgere ancor più dubbi sull’ipotesi di un riscaldamento globale pericoloso e causato dalle attivita’ umane. Ma visto che i gruppi di lavoro dell’IPCC sono stati istruiti generalmente (si veda qui) a considerare lavori pubblicati soltanto fino al Maggio 2005, questi risultati importanti non sono inclusi nei loro rapporti; cioe’, i rapporti di valutazione dell’IPCC sono già materialmente antiquati.

La Conferenza ONU sul Clima a Bali e’ stata messa in piedi per condurre il mondo lungo un percorso che portera’ a limitazioni severe delle emissioni di CO2, ignorando le evidenti lezioni derivanti dal fallimento del Protocollo di Kyoto, la natura caotica del mercato europeo delle emissini di CO2 e l’inefficacia di altre costose iniziative per porre freno alle emissioni di gas-serra. Analisi equilibrate di costi e benefici non forniscono supporto all’introduzione di misure globali per limitare e ridurre il consumo di energia allo scopo di limitare le emissioni di CO2. Inoltre, e’ irrazionale applicare “il principio di precauzione” perché molti scienziati riconoscono che sia riscaldamenti che raffreddamenti climatici sono possibilità realistiche nel futuro a medio termine.

L’attenzione corrente dell’ONU alla “lotta ai cambiamenti climatici”, come illustrato il 27 novembre scorso nel Rapporto sullo Sviluppo da parte del Programma di Sviluppo Economico dell’ONU, sta distraendo i governi dai piani di adattamento alla minaccia di cambiamenti climatici naturali e inevitabili, qualunque forma questi possano avere. La pianificazione nazionale ed internazionale per tali cambia e’ [tuttavia] necessaria, con particolare attenzione ad assistere i più vulnerabili affinche’ si possano adattare alle circostanze future. I tentativi di impedire che accada un cambiamento climatico globale sono in ultima analisi inutili e costituiscono un tragico errore nella ripartizione delle risorse, che sarebbero meglio spese su problemi reali ed urgenti dell’umanità.

Distinti saluti, [ lista dei firmatari ]

Copia: I Capi di Stato dei Paesi delle persone firmatarie



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