Il Conformista

09Ott07

“Il Conformista” di Bernardo Bertolucci (1970) e’ una successione di immagini senza continuita’, una specie di enciclopedia del campionario disponibile ad un cineasta. Sembra quasi che il regista abbia voluto michelangeloantonionizzarsi piu’ dell’originale.

Come intrattenimento e’ orrendo, ma magari e’ un film utilissimo in una scuola cinematografica?



19 Responses to “Il Conformista”

  1. 1 donatella leoni

    Ma che cavolo dici! non c’è nulla che lega il lavoro di Bernardo in questo film con quello di Antonioni. Il Conformista parte da un romanzo di Noravia ispirato all’omicidio dei fratelli Rosselli (zii di quest’ultimo, fra l’altro). Il pensiero di Bertolucci sul romanzo è di inserirlo in un contesto nel quale il destino viene determinato da un trauma, da una “scena madre”, dentro un pensiero freudiano. Non c’è alcun pensiero freudiano che sostenga il lavoro di Antonioni. Due mondi diversi quelli di Antonioni e quelli di Bertolucci a parte la circostanza di avere in comune una Clare e Mark People che hanno lavorato per l’uno e per l’altro, ma non in questo caso dove determinante era il lavoro di Kim Arcalli.
    Ma sai di che cosa stai parlando o sparli a zero?

  2. Grazie Donatella ma io mi riferisco alla tecnica cinematografica, non alla trama

  3. sono lontanissima da questa tua considerazione: il mondo di Antonioni è un mondo di artisti pop e astratti, di messa a fuoco, di un occhio vagamente fiammingo, di colori luminosi, di asprezze e di freddezze, quello di Bertolucci invece è ovattato, fatto di riprese flow, di grande sensualità e di una profonda capacità di seduzione. Non credo vi sia alcun legame fra la tecnica cinematografica di Antonioni e quella di Bertolucci: due caratteri totalmente differenti…uno freddo, al di quà della cinepresa, rivoltoso, individualista e l’altro invece continuamente ed emotivamente coinvolto verso epocali esperienze “di massa”. Uno guarda alla cinematografia inglese, l’altro a quella francese. Eventualmente ci potrebbe essere grande legame con Godard per Bertolucci.
    Io su questo film ci ho fatto la tesi e puoi leggere anche l’intervista che ho fatto al mio grande amico Bernardo nel ’95, che conosco di persona e che frequento.

  4. P.S. – Hai contato le inquadrature di alcuni film di Antonioni? Quelle del Conformista sono solo poco più di 1200, ciò ti fa capire che sia tutto costruito da piani sequenza…che sono la firma stilistica della “nouvelle vague” mentre per Antonioni c’è il legame con il “Free Cinema”.

  5. > Io su questo film ci ho fatto la tesi

    Ohibo’….ubi maior, come si dice…

    Dunque eliminero’ il commento sulla michelangeloantonionizzazione 😎

  6. Beh …un suggerimento stravagante: perchè non associ Bertolucci a Sergio Leone(visto che è stato l’assistente di Leone in “C’era una volta l’America”….insieme….indovina? A Tinto Brass)

  7. P.s. – Non è un’offesa copiare Antonioni comunque (sia che lo si abbia che non lo si abbia fatto).

  8. Senza agitare nessuno, le “immagini” di Sergio Leone fanno di solito parte del racconto, mentre, almeno ne Il Conformista, i quadri che dipinge Bertolucci con la macchina da presa sembrano appiccicati li’ in maniera un po’ troppo brutale…

    ps l’unica offesa nel copiare Antonioni e’ quella al mio divertimento 😉

  9. Il Conformista è un capolavoro assoluto di Bernardo, forse più di “Ultimo Tango”. E’ una macchina perfetta che fagiungere ad una catarsi “classica” lo spettatore. Marcello Clerici è una sorta di Macbeth Shakespearaino, non condotto dale mire di Lady Macbeth ma da una singolare volontà di “normalità”. La ricostruzione storica arriva addirittuara a dei dettagli di tipo figurativo. Le fonti della costruzione filmica giungono ad una meticolosa ricerca sul secondo Futurismo, con citazioni da opere di Russolo, Gino Severini, Duilio Cambelotti, Sonia Delauny, Licini e Melotti. Le citazioni filmiche sono a John Ford (i film “Flesh” e “The World Moves On” e naturalmente un omaggio a Jean Renori e al film “La vie est à nous” del 1936, un film commissionato dal Partito Comunista Francese alla vigilia della costituzione dei Fronte Popolare).
    E’ un film tutt’altro che casuale….anzi, meticolosamente costruito.
    Per di più nasceva da una esigenza storica: far chiarezza sul ruolo dei media nella sovversione delle istituzioni democratiche: la Loggia P1 di Farinacci, l’OVRA, la complicità della destra francese nell’affermazione del fascismo….con quasi una predizione verso la P2 e il ruolo dei media. Non a caso un dunzionario “gobbo” introduece Marcello al Ministero…e quel gobbo poteva generare somiglianze a personaggi politici assai attivi nell’anno di uscita del film e…se vogliamo attivi ancora oggi come Senatori a Vita.
    La condanna del fil “Ultimo Tango” con la perdita dei diritti politici del regista…non è capitata a caso e secondo me la vera scossa tellurica è stata “Il Conformista”….e “Ultimo Tango” soltanto l’evento occasionale per realizzare una certa volontà da parte di una certa volontà del Paese.
    Ma perchè il film non ti è piaciuto? Cosa non hai capito.
    Forse ti mancano gli elemnenti storico-plitici per leggere correttamente il film.

  10. No, no, grazie dei “retroscena” ma alla sesta o settima scena “costruita ad arte” mi sono detto che il troppo e’ troppo.

    La maestria cinematografica e il desiderio di “costruire meticolosamente” ogni minimo dettaglio di quanto nell’inquadratura hanno rotto ogni magia del film, trasformandolo in una straordinaria collezione di quadri su pellicola il cui rapporto con la storia era troppo complesso e/o oscuro

  11. Pensala come vuoi, ma è considerato il capolavoro di Bernardo da Scorzese in persona e da Francis For Coppola. Non c’è alcuno problema di “quadri su pellicola” tanto più che essendo composta da piani sequenza….non si riesce a capire dove stia la fissità dell’effetto quadro. Il film contiene una verità sull’anima di Bernardo che, per motivi di privacy, non posso qui svelare. Mai Bertolucci si è messo così a nudo come in questo film. Comunque si tratta di un prodotto sincero e per nulla velleitario. Se poi a te non piace….il tuo parere in fondo cos’è in confronto a quello di altri pareri ben più alutorevoli, espressi da persone che con la cinepresa hanno a che fare tutti i giorni e con quegli autorevoli risulati? Diciamo che non era, in quel momento, prioritario per Bertolucci imitare Antonioni col quale non ha mai inteso mettersi in copetizione.

  12. > da Scorzese in persona e da Francis For Coppola

    Come dicevo, un film buonissimo per un corso di cinematografia

    > non si riesce a capire dove stia la fissità dell’effetto quadro

    Non mi riferivo a una fissita’, piuttosto a un’artificiosita’ dei vari “quadri”

    > il tuo parere in fondo cos’è in confronto a quello di altri pareri ben
    > più alutorevoli, espressi da persone che con la cinepresa hanno a
    > che fare tutti i giorni e con quegli autorevoli risulati?

    Non esageriamo…questo e’ il mio blog 😎 Scorsese e Coppola esprimano pure i loro pareri “a casa loro”.

  13. P.S. Mi sono sbagliata, le inquadrature del film sono solo 656.
    Fossi in te comunque cercherei, prima di essere veramente convinto di quanto affermi, di rivedere il film più volte.
    Quando ho fatto la tesi non ero particolarmente fans di Bertolucci, lo sono diventata dopo il découpage completo. E’ un film che cresce di importanza man mano che lo vedi e lo rivedi più volte. – …ombra che canta, t’allontani da me. Nella fita cos’è che ti manca. Forse tu vai cercando l’amor che questo cuor non ti sa dar…Fuggi da casa nell’ignoto destin e non brilla il cammin di rugiata. Ombra non ti annerire nel sol…” Fine e titoli di testa.
    Sono fiera, attraverso il mio découpage, di aver contribuito alla ricostruzione della sceneggiatura andata persa e al restauro del film (restauro finanziato da Scorsese).

  14. P.S. – Il fim non è nato per intrattenere, ma per far saltare dalle sedie qualcuno: piduisti, gradiatori, golpisti, Sogno e Valerio Borghese….i vari De’ Mauro.

  15. Ho letto con molto interesse la vostra discussione a 2.. e ci tenevo solo ad appoggiare ogni virgola di quello che ha scritto la sig. Leoni..
    Tra l’altro penso che “il conformista” si in assoluto il film più completo e intenso di Bertolucci (anche se per gusto personale davanti metto ancora Partner..che è di gran lunga più manierista)..

  16. Segnalo un articolo su Il Conformista, appena uscito sulla London Review Of Books. non l’ho ancora letto…

    http://www.lrb.co.uk/v30/n06/wood01_.html

  17. Alla luce del fascismo rimontante, hai ancora un giudizio così negativo sul film?

  18. Cioè …
    io sono in italia, cercando uno dei film più belli della storia del cinema italiano, basato su un grandissimo romanzo, e tu…….mi compari tra le prime 10 hits di google con questa “stroncatura” …e dico: TOH! MORABITO (detto gandalf)……..

    sei grande!

    ciao con affetto

  19. 19 Valentino Melani

    Riecco la solita maleducata ed inesistente Donatella Leoni… lasciatela perdere!


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