Ai Radicali: Non Ci Vediamo A Chianciano

2008/Apr/23

Carissimi

E’ con profondo senso di rammarico etc etc che annuncio la mia assenza dall’Assemblea dei Mille di dei Radicali a Chianciano (1-4 Maggio).

A parte il fatto che non so ancora se sia saggio farmi vedere in giro con iscritti e simpatizzanti PD prossimi venturi 8-) c’e’ l’International Booktown Festival, dove forse potro’ ottenere l’autografo di Michele Cucuzza e Enrica Bonaccorti (‘nzomma…).

Data l’assenza del considerevole volume di uno sproloquiante rompiscatole, potrete cosi’ essere in 1,001.

saluti
maurizio

ps avendo aumentato il mio contributo annuale al Partito posso dire senza ritegno alcuno che cosi’ come si presenta, “Chianciano 2008” mi sembra come organizzare un meeting di automobilisti per decidere da che parte andare, in una strada a senso unico. Un appuntameno perdibile? Saro’ felicissimo di essere smentito.


Elezioni 2008: Fra Radicali e PDL, Ho Fatto Quasi L’En-Plein

2008/Apr/17

Con i Radicali nelle liste PD tutti eletti in Italia, e l’on. Guglielmo Picchi riconfermato alla Camera per il PDL in Europa, in queste elezioni ho fatto quasi l’en-plein dei “miei” candidati, con unico escluso l’avv. Raffaele Fantetti al Senato per il PDL in Europa (e’ comunque il primo dei non eletti, se non vado errato).

Alle prossime elezioni, mi vendero’ come portafortuna…


Elezioni 2008: Vincitori e Vinti

2008/Apr/15

Berlusconi: Vincitore: Voleva stravincere, e ha stravinto. E’ riuscito a smentire ogni fantasia di rincorsa elettorale del PD, non ha problemi al Senato, e data l’eta’ non deve neanche preoccuparsi di essere rieletto.

PDL: Vincitore: Almeno per ora. Forniti i contentini giusti alla Lega, ogni progetto potra’ essere realizzato. Il problema pero’ e’ che i pidiellini, a differenza del Capo, dovranno affrontare nuove elezioni, prima o poi…quando comincera’, la guerra fra i Colonnelli?

Veltroni e il PD: un po’ Vincitori, un po’ Vinti: Come (segretamente ma non troppo) auspicato, ha evitato di prendersi la patata bollente di governare. Si e’ sbarazzato della truppa della falce e martello. Adesso ha tutto il tempo di fornire contenuti meno putrefatti del solito al suo sepolcro imbiancato. Pero’ ha perso un po’ tanto, contro Silvio, e la nottata del PD deve ancora passare.

Bossi e la Lega Nord: Vincitori fino a un certo punto. Un risultato elettorale schiacciante che sembra aver disorientato una dirigenza dalla parlantina roboante che pero’ deve ora superare “la strizza” di responsabilita’ precise nei confronti dell’elettorato. Il futuro e’ solo nel PDL, e lo capisce anche Bossi quando non perde occasione di manifestare ubbidienza a Berlusconi.

DI Pietro: Vincitore: Anche lui fino a un certo punto, in una situazione in cui i paralleli con la Lega si sprecano. “Obbligato” a confluire nel PD, perdendo un po’ di pezzi fra coloro che vogliono solo protestare. Attenzione a un altro ribaltone come quello di De Gregorio due anni fa, o a qualche passo falso di Di Pietro stesso obnubilato dal suo giustizialismo nell’appoggiare il Governo in qualche occasione contro il volere di Veltroni.

Rifondazione Comunista e affini, Bertinotti, Mussi, Giordano, etc: Vinti: Speriamo solo che in futuro mai piu’ ci sia chi governi la mattina per poi protestare contro il governo al pomeriggio. Invece di rifondare il comunismo, lo hanno sfondato per i secoli a venire.

Pecoraro Scanio e i Verdi: Vinti: Occuparsi di ecologia non e’ appannaggio della sinistra. E spingere l’ecologismo italiano nella sinistra estrema e’ stata una colossale stupidaggine.

Casini; un po’ Vincitore, un po’ Vinto: Puo’ gongolare quanto vuole con 36 deputati e 3 senatori, ma in un Parlamento polarizzato al massimo riuscira’ a “reggere il moccolo”. Se e’ scaltro rientrera’ nel PDL giusto in tempo per sgambettare Fini.

La Destra: Vinti: Si sono contati, e adesso sappiamo che non sono abbastanza.

Boselli e il PSI: Vinti: Tentennare fra il laicismo, i diritti civili e improbabili ritorni di fiamma con Craxi e De Michelis e’ un buon modo per finire nel dimenticatoio

Beppe Grillo e il voto di protesta: Vinti: Tanto rumore per nulla. E’ proprio vero che su Internet, ogni idiota puo’ radunare un esercito (finto).

E per finire:

Radicali Italiani: Vincitori: Per un caso di fortuna colossale, sono stati eletti tutti e 9 i Radicali nelle liste PD. Chi si contenta, gode: gli altri riflettano sul significato di rimaner fuori, a questo punto, dal PD stesso.


E Se Fosse Tutta Colpa di Leone XIII?

2008/Apr/08

Dice Michele Boldrin su noisefromamerika (”De te fabula narratur“,  8 Aprile 2008):

[...] la scelta del Programma del Pd: riduzione della pressione fiscale (agendo sull’Irpef o con la contribuzione figurativa) sulla quota di salario da contrattazione di secondo livello [azienda, territorio, distretto] [e'] una burla che mira solo a mantenere il potere dei bonzi sindacali romani.[...]

[...] L’unica cosa decente del governo BS 2001-2006 - aver tentato di fare a meno della paralizzante concertazione nel produrre le poche cose utili come la legge Biagi - per lui, per la testa pensante “”economica”" e “”liberista”" del PD, QUESTA è la grande colpa. Lì è la grande differenza che vuole sottolineare: che lui ed i suoi compagni democratici con i sindacati intendono continuare a “concertare” l’economia italiana [...]

E’ quindi confermato: Veltroni “partito democratico, e’ ritornato democristiano” (perche’ il PD e’ il “sepolcro imbiancato” del compromesso storico fra PCI e DC, di cui parlavo un paio di giorni fa). Passano i decenni, ma la politica italiana non va da nessuna parte.

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Io un “colpevole” per tutto cio’ ce l’avrei anche: Leone XIII. Il quale nella enciclica Rerum Novarum (1891) scriveva a proposito del conflitto fra capitalisti e lavoratori:

“Nella presente questione, lo scandalo maggiore è questo: supporre una classe sociale nemica naturalmente dell’altra [...] In vece è verissimo che, come nel corpo umano le varie membra si accordano insieme e formano quell’armonico temperamento che si chiama simmetria, così la natura volle che nel civile consorzio armonizzassero tra loro quelle due classi, e ne risultasse l’equilibrio. L’una ha bisogno assoluto dell’altra: né il capitale può stare senza il lavoro, né il lavoro senza il capitale. La concordia fa la bellezza e l’ordine delle cose, mentre un perpetuo conflitto non può dare che confusione e barbarie. “

Eccola li’, la benedizione papale per la “concertazione” (e quindi anche se forse in maniera non originariamente voluta, per i sindacati).

Una benedizione che si e’ poi propagata in Italia per tutto il XX secolo, dapprima con le Corporazioni fasciste, poi con la Democrazia Cristiana e il patto con i sindacati anche se comunisti. Per poi finire nel compromesso storico, che qualcuno sta tentando di nuovo, trent’anni dopo…


L’Economist Appoggia Berlusconi (forse, senza accorgersene)

2008/Apr/05

Qualcuno prima di me ha detto che non esiste pubblicita’ negativa: perche’ chi si sgola per disprezzarti, in fondo, non fa che affermare la tua importanza. E il suo rispetto nei tuoi confronti.

E cosi’ l’Economist, che scende in campo questa settimana per dire la sua sulle elezioni italiane, praticamente (forse) senza accorgersene dice un po’ a tutti: votate Berlusconi!.

Cosa appare infatti addirittura sulla copertina dell’Economist del 5 Aprile 2008 in tutte le edizioni (USA, UKAsia/Pacifico, Europa)?  ”Why Berlusconi is still unfit“, “Perche’ Berlusconi e’ ancora inadatto“  (a diventare Primo Ministro italiano, cioe’).

Sara’, ma vuole anche dire che a svariati milioni di lettori dell’Economist in tutto il mondo il nome “Berlusconi” proprio non potra’ sfuggire.

Si passa dunque all’interno, e fra gli editoriali (”Leaders”) ce n’e', appunto, uno su Berlusconi. Il pezzo e’ a pagina 17, terzo di cinque e quindi sara’ fra i piu’ letti, anche da coloro che non hanno molto tempo per leggere un settimanale. Il titolo: “A Leopard, spots unchanged“, “Un Gattopardo, con le stesse macchie” (tutti i riferimenti a Tomasi di Lampedusa e alle “macchie” nel personaggio-Berlusconi, intensamente voluti dalla redazione dell’Economist…).

Sottotitolo: “Silvio Berlusconi has failed to show that he is any more worthy of leading Italy today than he was in the past“, “Silvio Berlusconi non e’ riuscito a dimostrare di essere in alcun modo piu’ degno di guidare l’Italia adesso di quanto lo fosse in passato“. L’editoriale poi si lancia nell’elenco delle solite storie di corruzione, falsi in bilancio, conflitti d’interesse.

Si noti pero’ la debolezza del ragionamento. L’Economist (gli articoli, come da tradizione, non sono mai firmati) ribadisce , come piu’ volte in passato, che Berlusconi non dovrebbe diventare Primo Ministro perche’ non ne e’ “adatto”, e non ne e’ “piu’ degno che prima”. Ma naturalmente non e’ questa, la domanda da porsi: in un sistema come quello italiano di oggi, invece di analisi per assoluti bisognerebbe chiedersi chi e’ relativamente “piu’ degno” e “piu’ adatto” a guidare l’Italia, fra Berlusconi e gli altri candidati alla Presidenza del Consiglio.

Di tutti quelli, nell’editoriale dell’Economist, non e’ dato sapere: tranne che per una fugace e totalmente immotivata richiesta di votare per il maggiore rivale di Berlusconi, proprio in fondo all’articolo (e quasi invisibile, dunque, visto che e’ posta la’ dove si sa che meno lettori arrivano).

Ma andiamo oltre: a pagina 51, nella sezione “Europa” i lettori proprio interessati trovano un articolo sui progetti per l’economia italiana da parte del Popolo delle Liberta’ e del Partito Democratico (un pezzo giustamente pessimista, se me lo chiedete): “Rival plans - Both main parties have similar plans - but neither is bold enough“, “Progetti rivali - Entrambi i partiti principali hanno progetti simili - ma nessuno dei due e’ abbastanza coraggioso“.

Di nuovo, il nome di Berlusconi e’ ripetuto spesso (6 volte, contro le 4 di Veltroni). Anche nella colonna accanto, dedicata alla pittoresca storia di Giuseppe Pizza, si parla di Berlusconi (e di Casini), non di altri.

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Nell’archivio dell’Economist, da Gennaio 2008 ad oggi ci sono 9 articoli che menzionano Veltroni. Ci sono ben 18 articoli (il doppio!) che parlano di Berlusconi.

Fossi in Silvio, chiuderei le vecchie azioni legali contro il settimanale londinese, e direi: Thank you, Mr Economist!!!


Il PD di Veltroni, Sepolcro Imbiancato: Le Prove

2008/Apr/04

Attraverso il sito VoiSieteQui, che usa 25 domande per confrontare l’opinione del singolo con quella della maggior parte dei partiti, e’ possibile dimostrare che il Partito Democratico contiene ogni opinione e il suo contrario.

In pratica, PD significa “senza opinione”, “vuoto”.

Insomma, se Veltroni o qualcuno per lui non cambiano registro, stiamo assistendo a una vera tragedia: perche’ il Partito Democratico, lungi dall’aprire un capitolo nuovo nella politica italiana, e’ il sepolcro imbiancato del Catto-comunismo.

E votare PD e’ un assegno in bianco, in tutti i sensi.

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Da cosa si deduce, tutto cio’?

Basta rispondere a tutte le 25 domande alternando “Tendenzialmente Favorevole” e “Tendenzialmente Contrario”. Sia che si cominci con “Tendenzialmente Favorevole” (img), sia che si cominci con “Tendenzialmente Contrario” (img) , si verra’ sempre “orientati” verso il PD.

Notare che nel primo caso si e’ per esempio “tendenzialmente favorevoli” a “Favorire gli inquilini di case in affitto aumentando la quota di detrazione del canone dalla dichiarazione dei redditi“.

Nel secondo caso, si e’ invece di parere opposto, contrari appunto a “Favorire gli inquilini di case in affitto“. Questa situazione si ripete per tutti gli argomenti.

Ma si finisce sempre molto, troppo vicini al PD, e lontani da ogni altro partito.

Quindi due persone che abbiano opinioni completamente opposte su ogni tema ma non si vogliano sbilanciare, scegliendo quindi sempre le opzioni “tendenziali” finiranno entrambe nel Partito Democratico.

Questo paradosso non si ripete in altre “configurazioni particolari di scelta”: come ci si potrebbe aspettare, il risultato e’ sempre lontano da tutti i partiti, se si vota sempre “Tendenzialmente Favorevole” (img), sempre “Tendenzialmente Contrario” (img), sempre “Favorevole” (img), sempre “Contrario” (img), sempre “Molto Favorevole” (img), o infine sempre “Molto Contrario” (img).

Lo stesso si ripete alternando “Favorevole” e “Contrario” cominciando con “Favorevole” (img) o con “Contrario” (img). O alternando “Molto Favorevole” e “Molto Contrario” cominciando con “Molto Favorevole” (img) o con “Molto Contrario” (img).

In tutti quei casi, non e’ facile individuare il Partito da votare, perche’ le domande su VoiSieteQui sono ovviamente di tutti i tipi e di tutte le specie. Da notare pero’ che quasi sempre, il Partito Democratico rimane fra i piu’ vicini all’ “elettore”.

I grafici sopra citati sono visibili in calce a questo blog.

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Ma e’ davvero un paradosso? Non credo proprio.

Veltroni e’ gia’ famoso per i suoi “ma anche“. Un esponente PD ha recentemente dichiarato a Londra (ero presente) che il PD e’ il partito della Bonino e della Binetti “perche’ vive nella dialettica”.

Come dire, non e’ cambiato niente, dai tempi del PCI e del “Centralismo Democratico” (”tutte le opinioni accolte, a patto che si segua quella del Comitato Centrale”). O da quelli della DC e della “Balena Bianca” (”tutte le opinioni accolte, a patto che si segua quella della Direzione”).

E adesso chi glielo dice, a quelli ex-Margherita, che il Partito Democratico e’ organizzato alla maniera dei Comunisti? O agli ex-DS, che il Partito Democratico assomiglia tantissimo alla Democrazia Cristiana?

(immagino, anzi, che siano tutti a loro agio e soddisfatti della situazione…)

O agli italiani, che quanto sbandierato come “il nuovo delle elezioni 2008″ non e’ altro che il vecchio, vecchissimo, anzi una “maledizione” che torna?

(chissa’ perche’, ho l’impressione invece che gli italiani non si sentiranno proprio a loro agio e non saranno molto soddisfatti, della situazione…)

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GRAFICI DA VOISIETEQUI

1_ Tendenzialmente Favorevole - Tendenzialmente Contrario
cominciando con “Tendenzialmente Favorevole”
Tendenzialmente Favorevole - Tendenzialmente Contrario

2_ Tendenzialmente Contrario - Tendenzialmente Favorevole
cominciando con “Tendenzialmente Contrario”
Tendenzialmente Contrario - Tendenzialmente Favorevole

3_ Tendenzialmente Favorevole
Tendenzialmente Favorevole

4_ Tendenzialmente Contrario
Tendenzialmente Contrario

5_ Favorevole
Favorevole

6_ Contrario
Contrario

7_ Favorevole - Contrario
cominciando con “Favorevole”
Favorevole - Contrario

8_ Contrario - Favorevole
cominciando con “Contrario”
Contrario - Favorevole

9_ Molto Favorevole
Molto Favorevole

10_ Molto Contrario
Molto Contrario

11_ Molto Favorevole – Molto Contrario
cominciando con “Molto Favorevole”
Molto Favorevole - Molto Contrario

12_ Molto Contrario – Molto Favorevole
cominciando con “Molto Contrario”
Molto Contrario - Molto Favorevole


Fantetti (Candidato PDL Europa) - “Il Problema? I Sindacati”

2008/Apr/02

Alcuni appunti tratti dalle dichiarazioni di Raffaele Fantetti, Candidato PDL al Senato per la Circoscrizione Europa, al dibattito “Eppur Si Muove“, organizzato da Demos e Vision per l’1 Aprile 2008 a Londra:

- “Ho l’opportunita’ particolare di rappresentare gli italiani all’estero

- “Sono residente a Londra dal 1993

- “Ho fondato il periodico ‘Pensiero Londinese’ nel 1995

- “Non c’e’ bisogno di replicare le polemiche italiane all’estero

- “Da fuori, l’immagine dell’Italia e’ danneggiata: danneggiata dai sindacati. Il Regno Unito e’ passato per questa fase drammaticamente al tempo della Thatcher

- “In Italia i sindacati sono ancora sovrarappresentati sia nel settore
pubblico che in quello privato. E poi continua ad esserci un serio problema nella gestione della c.d. Giustizia

- “E quindi manca la meritocrazia, e aumenta la gerontocrazia

- “Il 53% degli italiani all’estero ha meno di 43 anni. Questo vuol dire
che tante forze del lavoro devono emigrare. La stessa Lanzillotta (che
avrebbe dovuto essere qui) ha visto la sua proposta di legge di
liberalizzazione dei servizi municipali bocciata dalla sua maggioranza,
perche’ andava contro gli interessi dei sindacati. I sindacati sono
ancora la base di potere del PD

-”Dall’Economist sono arrivate sempre molte, troppe critiche a Silvio Berlusconi. Non hanno mai considerato perche’ il 50% degli italiani lo vota in maniera consistente?

- “E’ curioso notare che quando Prodi era alla Commissione EU,
l’Economist lo criticava, ma in maniera ipocrita poi lo ha appoggiato
quando ha deciso di tornare ad essere Primo Ministro

- “Ad alcuni (non noi) in Italia piace dipingersi a tinte fosche, peggio di com’e’ in realta’. Non c’e’ bisogno di fare una lista di cosa e’ sbagliato a
destra o a sinistra. Il PD non puo’ fare le riforme necessarie. E’ tempo di far tornare al potere il centro-destra

- “La questione gerontocratica non e’ solo un problema di Silvio Berlusconi


Dichiarazioni di Veltroni a Radio24

2008/Mar/31

Dichiarazioni di Walter Veltroni ospite oggi di Radio24 (”Viva Voce“, 9-10AM ora italiana; domani tocca a Berlusconi, stessa ora):

(a) menziona continuamente “Destra” intendendo “PDL” in contrapposizione a “Progressisti, Democratici”

(b) dice “I leaders europei hanno la mia eta’” e fa continui riferimenti a “negli altri Paesi europei”

(c) dice “Non abbiamo l’alibi della coalizione, non siamo una melassa”. indica poi “Guardate alla sarabanda [di opinioni] sull’immigrazione, nella Destra”

(d) un po’ di accuse: “Berlusconi sull’impossibilita’ del duello televisivo in base alla legge, ha detto un falso”. “L’Italia e’ in una gelatina da 15 anni” (da Tangentopoli). “La Destra e’ stata gia’ sperimentata”. “L’immagine di Berlusconi discredita l’Italia sui giornali stranieri”.

(e) dice “A Prodi il merito del risanamento finanziario”

(f) messo finalmente di fronte a una domanda chiara cui era necessaria una risposta chiara, ha detto: “Fecondazione assistita? Occorre salvaguardare la laicita’ dello Stato, ma trovare una sintesi” (senza indicare quale)


Osservatorio sulla Campagna Elettorale

2008/Mar/27

Ricevo e rimando

-OSSERVATORIO SULLA CAMPAGNA ELETTORALE-

Il Centro d’ascolto dell’informazione radiotelevisiva insieme a RadioRadicale.it hanno lanciato il sito “Conoscere X deliberare” all’indirizzo

http://elezioni2008.radioradicale.it/

Grazie alla sinergia tra i servizi di informazione di interesse pubblico offerti dai due soggetti, ogni giorno potranno essere confrontati gli eventi della campagna elettorale, pubblicati in audiovideo nella loro integralità senza alcuna mediazione giornalistica, e la loro rappresentazione sui telegiornali.

Sarà accessibile anche il calendario, che consente di avere uno sguardo sui principali avvenimenti, e di poter ricostruire la campagna giorno per giorno.

Si potranno selezionare eventi in audiovideo e notizie dei telegiornali per ogni candidato premier, coalizione o partito politico candidato alle prossime elezioni.

Sul sito saranno accessibili anche altre risorse, tra cui il blog del Centro d’Ascolto dell’Informazione Radiotelevisiva dove vengono pubblicati giornalmente i dati sulle presenze politiche nelle trasmissioni di approfondimento con gli indici di ascolto medio ricavati dall’Auditel.

Possibile anche l’interazione da parte degli utenti, che potranno pubblicare video, interventi e segnalazioni attraverso Fai notizia, il sito di giornalismo partecipativo di Radio Radicale.

Fin dal 1976 Radio Radicale ha documentato la vita politica italiana integralmente e senza filtri. Questa linea editoriale ha consentito di rendere disponibili online su www.radioradicale.it 114.848 audiovideo, 147.066 oratori, 4.276 organizzazioni, 19.336 sedute del Parlamento, 6.501 processi.

Il Centro d’Ascolto dell’Informazione Radiotelevisiva nasce il 20 febbraio del 1981 da un’idea di Marco Pannella. Dagli inizi degli anni ‘80 ad oggi, il Centro d’ascolto ha ininterrottamente schedato e archiviato tutti i notiziari e le trasmissioni di informazione delle televisioni nazionali. Dal 2006 pubblica una rassegna video online di tutti i telegiornali delle reti televisive nazionali.


Candidatura Invisibile Rimane Nell’Ombra

2008/Mar/26

Un candidato improvvisamente caduto nell’invisibilita’ e’ stato rispolverato ieri ma non se lo e’ filato nessuno (tranne un giornale avverso). Evito di mettere il nome, non vorrei essere il solo a fare pubblicita’.

Tutto cio’ a confermare l’aria fritta di Walter V.


Bonino: Non Capisco Perche’ Non Ci Invitino

2008/Mar/25

Su RepubblicaTV, Emma Bonino ha appena dichiarato di non capire perche’, nonostante sia stata candidata nel PD con cosi’ tanti elogi, non sia ancora stata invitata, ne’ lei ne’ gli altri Radicali candidati nel PD stesso, ad alcuna iniziativa di campagna elettorale in comune.

Parafrasandola: interessano a qualcuno, i voti Radicali? E’ davvero cosi’ “urticante”, lottare per i diritti civili?

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E aggiungo io: siamo sicuri che Veltroni abbia interesse a vincere?


Un Parlamento di Esecutori

2008/Mar/12

Arturo Diaconale, liberale e Direttore de L’Opinione, questa sera a “La Zanzara” a proposito delle elezioni: “sara’ un Parlamento di Esecutori“. “La rappresentanza parlamentare non e’ piu’ un’eccellenza“. “I Parlamentari non conteranno niente“.

A parte il piccolo manipolo di eletti dall’estero (dove ci sono le preferenze), naturalmente…


Urgente: Radicali e Non, Firmate l’Appello per Marco Pannella

2008/Mar/09
Ricevo e rimando: 
Nelle settimane scorse i radicali si sono rivolti pubblicamente a Walter Veltroni e al Partito Democratico affinché accettassero la presentazione di una Lista Radicale - Emma Bonino a sostegno della sua candidatura alla Presidenza del Consiglio, come peraltro è avvenuto nel 2006 con la presentazione della lista della Rosa nel Pugno, risultata poi decisiva per la vittoria di Romano Prodi e la sconfitta di Silvio Berlusconi. Il Partito Democratico ha rifiutato questa proposta ed ha, in alternativa, offerto “l’elezione” - che con l’attuale antidemocratica legge elettorale (il “porcellum”) equivale a una nomina - di 9 parlamentari radicali nelle Liste del Partito Democratico, ponendo peraltro il veto sulle candidature di Marco Pannella, di Sergio D’Elia e di Silvio Viale. L’offerta è stata fatta pubblicamente dal Partito Democratico, e pubblicamente è stata accettata dai radicali, da Emma Bonino e, all’unanimità, dagli organi dirigenti dei soggetti politici dell’area radicale.
Si apprende ora che questo patto, questo accordo pubblico, non viene rispettato dal Partito Democratico nella composizione delle liste elettorali. Per questo sosteniamo l’iniziativa che avviata da Marco Pannella con lo sciopero della sete che ha come obiettivo, anzitutto, l’affermazione del grande valore sociale, civile, morale, del rispetto della “parola data”, della verità e dell’onestà nei rapporti umani, civili e politici.
PANNELLA: QUARTO GIORNO DI SCIOPERO TOTALE DELLA FAME E DELLA SETE
IL COLLEGIO MEDICO SOSPENDE LE PRESTAZIONI ASSISTENZIALI.
Roma, 9 marzo 2008 -
Bollettino medico delle ore 12.40
Nonostante le allarmanti indicazioni degli esami ematochimici effettuati ieri, l’on. Pannella non ha ancora ripreso ad alimentarsi, né ha accettato di sottoporsi a terapie mediche. Questa mattina ha effettuato nuovi esami di laboratorio che hanno consentito di registrare il previsto, ovvio, ulteriore peggioramento dei parametri di funzionalità renale (azotemia di 126 mg/dl, creatinina 1.34 mg/dl) comparabile a quella che nel gennaio 2007, portò alla necrosi tubulare acuta.
Il Collegio Medico, dopo aver nuovamente comunicato al paziente l’elevatissimo rischio che la sofferenza renale, presente da ormai più di 24 ore, divenga irreversibile,comunica di non avere altra indicazione da fornire, se non quella di riprendere immediatamente l’assunzione di liquidi e di sottoporsi a terapia intensiva reidratante, per l’attuazione della quale si reso disponibile. Non accettando il paziente tali indicazioni, il Collegio Medico non ravvede invece l’utilità di ulteriori altre prestazioni assistenziali e declina pertanto da ora ogni responsabilità professionale.
Prof. Claudio Santini, Direttore UOC Medicina interna – Ospedale Vannini – Roma;
Prof. Gerardo Ansatone, Direttore UOC Cardiologia – Ospedale Vannini – Roma;
Prof. Giovanni Stirati, Direttore Uoc Nefrologia, Università La Sapienza – Roma;
Prof. Gianni Testa, Direttore Uoc Anestesia Rianimazione, Ospedale Vannini – Roma.

Una, Cento, Mille Emma Bonino

2008/Mar/08

Il Partito Democratico ha almeno in teoria deciso di correre con i Radicali. E viceversa. Ma l’unico vero interesse di Veltroni era ed e’ estremamente specifico, e riguarda Emma Bonino.

Fosse stata verde, rifondaiola, pidiellina, casinista, mastelliana o anche finiota, l’avrebbero cercata lo stesso (fosse stata santanchiese non lo so, forse sarebbe stato troppo).

Saranno stupidi, ma non al punto di perdere l’occasione di assicurarsi che almeno uno dei Ministri della Repubblica sappia cos’e’ la serieta’, cosa significa e come si lavora sodo, come si fa ad essere concreti ma non pessimisti, e come si costruisce una ottima reputazione in giro per il mondo al di la’ dei governi-farsa e del prosciutto senatoriale.

Sono sicuro che il 99% della dirigenza PD vede (all’indicativo, non al congiuntivo!!) la radicalita’ di Emma Bonino come un peso di cui farebbero a meno oggi stesso, se potessero: dimostrando insomma di non capire che l’una natura (di Radicale) e l’altra (di persona seria) non sono scindibili.

Fossero davvero intelligenti (ma quelli, non lo saranno mai) si chiederebbero se RI non contenga altre persone serie, che lavorano sodo, etc etc. Insomma si chiederebbero, se RI ha attratto una Bonino, quante/quanti altre persone cosi’ ci saranno?

E invece stanno li’ con i loro baffetti, la loro allampanatura, o il loro sguardo da Jar Jar Binks, a dividersi la torta e ingannare il loro elettorato, come ai tempi quando sognavano i Cosacchi abbeverare i cavalli in Piazza S. Pietro…

…prova ne sia il fatto che fra tutte le fesserie che potevano mai pensare, hanno rischiato, con i loro patti traditi e i fax firmati incrociando le dita dietro la schiena, che proprio il loro Primo e Unico Obiettivo (Emma) facesse una figuraccia incredibile, e neanche per colpa sua, agli occhi di tutto il mondo di Radicali Italiani.


Come Garantire Nove Eletti Radicali nel PD

2008/Mar/07

Esiste una soluzione perfettamente lecita per ottenere la certezza che tutti e 9 i Radicali nelle liste PD vengano eletti.

Basta che, in caso di mancanza di voti sufficienti, quelli in lista prima di ciascun Radicale “rinuncino”.

Cosi’ per esempio se in Toscana il PD riesce ad eleggere SETTE Senatori e Perduca e’ numero OTTO in lista, basta che UNO degli eletti si faccia da parte.

Oppure se in Friuli c’e’ UN solo eletto alla Camera e la Farina Coscioni e’ numero QUATTRO, i TRE che la precedono in lista rinuncino.

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Questa soluzione, che andrebbe fatta approvare al compagno Walter, salva la faccia a tutti ma proprio tutti, anche a Franceschini titubante a Otto-e-mezzo.

L’accordo viene rispettato, i “pacta sunt servati”, gli eletti ci sono, etc etc


Famiglia Cristiana vs. Silvio Berlusconi

2008/Mar/05

Avendo mangiato e digerito il Partito Democratico (chi l’avrebbe mai detto?), secondo partito cattolico dopo l’UDC, ecco il mondo clericale italiano andare all’attacco del PDL e di Silvio Berlusconi reo di comandare un partito che “non ha una posizione ufficiale su molti temi di rilevanza etica e lascia tutto alla libertà di coscienza dei singoli” (esagerato!).

In base a quanto riporta La Repubblica:

La libertà di coscienza, per il settimanale dei Paolini, “deve essere considerata extrema ratio, non una limitazione della responsabilità e un depotenziamento della politica“. Invocare la libertà di coscienza mettendo a tacere il dibattito “mortifica” i candidati cattolici del Pdl. Si corre il rischio che “per una sorta di panteismo onnipotente del leader” nel Pdl si evitino i temi che hanno a che fare “con il bene comune e la dottrina sociale della Chiesa“. Per esempio, chiede Famiglia cristiana, cosa dicono i cattolici del Pdl “sulla presenza nelle liste elettorali di inquisiti e condannati?

E che diranno, i cattolici del PDL? Diranno quello che pare loro, mi sembra chiaro. Sono liberi di farlo, che lo facciano pure Come fanno a essere “mortificati” dal fatto che altre persone la pensino diversamente da loro?

E che pretendono, a Famiglia Cristiana, il Pensiero Unico??? Anzi, fossero tutti come il PDL, i partiti politici!!!

La liberta’ di coscienza, cari Paolini, e’ tutto, non l’extrema ratio. D’altronde: senza liberta’, non c’e’ peccato. Non penso di essere il primo a dirlo.


Impietosa Disanima delle Candidature PD

2008/Mar/05

Nani e ballerine

[...] E pensare che c’è chi aveva fatto un passo indietro (da Prodi, a Visco, ad Amato) perchè servivano “facce nuove”. Ma adesso ci ritroviamo nei collegi blindati una sequela di “figli di”, “mogli di”, grigi addetti stampa e portavoce, sconosciute segretarie, collaboratori vari e capi segreteria. Il sottobosco che fino a ieri sgomitava nelle retrovie delle Repubblica, avrà presto il suo posto al sole. Camera o Senato, il risultato è lo stesso. Su La Stampa Fabio Martini la chiama “valorizzazione senza precedenti degli staff”. E anche l’asso nella manica calato da Walter, il falco di Confindustria Massimo Calearo, catalizza una sequela di mugugni. [...]


PD: Peccato Cardinale

2008/Mar/04

La Prova dei 9 - Quando il Gioco Si Fa Duro…

2008/Mar/04

Non sono interessato a fare la figura del fesso (nel senso di quello che c’aveva ragione).

Quanto e’ successo fra ieri e oggi, con il pusillanime tentativo di fare le scarpe a quasi tutti i candidati Radicali nelle liste PD, non e’ che la prova del fatto che chi corre con il PD, deve far parte del PD.

L’errore se c’e’ stato e’ stato quello di permettere al PD di pubblicare le liste senza che queste venissero approvate almeno da Emma Bonino, che e’ a tutti gli effetti candidata a Ministro della Repubblica.

Ma qualcuno pensa davvero che quelle liste non siano state pre-viste da tutto il vertice del PD? Quello stesso vertice cosi’ innamorato delle candidature-spot, da Colaninno Jr alla Madia a Calearo?

E insomma! Se devono metterci parola Walter, Massimo, Piero, Francesco…che si chieda l’opinione anche ad Emma!!!

Oppure, si dica chiaramente che i Radicali del PD sono una specie di sub-umani.

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Per fortuna di tutti, e soprattutto del PD, non faccio parte dei 9.

Ma se lo fossi, in questo momento starei montando un casino tremendo. E non mi fermerei dopo che il Lider Maximo, con somma magnanimita’, mi concedesse posizioni migliori per una o due o tutti i candidati.

Quando c’e’ da trattare con un politico educato alle Botteghe Oscure…”statevi accuorti”!!


Calearo nel PD

2008/Mar/03

A un piatto di pasta, e a una candidatura blindata al Parlamento specialmente come capolista, e’ difficile dire di no.