L’Assurdita’ del Boicottaggio delle Olimpiadi di Pechino

21Ott07

Il rito della richiesta di boicottare le Olimpiadi si ripete come al solito, nonostante la palese assurdita’.

In questi giorni c’e’ chi invoca l’assentarsi da Pechino2008 a causa della disastrosa situazione dei diritti umani in Cina, dell’enorme numero di esecuzioni capitali, e/o  della colonizzazione forzata del Tibet (dei problemi degli Uigur, sembra che non si interessi nessuno).

Ne ha parlato in Italia recentement il Prof. Alberto Asor Rosa prima via stampa, poi alla trasmissione Viva Voce su Radio24. La’ gli ha risposto l’On. Mario Pescante (Forza Italia), membro del Comitato Internazionale Olimpico.

Pescante ha posto da parte sua una domanda cui tutto sommato andrebbe data una risposta: perche’ chiedere allo Sport di ovviare alle mancanze della Politica e dell’Economia, e rifiutare sdegnosamente l’invito ad andare in Cina proprio mentre sembra al boom dei rapporti commerciali sembra che non ci sia fine?

D’altronde, a che serve un boicottaggio se non a pulire la coscienza di chi lo chiede?

Chi avrebbe vinto, se a Berlino 1036 Jesse Owens avesse deciso di restare a casa invece di andare a battere tutti i Corridori Ariani di fronte all’imbarazzatissimo Hitler?

E chi si ricorda quali Paesi boicottarono Citta’ del Messico 1968 o Montreal 1976 e perche’?

E invece, chi non ricorda l’immagine di Tommie Smith e John Carlos con il pugno guantato di nero puntato al cielo durante la premiazione della finale dei 200 metri proprio nella Olimpiade del 1968?

Boicottare in generale non porta alcun risultato, ed e’ dunque assurdo, perche’ gli assenti non parlano e vengono presto dimenticati.

Al massimo si puo’ ottenere a qualcosa quando la decisione e’ presa all’ultimo istante e da piu’ delegazioni, come appunto a Montreal 1976: impossibilitati a cambiare la cerimonia di inaugurazione, gli organizzatori si troverebbero costretti a mandare in giro per il mondo le immagini dei vuoti laddove dovevano sfilare i boicottanti.

O magari sarebbe servita una campagna a favore dei diritti umani in Cina, ma continuativa e sostenuta sin dal 2001, quando la sede dell’Olimpiade venne assegnata.

==========

Ci sono sicuramente modi piu’ efficaci per dimostrare il proprio appoggio a questa o quella causa, magari a livello individuale e non nell’anonimato di un gruppo.

Come hanno mostrato Smith e Carlos quasi 40 anni fa, lo sportivo che volesse approfittare della situazione farebbe bene ad ispirarsi alla nonviolenza, escogitando metodi di protesta che in caso di vittoria o podio avrebbero il maggior impatto mediatico possibile.

Ad esempio Peter Norman, l’australiano che si vede sul podio con Smith e Carlos, decise di mostrare sulla tuta il distintivo del “Progetto Olimpico per i Diritti Umani“.

Chissa’ se qualcuno fara’ niente del genere.



8 Responses to “L’Assurdita’ del Boicottaggio delle Olimpiadi di Pechino”

  1. 1 Giannandrea Dagnino

    Caro Maurizio,
    ho scritto immagini non violenza su google e nella prima pagina tra altri mi sono imbattuto per caso nel sito che rimanda a questo tuo blog.
    Non puoi immaginare lo stupore ed il piacere nel leggere quel che scrivi su olimpiadi e boicottaggio. Sono talmente d’accordo (vedi a volte le coincidenze!) che proprio stamattina ho inviato al Partito Radicale Non Violento Transnazionale e Transpartito e all’Alleanza dei Liberali e Democratici Europei una mail che vorrei tanto poterti girare.
    Se mi mandi il tuo indirizzo elettronico, chissà che anche tu non sia colto da stupore e piacere.
    Ti dico solo che si tratta di “un metodo di protesta che in caso di vittoria o podio” – ma anche non – “avrebbe il maggior impatto mediatico possibile”!
    Grazie. Ciao.

    Giannandrea Dagnino
    Palermo

  2. 2 federico

    io non parteciperò alle olimpiadi.. ma di certo mi rifiuterò di guardarle! che gli atleti facciano ciò che la loro coscienza gli suggerirà.. io faccio questo!

  3. 3 paodam

    È ora di fare appello al dovere della ragione per sensibilizzare le coscienze su quanto sta accadendo.
    Mi riferisco alle Olimpiadi, evento che rappresenta un inno alla vita, un’esperienza di unione, condivisione e confronto, un’occasione per esprimere – nei modi e nelle forme più svariate delle diverse discipline – la meraviglia, l’armonia, la bellezza, la gioia, lo sforzo.
    La Cina ha ottenuto di autocelebrarsi attraverso le Olimpiadi decretandone così, automaticamente, la morte. Gli intenti dei governanti cinesi sono chiari: utilizzare le Olimpiadi come strumento per presentarsi di fronte al mondo come una potenza anche sportiva, in grado di occupare il primo posto sia nel medagliere olimpico, sia nel campo economico, militare, politico.
    Ma come è possibile coniugare lo spirito Olimpico, veicolo di leale confronto nel reciproco rispetto, con i costi umani pagati dalla popolazione cinese a causa delle imposizioni del governo?
    Anche in campo sportivo milioni di bambini sono sottoposti ad una quotidiana spietata competizione per poter essere selezionati nelle squadre olimpiche.
    Milioni di bambini sono costretti a passare l’infanzia ingabbiati in ferrei programmi e crudeli metodi di allenamento allo scopo di produrre atleti–robot da impiegare nei Giochi.
    Come non indignarsi nei confronti di chi, come i governanti cinesi, si vanta della crescita e dello sviluppo del Paese quando quest’ultimo è fondato proprio sullo sfruttamento della popolazione in nome dalla quale si dice di governare? Com’è possibile per chi dimostra disprezzo per la vita degli altri, nega i diritti fondamentali ai propri cittadini, sostiene regimi sanguinari come quello birmano in nome degli affari e dell’affinità ideologica ospitare le Olimpiadi?
    È proprio il caso di dire: “Ma a che gioco stiamo giocando”? È un imbroglio, una mistificazione, un orrore. Mi appello alle coscienze affinché si sottraggano a questo inganno.
    Spiriti liberi fatevi sentire. Potete essere determinanti, fate valere le ragioni della vita.
    La ringrazio per lo spazio offertomi e se ha voglia di visitare il mio blog ne sarei onorato
    Un abbraccio
    http://unmadeinchina.wordpress.com

  4. 4 Marco V

    Ma certo, egregio Sig. Maurizio Morabito, allora facciamo finta di niente, IN TIBET NON STA ACCADENDO NULLA E INFATTI ANCHE GLI USA HANNO RIABILITATO LA CINA SUI DIRITTI UMANI, e premiamo e incoraggiamo un Paese che fa queste belle cose. Tanto non c’è più alcun senso orale nel mondo, e la Giustizia ormai è sempre subordinata al profitto. Che dire? Niente, ormai va così, tanta gente come Lei incoraggia questo sistema, perciò è giusto goderselo fino in fondo, aspettando la sua fine (e la nostra). Personalmente NON guarderò queste Olimpiadi, lieto di fare qualcosa di concreto e giusto per il mio Spirito.

  5. 5 michele

    Certo sarebbe meglio non acquistare merce “made in China”, oppure pretendere l’interruzione dei rapporti commerciali instaurati dalle nostre aziende … Di fatto impossibile.
    Quindi penso che la proposta di boicottare le Olimpiadi sia un residuale metodo di pressione psicologica sul governo cinese e di sensibilizzazione dell’opinione pubblica. Residuale, ma forse più efficace di altri.

  6. Chiedere il boicottaggio continua a sembrarmi sia ipocrita (visto che le ambasciate restano aperte, e le merci vengono comprate, chiedendo che altri facciano un gesto che a noi personalmente costera’ zero) sia da Ponzio Pilato (ci si lava la coscienza rovinando la vita degli atleti).

    A Dagnino devo ancora rispondere. Forse e’ ora il momento, forse non ancora.

  7. 7 OSVALDO TOLDO

    Sto ricevendo in questi giorni numerose e-mail di inviot a “boicottare televisivamente” la cerimonia inaugurale dei giochi e le Olimpiadi in generale di Pechino per protestare attivamente a favore del TIBET.

    Istintivamente era sembrata anche a me la scelta più giusta ma …..

    Mi vengono in mente due cose: cercate di seguirmi anche se non avete cultura olimpica e non ve ne frega nulla.

    ATLANTA 1996

    Cerimonia Inaugurale dei giochi Olimpici

    E’ forse (a mia memoria) la più bella cerimonia inaugurale mai vista.
    Gli americani sanno essere straordinari in queste cose, è il paradosso degli USA nel bene o nel male, quindi mi ricordo la trasmissione del celebre discorso di Marthin Luther King “I have a Dream”, i vestiti dei pellerossa, la storia del Far West, etc

    Ma …….

    E’il momento di accendere la fiaccola (il momento più emozionante dei giochi olimpici) e chi è delegato a questo campito ?Mohammed Alì già devastato dal morbo di Parkinson e con la mano tremante e la faccia inespressiva !!!!!!
    Mi vengono le lacrime ancora oggi a pensare a questa cosa.
    Proprio lui che, all’apice della carriera pugilistica, si fece 3 anni di carcere per protesta contro il Vietnam, il paladino dei neri, degli umili e degli oppressi si prende questa grande rivincita di fronte al suo paese. Io scoppiai a piangere come un bambino e pensai a quante potenzialità aveva questo paese così ingiusto e così straordinariamente grande allo stesso tempo , a quanti paradossi si nascondono nell’umanità che sa essere così bella e brutta allo stesso tempo

    CITTA’ DEL MESSICO 1968

    E’ la cerimonia per la premiazione dei 200 metri di atletica leggera, sta per suonare l’inno americano, la solita cerimonia ma ……

    Tommie Smith e l’altro statunitense quando parte l’inno degli Stati Uniti piegano il capo, testa china e pugno con guanto nero verso il cielo alzato al cielo in segno di protesta contro la loro nazione e contro il mondo capace di discriminare ancora per il colore della pelle.

    Un gesto clamoroso di fronte a milioni di persone e di telespettatori ………

    In sostanza, mi vengono in mente molte altre cose che tralascio per brevità ma siamo sicuri che sia meglio boicottare oppure …..

    Pensiamo ad un atleta qualsiasi (ce ne sarà uno) che sia capace di sfidare in mondovisione i divieti e porti una maglietta con una scritta scomoda, faccia un gesto, porti una testimonianza a favore del TIBET e questo, credetemi, renderà più giustizia ed immagine al TIBET che tutti i boicottaggi di questo mondo.

    Pensiamoci !!!!!!!!

    Osvaldo Toldo
    Via Modigliani 5
    Settimo Torinese
    10036 T O R I N O


  1. 1 Tibet: Oltre il Boicottaggio « Maurizio Morabito

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