Pale? Forse…meglio il Carbone!

27Mar07

Italia Nostra, e non e’ la sola, fa tanto chiasso per evitare che vengano costruiti nuovi impianti eolici, apparentemente per “conservare il paesaggio”.

Mi permetto di cantare fuori dal coro per l’ennesima volta, per dire che i generatori eolici a me piacciono, anzi provvedono un senso di pace e tranquillita’.

Magari dovremmo travestirli all’olandesina, oppure colorarli di verde per renderli piu’ appetibili a un certo ambientalismo?

Il problema vero e’ l’inaffidabilita’…se non c’e’ vento, tutti con le candele.

Il futuro prossimo venturo e’ chiaramente nella produzione familiare di energia usando il sole (basterebbe che i prezzi si dimezzassero…). Nel presente intanto, lasciamo perdere la falsa alba del nucleare (con i suoi lustri prima dell’attivazione, e le scorie da stoccare per centomila anni: usiamo il carbone invece!

Dopotutto basterebbe poter filtrare per bene i fumi (e fregarsene della CO2) e il problema energetico sarebbe risolto forse per un altro secolo…



One Response to “Pale? Forse…meglio il Carbone!”

  1. 1 Rinaldo Sorgenti

    Scopro soilo ora questo Blog e vorrei quindi complimentarmi per il commento qui sopra e per il “coraggio” (forse si tratta di semplice onestà intellettuale) di apparentemente andare “contro-corrente”, rispetto all’abituale informazione distorta che tutti i giorni gli abituali media ci propongono sui temi: “energia ed ambiente”, con le mistificazioni e demonizzazioni fuori luogo nei confronti del CARBONE, il primo combustibile utilizzato per produrre elettricità nei Paesi più ricchi e sviluppati del Pianeta.

    Come ben osserva Maurizio Morabito, è appunto solo questione di utilizzare le moderne tecnologie e quindi filtrare i fumi della combustione (come, peraltro, si deve fare per ogni e qualsiasi processo di combustione dei combustibili, siano essi fossili o le stesse biomasse, tanto decantate.

    Colgo quindi l’occasione per gtrascrivere un mio commento ad una delle solite forzature che ci è capitato di sentire nel merito del CARBONE, il primo combustibile utilizzato al Mondo per produrre l’elettricità, soprattutto nei Paesi più ricchi e sviluppati del Pianeta.

    q u o t e

    Come combattere la tecnologia che avanza !

    Il commento di Rubbia, riportato da QE in data 22.03.07 solleva qualche perplessità, soprattutto perchè è stato formulato da uno scienziato serio che viene spesso interpellato per valutare le possibili evoluzioni tecnologiche che si presentano possibili ed auspicabili per il futuro energetico mondiale.

    Siamo intanto lieti che Rubbia sia il nuovo consulente del Ministro dell’Ambiente, per aiutarlo a valutare ed indirizzare meglio la futura politica energetica del nostro Paese, da sempre anomala e certamente singolare tra tutti i Paesi più ricchi e sviluppati del pianeta.

    Parrebbe lapalissiano dover riconoscere l’assurda situazione in cui versa da decenni il sistema energetico italiano, che dopo aver “galleggiato tutto petrolio” ora è avvolto in una “nuvola di gas metano”, così massiccia ed evanescente da sollevare anche numerosi dubbi e preoccupazioni circa la sua sostenibilità !

    Correttamente il premio Nobel ci fa osservare che occorre considerare non solo la velocità, ma soprattutto la quantità integrale di emissioni indesiderate, tenendo altresì conto dell’esaurimento progressivo – ed accellerato, con lo sviluppo previsto nei PvS – delle fonti energetiche fossili più prezzolate, quali il petrolio ed il gas, con le inevitabili ripercussioni su miliardi di esseri umani. Correttamente, Rubbia non cita tra queste l’altra fonte fossile – peraltro in termini quantitativi assoluti largamente la maggiore – cioè il CARBONE che, grazie alla sua particolare distribuzione geografica, soprattutto in Paesi diversi da quelli dove si trovano concentrati gli idrocarburi, rappresenta un grande vantaggio ed una indiscutibile opportunità per l’umanità.
    Lo sanno bene i Paesi più avanzati e più oculati nelle scelte energetiche, quali: USA, Germania, UK, Giappone, Danimarca, Spagna, Olanda, Australia, Canada, ecc. che usano il carbone come prima fonte per produrre elettricità per il mantenimento e lo sviluppo della loro economia e benessere nazionale.
    L’Italia, invece, notoriamente il Paese “più ricco e più furbo del Pianeta” ha fatto una scelta totalmente contrapposta e va a tutto gas (o quasi), sperando di non schiantarsi alla prima curva a causa delle perturbazioni dei prezzi o per le mille altre concause che possono interferire con il regolare approvvigionamento di tale importante risorsa, comunque d’importazione.

    Siamo invece sorpresi di leggere quanto afferma Rubbia quando dice che: “Il carbone pulito non esiste poichè”, ha “spiegato” ai senatori, se anche si riducessero i livelli di particolato, resterebbe il problema derivante dalle emissioni di anidride carbonica” !
    Certo, tutti (anche Rubbia, quindi), può incorrere in un’amnesia o svista quando non riconosce che anche gli “idrocarburi: petrolio e metano” non escono “puliti” dai loro giacimenti e che questi sono ampiamente “bonificati” in fase di estrazione di buona parte delle loro componenti indesiderate – lo zolfo (sotto forma di H2S) e l’anidride carbonica che, soprattutto per il gas, viene separata dal prodotto estratto e liberata all’atmosfera nei Paesi di provenienza.

    Ed allora, se la tecnologia si occupa di questa “bonifica” a monte per gli idrocarburi, perchè un uomo di scienza non riconosce che, grazie allo sviluppo della tecnologia, anche il carbone può oggi essere convenientemente “bonificato” delle stesse componenti (zolfo e CO2) indesiderate ?

    Peraltro, la tecnica di separazione e sequestro dell’anidride carbonica è oggi oggetto di sperimentazione ed approfondimento a livello mondiale e la messa a punto di tali tecniche dovrà necessariamente riguardare l’uso di tutti i combustibili fossili – petrolio, gas e carbone – oppure no ?

    Quello che poi sorprendentemente sembra sfuggire al nostro premio Nobel, che si sforza di convincerci della necessità di studiare il possibile sviluppo dell’energia solare (ad esempio il suo progetto degli specchi di Archimede) è che per giungere a risultati utili e concreti, occorre investire una quantità rilevante di risorse in ricerca e sviluppo e che per liberare (verrebbe da dire “bonificare”) tali indispensabili risorse, occorre prima di tutto risparmiarle !
    Ed allora ecco che risorge il “carbone pulito” che grazie alla sua abbondanza ed economicità del prezzo, può liberare enormi risorse (dell’ordine di svariati miliardi di Euro all’anno per la sola Italia, rispetto a quanto spreca da sempre con l’utilizzo dei combustibili più costosi: petrolio e metano) che potrebbe in parte poi investire nella ricerca mirata per lo sviluppo concreto ed accellerato delle fonti rinnovabili.
    Qualche esempio: quanto avviene in Germania, Danimarca, Spagna, Giappone ed USA, che possono così consentirsi di investire molti più soldi di noi nel settore delle rinnovabili !

    Una parte poi delle enormi economie le potremmo anche investire per sostenere la competitività delle nostre industrie energivore (che pagano l’elettricità più cara nella EU) ed una parte anche per abbassare le bollette elettriche dei cittadini, che sono abbastanza stufi del salasso terapeutico a cui sono da sempre sottoposti.

    Siamo certi che Rubbia saprà chiarire questo malinteso che ormai da troppo tempo impedisce una serena valutazione delle enormi opportunità che si presentano al nostro sistema Paese per trasformare in fatti concreti il trinomio: “energia – ambiente – sviluppo”, nell’interesse di tutti.

    Rinaldo Sorgenti


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