I Criteri di Scelta delle Fonti Energetiche (Convegno Energia-Ambiente 19-20 Settembre – 4)

16Set07

Una serie di riflessioni in vista del Convegno “ENERGIA & AMBIENTE – Scenari e prospettive per l’Europa e per l’Italia“, Mercoledì 19 settembre 2007 ore 15.00 – 20.00 e Giovedì 20 settembre ore 9.30 – 14.00 presso la Camera dei Deputati – Sala del Refettorio (Palazzo San Macuto), Via del Seminario

(vai al precedente…)

(e) Commento al tema che sara’ trattato nella sessione: “Energie Rinnovabili: +20% Criteri Scientifici per la Valutazione dell’Utilita’ delle Diverse Fonti Energetiche Rinnovabili

Presidenza: Marco Perduca, Direzione di Radicali Italiani
Massimo Ippolito Sequoia Automation
Carlo Ripa di Meana, già Commissario Europeo per l’Ambiente, presidente del Comitato Nazionale del Paesaggio
Maurizio Turco Deputato della Rosa nel Pugno
Massimo Gaiani Ministro plenipotenziario – Coordinatore dell’Ufficio di Segreteria del Comitato interministeriale per gli affari comunitari europei – CIACE
Carmine Nardone Presidente della Provincia di Benevento, inventore del Marsec (Mediterranean Agency for Remote Sensing)

Problemi come energia, ambiente e clima sono all’attenzione di molti, ma non da molto tempo. Il percorso che ci attende e’ quasi inesplorato.

Naturale quindi chiedersi quali siano i criteri da usare per scegliere da che parte andare. Ma una lista non basta: servono anche gli strumenti per valutare e confrontare tali criteri.

(d.1) Criteri di Scelta

Si fa presto a dire che i criteri di scelta dovrebbero essere appannaggio della Scienza, vista come pinnacolo della ragione umana in termini di obiettivita’ e coincidenza con il reale.

Ma la ricerca in cambo energetico e ambientale e’ cominciata relativamente di recente. E’ comune quindi che nella Letteratura Scientifica appaiano degli articoli a tutta prima contrastanti.

Per esempio e’ in corso un grande dibattito sul contributo teorica all’effetto serra da parte delle foreste: c’e’ chi dice che quelle boreali aumentino la temperatura del globo visto che sono verdi e quindi, piu’ scure della neve, assorbono piu’ calore. Altri pensano invece che ogni albero e’ per forza di cose un assorbitore di anidride carbonica, e quindi occorre piantarne tanti per controbilanciare le emissioni umane. Altri ancora si preoccupano perche’ le foreste di eucalipti messe su per l’appunto in Ecuador e Uganda non sono native, ne’ favoriscono la biodiversita’.

Cosa ci sarebbe da seguire, allora? Il “consenso scientifico”, se mai questo quasi-ossimoro esiste? Quando si deve passare a dettagli e decisioni operative, non ha certamente senso implementare la soluzione “du jour, basata su un articolo scientifico pubblicato ieri e che verra’ poi messo in discussione altrettanto scientificamente una settimana o un mese dopo.

Per evitare il dilettantismo e l’obsolescenza quasi immediata, e’ importante allora ricuperare un discorso politico da affiancare a quello scientifico, senza che l’uno affossi l’altro.

E’ allora possibile individuare una serie di criteri non-scientifici, ma non per questo meno importanti, per cominciare a dare un’indicazione sul futuro da scegliere:

* Quali sono tutti i costi e tutti i benefici di una scelta?
* Puo’ funzionare, quella scelta, eliminando le esistenti manipolazioni del mercato?
* E’ una scelta che semplificare la struttura degli incentivi e delle penalita’ in campo energetico e ambientale?
* E’ una scelta che mette al centro l’attenzione a favorire le liberta’ di vita e di scelta di ogni individuo allorquando questi non interferisca negativamente con le stesse liberta’ di qualunque altro individuo?
* E’ una scelta che favorisce l’abbandono dalla dipendenza dal petrolio o addirittura da tutte le fonti di energia non rinnovate?
* E’ una scelta di transizione, che aiutera’ sia a sganciarsi dal petrolio, sia ad accumulare esperienza su come riconvertire al meglio la societa’ da una fonte energetica all’altra? E quali sono i costi di tale transizione?
* Quali modifiche vanno portate alla distribuzione e commercializzazione di energia sul territorio?
* Cosa possiamo imparare dalle esperienze all’estero nello stesso campo?
* E’ una scelta contraria al dirigismo economico ed energetico?
* Quali sono le conseguenze a livello di coordinamento delle politiche energetiche a livello nazionale e a livello europeo, sia per aumentare le efficienze, sia per eliminare sprechi e duplicazione, sia infine per permettere di minimizzare i rischi legati a questa o quella incertezza sulla disponibilita’ energetica futura?

(d.2) Strumenti per valutare i criteri di scelta

Una volta individuati i criteri, il problema diventa come stabilire quale sia la priorita’ relativa. E’ piu’ importante la superficie occupata da questo o quel sistema di generazione di energia, o il co-ordinamento a europeo? O e’ piu’ urgente abbandonare il petrolio?

La risposta classica a queste domande suggerisce l’uso dell’analisi dei costi e dei benefici relativi di ogni criterio. Ma certo non e’ una panacea.

Il Regno Unito, che in materia di finanza non ha da imparare da nessuno, ha fatto quelle analisi, trenta anni fa, e ha deciso di abbandonare la tecnologia dei treni ad alta velocita’. Il primato e’ allora divenuto francese, nonostante almeno un decennio di vantaggio nella ricerca da parte della vecchia British Rail. Adesso, a Londra e dintorni l’esperienza di viaggio su rotaia e’ almeno di quindici anni indietro a quella francese, tedesca, e anche italiana.

Altri calcoli costi-benefici sono stati fatti, dieci anni fa da Major e poi da Blair, e un miliardo di sterline e piu’ se ne sono andate per quella mostruosa scioccezza chiamata Millennium Dome.

Insomma se uno vuole i costi-benefici, un esperto da qualche parte si trova pure, pronto a fare due conti. Non meravigliamoci pero’ se verranno fuori esattamente i numeri che voleva il committente.

Per un esempio di come si possano manovrare di nascosto conti, guardiamo al giochino dei “costi marginali“. Per uscire dai soliti temi: per lanciare dieci Space Shuttle in un anno occorrono dieci miliardi di dollari. Ma una volta che si e’ pagato per lanciare nove Shuttle, il lavoro per il decimo e’ praticamente completato.

Si potrebbe dire, il “costo marginale” di quel lancio e’ poche centinaia di milioni. Ma non sarebbe una truffa? Perche’ infatti non applicare lo stesso ragionamento ad ognuno degli altri nove lanci? A meno che, come al solito, quei miliardi mancanti li paghi Pantalone.

———-

Non basta dunque appellarsi a un’ideale “Matematica Super Partes” che possa indicare in maniera assolutamente oggettiva su cosa impegnarsi, e cosa scartare: perche’ anche la matematica e’ un’opinione, in campo finanziario, e soprattutto in materia di opere ed investimenti pubblici.

E la decisione dunque rimane per forza di cose politica: come indicato in passato, cio’ su cui si deve puntare e’ quindi la trasparenza.

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Rinunciamo quindi del tutto a ogni oggettivita’? Non necessariamente. In realta’ esiste un meccanismo che permette di scegliere in pressocche’ assoluta trasparenza, in una maniera che puo’ essere compresa ed analizzata da tutti gli interessati. Ed e’ la Metodologia dell’analisi del _Costo Totale_ (in inglese: Total Cost of Ownership).

Si tratta di un concetto relativamente nuovo, che vuol dire inserire nell’analisi _tutti_ i costi e i benefici associati a una certa scelta, a cui vengono poi assegnati “pesi”, coefficienti indicativi della sua importanza relativa.

In questo modo e’ possibile effettuare dei calcoli ed arrivare a conclusioni matematiche accettate e accertate da tutti, dove si dichiara espliciamente a quali problemi di fondo viene data maggiore importanza, appunto con il meccanismo dei “pesi”.

Certo non possiamo aspettarci che il Total Cost possa mettere tutti d’accordo: ma il punto e’ palesare le motivazioni e preoccupazioni di fondo, troppo spesso nascoste dietro analisi economiche “massaggiate” e di parte.

Naturalmente, il Total Cost non riguardera’ solo i costi ed i ricavi strettamente economico-monetari, ma anche i benefici e le sofferenze non immediatamente monetarizzabili.

Ad esempio, parlando di Piano Energetico Nazionale (PEN), il Total Cost dell’etanolo da mais includerebbe gli enormi sussidi a questa nuova, tragicomica industria.

Il Total Cost, il costo vero del carbone includerebbe gli effetti nocivi sulla salute nelle vicinanze delle miniere e delle centrali, e la scomparsa di fiumi e foreste seppelliti dai residui delle miniere a cielo aperto. Se siamo preoccupati delle emissioni di anidride carbonica possiamo poi aumentare il peso dei costi legati all’uso di vecchie centrali a carbone, anche se il prezzo di mercato di quel combustibile rimane basso.

E il Total Cost del nucleare includerebbe l’intero ciclo di vita della centrale (obsolescenza inclusa), e dei rifiuti radioattivi.

Come applicare il Total Cost? E’ molto piu’ semplice di quanto sembri.

Il primo passo e’ stabilire a priori dei criteri di peso e di misurazione. E’ importante includere _tutto_ quello che si deve e si vuole misurare, e _non_ solo quanto e’ piu’ facile da misurare (un’altra amara lezione di tutto il periodo Blair).

Ogni possibile soluzione viene poi valutata rispetto a quei criteri prestabiliti, ottenendo quindi una tabella di immediata lettura. Ovviamente per garantire la bonta’ dei risultati, occorrono anche alcuni cicli di calcolo per risolvere le eventuali, inevitabili lacune nell’insieme dei criteri di peso e di misurazione.

Gli esperti del settore avranno riconosciuto in quanto sopra alcuni principi elementari del “Balanced Scorecard”.

Si puo’ sempre migliorare, nella gestione di una crisi o comunque di un abbandono obbligato del “continuare come se nulla fosse”. Ma con il Total Cost of Ownership e la Balanced Scorecard, e la consapevolezza che in fondo a ogni nostra scelta c’e’ la politica e non la scienza, possiamo almeno cominciare con il passo giusto. 

(continua…)



3 Responses to “I Criteri di Scelta delle Fonti Energetiche (Convegno Energia-Ambiente 19-20 Settembre – 4)”


  1. 1 Convegno Energia-Ambiente 19-20 Settembre (3): Il Petrolio « Maurizio Morabito
  2. 2 Convegno Energia-Ambiente 19-20 Settembre (5): Rientrodolce e Il Paradosso del Bagagliaio « Maurizio Morabito
  3. 3 Riepilogo dei Commenti in vista del Convegno Energia-Ambiente 19-20 Settembre « Maurizio Morabito

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