Propaganda sul Cambiamento Climatico? No grazie

18Ago06

TCS Daily (Edizione Europea) ha appena pubblicato un mio articolo (in Inglese) sul Lato Oscuro della propaganda sul riscaldamento globale, scritto a commento del nuovo rapporto “Calde Parole: Come stiamo raccontando la storia del cambiamento climatico e come raccontarla meglio?

Tradurro’ presto il testo in Italiano. Eccone alcuni assaggi:

I pessimisti sul riscaldamento globale [… ] vengono ora incoraggiati a costruirsi una loro propria realtà, quasi certamente destinando tutti noi ad un triste futuro. Armati di propaganda invece che razionalita’, stanno sostenendo un’ortodossia che rievoca certi Stati comunisti. […]

[Gli autori del rapporto] arrivano quasi a riconoscere implicitamente che forse il catastrofismo sul cambiamento climatico e’ “un’altra costruzione apocalittica [… ] forse un sottoprodotto delle nostre immaginazioni culturali”. […]

Qualcuno sta forse preparando il terreno perche’ zeloti eco-rivoluzionari rimuovano la maggior parte delle nostre liberta’ e una vasta gamma dei nostri successi tecnologici, imponendoci una vita “ecologica” di dolore, malattia, lavoro manuale, pensando che l’ingegnosita’ umana e’ una malvagita’ che distruggera’ il pianeta invece che migliorare le nostre vite? [… ]

Sto ancora aspettando che un singolo fenomeno metereologico (ad esempio il percorso degli uragani; o i venti prevalenti in una zona) cambi a causa del riscaldamento globale. Se ne venite a conoscenza, fatemelo sapere!



4 Responses to “Propaganda sul Cambiamento Climatico? No grazie”

  1. 1 alessandro coricelli

    beh, c’e’ questo, per esempio:

    http://www.gfdl.noaa.gov/~tk/glob_warm_hurr.html

    su intensita’ e durata degli uragani.
    Detto fra noi: tra catastrofisti e anticatastrofisti e’ una bella lotta.
    Un’altra cosa: starei attento sul discorso ecologia v. liberta’(e progresso e ingegnosita’ repressa). Ho sempre avuto un problema o due a considerare cosa “progressista” o “ingegnosa” o “libertaria”, chesso’, il buttare nel fiume Hudson tanta cacca chimica come fece, in passato, la GE. Ripulirlo, invece, mi e’ sembrato abbastanza ingegnoso e tecnologicamente avanzato.

    ciao,
    alessandro

  2. Intensita’ e durata, forse (la stagione 2006 sembra sfuggire alle previsioni)

    Prima di farsi prendere dal panico ci vorrebbe comunque qualcosa di meglio che un’estate calda, un inverno freddo, un uragano con i venti forti. Difficile vedere cosa “cambia”

    – Ok sull’inquinamento. Non ho certo problemi con l’ecologismo, quanto con la fissazione che tutto sta andando a rotoli e dobbiamo pentirci prima che sia troppo tardi

  3. 3 alessandro coricelli

    ma no, volevo solo dire che e’ un po’ esagerato dire che “non c’e’ nulla”(in giro). Di serio.
    Il punto e’ che c’e’ il panico e il “non c’e’ problema”. Il “non c’e’ problema” non mi sembra piu’ “scientifico”. Inoltre, c’e’ questa mania del “poi sali tu le scale a piedi”, “ti lavi con l’acqua fredda”, etc., che mi sembra proprio un grande stupidaggine, nella migliore delle ipotesi. Infine, l’aria non e’ sporca perche’ c’e’ troppa liberta’, ma non diventera’ nemmeno piu’ pulita perche’ ce ne sara’ troppo poca. Non vedo perche’ non dovremmo “pentirci” di nulla. Di stupidaggini sull’ambiente, l’uomo ne ha sempre fatte. Non per questo diventano cose fatte bene, o inevitabili.

  4. Repubblica comincia oggi una serie sugli effetti deleteri della “pornografia climatica”

    http://www.repubblica.it/2007/12/sezioni/ambiente/ottimismo/ottimismo/ottimismo.html


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