Energia, Ambiente e Il Problema della Leadership (Convegno Energia-Ambiente 19-20 Settembre – 2)

14Set07

Una serie di riflessioni in vista del Convegno “ENERGIA & AMBIENTE – Scenari e prospettive per l’Europa e per l’Italia“, Mercoledì 19 settembre 2007 ore 15.00 – 20.00 e Giovedì 20 settembre ore 9.30 – 14.00 presso la Camera dei Deputati – Sala del Refettorio (Palazzo San Macuto), Via del Seminario

(vai al precedente…) 

(c) Commento al tema che sara’ trattato da Emma Bonino, Ministro per le Politiche Europee e il Commercio Internazionale: “Gli obiettivi europei nel contesto globale

Nel contesto globale e ancor piu’ in quello europeo, per una serie di motivi precisi non esiste alcuna leadership seria per affrontare i problemi dell’energia e dell’ambiente. E questo e’ un problema e al tempo stesso un’opportunita’.

Altro che “leadership”: i segni sono quelli della pigrizia mentale e politica, e un’ipocrisia che regna sovrana procurando affari agli esperti di public relations capaci di mascherare i loro clienti in “paladini dell’ambiente”.

Essere “verdi” e’ infatti facilissimo, al giorno d’oggi, come dice il New York Times a proposito di Angela Merkel. Basta farsi fotografare su un ghiacciaio in Groenlandia; poi andare a Kyoto per lanciare un inflazionatissimo “appello al mondo”; fare qualche dichiarazione di qua’ e di la’; e le credenziali, sono a posto.

Oppure si puo’ fare come Gordon Brown, che da Cancelliere dello Scacchiere (Superministro dell’Economia) britannico prima, e da Primo Ministro adesso, ha giustificato tasse ed aumenti di tasse come “verdi”, ricevendo il plauso generale anche se poi gli introiti sono usati per qualcos’altro invece che “l’ambiente”.

Oppure ancora, si puo’ rimanere sul vago e, preoccupati, descrivere come obiettivo un futuro piu’ radioso per tutti: meno sprechi, piu’ spazi, piu’ verde, meno smog. E perche’ no, una “Nuova Alleanza con la Natura”, alla Prodi (manco fossimo Noe’). Chi si direbbe contrario?

In tema ambientale, l’atteggiamento di gran lunga meno rischioso per un parlamentare o un ministro odierno, in Europa e altrove, e’ proprio quello di prendere per buone le “emergenze ambientali catastrofiche” e apparire di cercare di fare qualcosa al riguardo.

Se accadranno, quelle emergenze, quel politico potra’ sottolineare la propria lungimiranza al cospetto di un’umanita’ ingorda, illusa e irresponsabile. Se non accadranno, si congratulera’ con se stesso e girera’ gonfio come un tacchino spacciandosi per salvatori del pianeta, e quindi…potra’ sottolineare la propria lungimiranza.

Insomma sembrerebbe quasi “segnare a porta vuota”. Cosa volere di piu’? E invece tutto questo ha evocato un atteggiamento a meta’ fra l’incosciente e l’ingenuo.

L’ambiente presentato come “emergenza ambientale catastrofica” viene infatti usato da alcuni come strumento per stimolare e incanalare una sensibilita’ politica a livello europeo (o americano) e fra i giovani.

Ma non e’ tutto cio’ un artificioso esperimento sociale, studiato a tavolino e venduto come una saponetta e, nel suo desiderio di reclutare le masse in “comportamenti etici” non troppo dissimile dalla propaganda politica del Ventennio, che adesso ci fa ridere nel film “Fascisti su Marte” ma all’epoca era straordinariamente efficace ancorche’ falsa e manipolatoria?

E che ideali si vogliono inculcare nelle giovani generazioni, poi! Viaggiare di meno, produrre di meno, agire di meno, per un futuro da mummie addormentate vivacchianti da un giorno a un altro.

Se l’Europa non avesse basi sulle quali costruire il futuro, che se ne prendesse atto. Ma le basi ci sono, in quella spinta verso una “economia basata sulla conoscenza” (la Knowledge Economy) di cui tanto si parla e su cui tanto si promette ma sulla quale non vuole investire nessuno, in Europa (differentemente che in India o in Cina per esempio).

E quindi, piu’ che una risposta a un’assenza di ideali, l’”emergenza ambientale catastrofica” appare essere la manifestazione di un malessere di moda nella cultura occidentale odierna, un riflusso quasi ai tempi di Goethe con milioni di Giovani (e meno giovani) Werther crogiolantisi quasi compiaciuti nel gioco filo-nichilista del pessimismo per un futuro dove andra’ piu’ o meno tutto a rotoli (anzi, non avremo nemmeno i rotoli).

E come dei parassiti, tali concetti diffondono se stessi, attraverso la situazione paradossale di quelli che vogliono stimolare le folle ad agire “per salvare il pianeta” ma usano dei messaggi millenaristi che al massimo potranno ispirare sfiducia, depressione e inazione (il classico caso dell’ultima sigaretta che il condannato a morte puo’ naturalmente fumare tranquillo, senza preoccuparsi di un futuro tumore).

Consci dell’assenza di risultati ma incapaci di additare le proprie manchevolezze, quelli stessi poi decidono di urlare di piu’, e tinteggiare il disastro a tinte ancora piu’ forti, con il risultato di aumentare la sfiducia, la depressione e l’inazione (se non, moti di riso quando ne viene sparata una piu’ grossa del solito), in un parossismo che ormai ha raggiunto il grottesco.

Bisogna fare esperienza di quanto e’ avvenuto nel Regno Unito, dove la “massima allerta” e’ stata abusata cosi’ tanto (SARS, aviaria, terrorismo islamico) che adesso la maggior parte del pubblico non crede piu’ agli allarmi lanciati dal Governo (cambiamento climatico incluso).

Altro che “leadership”: ormai non possiamo quasi che aspettarci quella disperazione in passato gia’ anticamera della violenza, o un pernicioso revival dello Stato Etico. Oppure, se l’“Al lupo! Al lupo!” del cambiamento climatico non apparira’, la distruzione della credibilita’ dell’intero ambientalismo contemporaneo.

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I problemi reali, pero’, esistono, e scegliere non e’ facile. Per esempio, c’e’ chi si preoccupa molto del fatto che la Cina e l’India stiano puntando molto sul carbone, per le loro centrali elettriche. Quelle centrali, viene ricordato, emetteranno enormi quantita’ di anidride carbonica nell’atmosfera, e causeranno quindi ulteriori cambiamenti climatici.

Ma anche se sposiamo una tale causa, qual’e’ l’alternativa che offriamo, a Pechino e Nuova Dehli? Diciamo loro di consumare meno, o di svilupparsi meno, comodi nelle nostre confortevoli case dove l’elettricita’ non manca mai? Oppure consigliamo quei Governi a puntare sulle rinnovabili, dando il bell’esempio di non prenderle noi stessi davvero sul serio?

Oppure avremo mai il coraggio di dire agli elettori sensibili alle cause ambientali, scusate Signori, ma per evitare che i Cinesi costruiscano centrali a carbone pagheremo tutti di tasca nostra la differenza, e faremo tappezzare la Cina di pannelli solari capaci di fornire la stessa quantita’ di energia?

E che senso ha, chiedere ai Cinesi di rinunciare al carbone che estraggono a casa loro, mentre chiediamo agli Italiani di emanciparsi dalla dipendenza da forniture di petrolio e gas dall’estero?

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Finora, la soluzione e’ stata procedere a tentoni, in Italia ma anche altrove. C’e’ invece bisogno di una leadership la quale, senza tante scene di fronte alle telecamere, e senza farsi prendere da uno sconforto quantomeno incoerente in un attivista politico, possa parlare seriamente di energia ed ambiente, uscendo dal solito elenco di sogni ed obiettivi per parlare di risorse e strumenti da usare per implementarli, di alleanze e di priorita’.

E’ fondamentale allora discutere/stabilire/pubblicizzare Criteri di Scelta trasparenti, e logicamente e scientificamente forti.

Perche’ piu’ che di progettisti, delle idee dei quali se ne perde facilmente il conto nella cagnara generalizzata dei mille interessi che oscurano i temi dell’energia e dell’ambiente, in un momento di incertezza c’e’ davvero bisogno di qualcosa che ci indichi la strada futura.

(continua…)



8 Responses to “Energia, Ambiente e Il Problema della Leadership (Convegno Energia-Ambiente 19-20 Settembre – 2)”

  1. 1 hronir

    Sono in gran parte d’accordo con quello che dici: la faciloneria e le semplificazioni estreme sono un tratto molto, troppo diffuso fra le mille varianti dei movimenti verdi e ambientalisti, così diffuso da renderlo un tratto caratteristico e quasi definitorio, degli stessi.
    L’unica cosa che mi lascia molto scettico in questo tuo pamphlet è l’idea che ci siano i poteri forti dietro questo martellamento incessante sul tema dell’ambiente. I poteri forti punterebbero decisamente in un’altra direzione (consumismo e spreco). Secondo me si tratta proprio di pura e semplice ingenuità. I problemi climatici sono seri, quale che ne sia l’entità e quale che ne sia la causa. Magari si scopre che stiamo assistendo a fluttuazioni “naturali” (come la piccola era glaciale), ma in sè la questione è degna di attenzione. L’idea che i poteri forti se ne possano disinteressare (per i loro interessi del tutto opposti) è più che verosimile. Da qui a prestar fede al primo che passa con la sua “soluzione”, il passo è breve.
    Secondo me non c’è nessuno che spinge. La grave responsabilità dei movimenti verdi è proprio quella di lasciare che l’opinione pubblica corra dove vuole (e magari, che è peggio, cavalcarne addirittura l’onda…)

  2. hronir

    I “poteri forti” non punteranno per forza in direzione dello spreco, ma del (loro) guadagno. Infatti a livello UE il famigerato mercato delle emissioni ha gia’ regalato miliardi alle multinazionali del petrolio.

    Ma io piu’ che altro mi riferivo ai politici che come un sol’uomo sono saliti sul carrozzone dei “cambiamenti climatici” (con risultati comici, come la sostanziale smentita di oggi di Prodi Franco, pezzo grosso della climatologia CNR, a quanto detto da Prodi Romano. E’ a pagina 21 del Corriere della Sera di oggi).

    Nel “gioco” democratico a quelli interessa vincere voti e purtroppo questo significa piegare la testa di fronte a ogni allarmista. E l’allarmismo, in un periodo di pance piene, fa tanto “chic”…

    I movimenti “verdi” spingono, eccome se spingono. Magari, come dici tu, sulla spinta del malessere di quelle pance tutte piene

  3. 3 hronir

    Certo, se pensiamo all’idea che ogni anno viene definito un nuovo Euro N e imposto alle auto più vecchie di adeguarsi (venir rottamate), si tratta di un chiaro esempio di intervento “ambientalista” dei poteri forti…
    Quel che volevo dire è che si tratta di spinte a un treno già in corsa.

  4. 5 hronir

    🙂


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