Il Papa Ai Vescovi: State Lontani Dai Dettagli Della Politica

2009/Ott/28

Un messaggio molto forte e chiaro, quello di Benedetto XVI…se non fosse che i Vescovi italiani, che ne avrebbero tanto bisogno, probabilmente non saranno molto recettivi, adducendo chissa’ anche difficolta’ con la lingua inglese…

Ecco quello che ha riferito IN INGLESE l’agenzia di stampa Zenit riguardo il discorso del Papa al pranzo con i partecipanti del recente Sinodo della Chiesa Africana (mia traduzione):

IL PAPA AI VESCOVI: SIATE REALISTICI, NON TROPPO POLITICI

[...] la dimensione politica e’ anche molto reale, perche’ senza realizzazioni poltiche, queste nuove cose dello Spirito non vengono realizzate in maniera diffusa [...] la tentazione avrebbe potutto essere politicizzare il tema (del Sinodo) parlare meno del lavoro pastorale e piu’ della politica, con una competenza che non e’ nostra

[...] il giusto mezzo significa da una parte essere davvero in contatto con la realita’ )delle cose), attenti a parlare di quello che e’, e, dall’altra parte, a non cadere in (discussioni riguardo i) dettagli delle soluzioni politiche [...]

Ecco invece quello che ha riferito IN ITALIANO la stessa Zenit riguardo lo stesso discorso del Papa allo stesso pranzo con gli stessi partecipanti dello stesso Sinodo di cui sopra:

BENEDETTO XVI: IL SINODO HA FATTO UN BUON LAVORO

[...] Il tema “Riconciliazione, giustizia e pace” implica certamente una forte dimensione politica, anche se è evidente che riconciliazione, giustizia e pace non sono possibili senza una profonda purificazione del cuore [...]

la tentazione poteva essere di politicizzare il tema, di parlare meno da pastori e più da politici, con una competenza, così, che non è la nostra [...]

questa mediazione comporta, da una parte essere realmente legati alla realtà, attenti a parlare di quanto c’è, e dall’altra non cadere in soluzioni tecnicamente politiche [...]

Si potra’ dire che il discorso in italiano e’ probabilmente quello originale pronunciato dal Papa…ma allora perche’ prendersi la briga di sottolineare nell’articolo in inglese questo equilibrio della “politica episcopale si’ ma non troppa”?


Straordinario Successo a Oxford per il Dibattito ‘Mezzi di Comunicazione e Democrazia in Italia’

2009/Ott/23

(originariamente apparso su ItaliaChiamaItalia)

Londra – Grandissima partecipazione di pubblico il pomeriggio del 21 ottobre a Oxford, nella sala del Taylorian Institute, per il convegno/dibattito “Mezzi di comunicazione e Democrazia in Italia – Quale Liberta’? E di chi? – Berlusconi e il caso delle dieci domande di Repubblica”.

Il convegno, organizzato dal Programma “Axess” su Giornalismo e Democrazia, ha visto la partecipazione del Prof. Mark Donovan, docente di Storia della Politica Italiana all’Universita’ di Cardiff; di Enrico Franceschini, corrispondente de La Repubblica da Londra; il Prof. Andrea Biondi, segretario della sezione PD di Londra; presente anche Maurizio Morabito, corrispondente da Londra di Italiachiamaitalia.com, in qualita’ di Addetto Stampa della Costituente del PdL sempre a Londra.

In un’atmosfera di dibattito via via piu’ acceso ma mai sopra le righe, il Prof. Donovan ha illustrato la situazione politica italiana in termini anche di liberta’ di stampa con dovizia di particolari e un equilibrio fra le due parti avverse davvero fuori dal comune. Dal canto suo Franceschini ha descritto qual e’ la posizione de La Repubblica, e come secondo lui seppur l’Italia non sia una dittatura, l’attivita’ politica di Berlusconi sia diventata un impedimento per tutti.

Morabito ha quindi sottolineato come il problema della liberta’ di espressione in Italia, anche secondo quanto riportato da studi internazionali come quello di Freedom House, precede e va ben al di la’ del conflitto di interessi di Silvio Berlusconi, e se c’e’ qualcosa da cambiare sono le leggi riguardanti la diffamazione a mezzo stampa e non solo, al momento troppo restrittive. Infine il Prof. Biondi ha sottolineato l’anomalia della situazione italiana, dove il potere politico e quello mediatico periodicamente coincidono.

E’ toccato quindi agli interventi dal pubblico, in una sala gremita ai limiti della capienza da decine di persone. Fra le domande piu’ interessanti, da segnalare quelle riguardo il perche’ il giornalismo italiano non si sia mai sviluppato come “terza forza” indipendente; e perche’ Berlusconi abbia una pessima reputazione all’estero. E fra i punti di maggiore contesa, il paragone fatto da alcuni fra l’Italia e la Russia, e il perche’ Berlusconi non abbia ancora risposto alle dieci domande di Repubblica (che poi in realta’ sono venti).

A conclusione della serata, l’Axess ha offerto la cena all’interno del prestigioso Christchurch College, in un’atmosfera sempre rilassata dove l’unico punto di assoluto disaccordo ha riguardato l’eventuale danno che il comportamento del Primo Ministro starebbe o non starebbe facendo alle Istituzioni della Repubblica.

Sulla base del successo della manifestazione, verranno quasi sicuramente organizzati ulteriori incontri su temi similari.


E adesso Berlusconi e’ il Presidente del Consiglio di tutti (ma proprio tutti)

2009/Ott/14

(articolo originariamente apparso su ItaliaChiamaItalia)

E’ necessario esprimere il proprio appoggio e solidarietà al Presidente Berlusconi, dopo la sentenza della Corte Costituzionale sul “Lodo Alfano” il 7 ottobre scorso? In realtà, sembra quasi superfluo. Per una serie di motivi:

(1) Tale sentenza, apparsa su tutti i giornali, spesso in prima pagina, e in tutti i canali radiotelevisivi, sia in Italia che all’estero (ha occupato il “ticker” di Sky News in Gran Bretagna per un po’ di ore), ha reso ormai il Presidente del Consiglio popolarmente noto a livello mondiale alla pari di Barack Obama, un vero e proprio “fenomeno culturale” dei nostri tempi. E vista la sua longevita’ politica (il doppio, ormai, degli otto anni max concessi all’inquilino della Casa Bianca), c’e’ da chiedersi se questi anni saranno ricordati in futuro, in tutto il mondo, davvero come “L’Eta’ di Berlusconi”.

(2) La sibillina sentenza della Corte Costituzionale (che bisogna augurarsi in futuro senta il bisogno se non la necessita’ di usare la piu’ limpida chiarezza) ha purtroppo emarginato la posizione del Presidente della Repubblica, il cui giudizio in materia costituzionale è stato duramente bocciato dalla Consulta a pochi giorni dalle accuse di “viltà” riguardo la firma sullo scudo fiscale. Tutto cio’ non puo’ che polarizzare ulteriormente lo scenario politico nazionale, a tutto vantaggio appunto del Presidente Berlusconi.

(3) Le reazioni al limite dello scandalizzato da parte di tanta stampa contro le parole di fuoco pronunciate dal Presidente del Consiglio riguardo lo “sputtanamento”, rivelano in ultima analisi sia l’incapacita’ da parte di tale stampa di ricevere invece che solo dare critiche, come se si trattasse di Lesa Maesta’ nei confronti del Quarto Potere; sia l’impegno politico che caratterizza la “linea narrativa giornalistica” piu’ alla moda dei nostri tempi, con il “mostro” Silvio cui rispondere sul piano, appunto, politico invece che professionale.

(4) Infine, nei confronti del Presidente Berlusconi si e’ levato fin dall’indomani della sentenza della Corte Costituzionale un coro di appelli affinche’ non si dimetta, anche e soprattutto dalla opposizione (persino Di Pietro si e’ rifugiato in un timidissimo richiamo strettamente “tecnico, non politico”): un comportamento che ribadisce una volta di piu’ come non ci sia alternativa alcuna all’attuale Governo.

E allora speriamo che finalmente ci si renda conto di una semplicissima verita’ di ogni democrazia liberale come quella italiana: e cioe’ di come Berlusconi sia, davvero, il Presidente di tutti (ma proprio tutti).


Berlusconi lo Sfacciato. A difesa del Primo Ministro italiano – di William Ward

2009/Ott/13

(articolo originariamente apparso su ItaliaChiamaItalia)

Newsweek di questa settimana pubblica una “difesa di Berlusconi” (in inglese).

Qui di seguito, ItaliachiamaItalia vi propone la traduzione a cura di Maurizio Morabito, connazionale residente nel Regno Unito.

Fra le infinite esasperazioni da parte di commentatori stranieri, una consistente maggioranza di elettori italiani continua ad ignorare i loro rimproveri e i loro allarmi circa il Primo Ministro Silvio Berlusconi. Ma comunque bizzarre le sue dichiarazioni pubbliche, e comunque non-politicamente-corretta la sua vita privata, sulla scena politica gli italiani continuano a preferire questo coriaceo Don Giovanni di 73 anni a chiunque altro.

Strana come possa sembrare questa preferenza ad estranei, ci sono diversi motivi molto italiani per il continuo potere politico interno di Berlusconi. Per cominciare, i politici italiani hanno una lunga tradizione di nascondere agli elettori la loro vita privata e i loro subdoli accordi. Il risultato e’ che le persone raramente sanno per cosa stiano votando. Prima del 1993 (l’inizio dell’era Berlusconi) coalizioni su coalizioni continuavano a succedersi, e da allora a oggi la debolezza della sinistra ha portato ambiguità nella sua linea politica (a parte la sua opposizione a Berlusconi). Con lui, almeno, quello che vedi è quello che è. Anzi, si potrebbe dire che la sua virtù più grande sia il fatto che i suoi vizi siano così chiaramente e spudoratamente in mostra.

Mentre i suoi avversari possono disprezzare il cattivo gusto dimostrato dal personaggio pubblico che è il Primo Ministro (gli abiti sgargianti, la petulanza, gli indelicati commenti riguardo altri leader mondiali) e la sua noiosa auto-glorificazione (si e’ paragonato a Napoleone e Gesù), gli elettori italiani hanno, in tre elezioni, scelto quanto ben conoscono invece che i suoi avversari a sinistra, grigi e affaticati.

Non è solo una questione di capacità mediatica; gli italiani apprezzano anche il suo lavoro duro come politico attento al dettaglio, e come stratega elettorale. Berlusconi non solo ha reso lodevolmente chiaro il suo piano antiburocratico e favorevole al “business”, in un Paese dove non esistono Manifesti di Partito, ma ha anche messo insieme una efficace coalizione fatta da elementi disparati, a volte ostili fra di loro, nel centro-destra. Nessun altro politico conservatore ha avuto la pazienza, l’astuzia, o il carisma per fare lo stesso. E questa capacità di tenere insieme una coalizione ha dato i suoi frutti. Berlusconi è il solo Premier del dopoguerra italiano ad aver governato per una durata totale di cinque anni. Che non è solo un record, ma ha anche contribuito alla stabilità dell’Italia e alla sua coerenza.

Questo aiuta a spiegare perché, nonostante una lunga campagna estiva da parte della stampa di sinistra (che include tre dei primi quattro quotidiani d’Italia, uno dei suoi due maggiori periodici, e due dei sette canali televisivi nazionali) e volta a esporre le sue “prodezze” con ragazze squillo e stelline minorenni, secondo i sondaggi gli italiani a maggioranza hanno deciso che a loro tutto cio’ non importa, e continuano dunque a concedergli il “beneficio del dubbio”.

E consente inoltre di spiegare la persistente disponibilità degli italiani a tollerare i suoi altri difetti. Sì, Berlusconi tenta in modo grossolano e miope di mettere a tacere i suoi avversari, e di mettere in evidenza i suoi successi sui mezzi di comunicazione di massa – compresi i tre canali TV di sua proprietà, quelli di proprietà dello Stato a da lui quindi controllati come Primo Ministro, il suo quotidiano e il suo periodico. Ma in questo è solo l’erede di una ben consolidata tradizione italiana. Basta esaminare vecchie registrazioni dai canali statali RAI, quando la sinistra era al potere, per notare un comportamento molto simile.

Che dire allora delle accuse che Berlusconi abbia giocato al limite e oltre il limite della Legge quando stava costruendo il suo impero commerciale? E del suo impegno come Primo Ministro per abbreviare i termini di prescrizione dei reati e di concedere l’immunità a se stesso nei confronti di tai accuse (un tentativo spettacolarmente rovesciato dalla Corte Costituzionale) ? L’immunità in sé non era così insolita; molte altre democrazie europee la concedono ai loro leader, almeno per il periodo durante il quale sono in carica. E sì, è possibile che il Primo Ministro non abbia esattamente seguito vie strettamente legali. Ma le suoi frequenti denunce che i Magistrati in Italia (un gruppo molto politicizzato e a schiacciante maggioranza di sinistra) lo stiano perseguitando non sono del tutto irragionevoli. Qualsiasi osservatore spassionato del tempo che certi giudici-crociati dedicano a Berlusconi, e la poca attenzione che sembrano concedere ai suoi
numerosi rivali in affari, è sufficiente a convincere molti italiani che sotto sotto qualcosa di strano ci sia davvero.

E quindi gli italiani continuano a sostenere Berlusconi, che rende chiaro cosa pensa ed è lodevolmente diretto nel suo astuto modo di fare. Una figura polarizzante e divisiva non è necessariamente una cosa negativa in un Paese dove i partiti politici hanno tradizionalmente fatto i loro accordi a porte chiuse. Se i Giudici in Italia ora riuscissero a farlo dimettere, andrebbero contro almeno la metà degli elettori italiani. E una lotta costituzionale è l’ultima cosa di cui ha bisogno l’Italia in un periodo di crisi.

William Ward è un giornalista che si occupa dell’Italia dal Regno Unito, corrispondente da Londra per Panorama e Il Foglio.


Testo Tuttofare Sul Lodo Alfano

2009/Ott/05

Se la Corte Costituzionale approvera’/annullera’ il Lodo Alfano, sara’ un gran giorno/un disastro completo per la democrazia italiana e l’inizio di una nuova era di prosperita’/la fine del mondo.

(cancellare la dicitura che non interessa)


Quando La Politica E’ Fatta In TV…

2009/Ott/01

la migliore analisi politica e’ fatta dai critici televisivi

Chi comanda il gioco è Berlusconi: la sinistra si limita a viverlo come una osses­sione, ad attaccarlo, a suggellare in tv la propria subalternità.


Suicidio Assistito – Le Domande Per I Cittadini Britannici (In Italiano)

2009/Set/23

Di seguito la traduzione dei “fattori di scelta” fra cui possono da oggi scegliere i Cittadini del Regno Unito nella Consultazione sul Suicidio Assistito promossa dal Procuratore Generale.

Andando all’apposito sito web, e’ possibile scaricare un file Word dove al pubblico e’ richiesto di indicare quali fattori siano ritenuti i piu’ importanti nella scelta se portare o no avanti l’azione penale contro chi aiuti un suicidio (ricordiamo che in Gran Bretagna non c’e’ l’obbligatorieta’, dell’azione penale):

(“vittima“: il suicida; “sospetto“: chi ha aiutato il suicida)

FATTORI AGGRAVANTI

(1) La vittima era sotto i 18 anni di età.

(2) La capacità della vittima di prendere una decisione ponderata era stata compromessa da riconosciute malattie mentali o difficoltà di apprendimento.

(3) La vittima non aveva un chiaro, stabilito e informato desiderio di suicidarsi, per esempio, la storia della vittima suggerisce che il suo desiderio di suicidio era temporaneo o soggetto a cambiamenti

(4) La vittima non aveva indicato in modo inequivocabile al sospetto che lui o lei voleva suicidarsi

(5) La vittima non aveva chiesto personalmente di sua iniziativa l’assistenza del sospetto

(6) La vittima non aveva:

> Una malattia terminale, oppure
> Una disabilità fisica grave e incurabile, o
> Una condizione fisica degenerativa grave

da cui non vi era alcuna possibilità di recupero.

(7) Il sospetto non e’ stato completamento motivato da compassione, per esempio, e’ stato motivato dalla prospettiva che egli/ella o una persona con cui e’ strettamente collegato/a avrebbe avuto un qualche vantaggio dalla morte della vittima.

(8) Il sospetto aveva convinto, fatto pressioni o maliziosamente incoraggiato la vittima a commettere il suicidio, o aveva esercitato un’influenza impropria nel processo decisionale della vittima, e non aveva adottato misure ragionevoli per garantire che qualsiasi altra persona che non l’avesse fatto.

(9) La vittima era fisicamente in grado di commettere da sola l’atto compiuto dal sospetto per aiutarla a suicidarsi.

(10) Il sospetto non era il coniuge, il partner o un parente stretto o non aveva un rapporto stretto e personale di amicizia con la vittima.

(11) Il sospetto era sconosciuto alla vittima e l’aveva assistita a commettere suicidio fornendo specifiche informazioni via, per esempio, un sito web o una pubblicazione.

(12) Il sospetto aveva fornito assistenza a più di una vittima senza che queste si conoscessero l’un l’altro.

(13) Il sospettato ha ricevuto una ricompensa dalla vittima o da persone a quella vicine per la sua assistenza.

(14) Il sospetto si era occupato della vittima in un ambiente come una casa di riposo.

(15) Il sospetto era consapevole che la vittima aveva pianificato di suicidarsi in un luogo pubblico in cui era ragionevole pensare che membri del pubblico potessero essere presenti.

(16) Il sospettato era/e’ membro di un’organizzazione o di un gruppo, il cui obiettivo principale è quello di fornire un ambiente / le condizioni (a pagamento o meno) in cui per consentire un altro a commettere suicidio.

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FATTORI ATTENUANTI

(1) La vittima aveva un chiaro, stabilito e informato desiderio di suicidarsi

(2) La vittima aveva indicato in modo inequivocabile al sospetto che lui o lei voleva suicidarsi

(3) La vittima aveva chiesto personalmente di sua iniziativa l’assistenza del sospetto

(4) La vittima aveva:

> Una malattia terminale, oppure
> Una disabilità fisica grave e incurabile, o
> Una condizione fisica degenerativa grave

da cui non vi era alcuna possibilità di recupero.

(5) Il sospettato e’ stato interamente motivato da compassione.

(6) Il sospetto era il coniuge, il partner o un parente stretto o un amico intimo della vittima, nel contesto di un rapporto di mutuo sostegno di lunga durata.

(7) Le azioni del sospetto, anche se sufficiente per rientrare nella definizione del reato, sono state solo di assistenza o influenza minore, o l’assistenza che la il sospetto ha fornito erano conseguenza del suo abituale lavoro regolare.

(8) La vittima non era fisicamente in grado di commettere da sola l’atto compiuto dal sospetto per aiutarla a suicidarsi

(9) Il sospetto ha cercato di dissuadere la vittima dall’intraprendere la linea d’azione che ha portato al suo suicidio.

(10) La vittima aveva preso in considerazione e seguito in misura ragionevole trattamento e opzioni di cura riconosciuti.

(11) La vittima aveva in precedenza tentato il suicidio ed era probabile che provasse di nuovo.

(12) Le azioni del sospetto possono essere pensate come aiuto riluttante di fronte di una volontà determinata da parte della vittima di suicidarsi.

(13) Il sospetto ha pienamente assistito la polizia nelle indagini sulle circostanze del suicidio o del tentativo e sulla sua parte nel fornire assistenza.


Nuove Picconature Contro L’Idea Che Il Problema Della Liberta’ Di Informazione In Italia Sia Berlusconi

2009/Set/09

Franceschini Cura Te Ipsum

2009/Set/07

Nuova settimana, nuove stupidaggini dalla dirigenza (d minuscola) del PD. Tocca a Franceschini:

(Berlusconi) ricorda da vicino il fascismo con questi attacchi alla libertà di stampa

Di ben altra caratura un articolo di Emilio Gentile sul Domenicale del Sole24Ore del 15 giugno 2008 (“L’eredita’? Nei partiti“), dove si fa una sincera disanima di come sia sopravvissuto il fascismo all’avvento della Repubblica Italiana con una serie di citazione fulminanti. Cominciamo da Guido De Ruggiero, da uno scritto del 1946:

[Il fascismo non aveva creato il conformismo, ma l'aveva aggravato] rendendo obbligatoria e coattiva una tendenza che gia’ spontaneamente si affermava vittoriosa. La democrazia, che oggi succede al fascismo, non porta un rimedio a quel male, ma ne racchiude in se’ gli stessi germi [...] i partiti [conservano] in se’ tracce indelebili del “Partito”, nelle sue gerarchie, nelle sue omerta’, nelle sue intolleranze

Come puo’ essere descritto lo “stile politico del fascismo” che ha attraversato praticamente inadulterato un bel numero di decenni? Usando le parole di “Risorgimento Liberale”, del 1945:

la intolleranza, la sopraffazione, l’accettazione supina della mistica di partito con il relativo corollario del fine che giustifica i mezzi, la tendenza di certi movimenti a costituirsi come stati nello Stato e ad agire come gli eserciti in territorio occupato, che hanno come sola legge la propria necessita’

Mario Ferrara scriveva nel 1949:

Anche per coloro che si dicono democratici e liberali il Partito e’ diventato un mondo chiuso e tirannico del quale non si pio’ fare a meno e in nome del quale si abdica a ogni dignita’ morale e, talora, alla dignita’ umana pura e semplice

E quanta fantasia ci vuole per ritrovare tutto quanto sopra nel Partito Democratico? Poca, anzi zero…


Immigrazione E Laicita’ Positiva

2009/Lug/30

L’idea della “laicita’ positiva” rilanciata su Fare Futuro da Andrea Verde la comprendo.

Alla fine della fiera, qualunque movimento migratorio che diventi poi stanziale deve farsi assimilare/essere assimilato dalla societa’ ospite (a meno che non risulti da un’opera di conquista). E tenere le comunita’ separate, illudendosi che i turchi in Germania siano solo “di passaggio” dopo tre generazioni, o che non importi che fra gli indiani di Slough vicino Londra sia possibile vivere senza parlare una sola parola d’inglese, serve solo a ritardare l’inevitabile.

La soluzione francese pero’ la vedo come soluzione…francese. Dove altro al mondo sarebbe possibile imbastire un processo basato sulla sostituzione dello Stato alla religione (a quella cattolica, evidentemente) se non la’ dove a un certo punto c’erano i mesi del Brumaire e del Messidor? La stessa nazione e societa’ capace di tirar fuori la Commune, Gambetta e Bernadette di Lourdes nello spazio di pochissimi anni (e non parliamo neanche di quella Rivoluzione di cui come si sa e’ ancora troppo presto per comprenderne le conseguenze).

In Italia (che soffre ancora del famigerato tentativo dei Savoia di copiare le istituzioni francesi) bisogna trovare una soluzione italiana. Le premesse ci sarebbero pure, e perche’ no, visto che la “paura del diverso” nel Regno Unito si manifesta nei nazisti del BNP, in Francia nella cattiveria xenofoba di Le Pen, e in Italia invece nella Lega che vuole convincere i milanesi a considerarsi alla stregua degli anziani e delle donne incinte, e gli italiani a far finta di essere indiani pronti per le riserve.

Chiedere agli italiani di seguire le proprie regole mi sembra un obiettivo troppo ambizioso. Un modo per andare avanti invece potrebbe essere quello che Giulio Busi descrive sul Domenicale del Sole24Ore del 15 marzo scorso: “L’Europa illuminata dovrebbe, una volta per tutte, rinunciare a definire, oltre a se stessa, anche il proprio interlocutore, attribuendogli d’ufficio fisionomia, motivazioni, errori e offrendogli percorsi di riscatto.[...] Se dev’essere un dialogo, cerchiamo innanzitutto di fare abbastanza silenzio per sentire se qualche voce viene anche dall’altra parte“.

Un “modello francese” insomma che pero’ abbia il coraggio e si conceda il lusso di accogliere idee che sono diverse finche’ non diventano anch’esse condivise. Invece di tracciare linee di confine nella sabbia e trincerarsi dietro di esse, sarebbe molto piu’ utile essere se stessi e non aver paura di perdersi.


All’Armi Siam Dipietristi!

2009/Lug/12

(originariamente pubblicato su ItaliaChiamaItalia il 10 luglio)

In che cosa crede Antonio Di Pietro? E’ quanto viene da chiedersi mentre ci guarda dal paginone acquistato sull’International Herald Tribune del 9 luglio (“Appello alla Comunita’ Internazionale – La Democrazia e’ in pericolo in Italia“). E con quale obiettivo ha deciso di “alzare la posta” riguardo il Lodo Alfano rivolgendosi “urbi et orbi”?

Dunque cominciamo. Possiamo essere sicuri che l’on. Di Pietro non crede (niente congiuntivo) nel Governo. Come ripete ormai spesso, lo considera “regime piduista fascista razzista”. Di Pietro non crede neanche nel Parlamento (d’altronde, se pensa che in Italia ci sia un “regime”, che senso avrebbe?), perche’ di indignazioni l’ex-Magistrato se ne riempie la bocca ma poi in materia di proposte di legge concrete e fattibili non brilla certo per iniziativa.

L’on. Di Pietro non crede neanche nei Giudici e nella Giustizia. Ci avesse creduto di piu’, probabilmente non sarebbe passato da uno dei Poteri dello Stato a un altro, fondando addirittura il suo Partito. La sua fiducia nella Magistratura italiana e’ cosi’ bassa, da aver fatto recentemente ricorso alla immunita’ parlamentare europea, invece di provare la sua innocenza che tutti dichiarano palese. E come non notare che anche De Magistris, novello parlamentare europeo dell’IdV, continua a ripetere che come giudice non lo hanno fatto lavorare? Suggerendo, appunto, che la Giustizia in Italia non funziona piu’ (a parte, forse, quando insegue Silvio Berlusconi).

Il fondatore dell’Italia dei Valori non crede neanche piu’ nella Presidenza della Repubblica, dove Giorgio Napolitano, un leader internazionalmente riconosciuto come appena sancito dal Presidente Obama, viene ripetutamente liquidato dall’on. Di Pietro con frasi poco gentili, come “a volte il suo giudizio ci appare poco da arbitro e poco da terzo” (seguito da un famoso “il silenzio e’ mafioso” poi frettolosamente ritrattato); e “[c'e'] un golpe e Napolitano usa la piuma”. Tanto per dirne due.

Quanto sta accadendo in questi giorni rivela anche che l’on. Di Pietro non crede nella Corte Costituzionale. Non e’ solo un problema legato alla “cena galeotta e carbonara” di Manzella e Paolo Maria Napolitano (ma i Carbonari si facevano davvero beccare a cena da estranei?). La Corte Costituzionale, che dovra’ giudicare entro alcuni mesi sul Lodo Alfano, e’ composta da quindici giudici, e si puo’ anche dubitare sul significato e l’efficacia di un eventuale tentativo di influenzare le decisioni di appena due di essi, peraltro gia’ noti esponenti della parte politica del premier Berlusconi.

L’on. Di Pietro non crede neanche negli elettori italiani. E’ stata appena fatta una nuova tornata elettorale, e francamente solo in Italia ottenere il favore dell’ 8% dell’elettorato (una persona su tredici, anzi considerato il numero di votanti una persona su venti) viene considerato un successo. In altre realta’ qualcuno si sarebbe reso conto che non sono certo quelli i numeri per andare al Governo, e quindi il futuro per chi crede davvero nelle proprie idee sarebbe il confluire in una formazione politica piu’ grande. Ma per l’on. Di Pietro queste cose sicuramente sono quisquilie di scarsa importanza, visto che lui sta difendendo la Democrazia (e gli elettori si sono fatti imbonire dal monopolio radiotelevisivo del Primo Ministro). Non aveva annunciato un referendum per abrogare il Lodo Alfano, qualora questo venisse approvato dalla Corte Costituzionale? Perche’ allora cercare di coinvolgere la Comunita’ Internazionale ben prima che possa essere tentato un meccanismo legale e democratico grazie al quale gli elettori italiani possono cancellare leggi ritenute ingiuste o inique?

Non abbiamo finito. L’on. Di Pietro non crede neanche negli elettori italiani all’estero. Se avesse avuto un minimo di senso civico nei loro confronti, non li avrebbe sottoposti all’imbarazzo di vedere un politico di un Paese democratico pagare un’intera pagina per un appello per la Democrazia, per fare un appello poi a chi italiano non e’, come se ogni altra strada fosse ormai preclusa e gli Ayatollah iraniani, il Partito Comunista Cinese o il Governo nordcoreano stessero facendo abbeverare i loro cavalli di fronte a San Pietro. Praticamente, un modo per dire che secondo l’on. Di Pietro, non e’ possibile piu’ credere neanche all’Italia. La quale Italia andrebbe salvata richiamando i Lanzichenecchi, pardon, volevo dire trasformandola magari in un protettorato ONU o mettendola sotto la tutela della Unione Europea (non e’ dato sapere quale sia la preferenza del leader dell’IdV).

Ma siamo sicuri che l’on. Di Pietro creda nella Comunita’ internazionale? Anche li’ i dubbi sono prossimi al livello delle certezze. Per esempio nel 2006 il Consiglio d’Europa ha dichiarato che in Italia “nonostante la concentrazione della proprieta’ [delle televisioni nazionali], c’e’ considerabile varieta’ di contenuti nei giornali nazionali e negli altri mezzi di comunicazione di massa”.

Smentisce le dichiarazioni di Di Pietro anche il recente rapporto di Freedom House che ha declassato l’Italia da “Libera” a “Parzialmente Libera”, rapporto commentato da tanti ma letto praticamente da nessuno (la bozza della relazione sull’Italia e’ gia’ disponibile ma solo su richiesta). Le preoccupazioni di Freedom House non si limitano certo a Mediaset e alla RAI, e includono le leggi italiane sulla diffamazione (che nessun partito sembra interessato a cambiare), la crisi che ha investito La7, le minacce a Saviano da parte della camorra, e gli attacchi a Roma di gruppi di stampo fascista contro i giornalisti che volevano scrivere articoli sulle loro attivita’ soprattutto xenofobe. Tutto cio’ riguardo la liberta’ di stampa (viene anche fatto notare come il blog di Grillo sia uno dei piu’ frequentati al mondo..e questo sarebbe “regime”?): ma se guardiamo a un altro rapporto della stessa Freedom House, l’Italia e’ (ovviamente) indicata come politicamente
libera.

E poi, a chi e’ rivolto l’”appello alla Comunita’ internazionale”? Non certo alle Istituzioni, come l’Unione Europea, la NATO, l’ONU o qualunque altra ci possa mai venire in mente come possibile recipiente di un appello fatto attraverso le pagine di un giornale, invece che tramite i canali appropriati inclusi quelli diplomatici. Chi leggera’ mai un “appello” che puzza molto di bega esoterica di politica interna, rispetto ai morti in Iraq, Afghanistan e Pakistan, in Tibet e Xinjiang in Cina, e rispetto al golpe in Honduras, alle manifestazioni in Iran?

A parte sconcertati emigrati italiani, leggeranno solo persone che gia’ sono interessate all’Italia, e quindi probabilmente si sono gia’ fatte un’idea che non sara’ cambiata da questo o quell’annuncio pubblicitario. Insomma e’ come se il Tonino nazionale avesse detto al mondo: “Fissati antiberlusconiani di tutto il mondo, unitevi”. E avesse poi continuato: “Non credo a niente delle Istituzioni e fondamenta democratiche dell’Italia. Non credo nel Governo, nel Parlamento, nella Magistratura, nella Presidenza della Repubblica, nella Corte Costituzionale, negli elettori in Italia e all’estero. Non credo nell’Italia e non credo nel Consiglio d’Europa. Non credo a Freedom House, e non credo alle Istituzioni internazionali”.

Ma proviamo a riflettere: se per l’on. Di Pietro le istituzioni democratiche e repubblicane non sono importanti, almeno non quanto la sua personale interpretazione della Costituzione; e se verra’ deciso altrimenti da quella, e la Corte Costituzionale lascera’ in vigore il Lodo Alfano; e se mancheranno interventi dall’estero; e se il referendum fallira’: essendo in pericolo a suo dire la Democrazia in Italia, cosa gli restera’ da fare? Di fronte al piu’ classico “a mali estremi”, quale potra’ mai essere la risposta?

E non e’ necessario che sia proprio l’on. Di Pietro a lanciarsi apertamente e consapevolmente per quella strada. Chissa’ quanti sono pronti a completare il proverbio, a esplicitare il sillogismo in sua vece.

Qualcuno controlli i traffici d’armi. Furono quelli i primi segnali della guerra in Jugoslavia


Trascinandosi Stancamente, Fra Uno Scandalo Inconcludente E L’Altro…

2009/Lug/05

In preparazione per il G8, si prevede una nuova raffica di scandali grandi e piccoli con al centro Silvio Berlusconi. Un film gia’ visto? Ahinoi, da quindici anni. Visto come ha funzionato bene tirar fuori scandali riguardo Berlusconi per quindici anni, eccoci a ripetere l’esperienza.

Che furbata, eh?

In realta’, a furia di essere posto davanti a uno scandalo dietro l’altro, tutti invariabilmente senza alcun successo, all’elettore medio italiano degli scandali non importa piu’ di tanto.

Se odia Berlusconi, lo odiava anche prima, non c’e’ certo bisogno di un nuovo scandalo. Se non odia Berlusconi, dopo un po’ si stufa della politica degli scandali (e della indignazione) e non sara’ l’ennesimo scandalo a fargli cambiare idea.

Anzi.


Indignarsi Perennemente, Un Segno Di Indegnita’

2009/Lug/04

Spero che un giorno l’attuale opposizione la finira’ con questa politica della indignazione perenne, anche perche’ non puo’ funzionare se a senso unico (vedi vicenda Vaccarella). La politica dell’indignazione finisce solo con il riempire le bocche e scaldare i cuori. E a me (come, spero, a tanti) delle bocche piene e dei cuori caldi non potrebbe importare meno.

Cosa mi importa invece? Mi importa che dopo decenni di indignazione contro la CEI, nei giorni scorsi per la prima volta un Governo italiano ha detto ai Vescovi di stare zitti. Senza indignarsi, senza promettere sterile guerriglia di posizione. Magari fossimo stati capaci di tanto quando Prodi poteva far passare i DICO, e le potenti forze anticlericali della sinistra non sono riuscite a fare niente (a parte indignarsi delle ingerenze dei Vescovi).

ps questa non e’ una critica all’operato di alcun Senatore. Darei sette ottavi del mio sangue per averne dieci se non cento come la Poretti e il Perduca. E sono sicuro che se i Radicali avessero i voti che ha il PD (non dico, il PDL) i Vescovi starebbero anche piu’ zitti di adesso. Ma se sei piccolino, allora importa sapere con chi stai, per sapere cosa vuoi davvero fare a parte che passare il tuo tempo a indignarti.


Silvio B Inanella Il Sesto Peccato Capitale

2009/Lug/02

(Accusa contro Berlusconi di) Superbia: FATTA
Lussuria: FATTA
Ira: FATTA
Avarizia: FATTA
Invidia: FATTA
Gola: appena arrivata!

Ma dico io…e’ mai possibile che in Italia contro Silvio si debba procedere ad uno scandaletto alla volta? Mai che per caso non ne compaiano due?

Scandalo frequentazioni con minori? finito. Con Naomi.

Scandalo Naomigate? finito. Con i voli di Stato.

Scandalo voli di Stato? Finito. Con la D’Addario.

Scandalo D’Addario? finito (con le dimissioni forzate della giunta Vendola, poffarbacco!). E con la cena da Mazzella.

Adesso tocca allo scandalo Mazzella. Possibile che questo continuo centellinare di scandali e controscandali tutti finiti a niente sia completamente frutto del caso?

La cenetta da Mazzella e’ di Maggio, se a qualcuno interessa. Ma se ne parla solo il giorno che si scopre che lo scandalo delle “puttane a Palazzo Grazioli” era una copertura alle accuse di corruzione che hanno mandato all’aria la giunta pugliese (la quale, che sia di centro-destra o di centro-sinistra, non e’ che importi molto)

E indignarsi per la “cena galeotta” e’ insensato visto che (1) almeno un terzo (ma sicuramente di piu’) dei componenti della Corte Costituzionale sono li’ per motivi politici, incluso Mazzella. E (2) non si puo’ essere cosi’ ingenui da ritenere che “certe cose” si discutano soltanto a cena.

Va bene correre dietro a uno scandalo, ma dopo il quinto o sesto che si risolve in un nulla di fatto non capisco di cosa altro ci sia bisogno per riflettere sull’opportunita’ di correre dietro al sesto o settimo scandalo.

ps manca l’Accidia ma di quella proprio non so come accusarne Berlusconi. Suggerimenti?


Tu Quoque, Barack….Dramma Al Loft!

2009/Giu/15

Roma, 15 Giugno (MNN) – La notte capitolina si preannuncia molto impegnata al Loft, la sede del Partito Democratico scelta vicino alla Chiesa di Santa Anastasia in modo da aiutare anche i piu’ incaponiti peccatori a criticare la vita privata altrui dopo essersi lavata la coscienza.

Barack Obama e Silvio Berlusconi - 15 Giugno 2009

Barack Obama e Silvio Berlusconi - 15 Giugno 2009

Centinaia di attivisti sono stati convocati nella tarda serata di oggi per aiutare a rimuovere fotografie e gigantografie dell’ennesimo Traditore della Causa Persa Del Partito Democratico (che magari fosse partito, perche’ almeno, in quel caso, qualcuno lo avrebbe rimpianto).

Basta con Barack“, ha cominciato a cantare tale Uolter, presentatosi come “fondatore e affondatore del PD“. “Una volta ammiravamo il suo ‘Ies ui can’“, ha continuato l’esagitato rimuovitore di poster prima di minacciare di andare a lavorare in Africa, “Adesso non lo sopportiamo piu’ viste le sue nuove amicizie“.

Il portiere/autista/maggiordomo/segretario del PD, al secolo “Franceschiellinielluccio”, non ha voluto confermare ne’ smentire se gli scantinati del Loft fossero ormai pieni dei ritratti rimossi dell’amico americano di Silvio. Nessuno e’ riuscito comunque a fermare l’irrompente Debora Serracchiani, che ha dichiarato che lei in Berlusconi non ci vede niente di “Bello“.

In altre notizie: “Obama riceve Berlusconi: «Bello vederti, amico mio»

ps ma il traduttore chi era, l’Uomo Invisibile??


Silvio, Rimembri Ancora… (contro i borghesucci)

2009/Giu/10

A Silvio
testo (quasi) di Maurizio Morabito
——————————————-

Silvio, rimembri ancora
quel tempo, poi non così lontano,
quando nella cultura splendea
contro l’ipocrisia la lotta ridente e fuggitiva,
e tutti, capaci e pensosi, il limitar
di giudicar gli altri coltivavano?

Sonavan le poco quiete
canzoni, e i film d’intorno,
a quel perpetuo canto,
allor che all’opre civili intenti
sedeano, davvero assai contenti
di quel vago dimostrar che in mente aveano.
Erano i borghesucci dolorosi: e si sollevava
la meschinita’ di far la morale.

Che pensieri soavi,
che speranze, che cori, o Silvio mio!
Quale allor ci apparia
la vita umana e il fato!
Quando sovviemmi di cotanta speme,
un affetto mi preme
acerbo e sconsolato,
e tornami a doler di nostra sventura.
O natura, o natura umana,
perché non rendi poi
quel che promettesti allor? perché di tanto
inganni i figli tuoi?

Quelli adesso che lor inaridisce il verno,
del pensiero, in chiuso morbo combattuto e vinto,
politicamente vuoti, e tenerelli. E non vedon
che l’odio verso te;
non molce lor il core
la dolce speme or delle idee la fonte,
or delle analisi appassionate e aperte;
né assieme a compagne ed a compagni
ragionan d’altro che di te.

Anche perìa fra poco
la speranza nostra dolce: negli anni nostri
anche negaro i fati
un parlar piu’ serio. Ahi come,
come passata e’,
un’opposizione senza
neanche piu’ lacrimata speme!
Questo è il mondo? questi
i dibattiti, i partiti, l’opre, gli eventi,
onde cotanto l’Italia ragionar dovrebbe?
questa la sorte delle umane genti?
All’apparir del vero
loro, miseri, caddero: e con la mente
la fredda e politica morte di tutto cercano
e quattro foto ignude
mostrate di lontano.

(*) “borghesucci” che in altri tempi sarebbe stati chiamati “farisei”


Dopo Silvio, Il Diluvio?

2009/Giu/07

Alessio Altichieri scrive sul suo blog del Corriere a proposito de “Il segreto che l’Italia non dice: è pericoloso sostituire Berlusconi?:

l’opinione più sconcertante è venuta da Tim Parks, il raffinato scrittore inglese che vive in Italia, il quale ha dichiarato al “New York Times” che Berlusconi, anche se “chiunque capisce che s’è comportato male”, è al momento insostituibile: “E’ troppo pericoloso e troppo faticoso sostituirlo. Perciò conta poco quanto lo scandalo sia grave”.

[...] c’è un segreto che si tocca con mano: perché sarebbe mai “pericoloso” sostituire Berlusconi alla guida del governo? Che succederebbe mai se un esponente del centro-destra, lo schieramento che ha vinto le elezioni, sostituisse l’imbarazzante Berlusconi alla presidenza del Consiglio? Qualcuno potrebbe pensare di opporsi con la forza o con la forzatura delle regole a un tale sviluppo politico? Meglio aprire gli occhi subito

E allora? Manca il pezzo finale o sbaglio? Tim Parks poteva alludere a ben altro che un futuro golpe, come per esempio alla fratturazione del PdL in assenza di Berlusconi, con conseguente atomizzazione della politica italiana in un momento in cui il PD e’ un fantasma; oppure al pericolo che, senza Silvio da mettere in croce, gli Italiani debbano affrontare il problema dei propri difetti.

Cosa fa propendere Altichieri per la sua interpretazione?


E C’E’ Chi Pensa Sia Tutta Colpa di Silvio…

2009/Giu/02

Intervista a Oliviero Beha – “Lo scandalo e la censura” di Sonia Toni

Dove si parla di Repubblica, Scalfari, Enzo Biagi, Andrea Barbato e molto altro.


Stagione di “Caccia Al Berlusconi” Aperta Sulla Stampa Britannica

2009/Giu/01

Se ne saranno accorti, alla gongolante Repubblica, della campagna stampa, vera e propria stagione di “caccia al Berlusconi” che e’ in corso da queste parti?

Quotidiani diversissimi come il Financial Times, il Daily Mail, il Times e non solo concordano improvvisamente nello sparare metaforicamente ad alzo zero contro il Presidente del Consiglio italiano.

Eccoli dunque, tutti dagli ultimissimi giorni:

Times

Daily Mail

Financial Times

Financial Times (2)

Guardian (1)

Guardian (2)

Independent

Ovviamente non si sono messi d’accordo, chi mai potrebbe pensare qualcosa del genere? E non c’e’ nessun tentativo di influenzare le elezioni europee del prossimo fine settimana, come osare finanche immaginarlo?

Ed e’ anche un caso che tutto cio’ accada all’indomani dello scandalo dei rimborsi spese ai parlamentari di Sua Maesta’.

Si vede che un certo “pensiero unico”, l’odio contro Silvio e la voglia di vendere copie facendo appello ai piu’ bassi istinti dei lettori, sono davvero contagiosi…

Curiose anche certe risposte di una parte della comunita’ italiana, che vanno dal “Berlusconi non e’ il mio presidente” ad appelli accorati perche’ accorrano nella Penisola gli Europei a salvarci da Berlusconi.

A quando i nostalgici dei Lanzichenecchi?


Il Vero Schifo Della Politica Italiana…

2009/Mag/27

…non e’ Franceschini che si dipietrizza ogni giorno di piu’, tanto che ci manca poco vada a sputare sulle tombe dei genitori di Berlusconi, ma e’ vedere la politica trasformata in una processione di Catoni pronti a richedere l’integerrimita’ del Leader, mentre invece i milioni di evasori fiscali e quelli che si vendono a fine anno per un panettone invece di fare il loro lavoro, per esempio, magicamente non esistono piu’.

Saro’ smemorato ma non ricordo che gli Italiani fossero ispirati a cosi’ tanta onesta’ quando c’erano De Gasperi o Pertini…chissa’…