Cantiamo Insieme Per Copenhagen!

2009/Dic/18

Sono passati un bel po’ di anni dalla canzone di beneficenza degli “Italy for Africa” o come-si-chiamavano (era il Natale 1984 o il 1985?).

Visto che la canzone era “Volare” ma adesso l’interesse e’ tutto sul clima, mi sono consentito una liberta’ di troppo (possa Modugno perdonarmi!) in onore del recente Climategate:

Truccare

Penso un grafico cosi` non ritorni mai piu`,
io ne aggiustavo i primi valori all’ingiu’.
Poi d’improvviso venivan dal cielo rapiti,
e incominciavan a salire pressocche’ infiniti.

Truccare, oh oh,
aumentare, oh oh oh oh.
Nel caldo sempre piu’ su,
felice di vederli lassu`.

E truccavo truccavo felice
piu` caldo del sole ed ancora di piu`
mentre il mondo reale non mi interessava
lontano laggiu`.
Un finanziamento dolce arrivava soltanto per me.

(per il resto della canzone, cliccare qui)


Elogio (Plurimo) Dello Scetticismo

2009/Set/20

Elogio (Plurimo) Dello Scetticismo
di Maurizio Morabito (pubblicato sul blog “Climate Monitor” il 19 Settembre 2009)

Straordinaria pagina, quella numero 35 del Domenicale del Sole24Ore del 2 agosto 2009, quasi interamente dedicata (quattro articoli, due grandissimi riferimenti) all’elogio dello scetticismo, antico e moderno, in quanto approccio più ragionevole alla conoscenza (anche a quella “scientifica”); scudo di difesa contro il dogmatismo e strumento di tolleranza, dunque indispensabile per elevarsi dal punto di vista etico.

Uno scetticismo che è arrivato a noi anche grazie all’Illuminismo. Chi lo rifiuta dunque, chi lo denigra, chi incautamente si affida a una “Autorita’ Indiscutibile” nel reame della Scienza, si pone in ultima analisi al di fuori della Scienza stessa e di quasi quattrocento anni di Filosofia.

Quello scettico è un atteggiamento diametralmente opposto dunque al cambioclimatismo attualmente di moda, dove invece una incredibile rigidità dogmatica porta più d’uno ad inalberarsi per Lesa Maestà per esempio allorquando un interlocutore si permetta di mettere in dubbio la profezia della catastrofe impellente, o alcune conclusioni dell’ultimo rapporto IPCC, se non addirittura la pericolosità del riscaldamento globale di origine antropica.

(il resto dell’articolo e’ disponibile su Climate Monitor)


Zoologia, Zootecnia E Riproduzione Animale

2009/Set/02

Ripubblico (con autorizzazione dell’autore) come “blog speciale” un interessante commento originariamente scritto dal Biologo-zoologo Giuliano Russini in calce al mio blog “La Gaia Scienza Con Mario Tozzi“, riguardo a zoologia e zootecnia, e alla loro applicazione alla riproduzione animale

La prima differenza è puramente accademica tra Zoologia e Zootecnia, cioè la Zootecnia è l’ applicazione delle conoscenze Zoologiche per una determinata specie animale (lo stesso concetto lo puoi applicare nel caso della fitotecnia nei confornti della Botanica) con il fine di allevarla in un contesto artificiale o semi artificiale.

Per essere Zoologi come Botanici bisogna studiare solo Biologia per essere Zootecnici generalmente Biologia ma anche l’ agronomo e il veterinario (anche se queste 2 figure si rivolgono solo agli animali domestici) possono diventarlo con ottimi successi.

Mi spiego meglio: per conoscenze Zoologiche si intende conoscerne la Biologia Riproduttiva, Biologia della Nutrizione e Etologia e le condizione ambientali (di cosa si nutre in un ambiente tale specie) affinche’ quando l’ animale venga allevato si possano ricreare tali condizioni per garantire il suo benessere, cio’ che gli inglesi chiamano animal welfare, e gli americani animal well being.

Ora il discorso è sottile, nel senso che genralmente la Zootecnia quando da disciplina meramente Biologica è entrata nell’ ambito veterinario-agronomico il concetto si è un pò ridotto (mortificato sotto certi aspetti). Questo perchè in termini agroveterinari la Zootecnia ha uno scopo solamente economico rivolto a specie animali così dette da Reddito e Soma cioè quelle che producono carne, latte, lana, uova e che vengono utilizzate (soprattutto ancora in paesi in via di sviluppo Africa, Sud America, indocina come il Bufalo di Acqua e l’ Asino) per compiere lavori pesanti e rurali (agrare un campo, portare pesi eccessivi per lunghe distanze).

Alle prime appartengono i bovini e ovini e suini(per latte e carne) e ai secondi galline, oche e altre specie di cui ci nutriamo sia per la carne che le uova (quaglie per esempio).

Quindi qui le conoscenze Zoologiche sono mirate solo al benessere animale per farlo in sostanza ingrassare bene e produrre sempre molto latte e uova e lana di qualità, altri scopi non ce ne sono, se non proteggere quella determinata razza bovina o ovina o suina (ad es. cinta senese) per il pregio della qualità della loro carne o altri prodotti animali; questo vale anche per i pesci (dove qui la zootecnia si chiama acquacoltura) e crostacei-molluschi (dove si chiama malacoltura) sempre con il fine economico di far riprodurre animali commestibili cosiddetti eduli che entrano nella catena alimentare umana.

La vera Zootecnia che esiste in altri Paesi (Inghilterra, Francia, Spagna etc.,) dove viene chiamata Zoologia applicata molto spesso, applica tali conoscenze per gli scopi sopra citati, ma generalmente le applica come metodiche (insieme di tecniche) per la salvaguardia della speice animale nel contesto ecologico con l’ unico scopo di non farli estinguere quindi si applica a specie animali svariate dal semplice invertebrato fino allo Scimpanzè (Pan Troglodytes) passando per specie carnivore com Leoni, Tigiri Lupi e addirittura (per fortuna) in ambiente marino squali, mammiferi marini, pesci tropicali, Psittaciformi (Ara Amazonica, Ara di Skipps, pappagalli, aquile reali) etc. Con lo scopo di non farli estinguere.

Questo generalmente si applica nel contesto di Giardini Zoologici, Acquari, Parchi Acquatici, Oceanari, Zoosafari, Zooparchi, Parchi Faunistici etc.

Uno dei settori della Zoologia applicata e Zootecnia [riguarda la riproduzione] poichè la prima cosa che permette a una specie animale, a una sottospecie o una razza di sopravvivere è che si riproduca in modo piu’ veloce  che tramite riproduzione artificiale. Spesso i Biologi che lavorano con specie rare o meno (soprattutto mammiferi, uccelli, rettili e pesci) che vivono in cattività per essere protetti si trovano di fronte il grande -e sconosciuto- problema (ricordiamo che solo per gli uccelli esistono circa 9000 specie diverse e una nuova al mese quasi se ne scopre) di cui si ignora l’ anatomia riproduttiva, l’ embriologia, l’ etologia, l’ ecologia (intesa sia come autoecologia: quella del singolo individuo e la Sinecologia: quella di comunità) le parassitosi che le danneggiano, l’ ambiente: inteso come Fitocenosi (insieme di vegetali) e Zoocenosi (insieme di animali) con cui condivide la sua nicchia ecologica, per cui nel 90 % dei casi di un esemplare che presenta in uno Zoo sia il maschio che la femmina non se ne ottiene l’ accoppiamento stagionale e non si riproducono -questo i Biologi lo definiscono come un potenziale Biotico minore della Resistenza Ambientale- cioè la capacità riproduttiva si arresta per una incapacità di accoppiamento.

Allora qui interviene la Zoologia applicata e la Zootecnia, cioè i Biologi usano le tecniche (scoperte da brillanti biologi del ‘ 700 e ‘ 800 e ‘900, come Spallanzani, Ivanov, Hammond, Testart, Thibault, Bonadonna etc.,) di inseminazione strumentale (Artificiale) (dove il liquido seminale del maschio viene inserito all’ interno del dotto ovarico in cui si trova l’ ovocita ovulato, nella femmina, sperando che fecondi) oppure la fecondazione in vitro con trasferimento di embrione (IVF-ET) dove l’ ovocita prelevato chirurgicamente viene messo in coltura e fecondato da sperma animale e poi lasciato sviluppare fino a uno specifio stadio (che varia da specie a specie, alcune fino 16-32 cellule altre Blastocisti) e poi impiantata nella madre pronta ormonalmente oppure in una madre surrogata, ad esmpio embrioni di Zebra in utero di cavalle.

Fino ad arrivare alle tecniche sulla bocca di tutti odierne, di clonazione somatica a fine riproduttivo. Ma tutte queste tecniche, non prescindono da altri problemi, come trovare terreni di coltura adatti per gli ovociti, embrioni delle piu’ disparate specie e in ultimo solo nei mammiferi la AI, IVF-ET e la clonazione somatica (SCNT: Somatic Cell Nuclear Transfer) ha avuto successo pienamente, negli uccelli solo la AI ma essendo l’ uovo rigido (cleidoico, con guscio che si forma lungo il percorso nell’ ovidutto fino all’ utero) la IVF-ET e la SCNT non la si è riusciti ad applicare, lo stesso problema nei rettili.

Nei pesci quelli a riproduzione ectopica (esterna, quasi tutti i Teleostomi, pesci ossei) la AI si applica quotidianamente (basti pensare agli allevamenti di spigole, cernie, anguille, storioni) perchè ovipari ma l’ uovo non ha guscio come nei rettili e uccelli cioè non è cleidoico e la fecondazione nei rettili e uccelli è interna, invece esterna è solo parte dello sviluppo dell’ embrione (da gastrula in poi cioè quando è costituito da 670 cellule circa).

Pensate alla gallina chioccia che cova l’ uovo, invece nei pesci a fecondazione esterna e sviluppo esterno lo sperma esternamente si unisce nell’ acqua alle uova, quindi negli allevamenti di salmone per esempio, basta compire la spremitura della femmina fattrice di salmone per avere le uova poste in bacinella con acqua e sopra si versa lo sperma del maschio riproduttore spremendolo ai lati del corpo nella regione dove sono posizionate le gonadi maschili, alla stregua di un tubetto di dentifricio (ovviamente essndo molto, molto delicati la pressione deve essere gentile) versando lo sperma sulle uova che si feconderanno e daranno origine alle larve (embrioni di pesce) in sviluppo, in ultimo anche i Pesci sono stati clonati come il pesce Zebra Fisher ora si sta provando con Trote, Anguille.

Un’ ultima tecnica è quella della riproduzione verginale senza l’ ausilio della fusione dello sperma (anfigonia) con l’ ovocita, la Partenogenesi che nel mondo degli invertebrati (insetti, Molluschi, Crostacei) è normale (è una forma unisessuata di riproduzione perchè c’è solo il sesso femminile) nei vertebrati è rara, si trova in anfibi (rane, rospi) rettili (lucertole) pesci (telostomi) uccelli (casi abbastanza frequnti nel tacchino Meleagris Gallopavo che va dal 17% al 40 % dei casi di Partenogenesi spontanea) e rarissima nei mammiferi (qualche caso nei ratti e conigli) e per altri animali non si è ancora scoperta.

Forse una forma di malattia nella donna Ciste dermoidea viene fatta risalire a una forma abortiva di partenogenesi con conseguenze cancerose, ma tutto è assolutamente insicuro.

Potremo fare ancora centinaia di esempi di Zootecnia e Zoologia applicata, ma bisogna dire che altri aspetti sono per esempio capire lo spazio che occupa un animale in ambiente naturale e cercare di riprodurlo in ambiente artificiale, oppure chi alleva bovini e ovini capire se un allevamento intensivo conviene con una determinata razza rispetto a un pascolo quotidiano o semipascolo.

Spero di aver dato un contributo per spiegare cosa si intende per Zoologia e Zootecnia. Comunque anche se non lo si dice spesso, il 90% dele riviste di Zootecnia sono dirette da Biologi-Zoologi (anche se vi lavorano ovviamente pure agronomi, veterinari) perchè la Zootecnia per esistere ha necessità del Biologo-Zoologo (come la fitotecnia del Biologo-Botanico) da cui prende le informazione per migliorare le sue tecniche di allevamento.
A presto,

Giuliano Russini
(DrSc Biologo Zoologo, Zootecnico, Ecopatologo-Agricolo)


Perche’ La Suina Non Mi Spaventa

2009/Apr/30

Ecco il messaggio a Radio24 che mi ha fatto ricoprire di “complimenti”

In merito alla suina, noto che dopo l’insuccesso di ieri con tutti gli ascoltatori intervenuti a “Express yourself” scettici, molto scettici o addirittura sarcastici, tornate oggi alla carica sullo stesso argomento.

Perche’ non provate invece a spiegare come un totale di 8 (OTTO!!) morti accertate finora, e qualche DECINA di casi non mortali, a confronto di MIGLIAIA DI MORTI OGNI ANNO in Europa e negli USA per la normale influenza (figuriamoci in Messico o in Cina), dovrebbero cambiare l’atteggiamento logico e naturalissimo di non farsi prendere per il naso dall’ennesima emergenza mediatica?

Vi siete dimenticati delle centrali nucleari francesi che si rompevano tutte assieme e poi no; dei pitbulll che mordevano tutti negli stessi giorni e poi no; dei filmati di bullismo a scuola pubblicati su YouTube nello stesso periodo e poi no; della SARS che ci doveva far ammalare e poi no; del riscaldamento globale che ci doveva arrostire e poi no; degli uragani che stavano aumentando e poi no; delle calotte polari che si scioglievano e poi no; degli orsi bianchi che affogavano e poi no…

Quante volte bisogna spaventarsi di fronte a radio, TV e giornali per poi scoprire che l’emergenza non era un’emergenza, prima di mettere dei filtri molto potenti e non allarmarsi a meno che non si veda qualcosa di palesemente serio? Come per esempio un aumento a dismisura dei morti di suina in Messico, o da qualunque altra parte. Ne avete forse notizia?

Comunque non sono io fra quelli che pensano che sia tutto il risultato di una grande cospirazione. Se volete saperne di piu’ leggete quanto scriveva Pierluigi Battista sul Corriere della Sera del 4 Agosto 2008… “La fabbrica delle emergenze

saluti e buon lavoro. e grazie del podcast che mi permette di non perdere mai neanche una puntata


Tanto Rumore Per La Suina

2009/Apr/27

Un po’ troppo rumore, per l’influenza suina. A meno che da domani non comincino a morire i Messicani a migliaia (no, non me lo auguro).

E se fossero “prove tecniche di difesa antibatteriologica”? Una specie di “prova di forza” per mostrare cio’ di cui la comunita’ internazionale sarebbe capace.

Per intanto notizie bloccate su un’epidemia che si manifesta (a parte dei morti) con gli stessi sintomi della influenza che capita ogni anno.


A Proposito Di Creazionismo Ed “Intelligent Design”

2009/Mar/03

Da credente, provo una naturale sensazione di disgusto per gli sforzi creazionisti-ID-et-similia che suonano blasfemi, almeno alle mie orecchie.

“Tentare” il Padre perche’ dimostri la Sua presenza e’ uno dei peggiori peccati, perche’ mina ogni relazione di fiducia. E tentare di provare l’esistenza oggettiva di Dio e’ un attentato all’idea stessa della Fede.

Detto questo, attendo il giorno in cui qualcuno verra’ fuori con una teoria scientifica migliore di quella di Darwin e derivati. Prima o poi succedera’: anche Newton non le aveva azzeccate tutte. E sara’ un momento che definire eccitante sara’ poco. Magari capitera’ fra mille anni…per il momento, trovo le agitazioni creazioniste-ID-et-similia una gran perdita intellettuale di tempo (e senza includere la blasfemia di cui sopra).

Anche le teorie sul perche’ gli aereoplani riescano a volare hanno grossi buchi e margini di miglioramento, ma gli aereoplani volano lo stesso.

Con buona pace di Fratus, poi, il creazionismo che arriva a noi adesso (a noi in quanto societa’…poi ognuno si puo’ fare la cultura che vuole), e’ ovviamente quello americano di William Jennings Bryan, che aveva i suoi buoni motivi (non nasce come “anti-darwinismo” ma come “anti-darwinismo_sociale”)

Perche’ dico questo? Perche’ senza i creazionisti americani di certa roba non si parlerebbe piu’.

L’ideale egualitario di WJB si e’ poi purtroppo ulteriormente populistizzato, trasformandosi nel tentativo di insegnare panzane a scuola, al punto di arrivare a infangare la Bibbia con una lettura letterale che sarebbe dovuta morire dopo la pubblicazione della Hexapla di Origene. Ma tant’e’…


Schizocronia, Malattia della Comunicazione Scientifica

2009/Gen/22

Nuovo articolo del sottoscritto, pubblicato su Svipop:

SCHIZOCRONIA, MALATTIA DELLA COMUNICAZIONE SCIENTIFICA
di Maurizio Morabito

Schizocronia” è un termine che sarebbe doveroso introdurre nel dizionario della lingua italiana. Dal greco antico schizein (“per parti separate“) e chronos (“tempo“), andrebbe definito come “un disturbo della comunicazione scientifica in genere caratterizzato da confusione tra la realtà di ciò che accade adesso, e la possibilità di ciò che potrebbe accadere decenni più tardi”. Andrebbe poi specificato che “la schizocronia è associata con il pensiero catastrofista e potrebbe avere una causa politica di fondo”.[...]


Obama – Primo Scivolone Sul Clima – Articolo su Svipop

2008/Nov/23

Terzo mio articolo su Svipop, l’agenzia online del CESPAS, il cui Presidente e’ il giornalista e scrittore Riccardo Cascioli:

OBAMA, PRIMO SCIVOLONE SUL CLIMA

di Maurizio Morabito

Nel primo intervento sulle politiche climatiche da futuro presidente degli Stati Uniti, Barack Obama ha subito inanellato una serie di sciocchezze dal punto di vista scientifico, dando per certi fenomeni (mari che salgono, siccità, uragani sempre più violenti) che sono oggetto di dibattito scientifico. Un inizio poco incoraggiante. E come pensa Obama di conciliare la filosofia del “Yes, we can” con il catastrofismo imperante?


La CO2 Non E’ D’Accordo Con I Catastrofisti – Articolo su Svipop

2008/Nov/22

Un mio nuovo articolo su Svipop, l’agenzia online del CESPAS, il cui Presidente e’ il giornalista e scrittore Riccardo Cascioli:

LA Co2 NON E’ D’ACCORDO CON I CATASTROFISTI

di Maurizio Morabito

Le oscillazioni del clima della terra sono state notevoli negli ultimi 800mila anni e 120mila anni fa erano di 5°C superiori a quelle attuali. Inoltre la concentrazione di Co2 è legata alla proporzione di ferro nelle polveri atmosferiche. Sono alcuni dei risultati delle analisi sulla carota di ghiaccio più profonda mai estratta, presentati al convegno internazionale “Epica” a Venezia. Quasi del tutto ignorato dai media. Chissa perché?

For the English version click here: “Two-Mile-Deep Antarctic Ice Core Reveals Stupidity of AGW Catastrophism


Sciopero della Lettura Contro Repubblica.it

2008/Nov/17

Che me ne faccio del sito web de La Repubblica se continua a pubblicare panzane, e quando non lo fa arriva a delle storpiature orrende della realta’, se non alla sua manipolazione completa? Eccoli infatti che in qualche modo cercano di collegare “i tagli della Gelmini” che forse ci saranno nel futuro, alla “fuga dei cervelli” che c’e’ nel presente e c’e’ stata nel passato. Come dice uno dei lettori:

635. roberto polito -
Non pigliamoci in giro. La Gelmini non c’entra nulla. Il problema e’ il feudalesimo universitario italiano.

Con questo episodio “Repubblica” ha superato il limite del patetico. Dichiaro quindi uno “sciopero della lettura” dalla mezzanotte GMT di oggi, dopo la quale non visitero’ quel sito di sciocchezze per un mese.


Scie Chimiche: Interviene Di Pietro (E Chi Senno’?)

2008/Nov/08

Dal blog di Paolo Attivissimo: Scie chimiche, ci siamo giocati anche Di Pietro

Con il senno di poi, mi sembra una cosa naturalissima. Mentre Veltroni vaga senza meta, la strategia di Di Pietro sembra essere quella di cercare di “sparare” a ripetizione, non importa se su argomenti seri o faceti, confidando che prima o poi qualcosa centrera’ il Governo.


Limiti dell’Analisi Religiosa Scientifica Contemporanea

2008/Ott/31

Devo leggermi con calma davvero, il saggio “Religion: Bound to believe?” (“Religione: Destinati a Credere?”) di Pascal Boyer su Nature (455, 1038-1039 (23 October 2008)), perche’ a tutta prima mi sembra una gigantesca sciocchezza (la solita visione afflitta da un grande complesso di superiorita’ nei confronti di chi crede, con un vago innaffiamento di vetusti concetti religiosi “cristiani”).

Innanzitutto, “fictional character” (“personaggio finto“) Boyer lo dica a suo nonno.

E poi “organized religions present themselves as a package” (“le religioni organizzate si presentano come un pacchetto [intero]“)?

Dice invece bene Giuseppe Bonfrate sul Domenicale Sole24Ore del 19 ottobre (”Alle radici di una fede”):

[…] Comprendere una religione comporta riconoscere che l’oggetto ultimo della fede e’ la realta’ della rivelazione e non gli asserti che la esprimono. Fare storia del cristianesimo [e non solo del cristianesimo, aggiungo io] domanda di misurarsi con lo Spirito […]

E ancora “central tenets of most established religions…the notion that their particular creed differs from all other (supposedly misguided) faiths” (“fra le credenze fondamentali della maggior parte delle religioni maggiori…il concetto che il loro particolare credo sia diverso da tutte le altre fedi, che si presume siano in errore“?

Qualcuno regali a Boyer una raccolta dei discorsi di Gandhi, oppure una guida alle religioni Sikh o Baha’i.

Non sarebbe piu’ saggio studiare le modalita’ religiose del pensiero senza presupporre che siano basate sul niente? Altrimenti e’ un po’ come analizzare la musicalita’ della razza umana rifiutando per principio ogni importanza alla musica. Sarebbe proprio necessario?


Contro il Furto Astronomico, Godiamoci il Pianeta Cocomero

2008/Ott/09

Quei microcefali della Unione Astronomica Internazionale (IAU) che hanno votato per stabilire che Plutone, Cerere, Eris, etc fossero classificati come “pianeti nani” di sicuro non si sono immaginati tutte le conseguenze…

…a cominciare dal poster sul National Geographic Kids in UK di questo mese, dove vengono mostrati, appunto, solo 8 pianeti.

Niente Plutone, niente Cerere, niente Eris. Niente.

E quindi ora dovro’ spiegare a Junior che il poster e’ sbagliato, e ci sono altri pianeti, e gli asteroidi tutti.

E’ questo che la IAU ha voluto comunicare? Che i bambini vanno tenuti all’oscuro di gran parte della ricchezza del sistema solare?

——

A proposito di sistema solare, ecco una bella foto di un lato finora sconosciuto di Mercurio, ribattezzato dall’astronomo e scrittore Phil Plait come “Il Pianeta Cocomero”:

Mercurio il Pianeta Cocomero

Mercurio il Pianeta Cocomero


Snoopy, il LEM In Paziente Attesa di Essere Recuperato

2008/Ott/02

Davvero curiosa la storia di “Snoopy”, la meta’ superiore (“stadio di ascesa”) del Modulo Lunare (LEM) della missione Apollo 10.

Lanciato in orbita solare il 23 Maggio, 1969, “Snoopy”, noto anche come “LM-4″, non e’ stato seguito ufficialmente ma una certa Diane Neisus ne ha calcolato l’orbita piu’ plausibile, che a quanto sembra lo porta fino a 300 million di km dalla Terra:

Il Modulo Lunare di Apollo 10, chiamato“LM 4″ o “Snoopy”, e’ davvero rimarchevole ma quasi sempre dimenticato al cospetto del piu’ famoso LEM dell’Apollo 11, denominato “Eagle” (“Aquila”). E invece, “Snoopy” e’ davvero curioso, a modo suo:
(1) E’ l’unico LEM che ha volato in una missione Apollo ed e’ ancora da qualche parte nello spazio. Tutti gli altri LEM sono andati distrutti nell’atmosfera terreste (Apollo 6, 9, 13) or hanno impattato sulla Luna, intenzionalmente (Apollo 12, 14-17) oppure no (Apollo 11).
(2) LM 4 “Snoopy” e’ a tutt’oggi l’unico veicolo spaziale mai lanciato dalla Luna in un’orbita solare.
(3) “Snoopy” fino ad oggi e’ il piu’ lontano fra tutti i veicoli spaziali abitati. Nella sua orbita eliocentrica arriva fino a 2 AU dalla Terra (durante l’”opposizione” del pianeta)
(4) Apollo 10 e Apollo 12 condividono il record del piu’ gran numero di oggetti usati per le missioni e non andati distrutti. Di Apollo 10 rimangono il LEM “Snoopy”, il Modulo di Comando “Charlie Brown”
[visibile allo Science Museum a Londra] e lo stadio S-IVB 505 [in orbita solare]. (Cosi’ come con la maggior parte dei LEM, gli stadi S-IVB delle missioni Apollo 13-17 furono fatti schiantare contro la Luna; gli stadi S-IVB’s delle missioni Apollo 8-12 sono gli unici lasciati in orbita solare. A proposito, lo stadio S-IVB dell’Apollo 12 e’ stato ritrovato nel 2002 come oggetto “J002E3″).
Quindi, Snoopy e’ davvero un oggetto da record, solitario.

E’ davvero incredibile pensare che ci sia un pezzo di ingegneria per le missioni Apollo, ancora in giro per il sistema solare, in attesa che un giorno ci decidiamo di andarlo a riprendere, per riportarlo a casa.


Riscaldamento Globale: Siamo Al Contenimento dei Danni?

2008/Ott/02

Traduzione di un articolo del paleoclimatologo Bob Foster, “Riscaldamento globale: è questo il contenimento dei danni?” (15 luglio 2008);

In PRIMO luogo, un po ‘di contesto. La tendenza all’aumento delle temperature dal “minimo di Maunder”, quando il Sole era “quieto” (1645-1715) fino all’epoca moderna con un Sole iperattivo (fenomeno cominciato intorno al 1920) sembra giungere al termine. L’impatto variabile dei pianeti sull’irregolare orbita solare intorno al centro di massa del sistema solare può essere calcolato, e un’altra “piccola era glaciale”, un periodo freddo cioe’, sembra essere imminente. Un primo indicatore è che il “ciclo solare 23″ non e’ ancora finito – il ciclo 24 proprio non vuole cominciare. In passato, un ciclo extra-lungo (come lo e’ ora il 23) è stato seguito da un ciclo extra-debole. La Terra si è leggermente raffreddata dal 1998 con il suo enorme fenomeno “El Niño” – e il raffreddamento si intensificherà fino a circa il 2030.

E’ in gioco la credibilità del dogma adottato da alcune istituzioni (IPCC / Royal Society / NASA). Il Quarto Rapporto di Valutazione IPCC (AR4) e’ basato sull’idea che la Terra sia un sistema autonomo Terra con un clima che non dipende dall’esterno. Ad essere significativi sarebbero solo la “variabilità naturale” e le attivita’ umane. Nel “Riassunto per i Responsabili Politici” il capitolo “Cambiamenti Climatici 2007: La Fisica di Base” mostra i contributi al riscaldamento globale da parte della “irradianza solare” e delle emissioni di CO2 di origine antropogenica (Fig. SPM-2). Le emissioni di CO2 “umane” forniscono una forzante di 1,66 Watts/m2 (alias un ‘riscaldamento’). L’unica influenza esterna è la irradianza solare – con un minuscolo aumento di 0,12 W/m2 dal 1750. Il deflusso altamente variabile di plasma magnetizzato dal Sole viene ignorato – come lo sono tutti gli effetti inerziali esterni.

Essenzialmente - e in maniera insensata – secondo l’IPCC la Terra viaggia in un universo vuoto!

Tutto cio’ fa parte adesso del “mainstream”…ma gli scienziati non sono degli stupidi, e sanno che hanno molto da perdere se la Terra si raffredda invece di riscaldarsi – il loro status, i finanziamenti e, soprattutto, la credibilità (= il peso politico). Ecco dunque arrivato il momento di contenere i danni.

In SECONDO luogo, che dire della NASA? Evita di discutere il legame tra attività solare e clima terrestre – e parla solo di “Meteo Spaziale”. Perché? Proviamo a tornare indietro di un secolo – come riportato in questo articolo:

Soon & Yaskell 2003, “The Maunder Minimum and the Variable Sun-Earth connection”, World Scientific 278 p. (“Il Minimo di Maunder e la connessione variabile Sole-Terra”)

Come vi e’ descritto, un legame fra Sole e Terra era stato riconosciuto tempo fa. Ma si leggano le pagine 119-122; Lord Kelvin (al secolo, William Thompson), Presidente della Royal Society, ha davvero cambiato tutto con il suo articolo su Nature dell’1 Dicembre 1892 (vol. 47). Sulla base dei suoi calcoli, ha scritto:

Questo risultato [i suoi calcoli], mi sembra, è assolutamente conclusivo e sfata l’ipotesi che le tempeste magnetiche terrestri siano dovute all’azione magnetica del Sole… Possiamo anche essere costretti a concludere che il presunto legame tra le tempeste magnetiche e le macchie solari non esiste e l’apparente accordo tra i due cicli è una semplice coincidenza.

[Come sappiamo oggi, le tempeste magnetiche terrestri SONO dovute all'azione magnetica del Sole, che interagisce con il campo magnetico terrestre].

Il calcolo sconfigge l’osservazione. La Royal Society non ha ancora rinunciato a questo implausibile dogma di Kelvin – un concetto che e’ penetrato al centro del pensiero scientifico correntemente accettato.

Torniamo alla NASA. Il comunicato di David Hathaway dell’11 luglio 2008, un aggiornamento della situazione riguardo il ciclo solare, è intitolato:

Cosa c’è che non va con il Sole? (Niente) – Ultime Notizie! Il Sole si sta comportando normalmente

Hathaway prevede che il ciclo 24, in ritardo, avra’ comunque un picco più alto nel numero di macchie solari del puntuale ciclo 23. Ma sicuramente, questo è voler negare l’evidenza – non “contenimento del danno”.

In TERZO luogo, consideriamo il Centro Ricerca Hadley di Previsione del Clima (a Exeter nel Regno Unito). Ne e’ stato Direttore Sir John Houghton, quando dirigeva anche il Met Office del Regno Unito – e ha diretto anche l’IPCC nel 2001, per il Terzo Rapporto. Di conseguenza, questo articolo del Centro Hadley datato 10 agosto scorso potrebbe essere considerato come un tentativo di contenimento dei danni, in una certa misura – mettendo l’osservato, e molto scomodo, raffreddamento globale dal 1998 in un contesto non controverso:

Doug M. Smith et al 2007, “Improved surface temperature prediction for the coming decade from a global climate model”, Science v. 317 pp. 796-9. (“Previsione migliorata delle temperature di superficie per il prossimo decennio sulla base di un modello climatico globale”)

Nel sommario dicono: “Il nostro sistema prevede che la variabilità interna compenserà parzialmente il segnale del riscaldamento globale antropogenico per i prossimi pochi anni. Tuttavia, il clima continuerà a riscaldarsi, con almeno la metà degli anni dopo il 2009 previsti piu’ caldi dell’anno più caldo mai registrato finora“.

Notare bene la conclusione: a loro dire, almeno la metà degli anni dopo il 2009 sono previsti per essere più caldo che il 1998, l’anno più caldo mai registrato finora. Tutto cio’ sembra bastare, per il momento. Ma non protegge il futuro della climatologia. Non è un vero contenimento dei danni.

In QUARTO luogo, la sezione scientifica del Quinto Rapporto di Valutazione IPCC è attesa per il 2013, con gli altri due volumi nel 2014. La credibilità deve essere mantenuta il più a lungo possibile – e, perlomeno, fino al 2014. Quindi, un deciso sforzo di contenimento dei danni è iniziato il 1 ° maggio:

N.S. Keenleyside et al 2008, “Advancing decadal-scale climate prediction in the North Atlantic sector”, Nature v. 453 pp. 84-8. (“Previsioni del clima su scala decennale nel settore Nord Atlantico”)

Nello stesso numero di Nature, è apparso una traduzione per non-specialisti di questo documento tecnico:

Richard Wood, “Climate Change: Natural ups and downs”, p. 43. (“Cambiamenti climatici: aumenti e diminuzioni naturali”)

Inoltre, uno “strillo” all’inizio della rivista (p. xi) fornisce una sintesi brevissima: “… Nel prossimo decennio, variazioni naturali del clima negli oceani del Nord Atlantico e del Pacifico tropicale compenseranno temporaneamente il previsto riscaldamento di origine antropogenica: le temperature al suolo in Europa e in Nord America potranno anche diminuire un po‘”.

Esattamente UN GIORNO dopo il messaggio è stato ripreso altrove:

Richard A. Kerr 2008, “Global Warming: Mother Nature Cools the Greenhouse, But Hotter Times Still Lie Ahead”, Science v. 320 p. 595. (“Riscaldamento globale: Madre Natura raffredda l’effetto serra, ma periodi piu’ caldi ci aspettano comunque”)

Chiaramente, e’ l’Establishment scientifico che viene li’ difeso, perché il pezzo inizia: “Come piace dire agli scettici del cambiamento climatico, le temperature nel mondo non sono aumentate molto negli ultimi dieci anni. Se il riscaldamento globale è cosi’ importante, si chiedono, ecc…

Kerr quindi parla dell’articolo di Nature del giorno precedente: “Guardando verso il futuro, il modello prevede un rallentamento delle correnti atlantiche di trasporto del calore e quindi il raffreddamento del Nord Atlantico, del Nord America, dell’Europa occidentale nel prossimo decennio. Prevede anche un lieve raffreddamento del globo. Ma verso il 2030, le temperature globali previste rimbalzano fino a ritornare al riscaldamento previsto dall’effetto dei soli gas-serra“.

È questo, il “contenimento dei danni”? Non ci posso giurare, ovviamente, ma come si dice in inglese: se cammina come un’anatra, e starnazza come un’anatra, allora è…un’anatra…

Che ne pensate?


Antartide, Oltre Ogni Immaginazione

2008/Set/27

In questo video, viene visualizzata la Condizione Uno in Antartide, che significa venti a piu’ di 55 nodi (circa 100km/h), o visibilita’ meno di 30 metri, o temperatura con wind-chill meno di -60C.

E’ ovviamente proibito andare da nessuna parte, in Condizione Uno. Non e’ permesso neanche partire per missioni di soccorso.


Arcobaleno Capovolto. E Repubblica Spara Un’Altra Bufala.

2008/Set/23

(un nuovo articolo su Svipop)

ARCOBALENO CAPOVOLTO. E REPUBBLICA SPARA UN’ALTRA BUFALA
di Maurizio Morabito e Peppe Caridi

Un arcobaleno capovolto fotografato a Cambridge è stata l’occasione di un’altra invenzione di Repubblica, che ne ha approfittato per sostenere che è un effetto dei cambiamenti climatici. Nulla di più falso, è un fenomeno naturale ben conosciuto che non ha niente a che vedere con i cambiamenti del clima. Ma forse per capire l’insistenza di Repubblica è utile sapere che la proprietà del quotidiano è la stessa di Sorgenia, azienda leader nel settore dell’energia eolica. (Cliccare qui per il resto dell’articolo)


IL WWF Italia Salva Gli Orsi e Mangia la Bufala

2008/Set/20

(mia risposta, pubblicata anche su SVIPOP al (presunto?) comunicato stampa del 10 settembre da parte del WWF Italia “Nessuna Bufala sugli Orsi Polari“)

(un ringraziamento particolare a Riccardo Cascioli per la disponibilita’)

E’ con notevole disappunto che leggo l’intervento del WWF Italia riguardo l’incresciosa invenzione giornalistica dell’estate 2008, nota come “la bufala degli orsi”.

Il WWF infatti, che da una parte fa cenno alla “comunità scientifica” per ribadire che “i cambiamenti climatici sono reali”, ha perso una buona occasione per prendere le distanze da coloro che, al di fuori di ogni scienza e di ogni conoscenza, hanno distorto i comunicati…del WWF internazionale!

Innanzitutto ribadisco quanto dovrebbe essere chiaro dall’articolo su SVIPOP: La “bufala” non e’ stata perpetrata dal WWF, che e’ invece la mia fonte di riferimento nello smascherare le invenzioni giornalistiche del Daily Mail, e di Repubblica.

Confrontando quegli articoli con i comunicati stampa del WWF internazionale, si scopre infatti quanto alcuni giornalisti siano capaci di inventare certe cose di sana pianta. Insomma e’ proprio se si crede a quanto riferito dal WWF internazionale, che non si puo’ credere al Daily Mail, e a Repubblica, e che si capisce la “profondita’” (per non dire peggio) della “bufala”.

Invece adesso leggiamo il WWF Italia avventurarsi a intitolare “Nessuna bufala sugli orsi polari” per poi arrivare addirittura a dire che i nove orsi polari avvistati “nuotavano a centinaia di chilometri di distanza da un qualsiasi approdo“.

Ma tutto cio’ non e’ assolutamente vero.

Primo: ho dimostrato con dovizia di particolari come il Daily Mail e Repubblica abbiano costruito due “notizie-romanzo” intorno a nove orsi in affogamento, andando assolutamente al di la’ di quanto riportato dal WWF internazionale.

Secondo: proprio il WWF internazionale, e in particolare la loro sezione in Alaska, aveva chiaramente indicato fin dal principio che solo uno di quegli orsi era stato visto “ad almeno” cento chilometri dalla costa (gli altri otto, quindi, erano molto piu’ vicini), e non certo tutti e nove “a centinaia di chilometri da un qualsiasi approdo”.

(Dall’originale: “at least nine polar bears swimming in open water – with one at least 60 miles from shore” )

Forse ci sono dei problemi con la lingua inglese, al WWF Italia? Oppure i comunicati stampa vengono scritti senza leggere gli originali?

Oppure ancora: bisogna cominciare a pensare che il WWF Italia vuole smentire il WWF internazionale, per entrare a pieno titolo nello sporco gioco delle notizie inventate?

Negando l’evidenza dei fatti, non sta forse il WWF Italia diventando praticamente complice in quel reato morale che e’ la manipolazione di cio’ che accade in natura a scopo pubblicitario e/o sensazionalistico e/o propagandistico?

Non bisogna essere seguaci di Sarah Palin in giro per l’Alaska armati di fucile e apparato da campo per l’inscatolamento di carne di orso bianco, per capire che quanti dichiarano di voler proteggere gli orsi ma poi si inventano notizie e situazioni senza base nella realta’, commettono un triplo disservizio alla loro causa: rischiando di perdere la credibilita’ per le lotte ambientali future; di sprecare tempo in sforzi inutili perche’ ingiustificati; e di provocare interventi nocivi all’equilibrio naturale (e agli orsi) perche’ basati su false premesse.

E’ davvero interessato il WWF Italia a capire di piu’ della vita degli orsi polari? Allora il mio primo e piu’ pressante invito e’ di mantenere i venditori di fumo a distanza anche se si dichiarano “amici”, e di essere sempre precisi e puntuali. Perche’ quando si parla di Natura, la precisione e la puntualita’ non sono degli optional: sono tutto.


Citato Su Il Giornale Riguardo La “Bufala degli Orsi”

2008/Set/18

Segnalo su Il Giornale di oggi 18 settembre un pezzo di Nino Materi che riprende (citandomi) il mio articolo sulla “bufala” degli orsi polari in affogamento: “Gli orsi ‘naufraghi’ sono una bufala“.

Noto con piacere che l’articolo di Materi e’ ripreso in prima pagina.

Il Giornale - Prima Pagina 18 Settembre 2008

Il Giornale - Prima Pagina 18 Settembre 2008


Annuncio Lavoro: Climatologo Cercasi

2008/Set/17

Ricevo e rimando

Con la presente desidero segnalarle un’opportunità di lavoro, che eventualmente può inviare ai suoi contatti, presso la Fondazione Edmund Mach – Istituto Agrario di San Michele all’Adige (TN). La contatto perchè sul suo blog ho trovato delle notizie riguardanti clima e meteorologia. Stiamo ricercando un modellista climatologo con laurea quinquennale. Troverà maggiori informazioni e modalità di partecipazione al collegamento web:

http://www.fondazioneedmundmach.it/sperimentazione_context2.jsp?ID_LINK=3018&area=6

Cordialmente
Fondazione Edmund Mach
Centro ricerca – Settore amministrativo
Via Mach 1, 38010 S. Michele all’Adige (TN) – Italy
Phone +39 0461 615542 – Fax + 39 0461 650956
Skype daniele.barbacovi_crfem

http://www.fondazioneedmundmach.eu