Aperta la Campagna Reclutamento Terroristi “Classe 2016”

21Lug06

C’e’ grande abbondanza di analisi delle varie crisi attuali riguardo Israele, nella striscia di Gaza e in Libano.

Certamente molte di loro sono più significative di qualunque cosa io possa scrivere

Cio’ detto, il mio non umile parere (anche, da studente di Politica Internazionale) e’ che ci sono giochi di guerra multipli, a piu’ livelli con piu’ strategie su parecchi fronti, compresi i mass-media internazionali e l’opinione pubblica, a livello regionale e globale.

Ciò è raramente o mai menzionato in TV ed sulla stampa. Trovo la vasta maggioranza delle interviste fuorvianti nel migliore dei casi.

Ed ogni osservazione che incolpa la crisi tutta da un lato o dall’altro e’ poco ragionata, informata male o anche disonesta

Allora elenchero’ semplicemente alcune idee e problemi riguardo cui sono principalmente interessato e preoccupato:

• E’ certo che nessuno si preoccupa per le vite dei civili, particolarmente se libanesi 

• Abbiamo ulteriore conferma che le vite umane hanno valori differenti: un fatto su cui tutti sembrano d’accordo. Durante la Intifada 2000-2005, i morti Israeliani erano in proporzione di uno ogni 3.4 Palestinesi. Al giorno d’oggi i morti israeliani sono uno ogni 10 libanesi. La disparita’ e’ sostenuta dal fatto che la liberta’ di un soldato israeliano e’ stata negoziata in passato per la libertà di circa 133 prigionieri palestinesi

• Siamo a poche vite di distanza dalla “Guerra Perfetta del XXI secolo“, che sara’ senza nessuna vittima fra i militari (completando cosi’ una tendenza iniziata centinaia di anni fa, quando invece la maggior parte dei morti e feriti erano fra il personale militare)

Infatti, l’infrastruttura militare classica e’ stata appena toccata

• La frase “risposta sproporzionata” e’ falsamente ingenua in bocca a politici ed esperti. La risposta di ogni “attore” e’ perfettamente razionale e proporzionata, dal proprio punto di vista.

La chiave alla loro “razionalità” e’ la mancanza di preoccupazione alcuna per le vittime civili particolarmente se libanesi

• Israele stava preparando questo da anni. Nessun intervento militare importante, particolarmente quando è combattuto sul secondo fronte, può essere organizzato durante la notte. Si può azzardare che l’organizzazione e’ iniziata almeno un anno fa, come fronte alternativo di combattimento da tenere “in calso” dopo l’uscita da Gaza

• Anche Hizbullah stava preparando questo da anni. Anziché i soliti missili manca-obiettivo (il genere sprecato al giorno d’oggi da Hamas), Hizbullah ha messo insieme un impressionante numero di razzi differenti, con una rete sotterranea del trasporto, stoccaggio e distribuzione che non dipende dall’esistenza di strade e ponti.

Tutte “meraviglie” molto aiutate naturalmente dai tanti petrodollari in arrivo dall’Iran

• Prima della crisi corrente, Hamas era in una posizione debole: un disastro come Governo, un disastro economicamente, un disastro politicamente con il referendum del 26 Luglio che rischiava di deleggittimarne l’esistenza stessa, se i Palestinesi avessero riconosciuto il diritto di Israele a esistere.

Adesso, il referendum è posposto indefinitamente

• Anche Israele era in una posizione debole: apertamente incapace di difendere (e ritrovare) i suoi propri soldati, impotente a guardare Hizbullah prepararsi forse per un’invasione e in pericolo di essere scavalcata dal referendum Palestinese del 26 luglio.

Il nuovo Primo Ministro, mancante delle credenziali militari, puo’ solo mostrarsi spietato e militarista, dando la mano libera ai Generali. La promessa difficile uscire di alcuni stabilimenti della Riva a Ovest era abbastanza rischiosa da mantenere, e ora e’ molto piu’ facile poichè può essere accantonata a lungo.

La debolezza della posizione dell’Israele è confermata ogni volta che un israeliano dice le abusate parole “Israele non puo’ fare altrimenti”. E questa sarebbe una maggiore Potenza regionale? Perchè e quando si sono fatti mettere in un angolo?

• Neanche Hizbullah era in una posizione forte: non ancora pronti per una guerra in grande scala, con la minaccia della Risoluzione ONU 1680 che ne chiede il disarmo, sempre sull’orlo di essere annullati da una crisi politica a Teheran o Damasco, o persino in un compromesso nucleare fra l’Iran ed il resto del mondo

Nessun comandante militare o politico coinvolto in questa crisi ha interesse a concludere il conflitto a breve termine. O persino medio

• I mercati azionari locali la pensano allo stesso modo, visto che le borse in Israele e Libano non stanno soffrendo come ci si aspetterebbe in un momento della guerra

• Tristemente, questa non e’ un’intifada, combattuta per piazzarsi nella posizione migliore in vista di una pace permanente. E’ una guerra di annientamento politico

• In primo luogo e’ stato annichilito il Libano come Stato. Non c’e’ alcuno sforzo per difendere i propri cittadini, per esempio. E Hizbullah, in teoria parte del governo di Beirut, ha lanciato una campagna militare senza avvisare nessuno.

In passato, avremmo potuto parlare del Libano come di un Protettorato di Hizbullah, ma poichè non hanno intenzione di proteggere alcunche’, il paragone piu’ vicino puo’ essere la Germania della guerra dei Trenta Anni: un “campo da gioco” per le guerre altrui

• Trattative di pace non hanno senso. Non c’e’ niente da negoziare fra Hamas e Hizbullah,  e Israele. Uno puo’ immaginarseli solo a negoziare riguardo gli altri intraprendere un viaggio di sola andata verso le lune di Saturno

• Chiunque non e’ direttamente toccato da questa guerra ha poco da preoccuparsi. Lo testimonia la reazione pigra americani: Condi Rice andra’ li’ “presto”, cioe’ la settimana prossima

• Il fatto che l’Iran supporta Hizbullah significa che non uno degli Stati vicini al Libano desidererà intervenire nel conflitto. Tutti avrebbero pochissimo da guadagnare intervenendo e molto da perdere

• Molto più facile ed efficiente per il mondo intero e’ lasciare che i combattenti si instupidiscano a vicenda e manovrare per ottenere il massimo qualunque sia il risultato

• E’ difficile immaginare la conclusione di queste crisi senza pensare che Israele otterra’ un vantaggio ancora una volta, come in ogni guerra dal 1946 ad oggi a parte il 1956 e 1973 (forse!)

• D’altra parte, come l’invasione del 1982 ha contribuito a generare Hizbullah, la guerra 2006 significherà che un’altra campagna di reclutamento di terroristi e’ “sostenuta” da Israele

I terroristi del 2016 cioe’

In un universo parallelo piu’ felice, Israele sta mostrando la forza della democrazia preoccupandosi realmente almeno un po’ dei civili libanesi (non solo a parole; ma allora, nel nostro universo il Regno Unito e gli USA. hanno insegnato la lezione, con la loro negligenza per le vite irachene).

Hizbullah sta mostrando la resistenza delle sue credenziali islamiche permettendosi di avere pieta’ per tutti i civili, piuttosto che per nessuno. Hamas e Hizbullah hanno imparato che non ha senso protestare se il leone vicino di casa comincia ad aggredire i vostri bambini, dopo che lo avete stuzzicato, colpito e svegliato.

Ed almeno un Leader non-violento sta aiutando tutti gli abitanti della Palestina Storica ad imparare a vivere insieme.

In una realtà alternativa differente, sempre più felice della nostra, la Comunità Internazionale sta lavorando per fermare l’interminabile guerra asciugandone le relative fonti finanziarie.

Nessuno può sparare se non hanno i soldi per comprare le pallottole. Ed abbastanza gente la’ sta pensando, quanto e’ idiota passare il proprio odio ai propri bambini innocenti.

Ma questo è quello che abbiamo. Come Steve Hackett ha scritto e Phil Collins ha cantato per i Genesis 30 anni fa:

Lasciamo perdere le notizie, amico mio (faccio del the’)

Arabi ed Ebrei amico mio (e’ troppo per me)

Mi confondono sempre amico mio (mi fanno dormire)

E quello che davvero odio, Signore Mio!

E’ restare sveglio a tarda notte, per guardare un dibattito, sul destino di una nazione



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