La Fine del Mondo

2008/Mag/17

La giapponese NHK ha simulato cosa succederebbe se un grosso asteroide colpisse il nostro pianeta. Ecco il risultato (attenzione: si consiglia la visione solo a un pubblico poco emotivo):

http://www.youtube.com/watch?v=oB3G0rvCIJc

(la simulazione prevede che il “contatto” si abbia vicino al Giappone. tanto non importa, moriremmo tutti comunque)

Qualche traduzione dei testi: all’inizio dice “simulazione”. A 01:24 parla (presumo) dell’onda di marea oceanica. A 03:32 c’e’ l’Himalaya (distrutta 3 ore dopo l’impatto). A 04:13 c’e’ l’Amazzonia, raggiunta dall’onda d’urto dopo un giorno. A 04:50 si vede Londra. Il tempio a 05:00 e’ forse l’Acropoli.

A 06:21 si vede il Mar Mediterraneo. E chissa’ perche’, Reggio Calabria sembra piu’ bruciata del resto…


Razionalita’ Scientifica: Risposta a Logicante (La Logica di House)

2008/Mag/11

(Logicante, autore del blog “La Logica di House“, mi ha citato in fondo al suo post “Razionalità scientifica e società: c’è progresso culturale?”. Ringraziandolo della citazione, mi permetto alcune ulteriori considerazioni)

(1) Sui giornalisti che “hanno una precisa responsabilità nell’ambito della discussione pubblica”: ho pubblicato alcuni mesi fa la traduzione di un saggio particolarmente illuminante, apparso sulla rivista americana Skeptic: “Gli Incorreggibili, Fondamentali Difetti del Giornalismo (specie Televisivo)

In due parole: il giornalismo moderno non riguarda la trascrizione della realta’, ma l’imbastimento di una narrativa da intrattenimento piu’ o meno basata sulla realta’:

La prossima volta che guardate le notizie, tenete presente che cio’ che state vedendo sono spesso trivialita’ incorniciate come Verita’. O come disse un po’ capricciosamente l’umorista e filosofo britannico G.K. Chesteron alcuni decenni fa, “il giornalismo consiste nel dire ‘Lord Jones e’ morto’ a persone non hanno mai saputo che Lord Jones fosse vivo.”

(2) Sulle affermazioni di Veronesi: un errore dire “zero” invece che del piu’ preciso “trascurabili”, ma non ci ricamerei troppo; un errore anche dire che gli inceneritori sono l’unica soluzione, perche’ e’ una forzatura che dimostra mancanza di argomentazioni; sulla relazione causale fra inceneritori e cancro, invece, come ho gia’ detto la partita e’ ancora molto aperta, ma difficilmente finira’ con la sconfitta del pensiero di Veronesi (semplicemente, i dati non parlano chiaro)

(3) Sulle affermazioni di Cruciani a La Zanzara: Grillo e’ un villano (e lo e’), dice delle stupidate (e le dice), gli inceneritori sono sicuri (e lo sono, fino a prova contraria, almeno quelli fatti a norma di legge), fra Grillo e Veronesi e’ meglio credere all’oncologo (come, appunto, se si ha un dolore persistente si va dal dottore, e non dal comico), e Montanari non sembra una persona seria quando si lamenta delle inquadrature da Mentana (e non lo sembra).

Queste sono opinioni di Cruciani (come si vede, condivisibilissime) e Cruciani (bonta’ sua) esprime le sue opinioni. Che “dati” avrebbe dovuto portare? Ha giustificato la sua opinione sugli inceneritori con il  fatto che ce ne sono tanti, nel mondo, ma per qualche motivo solo Montanari e pochi altri sono in stato d’emergenza, ed esprimono certe “certezze” che tali sembrano essere solo per loro: dei punti importanti, e che meriterebbero risposta.

Non e’ infine corretto criticare il prosieguo della trasmissione, che e’ basata intorno alle telefonate di persone piu’ o meno famose, cui viene data occasione di esprimere anche le loro opinioni. Valutare se siano sciocchezze o no, la maggior parte delle volte e’ lasciato come esercizio per l’ascoltatore: dubito che pero’ questo porti ad alcun impoverimento culturale.

L’atteggiamento (forse, spero di sbagliarmi) di Montanari, e ancor piu’ l’atteggiamento di tanti grillini, sembra invece essere quello di considerare il dissenso e lo scetticismo come reati di lesa maesta’: e quello si’, che e’ un atteggiamento reazionario e violento.


Inceneritori: Dietro la Scienza di Montanari

2008/Mag/09

Ho avuto il piacere di essere uno degli ascoltatori fatti intervenire questa sera a La Zanzara, il programma di approfondimento condotta da Giuseppe Cruciani su Radio24 dal lunedi’ al venerdi’ dalle 19.15 alle 21 circa.

I miei quattro minuti e mezzo sono ascoltabili in formato MP3: Maurizio Morabito - Inceneritore - La Zanzara - 20080509.

L’argomento che ho trattato e’ stata l’interpretazione dei dati presentati da Stefano Montanari, recentemente anche in noti programmi televisivi, come prova scientifica incontrovertibile che gli inceneritori causano tumori (e quindi non vanno comunque costruiti).

Cosa dico, per chi non ha voglia di ascoltare la mia voce? Dico che, scientificamente parlando, i dati suggeriscono al piu’ una possibilita’, e sono ben lontani dall’essere “prova incontrovertibile”. E che chi si lamenta tanto che “gli altri” non la raccontano sempre giusta, dovrebbe dare l’esempio, invece di manipolare per primo i risultati scientifici a suo piacimento.

In campo epidemiologico, infatti, la “certezza” si ha solo quando il rischio relativo triplica. Cioe’, quando l’incidenza di questa o quella malattia e’ almeno il 300% del normale: per esempio nel caso dei tumori al polmone, che colpiscono i fumatori con un’incidenza del 4′000% rispetto alla norma. Valori piu’ bassi non possono dare indicazioni “incontrovertibili”, semplicemente perche’ ci sono tante cause per ogni tumore e per ogni malattia.

Quindi se i tumori al fegato sono aumentati vicino a un inceneritore del 9% o del 16%, si tratta di fare una valutazione di rischio (che, a parer mio, rimane comunque basso), perche’ certezza proprio non ce n’e’.

Questo non cambia comuqneu la mia opinione che bruciare i rifiuti e’ una pessima idea, perche’ la spazzatura di oggi e’ sicuramente la miniera d’oro di domani. Buttando tutto nell’atmosfera, insomma, stiamo rubando ai nostri pronipoti senza granche’ vantaggio per noi stessi.


Seminario ALTE QUOTE 2008

2008/Mag/04

SEMINARIO - ALTE QUOTE 2008

ALTE QUOTE - Verso la costituzione di un gruppo di attenzione interdisciplinare per la ricerca meteo-climatica in alta montagna e gli aspetti ambientali correlati

SEMINARIO - 14 maggio 2008
Università degli Studi - Facoltà di Agraria
Aula Magna (C03) - Via Celoria, 2 - Milano

OBIETTIVI - Le grandi montagne sono ecosistemi unici la cui sopravvivenza è un dovere sia nei confronti delle future generazioni sia per la salvaguardia di risorse turistiche e culturali di inestimabile valore. Dalle grandi montagne dipendono le popolazioni della pianura per l’approvvigionamento idrico, per la produzione di legname e più in generale le montagne racchiudono un patrimonio di diversità biologica ed antropologica che trova pochi eguali nel resto del mondo.

Le grandi catene montuose hanno un effetto rilevantissimo sul clima del pianeta sottraendo umidità alla circolazione generale ed alterando la circolazione generale stessa. Basti pensare, ad esempio, a quanto diverso sarebbe il clima padano senza la presenza delle Alpi o il clima europeo senza la presenza delle montagne Rocciose: recenti studi (Seager, 2002) hanno, infatti, evidenziato che la mitezza del clima europeo è in larga misura determinata non dalla Corrente del Golfo, ma dalla circolazione atmosferica che sull’Europa assume una caratteristica componente da sud per effetto delle Montagne Rocciose.

L’importanza ambientale ed economica, oltre che l’amore per la montagna, hanno spinto negli ultimi 50 anni ad intensificare le attività di ricerca negli ambienti estremi montani, sia per conoscerne le peculiari caratteristiche ancora oggi poco note sia, più recentemente, per cogliere testimonianze di cambiamenti i cui processi sono ancora da identificare completamente.

In tale attività è particolarmente attivo da oltre venti anni il Comitato Ev-K2-CNR, che promuove, anche attraverso l’Unità di Ricerca del Dipartimento Terra e Ambiente del Consiglio Nazionale delle Ricerche, recentemente costituito presso l’associazione, la ricerca scientifica interdisciplinare utilizzando dati provenienti dai monitoraggi effettuati nelle catene dell’Himalaya, Karakorum, Alpi, Appennino e Ruwenzori nell’ambito del loro Progetto SHARE (Stations at High Altitude for Research on the Environment). In occasione del seminario, Ev-K2-CNR allestirà un collegamento in diretta con la spedizione SHARE-Everest 2008, che sarà impegnata nell’installazione dei una stazione meteorologica a Colle Sud, Monte Everest, a 8000 metri di quota.

Da tali presupposti e da altri che emergeranno nel corso del seminario nasce l’idea di attivare un gruppo di attenzione ai temi della ricerca meteo-climatica applicata in alta montagna che veda il più ampio coinvolgimento di università, enti di ricerca ed appassionati.

PROGRAMMA RELAZIONI

09:15-09:30 Saluti autorità
Preside della facoltà di Agraria, Claudia Sorlini
Direttore del DiProVe, Maurizio Cocucci
Rappresentante Unimib, Angelo Cavallin
Direttore Generale Ev-K2-CNR, Beth Schommer

Parte Prima: Lo stato delle conoscenze
09:30-09:45 Serie storiche dell’area alpina e delle zone al contorno (Maurizio Maugeri)
10:00-10:15 L’alta montagna e la scienza del suolo (Roberto Comolli)
10:15-10:30 L’alta montagna e le risorse idriche (Claudio Smiraglia)
10:30-10:45 L’alta montagna e le tracce dell’inquinamento globale (Valter Maggi)
10:45-11:00 L’alta montagna e la misura del trasporto degli inquinanti nell’aria (Paolo Bonasoni)
11:00-11:30 Pausa

Parte Seconda: Prospettive di ricerca
11:30-11:45 Il Progetto SHARE e le basi di dati disponibili per l’alta montagna (Elisa Vuillermoz)
11:45-12:00 Le serie storiche della valle del Khumbu (Simone Parisi, Emanuele Cabini, Luigi Mariani,
Elisa Vuillermoz, Gianni Tartari)
12:00-12:15 Iniziative internazionali di ricerca in alta quota e la neonata attività CEOP-High Elevations
(Gianni Tartari, Emanuela Manfredi)

DIBATTITO
12:15-13:00 Verso un gruppo di attenzione interdisciplinare alla ricerca meteo-climatica in alta
montagna ed agli aspetti ambientali correlati (coordina: Luigi Mariani)

COME RAGGIUNGERE LA SEDE
In auto: chi arriva dalle autostrade può raggiungere via Celoria dalla tangenziale Est (uscite v.le Rubattino o Lambrate). Dalle stazioni ferroviarie di Milano Centrale, Stazione Nord, Porta Garibaldi o Lambrate, la sede del convegno è facilmente raggiungibile con la linea 2 (linea verde) della metropolitana, scendendo alla stazione di Piola. Dall’aeroporto di Linate: bus 73, scendere all’incrocio con Corso 22 marzo e prendere il filobus 91 che percorre viale Romagna, scendendo all’incrocio con Via Pascoli. Dall’aeroporto di Malpensa: treno Malpensa Express fino alla Stazione Nord ove si prende la linea 2 (verde) della metropolitana scendendo alla fermata di Piola. I bus e filobus sopra indicati sono usufruibili con il semplice biglietto urbano ATM, che dopo la vidimazione ha validità per 75’. Per usufruire del Malpensa Express occorre un apposito biglietto che si acquista all’aeroporto o alla Stazione Nord.


RealClimate: (quasi) Niente Puo’ Falsificare i Nostri Modelli

2008/Apr/24

Momenti di comicita’ involontaria sul sito RealClimate, considerato da molti il Faro e/o l’Oracolo per cio’ che concerne i cambiamenti climatici di origine antropogenica.

Gestito da ricercatori della NASA sotto lo sguardo dell’esimio James Hansen, “RealClimate” si propone da anni come il sito “de rigueur” per chi crede che le attivita’ umane stiano cambiando il clima in una maniera che a breve (nel giro di qualche decennio) si rivelera’ disastrosa.

Il problema pero’ e’ che come si sa, anche le previsioni del tempo a due settimane se non due giorni possono essere completamente sbagliate, per cui a tutta prima pensare di sapere quanto piovera’ nel 2087 o quanto saranno estese le zone desertiche nel 2103 sembrerebbe davvero eccessivo. Il tempo contiene elementi molto instabili, per cui una piccola variazione iniziale puo’ portare a risultati assolutamente divergenti.

RealClimate (attenzione: il gruppo intero, non solo uno o due persone come di solito) ha deciso di rispondere a quel dubbio approfittando della morte di Ed Lorenz, lo scienziato americano che sviluppo la Teoria del Caos proprio a partire dalle sue esperienze di metereologo.

Sfortunatamente, in “Le Farfalle, I Tornado e I Modelli Climatici” il gruppo di RealClimate ha inavvertitamente dichiarato al mondo che i modelli climatici non possono praticamente essere mai falsificati: qualunque cosa succeda, cioe’, sia che faccia caldo, o freddo, o piova, o sia secco, o se ci sono piu’ uragani, o meno uragani, o piu’ tornado, o meno tornado, o se la calotta polare si scioglie, oppure se ingrandisce di dimensione: qualunque fenomeno atmosferico, semplicemente non potra’ mai essere usato per negare veridicita’ ai modelli climatici che prevedono il riscaldamento globale e il cambiamento climatico.

Discorsi perfettamente analoghi si applicano anche a qualunque insieme di fenomeni atmosferici nel breve periodo, dove per “breve periodo” si intende probabilmente “di durata inferiore ai venti o trenta anni”.

Entro in piu’ dettagli nel mio blog sul clima (in inglese: “RealClimate rende la vita piu’ difficile ai modelli climatici” e “Ulteriori considerazioni sulla infalsificabilita’ dei modelli climatici su RealClimate“) quindi almeno per ora mi limito a una brevissima citazione:

[...] per il problema del clima, il tempo metereologico (o la traiettoria individuale) e’ [solo] rumore [...]

Se per esempio i modelli indicano riscaldamento prossimo venturo, e i termometri indicano Gennaio e Febbraio 2008 come abbastanza piu’ freddi del solito, RealClimate puo’ comunque dire che i modelli sono giusti, e si tratta solo un fenomeno momentaneo (il “tempo”, appunto: “rumore”).

E se i modelli dicono che all’aumentare della concentrazione di gas-serra devono aumentare le temperature globali, mentre tale aumento si e’ interrotto dal 1998, di nuovo RealClimate puo’ dire che i modelli sono giusti, e che semplicemente la strada verso un pianeta piu’ caldo passa per alcuni anni senza aumento del riscaldamento (la “traiettoria individuale”).

L’unica maniera per verificare i modelli climatici sembra essere l’aspettare venti o trenta anni per vedere se il riscaldamento c’e’ stato. Difficilmente pero’ un tale atteggiamento puo’ essere usato per giustificare gli interventi drastici e illiberali che tanti richiedono, anzi pretendono.

Lo stesso Gavin Schmidt di RealClimate, in un blog di qualche mese fa, ha detto esplicitamente che le osservazioni servono “a migliorare i modelli” (invece che, che ne so, elaborare quelle “bestemmie” che sarebbero nuove interpretazioni). In altre parole: non e’ il modello climatico ad essere subordinato al mondo esterno, ma l’esatto opposto…

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Forse e’ solo un triste caso di “amore soffocante”, con i modellisti cosi’ innamorati dei modelli, da proteggerli a ogni costo, estraniandoli pero’ allora dalla “scienza” che e’ fatta, appunto, di teorie falsificabili, non corazzate contro qualunque critica o osservazione.

E’ davvero ironico che cio’ accada su RealClimate, dove non e’ praticamente possibile postare commenti se non di elogio e di accordo per i gestori del sito.

RealClimate, insomma, e’ il posto impermeabile al mondo esterno, dove modellisti impermeabili al mondo esterno pubblicano articoli impermeabili al mondo esterno…


L’Inopportuno “Earth Day”: Intervista a Roberto Vacca su skytv.it

2008/Apr/22

Ricevo e rimando l’intervista andata al noto ingegnere e scrittore Roberto Vacca, oggi a skytv.it in occasione dell’”Earth Day”:

E’ ragionevole minimizzare l’uso di energia, acqua, metalli: il risparmio evita sprechi e ci rende più ricchi ed efficienti. Meno ragionevole installare pannelli fotovoltaici perché hanno rendimento basso (14%) e sono costosi, quindi sprecano risorse: meglio investirle in ricerca per realizzare fotovoltaico ad alto rendimento.
Il risparmio non va fatto per i motivi sbagliati, ad es. per timore che le attività umane producano riscaldamento globale del pianeta. Non lo producono: gli allarmi di Al Gore e IPCC sono infondati. Il clima varia per cause astronomiche con ciclo di 100.000 anni. Su Nord Europa e America 20.000 anni fa c’era uno strato di ghiaccio spesso 2 km: in 10.000 anni si è sciolto e il clima interglaciale ha favorito lo sviluppo delle nostre civiltà. L’attività solare, poi, produce un ciclo di mille anni: ora siamo in fase di alta temperatura, ma era più alta 1000 anni fa quando la Groenlandia era verde. Queste spiegazioni sono condivise da Freeman Dyson (uno dei maggiori fisici viventi) e da climatologici esperti (ad es. Prof. Luigi Mariani, Università di Milano, IBIMET, Istituto Biometeorologia CNR Bologna, etc.).
Le ragioni giuste per risparmiare sono, ad es., che il petrolio è più utile per alimentare l’industria petrochimica e quella farmaceutica, che non per essere bruciato.
Le iniziative come Earth Day sono inopportune: Il pubblico, esortato a risparmiare per ragioni sbagliate, quando capirà che non è l’uomo a modificare il clima del pianeta, ricomincerebbe a sprecare allegramente.
Iniziativa giusta sarebbe quella di far capire a tutti come stanno davvero le cose. Va fornita al pubblico informazione su quanta energia, quanta acqua, quante risorse consumiamo giorno per giorno. Poi sfidiamoci a risparmiare e controlliamo che cosa abbiamo ottenuto.
Il risparmio non si ottiene, ad esempio, usando un’auto che consuma pochissimo – se pi la usiamo per viaggi che si rivelano inutili. Serve organizzazione logistica per aumentare i rendimenti, evitare di costruire macchine e strutture inutili e risparmiare non solo energia ma anche tempo.

 


Antartide: Risposta a Leucophaea

2008/Apr/08

Risposte al blogger Leucophaea che dice di voler restare calmo riguardo il recente “Caso Gonfiato dell’Iceberg Antartico“:

  • Il riscaldamento globale non c’e': o meglio, se c’e', non sappiamo ancora se sia globale o no, visto che all’IPCC ammettono a denti stretti che le osservazioni del riscaldamento sono quasi tutte europee.
  • E’ la fine dell’estate, il periodo di massimo riscaldamento. E quindi il momento piu’ probabile perche’ la banchisa si frantumi. Mi sembra un punto rilevante.
  • In alcuni punti il Polo sud si riscalda, in altri si raffredda. Cosa succeda in Antartide e’ una cosa ancora tutta da scoprire. L’immagine sopra mostra trend dal 1981 al 2007 che arrivano al massimo a +/-0.1C per decade (quindi un totale inferiore a 0.3C. E visto che l’Antartide e’ freddo, non sono quelle differenze a causare granche’ cambiamenti). Ne parlavo giusto ieri, perche’ dalla NASA arrivano informazioni almeno apparentemente contraddittorie, sull’Antartide, incluso il fatto che l’area di scioglimento, nel 2008, e’ stata di 300mila kmq, lontano dalla media storica che e’ 860mila kmq. Il gia’ citato IPCC, poi, sottolinea continuamente come il riscaldamento al Polo Sud si e’ visto chiaramente solo nella Penisola Antartica: guarda caso, proprio’ dov’e’ la banchisa Wilkins.
  • Le dimensioni dell’iceberg sono minime: minime rispetto all’intera banchisa Wilkins. Non dico di aspettare che si sciolga tutta…ma perche’ preoccuparsi se se ne stacca meno dell’1%? Altri e ben piu’ grandi iceberg si sono staccati dalle banchise antartiche, in passati recenti e remoti.
  • L’estensione dei ghiacci marini antartici e’ un milione di kmq superiore alla media storica. Io il link l’avevo messo: al famoso sito Cryosphere Today dell’Universita’ dell’Illinois a Urbana-Champaign.
  • I mesi appena trascorsi sono stati a livello globale fra i piu’ freddi degli ultimi anni. Non ho citato, quello, a riguardo del riscaldamento globale, ma proprio riferendomi alla banchisa Wilkins e al nuovo iceberg gigante. Se si e’ staccato in un periodo freddo, non possiamo certo imputare la sua dipartita al riscaldamento.
  • Le conferme che la presunta instabilita’ climatica sia da imputare all’uomo non sono “infinite”. Sono tutte nelle pagine del secondo gruppo di lavoro del quarto rapporto IPCC, capitolo 1. A proposito, sono 26.285 conferme, insieme a 3.174 smentite.
  • Su Franco Battaglia non mi pronuncio. Difendera’ le sue opinioni come piu’ gli aggrada. C’e’ da considerare che mentre chi crede nel riscaldamento antropogenico ha qualcosa in cui credere, appunto, chi ne e’ scettico per definizione non ha altro in comune con gli altri scettici, se non lo scetticismo. Sono consapevole quindi che ci sono un mucchio di svitati che non credono al riscaldamento globale, e che tanti di loro non usano i miei stessi argomenti, ne’ io i loro.

Il Caso Gonfiato dell’Iceberg Antartico

2008/Mar/28

(grazie a FM per aver raccolto parte di queste informazioni)

Alla deriva un iceberg gigantesco“, tuona il Corriere della Sera del 26 Marzo. “Antartide: l’iceberg gigante fa tremare il pianeta“, dice Il Manifesto. “COLLASSO ANTARTICO, ICEBERG DA 415 KMQ“, tuona l’ANSA.

Peccato siano le solite esagerazioni: anzi, ancora piu’ esagerate del solito: ingiustificatamente gonfiate nei numeri, e nell’analisi.

(1) NUMERI GONFIATI, ZERO IN GEOMETRIA

Ad esempio si dice un po’ ovunque che l’iceberg e’ “sette volte Manhattan“. Ora, Manhattan e’ di circa 80 kmq…come si arriva all’iceberg di 7×80=560 Kmq?

La fonte originale era chiara:

“[...] un grande iceberg, 41×2.5km (102kmq) si e’ staccato…portando alla disintegrazione di 405kmq della banchisa [di Wilkins] interna [...]

In Italia invece tutto cio’ è diventato, su RaiNews24 (dove la geometria piu’ elementare e’ sconosciuta):

Un mastodontico frammento di una banchisa antartica grande 415 chilometri quadri si e’ staccato [...] Il blocco e’ lungo 41 chilometri ed e’ largo 2,4

Anche sui quotidiani italiani, una serie di strafalcioni hanno mostrato un “pensiero unico”. A parte il Corriere e il Manifesto gia’ menzionati:

Il Giornale: “La natura non fa sconti: un gigantesco frammento di Antartide, vasto circa 405 chilometri quadrati, si sta staccando dalla piattaforma principale di Wilkins Ice Shelf“.

La Repubblica: “Il frammento di 415 km quadrati si è separato dall’area dello Wilkins Ice Shelf - Antartide, si stacca iceberg gigante ‘E’ grande sette volte Manhattan’”

Wall Street Italia: “Il frammento di 415 km quadrati si è separato dall’area dello Wilkins Ice Shelf
Antartide, si stacca iceberg gigante ‘E’ grande sette volte Manhattan’

E’ evidente che in molte redazioni si copia dall’ANSA senza neanche fare una verifica anche minima.

Se non altro alla CNN non hanno sbagliato i conti. Alla BBC, poi, cercano di essere molto molto cauti, e non si pronunciano sul “distacco”.

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(2) L’ICEBERG E… IL RISCALDAMENTO GLOBALE (CHE NON C’E')

La notizia di un iceberg che si stacca da una banchisa al Polo Sud, naturalmente, diventa subito “prova” del riscaldamento globale. Ma anche su questo si tratta di un’interpretazione praticamente senza base alcuna:

  1. E’ la fine dell’estate, al Polo Sud, il momento cioe’ di massimo riscaldamento
  2. La zona interessata e’ quella della Penisola Antartica, dove da vari anni si nota un innalzamento delle temperature in opposizione all’abbassamento in corso in altre parti dell’Antartide stesso, come si vede in questa elaborazione della NASA Temperature dell'Antartico
  3. La banchisa interessata ha una superficie fra i 13mila e i 16mila kmq, piu’ di 100 volte l’iceberg e piu’ di 25 volte la zona “disintegrata” (termine che fra l’altro vuol dire semplicemente “separatasi in blocchi di ghiaccio liberi di muoversi l’uno contro l’altro”, e non “scomparsa completamente”)
  4. Nel frattempo, l’estensione dei ghiacci marini antartici e’ un milione di kmq superiore alla media storica
  5. I mesi appena trascorsi sono stati a livello globale fra i piu’ freddi degli ultimi anni
  6. Nel 2000 si e’ staccato un iceberg di 11mila kmq. E nel 1956 galleggio’ libero un iceberg di 31mila kmq addirittura, piu’ grande della Sicilia

Tutto considerato insomma, non ci sono le basi per dire che l’iceberg del 2008 “conferma che il clima sta cambiando e sta cambiando adesso, come scrive invece EcoAlfabeta.


Lombroso Cade Sul Favonio

2008/Mar/26

Intervista a Luca Lombroso da GreenReport: ‘Il global warming “è finito” solo sui titoli dei giornali’ (6 Marzo 2008):

Cominciamo dall’Italia, dove il global warming era evidente fino a 3 giorni fa, tanto che in alcune località si è registrata la temperatura di 27 gradi, che “abitualmente” dovremmo avere a metà maggio

E’ davvero tremendo leggere dichiarazioni cosi’ profondamente errate da chi si fa passare per esperto del settore.

Le alte temperature che a volte si verificano d’inverno e cui si riferisce Lombroso, sono dovute all’effetto-Foehn, il vento che i Romani chiamavano Favonio e che si verifica vicino alle catene montuose. Il riscaldamento globale non c’entra assolutissimamente niente.

Una “svista” del genere e’ cosi’ madornale da far dubitare di ogni dichiarazione sul clima da parte del “tecnico” Lombroso. E’ come se un matematico dicesse che pi-greco e’ uguale a 3, o un giurista confondesse una causa civile con una penale. E Lombroso parla pure di “rigore scientifico”? Si vada a studiare un po’ di metereologia, e pensi al suo, di “rigore”…

E si legga un po’ di climatologia, gia’ che c’e': nessuno climatologo, neanche su RealClimate.org, dira’ mai che il riscaldamento globale e’ “evidente” in un episodio caldo…

Il resto dell’intervista non e’ meglio. Si arriva all’estremo ridicolo quando da una parte si lamenta il fatto che sul clima “intervengono non climatologi, ma esperti di altri settori“, e poi si elogia il lavoro dell’IPCC, che si appoggia all’intervento, appunto, di esperti di molti altri settori, e non solo di climatologi.


Scie Chimiche? Splendide Nuvole

2008/Mar/21

Occupatasene recentemente la trasmissione Voyager su Rai2, le “scie chimiche” che si dice sarebbero usate per diabolici esperimenti di guerra metereologica sono tornate di moda su internet.

Ecco alcune pagine contro: Il Disinformatico (qui e qui), MD80 (qui e qui) e anche il famoso Giuliacci. A favore il sito Scie Chimiche (ovviamente).

Ma invece di citare quelli, mi permetto (dopo sua autorizzazione) a postare un bellissimo commento da parte dell’agrometereologo (PhD) Tore Cocco:

…ho iniziato a studiare meteorologia a 15 anni, e ricordo ancora il bel libro di Francesco Di Franco che assicurava che una volta studiato il libro il lettore avrebbe visto le nubi con occhi diversi e avrebbe saputo distinguerne i vari generi; ebbene io pensai tra me: “certo come no” ma in effetti qualche giorno dopo vedevo le nubi come mai prima di allora…

perche racconto tutto questo? tra poco sarò chiaro…l’anno seguente mi iscrissi ad un corso di meteorologia, o meglio operatore meteorologico di 4° livello (non so se ne esistono ancora) e una delle cose che ci disse un vecchio meteorologo che preparava i bollettini per l’aviazione civile era che alla fine del codice che riassume le condizioni meteo, i più avveduti in caso di presenza di scie di condensazione finivano il codice con la parola “cotra” che significa condensation trail.

Perche? Le scie di condensazione si formano grazie alle polveri che provengono dai motori dell’aereo, tali polveri fungono da nuclei di condensazione per il vapore presente nella parte alta della troposfera, ed ora viene il bello…in condizioni di stabilità (a quelle quote) le scie di condensazione si dissolvono rapidamente, mentre in condizioni di instabilità le scie permangono e spesso si trasformano in altri generi di nubi, e per la precisione nei vari generi di cirri.

In realtà il cielo in quota è spesso sgombro di nubi per il semplice fatto che non ci sono abbastanza nuclei di condensazione (polvere di tutti i generi) per la formazione di nubi, quindi quando un aereo rilascia nuclei al suo passaggio magicamente il vapore condensa; ma da il fatto che le scie si dissolvano o no i meteorologi capiscono se ci sono condizioni per lo sviluppo di cumulonembi, in pratica se vedi piccole nubi cumuliformi alle basse quote e anche le scie di condensazione che non si dissolvono allora l’atmosfera è semplicemente instabile e se un cumulus mediocris (quelle nubi tipo panna montata) riesce ad arrivare a quote superiori troverà le condizioni di instabilità idonee ad un ulteriore rapido sviluppo verso il cumulonimbus (nube temporalesca) che è il re di tutte le nubi.

Riassumendo se l’atmosfera è instabile allora le scie di condensazione non si dissolveranno, e con i vari aerei che passano si formeranno dei vari disegni a scacchiera o a cerchi (virate degli aerei spesso in attesa di pista libera o manovre di atterraggio e decollo) che gli ignoranti crederanno essere formati da ufo o da complotti internazionali per il controllo del clima…

…. perche ho raccontato la prima parte? certo, molte delle belle foto [distribuite su internet], altro non sono che vari generi di nubi che trovi su qualsiasi atlante delle nubi anche di 50 anni fa. Per citarne alcune si vedono un classico cumulonimbus capillatus incus, poi alla base del cumulonembo si vedono le “mamma” che sono un segno di instabilità intensa (quei grappoli che in meteorologia vengono chiamati mamma perche sono come le mammelle), poi si vedono le nubi lenticolari che sono tipo vari dischi sovrapposti che spesso vengono scambiati per avvistamenti ufo ma che sono solo il risultato del mescolamento a strati di aria secca e satura e che indicano un cambiamento delle condizioni meteo (sempre nella meteorologia classica) e potrei continuare e descriverti ogni genere di nube presente e le cause che le generano, perche vedi non c’è niente di nuovo sotto il sole e sopra le nostre teste…

Un’altra cosa, il quadrilatero presente sull’Adriatico è un fenomeno comune ed è dovuto ai venti di ponente che per via della catena appenninica fomano dal lato tirrenico le nubi per effetto stau e dal lato adriatico si dissolvono per l’effetto foen (favonio per gli antichi romani), poi il vento proseguendo verso occidente incontra le coste dalmate e via nuovamente effetto stau, e magicamente il lato adriatico rimane sereno…insomma se hai il gusto di guardare immagini dal satellite queste cose le vedrai spessissimo….

Dimenticavo non si controllerebbe il clima ma casomai il meteo, anzi in tal senso dal dopoguerra gli esperimenti di inseminazione delle nubi (come studiai sempre da ragazzo sui testi sacri di Louis J. Battan) si fanno con ioduro d’argento o con del semplice sale da cucina (che è quello che fa piovere da sempre sulle nostre teste) e gli esperimenti servivano a far piovere in momenti di intensa siccità; tali esperimenti son stati condotti anche in Sardegna e nel resto del mondo molti anni fa ( e mi pare ancora in Puglia), ma con scarsi risultati pratici (le nubi si dissolvono in breve tempo se inseminate).

Il progetto più audace mai provato è stato quello di cercare di diminuire la forza distruttiva degli uragani cercando di creare un secondo occhio inseminando le nubi con ioduro d’argento, ma i risultati son stati ridicoli e ancora oggi a distanza di 50 anni gli uragani devastano dove passano.

Un’ultima cosa che ho voluto in questa mail è la lunghezza, perche si perde spesso molto tempo dietro a sciocchezze incredibili, ma talvolta se ci fermiamo anche solo per 5 minuti a parlare di scienza vera allora svaniscono le teorie complottistiche e paranoiche dei caproni che credono che lo sbarco sulla luna non sia mai avvenuto, che gli USA abbiano fatto saltare le torri gemelle con la dinamite e che i governi vogliano cambiare il clima con le scie di condensazione.

e chi più ne ha più ne metta…


Associazione Galileo 2001

2008/Feb/25

Ricevo e rimando:

L’Associazione Galileo 2001 si propone, nell’interesse e per il progresso civile del Paese, di costituire un punto d’incontro, di discussione e di unione tra quanti - enti, istituzioni, imprese e persone fisiche - sono interessati allo sviluppo delle conoscenze scientifiche e della ricerca e al trasferimento dei risultati alla società civile in favore del progresso tecnologico, industriale, economico e sociale.

L’associazione in particolare ha ereditato lo spirito e la lettera del movimento Galileo 2001 e si propone di affermare i criteri della metodologia e dell’affidabilità scientifica contro ogni distorsione proveniente dalla disinformazione e dal pericolo di un invadente oscurantismo scientifico.

Dell’Associazione, presieduta dal Prof. Renato Angelo Ricci (presidente onorario della Società Italiana di Fisica ed ex Commissario Straordinario dell’ANPA), fanno parte attiva, fra gli altri: i Professori Bernardini, Garattini; Regge, Sala, Salvini, Scarascia Mugnozza, Tirelli, Veronesi.

L’Associazione non ha scopo di lucro e si sovvenziona grazie alla quota di iscrizione dei soci per cui le attività sinora svolte si sono rese possibili grazie proprio al sostentamento dei soci e alla faticosa ricerca di eventuali sponsor per i Convegni sino ad oggi organizzati.

Le principali attività svolte a partire dalla costituzione dell’Associazione (19 febbraio 2003) si possono così riassumere:

a. Convegno annuale 2004 (svoltosi il 19 febbraio 2004), sul tema IL PRINCIPIO DI PRECAUZIONE: I COSTI DELLA NON SCIENZA

b. Convegno annuale 2005 (svoltosi il 9 marzo 2005), sul tema I COSTI DELLE SCELTE DISINFORMATE: IL PARADOSSO DEL NUCLEARE IN ITALIA

c. Convegno annuale 2006 (28 marzo 2006), sul tema I RISCHI DI UNA SCELTA DISINFORMATA: PRECLUDERSI L’USO DEGLI OGM IN AGRICOLTURA

d. Convegno annuale 2007 (Milano, 18 aprile 2007) sul tema LA SCIENZA E LE MEDICINE ALTERNATIVE

e. Operazione di sensibilizzazione, presso i responsabili politici, in ordine alla necessità di affrontare, seguendo le indicazioni della scienza più accreditata, vari temi di interesse per la collettività, con particolare riferimento a quelli di protezione dell’ambiente (appelli inviati al Presidente della Repubblica, al Presidente del Consiglio e al Ministro all’Istruzione, a proposito della posizione della scienza sull’uso in agricoltura dell’ingegneria genetica e sull’insegnamento dell’evoluzione biologica nelle scuole)

f. Partecipazione dei Soci Fondatori dell’Associazione a Convegni e meeting presso scuole, associazioni, circoli, camere di commercio, assessorati comunali, provinciali e regionali intervenendo sui seguenti temi: elettrosmog, Ogm, cambiamenti climatici, politica energetica, salute, etc. con l’obiettivo di riportare e affermare la voce della comunità scientifica accreditata

Alla luce di quanto sopra abbiamo organizzato una campagna di iscrizione di nuovi soci proprio per poter continuare a svolgere il ruolo che ci siamo prefissi quando è nata l’Associazione 2001.

Se condivide anche Lei gli scopi della nostra Associazione può associarsi e collaborare con noi allo scopo di non far prevalere in Italia la voce degli allarmisti (vedi OGM, elettrosmog, energia nucleare) ma di trattare i problemi in modo rigorosamente scientifico e porli in termini socio-politici con grande discernimento e cautela.

Ulteriori informazioni sull’Associazione Galileo 2001 Le può trovarle sul sito www.galileo2001.it

La ringraziamo e Le inviamo cordiali saluti.
Dr.a Angela Rosati
Segretario Generale Associazione Galileo 2001


Come Scegliere fra Risparmiare Tempo o Carburante

2008/Feb/21

Guidare a velocita’ medio-basse, specie su lunghi percorsi, significa far sorridere il portafogli, per il semplice fatto che in linea teorica i consumi di carburante dovrebbero crescere piu’ o meno esponenzialmente con la velocita’.

D’altronde, proprio su quei lunghi percorsi i compagni di viaggio specie piu’ piccoli possono facilmente spazientirsi quando i tempi di percorrenza si allungano a dismisura…a causa di velocita’ medio-basse. Come scegliere, dunque?

Ho elaborato un semplice strumento in proposito a partire dai rilevamenti pubblicati da Mauro Traversi sulla mailing list “Petrolio“. Il risultato e’ una tabella, disponibile come file Excel su richiesta (basta aggiungere un commento a questo blog), con il quale e’ possibile determinare la velocita’ ottimale, a seconda delle esigenze di tempo e di risparmio sui consumi.

IN DUE PAROLE: se tempo di percorrenza e carburante consumato hanno lo stesso valore, viaggiare fra 90 e 130km/h non fa molta differenza

Avendo sperimentato prima manu come sia difficile ottenere un soddisfacente risparmio sul carburante su viaggi di 1450km, devo dire che risultati ottenuti mi convincono molto.

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Mauro Traversi (che tiene a precisare di essere “per abbassare la velocita’a 100Km/h non ritenendo il risparmio di quel poco di tempo sufficiente a compensare i consumi aggiuntivi“) ha scritto fra l’altro su Petrolio sabato 16 febbraio 2008:

Forse a qualcuno puo’ interessare la tabella dei consumi reali a velocita’ costante della mia auto (un turbodiesel v6 da 120kW con cambio automatico), essendo stati verificati con una certa precisione.

I consumi (in L/100Km e Km/L) sono presi dal computer di bordo. Per la discussione in corso credo che la precisione sia sufficiente avendo in passato controllato l’esattezza della velocita’ indicata dal comp con un gps da barca (aleph puo’ magari precisare meglio) e anche con cronometro su un tratto rettilineo di 3Km che sapevo essre stati verificati col ruotino da geometri. Tra parentesi i tachimetri sbagliano praticamente tutti per eccesso e se vi fidate di loro calcolate con errore. Il gasolio consumato l’ho controllato con un contalitri quando avevo a disposizione la cisterna personale a casa.

Il test di consumo l’ho fatto sull’autobrennero tra XXX e YYY nei due sensi (i numeri sono la media dei due passaggi ma la differenza e’ minima). Ho usato il controllo di velocita’, quel pulsante che una volta premuto puoi toglere il piede dall’acceleratore e fa tutto lei, lasciando che l’auto si stabilizzasse per 40-50 sec ad ogni livello di velocita’. Fari accesi e climatizzatore in funzione. 170.000kM alle spalle.

Sono partito dai dati allegati a quel messaggio, riferentesi a varie velocita’ fra 65 e 160 km/h (colonna B nella mia tabella) . Ne ho “normalizzato a 1″ (mi si perdoni l’imprecisione del termine) tutti i valori, nel senso che ho posto il consumo minore = 1 e divisi tutti gli altri dati di conseguenza (colonna D nella mia tabella).

Ho calcolato i tempi di percorrenza su 1000km per le stesse velocita’ e normalizzato i risultati come sopra (colonne C ed E rispettivamente, nella mia tabella). Ho poi sommato le colonne D ed E, moltiplicando ciascuna secondo due “pesi” o “Coefficienti di Importanza”, uno per i consumi e l’altro per il tempo (celle F20 e F21 rispettivamente nella mia tabella).

I risultati (colonna F) sono poi “normalizzati” di nuovo (colonna G) e infine viene calcolato quanto, in percentuale, il valore associato a ciascuna velocita’ si discosti dal minimo (colonna H).

In pratica se per esempio con Coefficienti di Importanza entrambi a uno, la colonna H mostra 10.56% associato a 140km/h, cio’ vuol dire che se tempo e risparmio di carburante hanno lo stesso peso, allora procedere a 140km/h vorra’ dire spendere il 10.56% in piu’ rispetto all’ottimale (95km/h).

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Naturalmente sono i Coefficienti di Importanza a determinare la velocita’ migliore. Per esempio sui brevi percorsi “in gita” possiamo dire che il risparmio del carburante sia 5 volte piu’ importante del risparmio di tempo consistente nell’andare piu’ veloci. Il risultato e’ che con Coefficiente di Importanza di Consumo = 5 e di Tempo = 1, la velocita’ migliore e’ 75km/h.

Se invece c’e’ da arrivare in fretta da qualche parte, tenendo pero’ presente di quanto costa il carburante, ultimamente, e si pongono Coefficiente di Importanza di Consumo = 1 e di Tempo = 5, la velocita’ migliore diviene 140km/h.

Qualche grafico adesso per visualizzare le differenze (i valori in ordinata sono sempre in percentuale):

(Coefficiente di Importanza Consumo =1; Tempo=1)

consumo1tempo1.gif

(Coefficiente di Importanza Consumo =5; Tempo=1)

consumo5tempo1.gif

(Coefficiente di Importanza Consumo =1; Tempo=5)

consumo1tempo5.gif

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Naturalmente si tratta di un modello semplificato che non tiene conto del fatto che, come rileva Traversi, “sono [...] valori a velocita’ costante. [...] su tragitti lunghi tenere una media piu’ alta ti costa assai di piu’ perche’ devi rallentare piu’ spesso e quindi devi passare piu’ tempo sopra la velocita’ media. E anche accelerare piu’ spesso, e se hai il piedino pesante…

Ma si tratta anche di una conferma della mia impressione “sul campo” (i.e. su viaggi lunghissimi, vai a 130km/h).


Congresso Associazione Coscioni - Salerno 15-17 febbraio

2008/Feb/14

Congresso Associazione Coscioni - Salerno 15-17 febbraio

(Palazzo di Città - Sala dei Marmi, 15-17 febbraio 200 8)
MOZIONE PRE-CONGRESSUALE

[...] Questo documento è una sintesi delle proposte dell’associazione degli ultimi mesi e anni. [...]

LIBERTA’ DI RICERCA / FECONDAZIONE ASSISTITA
- calendarizzazione della riforma radicale della legge 40, per legalizzare la ricerca sugli embrioni, l’analisi pre-impianto, la fecondazione eterologa (leggi la “proposta di legge Coscioni”)
- aggiornamento delle linee-guida della legge 40 (leggi l’appello delle associazioni dei Pazienti della PMA) al fine di consentire:
*l’accesso alle tecniche di Procreazione Medicalmente Assistita ai portatori di patologie genetiche;
* la diagnosi preimpianto;
* l’utilizzo per la ricerca degli embrioni non idonei per una gravidanza;
* la crioconservazione degli embrioni, nella tutela della salute della gestante e del nascituro
- finanziamento pubblico della ricerca sulle staminali embrionali (fino ad oggi illegalmente impedito) aiutando i laboratori italiani che effettuano tale ricerca a ricorrere in giustizia contro esclusioni realizzate in base a discriminazione ideologica
- aiuto al trasferimento a centri di ricerca non-italiani embrioni abbandonati non più impiantabili
- assistenza giuridica per ricorsi contro la legge 40

SCELTE DI FINE VITA
- legalizzazione dell’eutanasia (leggi la prorposta di legge depositata in Parlamento)
- legge sul testamento biologico che garantisca il rispetto dell’art.32 della Costituzione anche per le persone non più capaci di intendere e di volere [audizione Associazione Coscioni]
-
assistenza medica e giudiziaria al rispetto dell’art. 32 nelle decisioni di interrompere terapie, anche vitali;
-
indagine sull’eutanasia clandestina, sia nazionale che regionale (Leggi la “petizione Welby” ); sollecitare; inchiesta “Come si muore in Italia”, preannunciata dal Ministro Turco;
-decreti attuativi Convenzione di Oviedo

ABORTO
- revisione della legge, attraverso:
- il miglioramento nella diffusione di informazioni sulle misure di contraccezione;
- l’estensione della possibilità di praticare l’interruzione volontaria di gravidanza alle strutture sanitarie private;
- il rispetto di tempi certi da parte delle strutture che debbono assicurare l’intervento;
- la legalizzazione delle tecniche meno invasive già operanti in molti altri paesi europei, come la pillola RU-486

RICERCA
-
meritocrazia e trasparenza nell’assegnazione dei fondi in ogni settore scientifico-disciplinare, a partire dalle proposte di 500 accademici sui fondi del Ministero della Salute ma a seguire in ogni ambito nel quale irrazionalismi di ogni tipo (religioso, ambientalista, politico) rendono inefficiente la ricerca orientandola con la distribuzione dei fondi.
In particolare:
* Non può far parte della Commissione chi partecipa al bando con proposte proprie o dei propri diretti collaboratori.
* La Commissione si avvale di revisori esterni per corrispondenza, anche stranieri. Non può essere revisore chi partecipa al bando con proposte proprie o dei propri diretti collaboratori.
* I ricercatori riceveranno notifica della decisione con copia integrale del giudizio dei singoli revisori esterni. Sono rese pubbliche la graduatoria e le motivazioni dei progetti finanziati. (Leggi l’appello sottoscritto da centinaia di professori)
- diffusione a livello locale dell’insegnamento del metodo scientifico, secondo il modello del progetto “Scolar-mente”(leggi la relazione della prima edizione del Progetto) che prevede discussioni guidate tra scienziati e studenti di liceo;


DISABILITA’ E ASSISTENZA
- aggiornamento del Nomenclatore Tariffario degli ausili, su cui il ministro si era impegnato entro dicembre 2007; modifica delle procedure di aggiornamento in modo che possa avvenire contestualmente al progredire delle tecnologie.
- corretta gestione dei 10 milioni di euro stanziati dal ministero della Salute per la fornitura dei comunicatori simbolici per la libertà di parola dei disabili
- riforma della legge elettorale per l’esercizio del voto alle persone disabili.
- rispetto degli impegni del nuovo contratto di servizio Rai su sottotitolazione e potenziamento del servizio di segretariato sociale.
- emendamenti al disegno di legge Gentiloni di riordino del sistema radiotelevisivo volti a far si che anche le radio e televisioni private garantiscano l’accessibilità dei contenuti su tutte le piattaforme tecnologiche.
- accesso facilitato alla banda larga per persone affette da disabilità sensoriali, motorie e cognitive;
- accessibilità dei film (e delle sale cinematografiche) alle persone affette da disabilità sensoriale; richiesta al Ministero dei Beni Culturale di vincolare i finanziamenti al requisito dell’accessibilità per i disabili dei prodotti audiovisivi realizzati ;
- richiesta al Ministero dell’Innovazione della Pubblica Amministrazione di rendere accessibili ed usabili ai disabili tutti i siti della pubblica amministrazione, nell’ambito del progetto di messa in rete annunciato dal Ministro Nicolais.
- utilizzo agevolato degli Sms, MMS e della banda larga mobile umts a coloro che sono affetti da disabilità: Vigilare affinché la delibera dell’Agcom (leggi la delibera e le tappe della campagna condotta) in materia di sms, videochiamate e facilitazione per i ciechi sia applicata.

OBIETTIVI “INTERNI”
- campagna iscrizioni straordinaria: 1.000 iscritti accademici scienziati e medici italiani e internazionali e 20 cellule attive nelle università (costituzione di un comitato universitario nazionale permanente)
- gruppo permanente medici e giuristi su rispetto scelte di fine-vita e sulla legge 40:
- “liste coscioni-welby” alle elezioni studentesche nelle scuole superiori e le università;
il congresso su questo obiettivo decide di lanciare una campagna iscrizioni speciale e per questo delibera (come norma transitoria valida solo per l’anno 200 8) una quota di iscrizione all’Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica di 10 euro per chi non abbia superato i 21 anni di età.
- “liste coscioni-welby” alle elezioni per gli ordini dei medici;
- campagna di iscrizione di parlamentari: obiettivo 100 parlamentari iscritti e 200 consiglieri regionali
- database di autenticatori (consiglieri comunali, provinciali e assessori) “amici dell’associazione”

INTERNAZIONALE
- convocazione del prossimo Congresso Mondiale per la libertà di ricerca in Turchia
- campagna di iscrizioni scienziati internazionali, anche attraverso la distribuzione degli atti del primo incontro.


Cercasi Alternative al Massacro degli Animali da Laboratorio

2008/Gen/31

Dal blog “Oca Sapiens” di Sylvie Coyaud:

Mi piacerebbe se trovassimo il modo di rendere se non proprio famosi, almeno visibili i ricercatori che scoprono alternative al massacro degli animali di laboratorio. Per ora in Europa se ne uccidono 12,1 milioni all’anno, dice l’ultimo e quinto rapporto (dati 2005). [...] Pensavo a una medaglia di cioccolato uguale a quella del premio Nobel, ma con il profilo di un topolino invece che di Alfred, data ogni anno da un’associazione ambientalista diversa il 4 ottobre, giorno mondiale degli animali. Se avete idee, sono benvenute.


L’Ottimismo dell’Antropocene

2008/Gen/30

Febbrile e malcelato piacere fra i pessimismi dell’ambientalismo all’annuncio da parte di una organizzazione di geologhi inglesi di ribattezzare la presente era geologica in “Antropocene” (accento, si presume, sulla penultima ‘e’)…

Prendiamo anche per buona l’idea che sa tanto di ossimoro che le ere geologiche compaiano cosi’, da un millennio all’altro. Siamo sicuri, come sottinteso su Ecoalfabeta e presumibilmente dai proponenti stessi, che l’”Antropocene” sia il riconoscimento dei “disastri” che l’attivita’ umana starebbe arrecando al pianeta?

E se invece si trattasse della naturalissima conseguenza del fatto che siamo evoluti con un cervello ragguardevole, e che sarebbe sprecato se fossimo solo capaci di avere freddo d’inverno e caldo d’estate?

O ancora: e se l’Antropocene fosse il segno che i singolaristi alla Kurzwell possano aver ragione, e siamo quindi sull’orlo non di una catastrofe, ma di un miglioramento repentino e imponente della nostra condizione di persone?

Certo, si tratta di ipotesi, specie quest’ultima: ma comunque e’ importante ricordare che le negativita’ spesso vengono date alle parole come Antropocene da chi e’ pessimista per moda o per natura, e non sono certo intrinseche.


Festival delle Scie(me)nze a Roma?

2008/Gen/14

Pianto e stridore di denti in programma al Festival delle Scienze a Roma (14-20 gennaio, Auditorium - Parco della Musica).

Il finto documentario (come definire un “film sul futuro”? fantascienza?) intitolato “6 gradi” viene proiettato ai bambini. Quattro “lectiones magistrales” su sei riguardano disastri (tutti futuri, naturalmente).

C’e’ Pachauri dell’IPCC e il chetempochefaista Luca Mercalli a parlare di clima (che volete che diranno? “Siamo di fronte alla piu’ grande sfida dei nostri tempi” e “Abbiamo pochi anni per evitare il peggio“. Speriamo almeno qualcuno abbia il buon senso di spegnere l’aria condizionata, per mostrare come si viva emettendo meno CO2)

David King (quello che disse che il riscaldamento globale e’ piu’ importante del terrorismo) discettera’ sul XXI secolo, mentre Mario Tozzi (rimproverato anni fa per il suo catastrofismo non-scientifico addirittura da Mercalli stesso) ponderera’ sulla sopravvivenza umana (addirittura!).

A concludere, Stefano Benni, a dimostrare che si fa sempre in tempo a essere alla moda, fara’ l’elogio apocalittico…della blatta!

Due uniche note positive: Frank Furedi, il professore britannico che ha piu’ volte denunciato la “politica della paura”, parlera’ di manipolazione del rischio sabato 19 (Sala Petrassi, ore 11).

E Roberto Vacca, il noto ingegnere, giornalista e scrittore, interverra’ al Caffe’ Scientifico (BArt, domenica 20 alle ore 17) a parlare di Informatica e Tecnologia delle Comunicazioni, con uno sguardo non secondario ai pervadenti disastri culturali.


Riscaldamento Globale…o Solo Europeo???

2007/Dic/12

A chi si prenda la briga di leggere l’AR4-WG2, il resconto del Gruppo di Lavoro 2 nel Quarto Rapporto di Valutazione dell’IPCC (l’organizzazione ONU che si occupa di cambiamento climatico) potra’ sicuramente essere perdonato il pensiero che dietro alle tante paure legate al riscaldamento globale ci sia un colossale malinteso su quali siano i dati davvero disponibili

Quel documento contiene infatti una mappa di “cambiamenti significativi” (CS) osservati nel mondo, ripetuta dappertutto e che si puo’ ad esempio vedere nel Sommario per i Legislatori (a pagina 10, figura SPM.1).

Viene indicato un totale di 29.459 “cambiamenti significativi” (CS). Un numero impressionante, alla prima occhiata.

Peccato pero’ che ben il 96% di quei cambiamenti siano tutti in Europa. Insomma neanche l’IPCC e’ riuscita a scovare piu’ di 1.225 CS fuori dall’Europa.

Questa enorme disparita’ geografica enorme non migliora quando contiamo quanti di quei CS siano realmente “concordanti con il riscaldamento globale”.

Di quelli l’IPCC ne trova, su tutto il pianeta, 26.285. Di nuovo, il 96% sono in Europa. Anzi, 25.022 sono CS europei e relativo “a sistemi biologici”. Cioe’, il 95% del totale.

Quello significa fuori dall’Europa, il IPCC non ha trovato che 1.150 CS “concordanti con il riscaldamento globale”. Si confronti quel numero con quanti CS europeo non sono “concordanti con il riscaldamento globale”: 3.100

Quindi, abbiamo due volte piu’ cambiamenti in Europa che CONTRADDICONO il riscaldamento globale, che cambiamenti nel resto del mondo CONCORDANTI con esso.

Notevole anche la distribuzione dei “cambiamenti osservati” non-Europei. Soltanto 7 di numero per tutta l’Africa, 114 per l’Asia e 144 per le regioni polari.

Ma ancora piu’ rimarchevole e’ che nell’America del Nord (dove ci si aspetterebbe molti ricercatori risiedano, e molte osservazioni vengano condotte), solo 810 “cambiamenti significativi” sono stati segnalati.

Di quelli, 752 sono consistenti con il riscaldamento globale, cioe’ il 3% del totale.

E quindi per tirare le somme: 96% dall’Europa. 3% dal Nord America. Quasi niente, altrove.

Qualcuno mi spieghi quanto globale possa cio’ essere…


Ibernazione o Cretinismo?

2007/Dic/03

(mia lettera pubblicata sull’International Herald Tribune il 27 Novembre 2007)

I sogni di Graham Robb circa la capacita’ di alcuni abitanti di villaggi francesi capaci di dormire per tutto l’inverno in condizioni igieniche straordinariamente disastrose in compagnia di suini e bovini potrebbero forse essere considerati solo delle fantasie da perdigiorno. (”Perche’ lavorare quando ci si puo’ ibernare?“, IHT, 26 Novembre).

In realta’ e’ anche peggio. Ha sentito il sig. Robb parlare mai del “cretinismo alpino”, una condizione che porta le persone a a perdere il tono e la coordinazione muscolare, limita la loro altezza e ne impedisce notevolmente lo sviluppo cognitivo?

Il ”cretinismo alpino”, come dice il nome, era endemico in gran parte delle Alpi fino a tempi molto recenti, quando finalmente le diete si sono arricchite in iodio.

Piuttosto che esercitarsi nella “dimenticata arte di non fare assolutamente niente per mesi e mesi”, quella gente forse non era letteralmente in grado di fare alcunche’.

C’e’ una “lezione da imparare da quegli antenati che si ibernavano”? Certo, una c’e': va assunta la dose necessaria di iodio, tutti i giorni!


Vergogna a Bali

2007/Nov/30

Comincia domenica la conferenza per il dopo-Kyoto, e dura 12 giorni. Che sia fatta a Bali a Dicembre (temperatura:fra 23 e 33C. Nuvoloso, qualche probabilita’ di pioggia), la dice lunga sulle priorita’ dei conferenzieri.

E’ una vera vergogna: per chi non crede al Cambiamento Climatico, perche’ sara’ uno sperpero immane di denaro “per niente”.

E per chi ci crede, perche’ a parte non dare alcun esempio su come caspita dovremmo affrontare questa emergenza, generera’ colossali e inutili quantita’ di CO2 visto che per ogni delegato ci saranno almeno tre giornalisti e altri “addetti”.

I problemi della scarsezza delle risorse saranno forse discussi ma certo non esperiti dagli astanti. Basta vedere cosa hanno combinato l’anno scorso, a Nairobi, questi “turisti climatici”.

Ban Ki-Moon, naturalmente, ci sara’. Si vede che Skype e le webcam all’ONU ancora non funzionano.


Maurizio e…i Cambiamenti Climatici

2007/Nov/25

In una mailing list italiana un noto personaggio televisivo mi ha chiesto “perche’ hai una posizione aggressiva in materia di cambiamenti climatici (peraltro ben esplicitata da quanto scrivi nel tuo blog)?”. Di seguito la mia risposta:

In realta’ scrivo tanto sui Cambiamenti Climatici (CC) ma si tratta di un effetto collaterale del mio atteggiamento scettico un po’ per istinto, un po’ per apprendimento.

Ai miei tempi mi sono formato in campo scientifico anche dietro a Skeptic Magazine, e James Randi e’ lassu’ nel mio Pantheon, assieme a Penn&Teller, Michael Shermer e tanti altri. A suo tempo leggevo anche la mailing list del Cicap.

Di astrologi e veggenti mi sono un po’ rotto, pero’, anche se trovo divertenti le pareidolie periodicamente fatte a pezzi dal Bad Astronomer (BA e’ un blog che consiglio di leggere, anche se sul clima io e Phil Plait la pensiamo molto diversamente)

Comunque, mi piace molto tenermi aggiornato dal punto di vista scientifico, sia da Scientific American, sia da Le Scienze, sia da American Scientist (piu’ una caterva di siti web di riviste varie. Ma New Scientist non lo sopporto, come stile).

Quando c’e’ bisogno mi leggo gli originali, anche se l’accesso da quando ho lasciato l’ambiente accademico e’ molto piu’ ristretto.

Se uniamo le due cose, otteniamo un tizio (me) che legge articoli scientifici con un occhio scettico, in maniera critica cioe’, perche’ quello che pretendiamo dal primo cafone illusionista lo dobbiamo richiedere anche a Lancet e Nature.

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Il CC da questo punto di vista e’ la “Tempesta Perfetta” per vari motivi.

Prima di tutto, francamente tanti studi sono campati in aria, tante affermazioni sono senza base scientifica, e tante previsioni sono solo lugubre paure del futuro. Non dico che la climatologia moderna vada buttata al macero, pero’ trovo difficile pensare che siano cose serie piu’ di una minima parte delle 428 e piu’ previsioni di cambiamento dovuto al riscaldamento globale.

Per far luce sulla situazione “vera”, proprio in questi giorni sto spulciando l’AR4-WG2 dell’IPCC pagina per pagina, per cercare finalmente di capire quali conseguenze del CC siano gia’ successe o stiano succedendo proprio adesso.

La prima cosa che salta all’occhio pero’ e’ che dei 26′200 cambiamenti riportati “consistenti con il riscaldamento” , ben 25mila siano relativi a sistemi biologici in Europa. Si tratta del 95.5% tutti da un continentino piccolo piccolo. E chissa’ quanti di quei cambiamenti sono legati fra di loro.

Insomma ci sono quasi tre volte piu’ cambiamenti “INconsistenti con il riscaldamento” in Europa (3′100) che cambiamenti “consistenti con il riscaldamento” nel resto del mondo (1′177)

E poi mi si chiede perche’ resto scettico? Che ci posso fare, se chiedo di “vedere per credere”? E cosa sbaglio?

Dei modelli del clima, non parlo neanche.

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Non si tratta comunque di attenzioni che riservo solo al CC. Ecco qui il mio commento in inglese a una fesseria pubblicata su The Lancet, l’ennesima associata alla Food Standards Agency britannica.

Questo poi e’ un mio articolo sempre in inglese sulla diatriba riguardo le linee elettriche e il cancro.

E infine una collezione di errori madornali e non, trovati sulle pagine di Astronomy Magazine.

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Ma e’ facile notare che tanti dei miei pezzi parlano di Cambiamento Climatico. Un grosso problema che ho con l’allarmismo climatico e’ infatti dovuto al suo debordare nella politica. Al momento e’ il carrozzone su cui sale chiunque vuole mangiarsi un po’ della nostra liberta’, cercando di pilotarci grazie alle paure (vedi Ban Ki-Moon e le sue stupidaggini sul Darfur).

Queste pero’ naturalmente sono considerazioni politiche per cui ciascuno la pensi come vuole.