Quaderni dell’Eterodossia – II – Religione

13Mar07

(secondo articolo in una serie di riflessioni morali, sociali e politiche contemporanee)

  1. Quaderni dell’Eterodossia – Introduzione
  2. Quaderni dell’Eterodossia – II – Religione
  3. Quaderni dell’Eterodossia – III – Aborto
  4. Quaderni dell’Eterodossia – IV – Famiglia

Sono Cristiano, e Cattolico.

Sono guidato la Bibbia nella sua interpretazione millenaria, e mi arruolerei nel clero cattolico se fosse possibile alle persone sposate.

Pero’ non sono dogmatico, e non sono assolutamente clericale.

Non baso ogni scelta morale su quello che il Papa (o figuriamoci, un Cardinale o un Vescovo) hanno o non hanno detto.

Ad esempio sono favorevole alla pianificazione familiare tramite contraccettivi di ogni genere e tipo, e trovo perfettamente naturali le relazioni gay (si veda anche dopo).

Non capisco, dal punto di vista dottrinario/religioso, l’accanimento spietato delle gerarchie cattoliche su questioni come quelle sull’eutanasia, sull’aborto o sul divorzio.

Temo invece di capire, e non condividere, l’aspetto politico di certo interventismo “alla Ruini”.



6 Responses to “Quaderni dell’Eterodossia – II – Religione”

  1. 1 Francesco Varrato

    Caro sig. Morabito, mi spiace deluderla, ma se lei non accetta supinamente i dogmi della chiesa cattolica e i pronunciamenti “ex cathedra” del re dell’ultima teocrazia d’occidente, allora per definizione lei non è un cattolico.
    🙂
    Che ci vuole fare, stia tranquillo e non si preoccupi: il fatto di non essere cattolico “di fatto” non le impedirà mai di dirsi tale, e magari un giorno i cattolici saranno più somiglianti a lei che a quel che sono.

  2. Caro Varrato mi dispiace ma sulla definizione di cattolico si sbaglia. Il dibattito interno al cattolicesimo esiste, eccome se esiste…

  3. 3 diana

    Io non sono molto cattolica… e rimango sempre perplessa quando si sente parlare di problemi che toccano direttamente le persone e la cui soluzione non si può attuare perchè daneggerebbe l’orgoglio di un Dio… la chiesa cmq serve per presentare l’altra parte della medaglia… i feti che sono già essseri viventi per esempio… ma sentir dire”è un figlio di Dio non si può eliminare” mi fa venire la pelle d’oca… anche non essendo d’accordo con l’aborto secondo me è più importante pensare: “la madre è malata e può aver infettato il bimbo che avrebbe una ben misera vita” o cose simili! sono gli esseri umani che devono fare le regole e devono adattarle ai loro bisogni reali la morale c’entra poco! ma l’ho detto io non sono cattolica

  4. 4 Filippo Bernasconi

    Gentile signor Morabito, sto leggendo con interesse il suo blog.
    Vorrei capire meglio la posizione che lei ha appena esposto, e capire se può essere definita una teoria cristiana.
    Sono ateo, e ho sempre pensato che il dibattito all’interno della dottrina su alcune questioni fosse impossibile. Da quel che lei dice forse dovrò ricredermi.
    E’ vero che quasi tutti i teologi sensati, da qualche tempo, sostengono che alle Sacre Scritture si debba dare lettura simbolica, e questo aprirebbe spazio ad un grande dibattito. Alcuni punti però non penso siano interpretabili: i 10 comandamenti per esempio, paiono molto chiari (il fatto che poi la Chiesa ne abbia tradito il messaggio sia in pratica sia in teoria è un altro discorso).
    Prendiamo la sua apertura alla contraccezione: a più riprese, nelle Sacre Scritture, si ripete come l’onanismo, cioè il sesso non procreativo, sia peccato mortale. Ne abbiamo tracce nella vicenda di Onan, nei 10 comandamenti, nel discorso della montagna e sicuramente anche altrove.
    Se qualcuno vuol credere che esista un Dio, che quel Dio sia il Dio cattolico, che esista un anima immortale che verrà salvata o dannata in base alla sua aderenza alla legge divina, come può accettare un comportamento che chiaramente la contrasta?
    Credo che questa obiezione le sia già stata posta da qualche cattolico tradizionalista, e vorrei sapere come risponde

  5. Caro Bernasconi

    E’ una domanda interessante e magari ci dedichero’ un blog prossimamente. Per ora dico solo che, quand’anche Perfettissimo, il messaggio di Dio agli uomini deve essere compreso da questi ultimi: e quindi Perfettissimo non lo puo’ essere piu’: se non altro perche’ deve usare gli idiomi di una lingua, e poi essere tradotto in altre. “Non uccidere” per esempio se non ricordo male nell’originale puo’ essere anche pensato come “non uccidere l’innocente” il che lascerebbe ampio spazio all’eliminazione di chi innocente non si ritiene che sia. Come possa cio’ essere compatibile con l’invito a porgere l’altra guancia, non e’ dato sapere.

    Insomma la Bibbia e’ grande e si puo’ trovare di tutto (quanti sanno che non una sola parola del Vangelo e quindi del Cristo e’ spesa riguardo l’omosessualita’, che tanto invece ossessiona il Cattolicesimo e non solo adesso?). Come relazionarvicisi? Il Cristiano ha l’esempio evidente di Gesu’ stesso: e quindi niente pietre da scagliare, niente discettare sulla pagliuzza altrui. Amare il prossimo allora significa anche rendersi conto che il rapporto con la Divinita’ NON e’ una checklist, una specie di contabilita’ del comportamento, “punti dell’aderenza”.

    La Salvezza, come scritto ancora nei Vangeli, puo’ anche arrivare all’ultimo momento, e non sta a noi giudicarla o finanche scrutarla.


  1. 1 Quaderni dell’Eterodossia - Introduzione « Maurizio Morabito

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