La Calabria a “Viva Voce”, Radio24

05Lug06

La nuova serie di Viva Voce, trasmissione quotidiana in onda nei giorni feriali dalle 9h alle 10h su Radio24 (Conduttori: Giancarlo Santalmassi, Giuseppe Cruciani, Giancarlo Loquenzi), ha visto finora alcune puntate dedicate alla Calabria, e non solo nella immediata scia di fatti di cronaca mafiosa

Ne raccolgo qui un elenco per futuro riferimento, e quindi comprendente i testi esplicativi pubblicati sul sito di Radio24

Calabria: passato, presente e futuro
24 Ottobre 2005
Francesco Fortugno, vicepresidente del Consiglio regionale calabrese ed esponente di primo piano della Margherita calabrese, è stato assassinato domenica 16 ottobre mentre si trovava davanti al seggio elettorale della sua città, Locri, per votare alle elezioni Primarie dell’Unione. Si tratta del più grave attentato mafioso perpetrato in Italia da molti anni a questa parte. Dalle stragi del 1992 le mafie non colpivano infatti importanti esponenti delle istituzioni. Un ritorno al passato? Ne parliamo con Enzo Ciconte, scrittore, docente, presso l’Università Roma Tre, del Corso sulla Storia della Criminalità organizzata ed esperto di mafia calabrese e Vincenzo Macrì, sostituto procuratore addetto alla Direzione Nazionale Antimafia.

Primo piano Calabria
31 Ottobre 2005

Il presidente degli industriali calabresi, dopo l’appello al presidente della Repubblica del giugno scorso, ha di nuovo preso carta e penna a seguito dell’omicidio Fortugno per denunciare la situazione disastrosa in cui regna la Calabria. E lo ha fatto tramite le pagine del quotidiano Il Sole24Ore. Le dichiarazioni seguite all’originario appello di Callipo e all’omicidio Fortugno si sono inscritte, autorevolmente, in quella “commedia degli inganni e delle parole a vuoto” che da oltre mezzo secolo, secondo gli “attori calabri”, ha creato polveroni, stravolgendo e mistificando l’impegno serio, che pure c’è, delle istituzioni civili e religiose, dei partiti politici , dei sindacati, degli amministratori, dei giornali e dei calabresi contro la “ndrangheta”, per cui alla fine non si capisce chi è ne è realmente contro e chi, invece, la favorisce. Il risultato di questa operazione è stata la crescita dell’invadenza mafiosa che invece di regredire, ha finito per condizionare in maniera determinante l’economia e il libero mercato, la politica, le istituzioni, l’informazione e le prospettive di sviluppo sociale e civile di questa Regione del Mezzogiorno. Ne parliamo con Enzo Ciconte, scrittore e esperto di mafia calabrese, Nicola Tranfaglia, storico ed editorialista de La Repubblica, Sergio Romano, storico ed editorialista de Il Corriere della Sera, Filippo Callipo, presidente di Confindustria Calabria e Mariano Maugeri, inviato de Il Sole24Ore.

Storie di mafia e ‘ndrangheta
8 Novembre 2005
Aperto com’è per vocazione alla condivisione e alla fratellanza, il Sud è gioia e sole, è luce e allegria, è spensieratezza. Accade forse qualcosa? Per omertà no. Eppure è un temporale continuo: per ultimo la morte di Francesco Fortugno. 54 anni, medico, padre di due figli, il vice presidente della Regione Calabria è stato colpito a Locri tre settimane fa. Omicidio che ha riacceso l’interesse nazionale su situazioni presenti, come la mafia e la ‘ndrangheta, con cui la società civile deve scontrarsi ogni giorno. Ne parliamo con due protagoniste: Rita Borsellino, presidente onorario dell’Associazione Libera e sorella del magistrato Paolo Borsellino e la Baronessa Teresa Cordopatri, eroina calabrese degli anni Novanta e simbolo della resistenza all’illegalità della società civile.

Un superprefetto contro la ‘Ndrangheta
28 Novembre 2005
Si è ufficialmente insediato il 7 novembre Luigi De Sena, il nuovo prefetto di Reggio Calabria, con la speranza generale che il suo arrivo coincida con l’inizio di una nuova fase nella lotta contro la ‘ndrangheta e l’avvio di una vera e propria terapia d’urto contro quella che risulta essere ormai la più potente organizzazione criminale italiana. L’ex vicecapo della Polizia, e direttore centrale della Polizia criminale, è stato nominato il 28 ottobre scorso dal Consiglio dei Ministri, su proposta del responsabile del Viminale Giuseppe Pisanu con l’incarico di gestire “poteri speciali” nella lotta contro la ‘ndrangheta, esigenza particolarmente avvertita dopo l’ assassinio il 21 ottobre scorso a Locri del vicepresidente del Consiglio regionale della Calabria, Francesco Fortugno. Dall’omertà al pentitismo, dalla richiesta di militarizzare la Regione alla nuova sfida aperta anche alla società civile: di questo e altro parliamo insieme a Luigi De Sena, il neo Prefetto di Reggio Calabria, ma anche a Domenico Luppino, ex sindaco di Sinopoli, constretto a lasciare il suo incarico pubblico dopo le dimissione dei suoi sette consigliere e nove minacce di vario tipo subite nel corso degli ultimi tre anni.

‘Ndrangheta e Sanità: la vedova Fortugno si racconta
7 Dicembre 2005
Sopraffatta dal dolore ma decisa a non arrendersi, la vedova Fortugno ha fatto sentire forte la sua voce dopo l’omocidio del marito, Francesco Fortugno, vicepresidente del Consiglio regionale della regione Calabria. “Faccio appello ai calabresi – ha detto Maria Grazia Laganà – a reagire. Come farò io per il futuro dei miei figli. Questa regione e la politica non devono essere lasciate sole. Non lo dico per retorica, ma spero che il sacrificio di mio marito valga a qualcosa”. Queste le parole di Maria Grazia Laganà, vedova per mano della ‘ndrangheta, ospite di Viva Voce per raccontarsi e raccontare cosa vuol dire vivere, o convivere, nella Locride. Insieme a lei anche Maurizio Carbonera, sindaco del comune di Buccinasco, vittima, per ben tre volte, della ‘ndrangheta “milanese”.

Riordinare le coste calabresi
19 Dicembre 2005
La nuova Giunta della Regione Calabria sta cercando di applicare la Legge Regionale Urbanistica, rimasta in un cassetto dal 2002. Nel definire gli scenari e il contesto dell’attuale condizione del territorio calabrese, è emerso che la maggiore pressione insediativa riguarda proprio le coste. La Giunta ha quindi ipotizzato alcune misure specifiche che possano, in attesa del Piano Paesaggistico, quantomeno garantire la corretta applicazione delle misure di salvaguardia della legge Galasso, quindi arginare in parte e regolare l’attività edilizia sulle coste calabresi almeno e soprattutto per gli ambiti più sensibili. Dopo queste indicazioni della Regione Calabria in molti hanno pubblicamente la loro disapprovazione: con pagine a pagamento sui principali quotidiani locali sono scesi in campo la Compagnia delle Opere, poi addirittura i Presidenti degli Ordini degli Architetti e Agronomi di Cosenza e i Costruttori Edili della Calabria. Come si può arginare il problema dell’abusivismo edilizio? Ne parliamo con Michelangelo Tripodi, assessore ai Trasporti e alle Infrastrutture della Regione Calabria, Giancarlo Franzè, presidente della Compagnia delle Opere calabrese, Giuseppe Gatto, presidente regionale dell’Ance Calabria, Antonio Ruggiero, presidente della Commissione straordinaria del comune di Vibo Valentia e Bernardo Secchi, urbanista dell’Università di Venezia.

Agazio Loiero, “cessato” dal suo partito
20 Marzo 2006

Non voglio fare la guerra alla Margherita, voglio fare una scommessa in Calabria. Se dovessimo perderla, io sono in grado di trarne le conseguenze, se invece sara’ un’affermazione, allora bisogna trarne un insegnamento”. Lo ha detto il Presidente della Regione Calabria, Agazio Loiero, nel corso della conferenza stampa di presentazione delle Liste del Codacons dove sono candidati alcuni dissidenti della Margherita, espulsi, come lui, dal partito della loro Regione. Dai primi malumori legati alle nomine alle Asl calabresi alla composizione delle liste per le future politiche: un percorco a ostacoli che ha portato la rottura tra Loiero e la Margherita. A raccontare questo percorso è proprio il governatore della Calabria Agazio Loiero insieme a Luigi Fedele, esponente di Forza Italia e consigliere-questore dell’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale della Calabria, Mariano Maugeri, inviato de Il Sole24Ore e Filippo Veltri, capo redattore calabrese dell’agenzia Ansa.

E’ emergenza Calabria?
20 Giugno 2006
“Sicurezza, sicurezza, sicurezza. La Calabria non ha bisogno d’altro. Serve solo sicurezza per chi opera e investe nel Sud”: è questo il messaggio che Filippo Callipo, presidente degli imprenditori calabresi, ha consegnato in un’intervista a Repubblica nella quale annunciava di voler gettare la spugna “dopo anni di denunce contro la strapotere criminale cadute nel vuoto”. L’imprenditore di Vibo Valentia lascia infatti l’incarico di presidente di Confindustria Calabria, in scadenza, con amarezza: “Senza essere riuscito a scalfire o a modificare, quelli che sono i rapporti consolidati di criminalità, politica e alcuni tipi di imprenditore”. Esiste quindi un’emergenza Calabria? Ne parliamo con Luciano Violante, onorevole dei Democratici di Sinistra e presidente della Commissione Affari costituzionali, della Presidenza del Consiglio e Interni, Filippo Callipo, presidente uscente di Confindustria Calabria e Marina Valensise, giornalista de Il Foglio.  



One Response to “La Calabria a “Viva Voce”, Radio24”

  1. Leggo solo ora il post. Condivido al 100%. Grazie

    Saluti

    Rino Pruiti
    Assessore Buccinasco (MI)


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