Di Girolamo: Senatore o Non Senatore?

2008/Mag/12

Fra tutti i “miei candidati” quest’anno (i 9 Radicali nel PD; l’on. Guglielmo Picchi per la Camera, e l’avv. Raffaele Fantetti per il Senato per il PDL; e il conservatore Boris Johnson come Sindaco di Londra) solo uno sembra(va) non aver raggiunto il suo scopo: Fantetti, primo dei non eletti in Europa, dietro a Nicola di Girolamo.

Qualcosa pero’ non tornava fin da subito, nella vittoria di Di Girolamo,  la cui apparizione all’estero e’ stata quantomeno repentina. E infatti, ci sono sviluppi molto interessanti:

12/05/2008 ore 16.50
Italiani nel mondo
PER LA PROCURA IL SENATORE DI GIROLAMO (PDL) NON HA MAI RISIEDUTO IN BELGIO: INDAGATO PER FALSO IN ATTO PUBBLICO/ RAFFAELE FANTETTI ALL’AISE: ECCO COSA HO DETTO AGLI INQUIRENTI
ROMA\ aise\ - Violazione della legge elettorale e falso in atto pubblico: questi i reati contestati a Nicola di Girolamo, senatore del Pdl eletto in Europa, che da oggi è iscritto nel registro degli indagati all’interno dell’inchiesta sulle irregolarità sul voto all’estero condotta dal procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo e dal Pubblico ministero, Giovanni Bombardieri.

Ad essere contestata a Di Girolamo sarebbe la dichiarazione di residenza in Belgio che, venendo a mancare, farebbe cadere l’elezione all’estero per la quale, come ovvio, è indispensabile vivere fuori dall’Italia.

Tra gli accusatori di Di Girolamo da tempo c’è Raffaele Fantetti, primo dei non eletti al Senato nelle file del Pdl che già il 10 aprile scorso dichiarava: “non abbiamo bisogno di gente, come Nicola Di Girolamo, che si iscrive all’Aire un mese prima delle elezioni per poter essere candidato, come rappresentante degli italiani all’estero, da qualche stolto sodale romano“.

E proprio Fantetti, che già si era rivolto alla Giunta per le elezioni del Senato, è stato ascoltato oggi dai due inquirenti cui avrebbe confermato il contenuto della denuncia presentata la settimana scorsa.

Raggiunto al telefono dall’Aise, Fantetti ha spiegato su cosa fonda la sua denuncia. “Stavo valutando da tempo l’opportunità di un ricorso sul quantum dell’iscrizione all’Aire di Di Girolamo perché valutavamo che, essendo datata il 15 febbraio 2008, cioè una settimana dopo l’indizione dei comizi elettorali, la sua candidatura non fosse in linea se non con il dettato almeno con la ratio della legge Tremaglia“.

Nel preparare il ricorso – ci ha spiegato Fantetti – abbiamo fatto richiesta di vedere gli atti al comune di provenienza di Di Girolamo, cioè quello di Roma, dal quale è risultato residente dal 15 febbraio nel comune di Etterbeek a Bruxelles, in Belgio. Da un accesso agli atti, fatto tramite colleghi avvocati a Bruxelles, è risultato che a Etterbeek Di Girolamo non è mai stato iscritto e che il posto dove aveva indicato la sua residenza non ricade nella circoscrizione di Etterbeek ma in quella di un altro comune che si chiama Woluwe Saint Pierre dove non risulta Di Girolamo come iscritto. Noi – precisa ancora Fantetti – abbiamo fatto questa verifica il 7 maggio. Improvvisamente l’8 maggio, quando abbiamo chiesto a quest’ultimo comune un’attestazione di questo fatto, ci hanno confermato che Di Girolamo si era presentato proprio quel giorno, cioè l’8 maggio, per richiedere l’iscrizione“.

Il senatore, insomma, era stato cancellato dai residenti del Comune di Roma senza essere contestualmente iscritto in quello di un comune estero. Cosa possibile perché, ci ha spiegato Fantetti, “al momento in cui si è iscritto all’anagrafe consolare di Bruxelles aveva autocertificato al consolato la sua residenza nel comune belga, anche se non corrispondeva a realtà“.

Alla domanda su cosa si aspetti, ora, circa una sua eventuale elezione, Fantetti chiaramente non si sbilancia: “non so cosa accadrà, dipende dalla Procura e dalla Giunta per le elezioni cui noi abbiamo esposto tutti i fatti e che ora faranno il loro corso. Vedremo quali saranno i risultati, noi venuti a conoscenza di questi fatti e della documentazione che li comprova dovevamo procedere a segnalarli. Aspettiamo di vedere cosa accadrà“. (ma.cip.\aise)

La Giunta delle Elezioni nel Parlamento passato e’ stata un vero schifo. Quella che si insiedera’ fra poco forse non potra’ essere peggio: speriamo allora che sia meglio, e che sia almeno un po’ interessata al rispetto della legalita’. Ma se quanto dice Fantetti e’ vero, per rispetto al Parlamento e alla Costituzione l’avv. Di Girolamo farebbe meglio a dimettersi quanto prima, e tentare magari l’anno prossimo alle elezioni europee.


Cominciato l’International Booktown Festival 2008!

2008/Mag/01

L’Economist Appoggia Berlusconi (forse, senza accorgersene)

2008/Apr/05

Qualcuno prima di me ha detto che non esiste pubblicita’ negativa: perche’ chi si sgola per disprezzarti, in fondo, non fa che affermare la tua importanza. E il suo rispetto nei tuoi confronti.

E cosi’ l’Economist, che scende in campo questa settimana per dire la sua sulle elezioni italiane, praticamente (forse) senza accorgersene dice un po’ a tutti: votate Berlusconi!.

Cosa appare infatti addirittura sulla copertina dell’Economist del 5 Aprile 2008 in tutte le edizioni (USA, UKAsia/Pacifico, Europa)?  ”Why Berlusconi is still unfit“, “Perche’ Berlusconi e’ ancora inadatto“  (a diventare Primo Ministro italiano, cioe’).

Sara’, ma vuole anche dire che a svariati milioni di lettori dell’Economist in tutto il mondo il nome “Berlusconi” proprio non potra’ sfuggire.

Si passa dunque all’interno, e fra gli editoriali (”Leaders”) ce n’e', appunto, uno su Berlusconi. Il pezzo e’ a pagina 17, terzo di cinque e quindi sara’ fra i piu’ letti, anche da coloro che non hanno molto tempo per leggere un settimanale. Il titolo: “A Leopard, spots unchanged“, “Un Gattopardo, con le stesse macchie” (tutti i riferimenti a Tomasi di Lampedusa e alle “macchie” nel personaggio-Berlusconi, intensamente voluti dalla redazione dell’Economist…).

Sottotitolo: “Silvio Berlusconi has failed to show that he is any more worthy of leading Italy today than he was in the past“, “Silvio Berlusconi non e’ riuscito a dimostrare di essere in alcun modo piu’ degno di guidare l’Italia adesso di quanto lo fosse in passato“. L’editoriale poi si lancia nell’elenco delle solite storie di corruzione, falsi in bilancio, conflitti d’interesse.

Si noti pero’ la debolezza del ragionamento. L’Economist (gli articoli, come da tradizione, non sono mai firmati) ribadisce , come piu’ volte in passato, che Berlusconi non dovrebbe diventare Primo Ministro perche’ non ne e’ “adatto”, e non ne e’ “piu’ degno che prima”. Ma naturalmente non e’ questa, la domanda da porsi: in un sistema come quello italiano di oggi, invece di analisi per assoluti bisognerebbe chiedersi chi e’ relativamente “piu’ degno” e “piu’ adatto” a guidare l’Italia, fra Berlusconi e gli altri candidati alla Presidenza del Consiglio.

Di tutti quelli, nell’editoriale dell’Economist, non e’ dato sapere: tranne che per una fugace e totalmente immotivata richiesta di votare per il maggiore rivale di Berlusconi, proprio in fondo all’articolo (e quasi invisibile, dunque, visto che e’ posta la’ dove si sa che meno lettori arrivano).

Ma andiamo oltre: a pagina 51, nella sezione “Europa” i lettori proprio interessati trovano un articolo sui progetti per l’economia italiana da parte del Popolo delle Liberta’ e del Partito Democratico (un pezzo giustamente pessimista, se me lo chiedete): “Rival plans - Both main parties have similar plans - but neither is bold enough“, “Progetti rivali - Entrambi i partiti principali hanno progetti simili - ma nessuno dei due e’ abbastanza coraggioso“.

Di nuovo, il nome di Berlusconi e’ ripetuto spesso (6 volte, contro le 4 di Veltroni). Anche nella colonna accanto, dedicata alla pittoresca storia di Giuseppe Pizza, si parla di Berlusconi (e di Casini), non di altri.

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Nell’archivio dell’Economist, da Gennaio 2008 ad oggi ci sono 9 articoli che menzionano Veltroni. Ci sono ben 18 articoli (il doppio!) che parlano di Berlusconi.

Fossi in Silvio, chiuderei le vecchie azioni legali contro il settimanale londinese, e direi: Thank you, Mr Economist!!!


Marco Perduca (Candidato Senato) a Prato Domani 5 Aprile (ore 11)

2008/Apr/04

Ricevo e rimando

L’Associazione Radicale Prato invita tutta la cittadinanza sabato 5 aprile in Piazza del Comune presso il Caffè Buonamici via Ricasoli 3/5 Prato alla presentazione del Candidato al Senato nelle prossime Elezioni del 13 e 14 Aprile 2008, Marco Perduca, membro della Direzione di Radicali Italiani e Vicepresidente del ‘Partito Radicale Transanzionale Nonviolento’ (PRT).

A tutti Marco Perduca offrirà le sue risposte su cosa ha spinto lui ed altri esponenti di Radicali Italiani, in primis il ministro Emma Bonino ad accettare ad essere presenti [alle elezioni in liste non loro].

La cittadinanza e la stampa sono invitati.

Marco Perduca, militante da decenni e adesso vicepresidente del PRT, obiettore di coscienza , laureato a Firenze in Letteratura Americana del Nord, e’ membro della Direzione di Radicali Italiani, e profondo conoscitore dell’antiproibizionismo battaglia in cui è stato impegnato come esperto.

Per anni è stato rappresentante del PRT presso l’Onu, ha coordinato la battaglia per la moratoria su la pena di morte. e tuttora e’ impegnato per il rispetto dei diritti civili in molti Paesi dove non sempre i diritti civili vengono rispettati.

Su Youtube le immagini del comizio tenuto la scorsa settimana a Dharamsala dove risiede il Dalai Lama.


Il PD di Veltroni, Sepolcro Imbiancato: Le Prove

2008/Apr/04

Attraverso il sito VoiSieteQui, che usa 25 domande per confrontare l’opinione del singolo con quella della maggior parte dei partiti, e’ possibile dimostrare che il Partito Democratico contiene ogni opinione e il suo contrario.

In pratica, PD significa “senza opinione”, “vuoto”.

Insomma, se Veltroni o qualcuno per lui non cambiano registro, stiamo assistendo a una vera tragedia: perche’ il Partito Democratico, lungi dall’aprire un capitolo nuovo nella politica italiana, e’ il sepolcro imbiancato del Catto-comunismo.

E votare PD e’ un assegno in bianco, in tutti i sensi.

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Da cosa si deduce, tutto cio’?

Basta rispondere a tutte le 25 domande alternando “Tendenzialmente Favorevole” e “Tendenzialmente Contrario”. Sia che si cominci con “Tendenzialmente Favorevole” (img), sia che si cominci con “Tendenzialmente Contrario” (img) , si verra’ sempre “orientati” verso il PD.

Notare che nel primo caso si e’ per esempio “tendenzialmente favorevoli” a “Favorire gli inquilini di case in affitto aumentando la quota di detrazione del canone dalla dichiarazione dei redditi“.

Nel secondo caso, si e’ invece di parere opposto, contrari appunto a “Favorire gli inquilini di case in affitto“. Questa situazione si ripete per tutti gli argomenti.

Ma si finisce sempre molto, troppo vicini al PD, e lontani da ogni altro partito.

Quindi due persone che abbiano opinioni completamente opposte su ogni tema ma non si vogliano sbilanciare, scegliendo quindi sempre le opzioni “tendenziali” finiranno entrambe nel Partito Democratico.

Questo paradosso non si ripete in altre “configurazioni particolari di scelta”: come ci si potrebbe aspettare, il risultato e’ sempre lontano da tutti i partiti, se si vota sempre “Tendenzialmente Favorevole” (img), sempre “Tendenzialmente Contrario” (img), sempre “Favorevole” (img), sempre “Contrario” (img), sempre “Molto Favorevole” (img), o infine sempre “Molto Contrario” (img).

Lo stesso si ripete alternando “Favorevole” e “Contrario” cominciando con “Favorevole” (img) o con “Contrario” (img). O alternando “Molto Favorevole” e “Molto Contrario” cominciando con “Molto Favorevole” (img) o con “Molto Contrario” (img).

In tutti quei casi, non e’ facile individuare il Partito da votare, perche’ le domande su VoiSieteQui sono ovviamente di tutti i tipi e di tutte le specie. Da notare pero’ che quasi sempre, il Partito Democratico rimane fra i piu’ vicini all’ “elettore”.

I grafici sopra citati sono visibili in calce a questo blog.

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Ma e’ davvero un paradosso? Non credo proprio.

Veltroni e’ gia’ famoso per i suoi “ma anche“. Un esponente PD ha recentemente dichiarato a Londra (ero presente) che il PD e’ il partito della Bonino e della Binetti “perche’ vive nella dialettica”.

Come dire, non e’ cambiato niente, dai tempi del PCI e del “Centralismo Democratico” (”tutte le opinioni accolte, a patto che si segua quella del Comitato Centrale”). O da quelli della DC e della “Balena Bianca” (”tutte le opinioni accolte, a patto che si segua quella della Direzione”).

E adesso chi glielo dice, a quelli ex-Margherita, che il Partito Democratico e’ organizzato alla maniera dei Comunisti? O agli ex-DS, che il Partito Democratico assomiglia tantissimo alla Democrazia Cristiana?

(immagino, anzi, che siano tutti a loro agio e soddisfatti della situazione…)

O agli italiani, che quanto sbandierato come “il nuovo delle elezioni 2008″ non e’ altro che il vecchio, vecchissimo, anzi una “maledizione” che torna?

(chissa’ perche’, ho l’impressione invece che gli italiani non si sentiranno proprio a loro agio e non saranno molto soddisfatti, della situazione…)

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GRAFICI DA VOISIETEQUI

1_ Tendenzialmente Favorevole - Tendenzialmente Contrario
cominciando con “Tendenzialmente Favorevole”
Tendenzialmente Favorevole - Tendenzialmente Contrario

2_ Tendenzialmente Contrario - Tendenzialmente Favorevole
cominciando con “Tendenzialmente Contrario”
Tendenzialmente Contrario - Tendenzialmente Favorevole

3_ Tendenzialmente Favorevole
Tendenzialmente Favorevole

4_ Tendenzialmente Contrario
Tendenzialmente Contrario

5_ Favorevole
Favorevole

6_ Contrario
Contrario

7_ Favorevole - Contrario
cominciando con “Favorevole”
Favorevole - Contrario

8_ Contrario - Favorevole
cominciando con “Contrario”
Contrario - Favorevole

9_ Molto Favorevole
Molto Favorevole

10_ Molto Contrario
Molto Contrario

11_ Molto Favorevole – Molto Contrario
cominciando con “Molto Favorevole”
Molto Favorevole - Molto Contrario

12_ Molto Contrario – Molto Favorevole
cominciando con “Molto Contrario”
Molto Contrario - Molto Favorevole


Dichiarazioni di Veltroni a Radio24

2008/Mar/31

Dichiarazioni di Walter Veltroni ospite oggi di Radio24 (”Viva Voce“, 9-10AM ora italiana; domani tocca a Berlusconi, stessa ora):

(a) menziona continuamente “Destra” intendendo “PDL” in contrapposizione a “Progressisti, Democratici”

(b) dice “I leaders europei hanno la mia eta’” e fa continui riferimenti a “negli altri Paesi europei”

(c) dice “Non abbiamo l’alibi della coalizione, non siamo una melassa”. indica poi “Guardate alla sarabanda [di opinioni] sull’immigrazione, nella Destra”

(d) un po’ di accuse: “Berlusconi sull’impossibilita’ del duello televisivo in base alla legge, ha detto un falso”. “L’Italia e’ in una gelatina da 15 anni” (da Tangentopoli). “La Destra e’ stata gia’ sperimentata”. “L’immagine di Berlusconi discredita l’Italia sui giornali stranieri”.

(e) dice “A Prodi il merito del risanamento finanziario”

(f) messo finalmente di fronte a una domanda chiara cui era necessaria una risposta chiara, ha detto: “Fecondazione assistita? Occorre salvaguardare la laicita’ dello Stato, ma trovare una sintesi” (senza indicare quale)


Osservatorio sulla Campagna Elettorale

2008/Mar/27

Ricevo e rimando

-OSSERVATORIO SULLA CAMPAGNA ELETTORALE-

Il Centro d’ascolto dell’informazione radiotelevisiva insieme a RadioRadicale.it hanno lanciato il sito “Conoscere X deliberare” all’indirizzo

http://elezioni2008.radioradicale.it/

Grazie alla sinergia tra i servizi di informazione di interesse pubblico offerti dai due soggetti, ogni giorno potranno essere confrontati gli eventi della campagna elettorale, pubblicati in audiovideo nella loro integralità senza alcuna mediazione giornalistica, e la loro rappresentazione sui telegiornali.

Sarà accessibile anche il calendario, che consente di avere uno sguardo sui principali avvenimenti, e di poter ricostruire la campagna giorno per giorno.

Si potranno selezionare eventi in audiovideo e notizie dei telegiornali per ogni candidato premier, coalizione o partito politico candidato alle prossime elezioni.

Sul sito saranno accessibili anche altre risorse, tra cui il blog del Centro d’Ascolto dell’Informazione Radiotelevisiva dove vengono pubblicati giornalmente i dati sulle presenze politiche nelle trasmissioni di approfondimento con gli indici di ascolto medio ricavati dall’Auditel.

Possibile anche l’interazione da parte degli utenti, che potranno pubblicare video, interventi e segnalazioni attraverso Fai notizia, il sito di giornalismo partecipativo di Radio Radicale.

Fin dal 1976 Radio Radicale ha documentato la vita politica italiana integralmente e senza filtri. Questa linea editoriale ha consentito di rendere disponibili online su www.radioradicale.it 114.848 audiovideo, 147.066 oratori, 4.276 organizzazioni, 19.336 sedute del Parlamento, 6.501 processi.

Il Centro d’Ascolto dell’Informazione Radiotelevisiva nasce il 20 febbraio del 1981 da un’idea di Marco Pannella. Dagli inizi degli anni ‘80 ad oggi, il Centro d’ascolto ha ininterrottamente schedato e archiviato tutti i notiziari e le trasmissioni di informazione delle televisioni nazionali. Dal 2006 pubblica una rassegna video online di tutti i telegiornali delle reti televisive nazionali.


Tentennamenti al Corriere riguardo Berlusconi

2008/Mar/14

Un’inusuale larghezza di vedute quest’oggi sulla prima pagina del Corriere della Sera online:

(1) (in grande) “Berlusconi-precari è bufera. Veltroni: lontano da giovani

(2) (quasi come fosse un dettaglio minore) “Battuta in tv a una precaria: «Sposi mio figlio». E lei: «Potrei votarlo»” (dove si legge che la precaria, al secolo Perla Pavoncello, ha interpretato la battuta in maniera scherzosa. E quindi perche’, la “bufera”?)

(3) (subito dopo) “Il kit di Silvio ai candidati: Walter è come Stalin” (articolo che, a leggerlo, e’ molto meno critico di quanto parrebbe dal titolo)

L’impressione e’ che al Corriere ci sia un “desiderio di Veltroni” che pero’ non si e’ ancora completamente materializzato.

Su “La Repubblica”, invece, dove problemi del genere non esistono, Curzio Maltese dimostra al mondo di non aver capito ancora niente del fenomeno-Berlusconi.


Lo Strano Caso delle Candidature Estero per il PDL

2008/Mar/11

Riguardo la Circoscrizione Estero, su La Repubblica si sono dimenticati del PDL. Anche sul Corriere.

La fraseologia dei due suggerisce che abbiano ripreso una notizia d’agenzia dove, appunto, qualcuno ha “dimenticato” il PDL. Infatti per esempio sull’ANSA non c’e’ traccia di “Raffaele Fantetti” (Senato) e di “Guglielmo Picchi” (Camera dei Deputati).

Comunque, neanche su Il Giornale ci sono granche’ dettagli. Su La Stampa, neanche a parlarne. E manco su La Padania.

Per trovare un elenco completo bisogna cercarselo apposta. A parte il sito PDL nel mondo (ma quanti elettori andranno li’, soprattutto fra gli indecisi?), ecco finalmente l’elenco completo su News Italia Press.


Gandhi, Gesu’ e il Vaticano

2008/Mar/10

Interessanti e significativi estratti da “Un Santo Indu’ in Vaticano” di Gianfranco Zizola, prima pagina del supplemento Domenicale del Sole24Ore del 3 Febbraio 2008, riguardo la presenza a Roma del Mahatma alla fine del 1931:

[...] Si presenta l’opportunita’ di un incontro unico fra la Chiesa romana e il movimento della Nonviolenza. Gandhi e’ incoraggiato dall’articolo pubblicato nella prima pagina dell’Osservatore Romano del 27 novembre intitolato “Come Gandhi parla di Dio“.

A firma di “X“, il giornale vaticano ha commentato con sorprendente calore la sua conferenza alla Columbia Grammophone Company e ha rintracciato nel suo linguaggio “reminiscenza di Aristotele e di san Tommaso“, augurandosi che “la voce di Cristo riesca a farsi ascoltare anche da quest’uomo eccezionale, che mostra tanto amore per la verita’ che rende liberi“.

Tuttavia Gandhi aveva incontrato da tempo la figura di Gesu’. Sulla parete di fango della sua capanna era appesa una stampa in bianco e nero con l’immagine del Cristo e la scritta “Egli e’ la nostra pace“. Leggendo il Nuovo testamento egli era stato rapito dal Sermone della Montagna. “E’ il Sermone che mi ha fatto amare Gesu’. Leggendo tutta la storia della sua vita in questa luce, mi sembra che il cristianesimo resti ancora da realizzare. Fintanto che non avremo sradicato la violenza dalla nostra civilizzazione, il Cristo non sara’ ancora nato. E’ il Sermone della Montagna che mi ha rivelato il valore della resistenza passiva. Io fui colmo di gioia leggendo ‘Amate i vostri nemici, pregate per coloro che vi perseguitano“.

In una riunione a Losanna Gandhi ha confermato di sentirsi attirato dalla figura di Gesu’ Cristo, ma di essere frenato dal cristianesimo cosi’ come e’ stato distorto dalla mente greca di Paolo e riciclato dalla cristianita’ in Occidente. Un giorno ha chiesto: “Come puo’ essere fraterno chi crede di possedere la verita’ assoluta?

L’udienza, purtroppo, non si materializza:

Secondo i rapporti della Polizia fascista il rifiuto vaticano potrebbe esser dipeso da banali questioni di abbigliamento…perche’ Gandhi “non voleva assogettarsi a un vestimento piu’ decente“. Mussolini, lui, ha trovato il tempo per riceverlo a Palazzo Venezia. Altra spiegazione e’ che il Papa temesse, ricevendo il “ribelle“, di fare uno sgarbo all’Inghilterra. Una terza ipotesi sara’ formulata alcuni anni dopo da Jawaharial Nehru: il rifiuto sarebbe stato motivato dal fatto che “la Chiesa Cattolica non approva i santi o i mahatma al di fuori della propria circoscrizione“.

Gandhi ottiene comunque la possibilita’ di visitare i palazzi del Vaticano

[...] gira intorno piu’ volte [al grande Crocifisso del XV secolo che sovrasta l'altare della Cappella Sistina], come per eseguire il rito indiano della circumambulazione di un oggetto di culto. “Non si puo’ fare a meno di commuoversi fino alle lacrime“.

Il mezzo idillio fra Gandhi e il Vaticano termina bruscamente dopo la partenza del Mahatma, e le forze della chiusura spirituale e mentale prendono il sopravvento:

Meno di due mesi dopo la mancata udienza “La Civilta’ Cattolica” dedica al leader pacifista due ampi articoli nei quaderni del 6 e 20 febbraio 1932, senza firma, sigillo di autorevolezza istituzionale [...] nel primo si raccolgono i principali elementi della biografia e della teoria denominata “Satyagraha” (cioe’ “fermezza della verita’“) dell’”agitatore nazionalista indiano“, la cui assimilazione a San Francesco anche da parte di cattolici e’ vista come una “deplorabile profanazione” mentre si critica come nefasto il suo programma di por fine al dominio britannico. Il secondo articolo critica l’universalismo religioso gandhiano, attribuendogli la mira di induizzare il cristianesimo per renderlo subalterno al suo programma nazionalista, o al meglio per diluire il senso cristiano nel mare dell’indifferentismo sincretista.

Dovranno passare trentasette anni per poter leggere, nella stessa “Civilta’ Cattolica” (I, 1969) un saggio “Gandhi e la nonviolenza” in cui si riconosce che “molte sue concezioni e metodi sono diffusi in tutto il mondo, entrando a far parte del retaggio dell’uomo moderno, del quale ispirano la lotta per la liberazione umana“. “E’ strano - e’ la conclusione - che mentre nazioni cristiane ricorrono alla violenza per conseguire i loro scopi, e cercano di giustificare la violenza, abbia dovuto essere un indu’, fedele e convinto, a scoprire il legame fra verita’ e nonviolenza per realizzare il cambiamento sociale“.

Ahime’: se le nazioni “cristiane” hanno seguito l’esempio del Vaticano nell’evitare l’”agitatore nazionalista indiano“, cio’ non e’ strano affatto.


Urgente: Radicali e Non, Firmate l’Appello per Marco Pannella

2008/Mar/09
Ricevo e rimando: 
Nelle settimane scorse i radicali si sono rivolti pubblicamente a Walter Veltroni e al Partito Democratico affinché accettassero la presentazione di una Lista Radicale - Emma Bonino a sostegno della sua candidatura alla Presidenza del Consiglio, come peraltro è avvenuto nel 2006 con la presentazione della lista della Rosa nel Pugno, risultata poi decisiva per la vittoria di Romano Prodi e la sconfitta di Silvio Berlusconi. Il Partito Democratico ha rifiutato questa proposta ed ha, in alternativa, offerto “l’elezione” - che con l’attuale antidemocratica legge elettorale (il “porcellum”) equivale a una nomina - di 9 parlamentari radicali nelle Liste del Partito Democratico, ponendo peraltro il veto sulle candidature di Marco Pannella, di Sergio D’Elia e di Silvio Viale. L’offerta è stata fatta pubblicamente dal Partito Democratico, e pubblicamente è stata accettata dai radicali, da Emma Bonino e, all’unanimità, dagli organi dirigenti dei soggetti politici dell’area radicale.
Si apprende ora che questo patto, questo accordo pubblico, non viene rispettato dal Partito Democratico nella composizione delle liste elettorali. Per questo sosteniamo l’iniziativa che avviata da Marco Pannella con lo sciopero della sete che ha come obiettivo, anzitutto, l’affermazione del grande valore sociale, civile, morale, del rispetto della “parola data”, della verità e dell’onestà nei rapporti umani, civili e politici.
PANNELLA: QUARTO GIORNO DI SCIOPERO TOTALE DELLA FAME E DELLA SETE
IL COLLEGIO MEDICO SOSPENDE LE PRESTAZIONI ASSISTENZIALI.
Roma, 9 marzo 2008 -
Bollettino medico delle ore 12.40
Nonostante le allarmanti indicazioni degli esami ematochimici effettuati ieri, l’on. Pannella non ha ancora ripreso ad alimentarsi, né ha accettato di sottoporsi a terapie mediche. Questa mattina ha effettuato nuovi esami di laboratorio che hanno consentito di registrare il previsto, ovvio, ulteriore peggioramento dei parametri di funzionalità renale (azotemia di 126 mg/dl, creatinina 1.34 mg/dl) comparabile a quella che nel gennaio 2007, portò alla necrosi tubulare acuta.
Il Collegio Medico, dopo aver nuovamente comunicato al paziente l’elevatissimo rischio che la sofferenza renale, presente da ormai più di 24 ore, divenga irreversibile,comunica di non avere altra indicazione da fornire, se non quella di riprendere immediatamente l’assunzione di liquidi e di sottoporsi a terapia intensiva reidratante, per l’attuazione della quale si reso disponibile. Non accettando il paziente tali indicazioni, il Collegio Medico non ravvede invece l’utilità di ulteriori altre prestazioni assistenziali e declina pertanto da ora ogni responsabilità professionale.
Prof. Claudio Santini, Direttore UOC Medicina interna – Ospedale Vannini – Roma;
Prof. Gerardo Ansatone, Direttore UOC Cardiologia – Ospedale Vannini – Roma;
Prof. Giovanni Stirati, Direttore Uoc Nefrologia, Università La Sapienza – Roma;
Prof. Gianni Testa, Direttore Uoc Anestesia Rianimazione, Ospedale Vannini – Roma.

Una, Cento, Mille Emma Bonino

2008/Mar/08

Il Partito Democratico ha almeno in teoria deciso di correre con i Radicali. E viceversa. Ma l’unico vero interesse di Veltroni era ed e’ estremamente specifico, e riguarda Emma Bonino.

Fosse stata verde, rifondaiola, pidiellina, casinista, mastelliana o anche finiota, l’avrebbero cercata lo stesso (fosse stata santanchiese non lo so, forse sarebbe stato troppo).

Saranno stupidi, ma non al punto di perdere l’occasione di assicurarsi che almeno uno dei Ministri della Repubblica sappia cos’e’ la serieta’, cosa significa e come si lavora sodo, come si fa ad essere concreti ma non pessimisti, e come si costruisce una ottima reputazione in giro per il mondo al di la’ dei governi-farsa e del prosciutto senatoriale.

Sono sicuro che il 99% della dirigenza PD vede (all’indicativo, non al congiuntivo!!) la radicalita’ di Emma Bonino come un peso di cui farebbero a meno oggi stesso, se potessero: dimostrando insomma di non capire che l’una natura (di Radicale) e l’altra (di persona seria) non sono scindibili.

Fossero davvero intelligenti (ma quelli, non lo saranno mai) si chiederebbero se RI non contenga altre persone serie, che lavorano sodo, etc etc. Insomma si chiederebbero, se RI ha attratto una Bonino, quante/quanti altre persone cosi’ ci saranno?

E invece stanno li’ con i loro baffetti, la loro allampanatura, o il loro sguardo da Jar Jar Binks, a dividersi la torta e ingannare il loro elettorato, come ai tempi quando sognavano i Cosacchi abbeverare i cavalli in Piazza S. Pietro…

…prova ne sia il fatto che fra tutte le fesserie che potevano mai pensare, hanno rischiato, con i loro patti traditi e i fax firmati incrociando le dita dietro la schiena, che proprio il loro Primo e Unico Obiettivo (Emma) facesse una figuraccia incredibile, e neanche per colpa sua, agli occhi di tutto il mondo di Radicali Italiani.


Il Difetto della Cosa Rossa

2008/Mar/07

La “Cosa Rossa“, altrimenti detta “Sinistra Arcobaleno“: teorici e inconcludenti, vedono se stessi solo come “resistenti“, “oppositori“: paradossalmente, sono forze di “reazione” e non di progresso, e quindi non possono contribuire molto di positivo.

Quanti voti che saranno buttati al vento!


Come Garantire Nove Eletti Radicali nel PD

2008/Mar/07

Esiste una soluzione perfettamente lecita per ottenere la certezza che tutti e 9 i Radicali nelle liste PD vengano eletti.

Basta che, in caso di mancanza di voti sufficienti, quelli in lista prima di ciascun Radicale “rinuncino”.

Cosi’ per esempio se in Toscana il PD riesce ad eleggere SETTE Senatori e Perduca e’ numero OTTO in lista, basta che UNO degli eletti si faccia da parte.

Oppure se in Friuli c’e’ UN solo eletto alla Camera e la Farina Coscioni e’ numero QUATTRO, i TRE che la precedono in lista rinuncino.

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Questa soluzione, che andrebbe fatta approvare al compagno Walter, salva la faccia a tutti ma proprio tutti, anche a Franceschini titubante a Otto-e-mezzo.

L’accordo viene rispettato, i “pacta sunt servati”, gli eletti ci sono, etc etc


Famiglia Cristiana vs. Silvio Berlusconi

2008/Mar/05

Avendo mangiato e digerito il Partito Democratico (chi l’avrebbe mai detto?), secondo partito cattolico dopo l’UDC, ecco il mondo clericale italiano andare all’attacco del PDL e di Silvio Berlusconi reo di comandare un partito che “non ha una posizione ufficiale su molti temi di rilevanza etica e lascia tutto alla libertà di coscienza dei singoli” (esagerato!).

In base a quanto riporta La Repubblica:

La libertà di coscienza, per il settimanale dei Paolini, “deve essere considerata extrema ratio, non una limitazione della responsabilità e un depotenziamento della politica“. Invocare la libertà di coscienza mettendo a tacere il dibattito “mortifica” i candidati cattolici del Pdl. Si corre il rischio che “per una sorta di panteismo onnipotente del leader” nel Pdl si evitino i temi che hanno a che fare “con il bene comune e la dottrina sociale della Chiesa“. Per esempio, chiede Famiglia cristiana, cosa dicono i cattolici del Pdl “sulla presenza nelle liste elettorali di inquisiti e condannati?

E che diranno, i cattolici del PDL? Diranno quello che pare loro, mi sembra chiaro. Sono liberi di farlo, che lo facciano pure Come fanno a essere “mortificati” dal fatto che altre persone la pensino diversamente da loro?

E che pretendono, a Famiglia Cristiana, il Pensiero Unico??? Anzi, fossero tutti come il PDL, i partiti politici!!!

La liberta’ di coscienza, cari Paolini, e’ tutto, non l’extrema ratio. D’altronde: senza liberta’, non c’e’ peccato. Non penso di essere il primo a dirlo.


Impietosa Disanima delle Candidature PD

2008/Mar/05

Nani e ballerine

[...] E pensare che c’è chi aveva fatto un passo indietro (da Prodi, a Visco, ad Amato) perchè servivano “facce nuove”. Ma adesso ci ritroviamo nei collegi blindati una sequela di “figli di”, “mogli di”, grigi addetti stampa e portavoce, sconosciute segretarie, collaboratori vari e capi segreteria. Il sottobosco che fino a ieri sgomitava nelle retrovie delle Repubblica, avrà presto il suo posto al sole. Camera o Senato, il risultato è lo stesso. Su La Stampa Fabio Martini la chiama “valorizzazione senza precedenti degli staff”. E anche l’asso nella manica calato da Walter, il falco di Confindustria Massimo Calearo, catalizza una sequela di mugugni. [...]


Molfetta: Una Strage Diversa

2008/Mar/04

C’e’ una differenza importante, nei cinque morti di Molfetta. C’e’ anche il titolare della ditta.

E quindi il problema non sono le leggi, e forse neanche i controlli: e’ nella cultura della sicurezza rabberciata, cui non crede nessuno al punto che anche il “padrone” rischia la vita, magari in assolutamente inconsapevolezza.