Un Simbolo Dell’Attuale Crisi Del Consumo

2009/Feb/15


2008: L’Anno In Cui Le Banche Hanno Perso

2008/Dic/23

Niente da celebrare a fine anno in campo finanziario. Come commenta Floyd Norris sull’International Herald Tribune in “L’anno in cui il sistema si e’ rotto“:

I tassi di interesse a lungo termine sono ai loro livelli più bassi in mezzo secolo. I tassi di interesse a lungo termine sono ai livelli più elevati in quasi 20 anni. Quello passato si delinea come l’anno peggiore in sette decenni per il mercato azionario. Dei 10 giorni migliori per il mercato azionario durante questi ultimi 70 anni, sei sono accaduti nel 2008. Un eroe di Wall Street che ha costretto anni fa la Grande Finanza a trattare meglio gli investitori, ora ammette di aver frodato una generazione successiva di investitori per 50 miliardi di dollari. Un famoso avvocato ha detto di essersi appropriato di centinaia di milioni vendendo valori mobiliari fasulli a una serie di “hedge funds”. Gli economisti sono preoccupati per la deflazione. Gli economisti sono anche timorosi per l’inflazione. Il governo degli Stati Uniti presta denaro a imprese che prima non avrebbero mai potuto avere in prestito. Tutti temono un’ondata di fallimenti societari se le aziende non possono prendere in prestito denaro per risanare i prestiti in pagamento.

Questo è stato l’anno in cui il sistema finanziario ha smesso di funzionare. Quasi tutte le contraddittorie dichiarazioni sopra possono essere fatte risalire a questo fatto. [...]

il settore bancario non era in grado di assumersi il proprio ruolo storico di finanziatore che pazientemente attende che i prestiti vengano rimborsati. Al contrario, le banche non hanno fiducia né nei propri bilanci, né in quelli di altre banche. Per una parte significativa dell’economia, il governo è diventato la prima e unica fonte di prestiti.

Per la maggior parte del 2008, la Federal Reserve e il Tesoro degli Stati Uniti non si sono resi conto che il sistema bancario si trovava di fronte a una crisi di solvibilità piuttosto che a una di liquidità. Gli sforzi volti a fornire liquidità si sono rivelati inefficaci perché nessuno aveva [o ha] fiducia nei valori delle enormi quantità di prodotti derivati e cartolarizzati che le banche possiedono.

È più o meno evidente che è l’intero sistema bancario che ha bisogno di essere rivisto. Non appena le cose si sono messe male, e’ praticamente scomparso alla vista, a parte poche eccezioni degne di nota (e nessuno scommetterebbe che quelle eccezioni non saranno a loro volta in difficoltà nei prossimi mesi, se non settimane …).

Forse dovremmo semplicemente accettare il fatto che cosi’ come stanno le cose, tutte le banche sono in ultima analisi di proprietà statale. E un po ‘come la maggior parte delle grandi compagnie aeree degli Stati Uniti, le banche saranno periodicamente capaci di fare un grande, grande pasticcio con i loro conti.

Il problema è che fanno il pasticcio con il denaro degli altri…


Sonni Tranquilli sulla Catastrofe Finanziaria In Corso

2008/Nov/30

E come si fa? Si fa, si fa. Perche’ in realta’ ci sono due (se non piu’) modi di intendere cosa sia una catastrofe. C’e’ la “catastrofe” secondo la definizione piu’ comune (chiamiamola “di tipo a”), un avvenimento o una serie di avvenimenti che portano a sfacelo e distruzione. Ma c’e anche la “catastrofe” nel senso di Thom e della teoria delle catastrofi (di tipo “b”), e cioe’ un “mutamento discontinuo” che porti un sistema a una condizione completamente nuova.

In campo finanziario, una catastrofe “di tipo a” vedrebbe lunghe file al monte dei pegni e alle distribuzioni di pasti caldi e gratuiti, con la nascita di baraccopoli nei parchi pubblici: una ripetizione del ‘29, insomma, anzi di quasi tutti gli anni ‘30 del XX secolo negli USA. E’ questa la catastrofe che ritengo assai improbabile: se non altro perche’ nel 1929 non c’era alcuna esperienza…del 1929; mentre noi abbiamo avuto circa 80 anni per pensarci su’, e magari se sbaglieremo sara’ per qualcos’altro e non una ripetizione idiota degli stessi errori dell’epoca.

La catastrofe finanziaria in corso e’ invece sicuramente “di tipo b”. Se e quando ne usciremo fuori, la situazione sara’ completamente diversa rispetto a quella in vigore fino all’Agosto 2008: niente piu’ bizzarrie diffuse fra le banche di investimento, molte meno opportunita’ di registrazioni “fuori bilancio”, un diverso ruole per le Banche Centrali, meno cene, colazioni e festini per coloro che regolano i mercati finanziari assieme a coloro che dovrebbero essere regolati. Ma il mio e’ solo un timido elenco: chi si fidera’ mai piu’ di chi ha rischiato di giocare le camicie di milioni di persone pur di guadagnare quel mezzo punto percentuale in piu’, e poi ha dovuto presentarsi capello alla mano per chiedere l’elemosina al Governo?

Inutile perdere il sonno, su quest’ultimo tipo di catastrofe. L’unica cosa da pregare e’ che la “correzione di rotta” non porti troppi danni essa stessa. Ma tanto, siamo tutti sulla stessa barca. Se uno diventa povero, il problema e’ suo. Se cento milioni diventano poveri, il problema e’ del Governo…


Crollo Borse: Dove Sono Finiti Tutti Quei Soldi?

2008/Ott/16

(mia traduzione di “Where has all the money gone“, BBC News, 15 Ottobre 2008. Originale © BBC MMVIII):

Miliardi di sterline sono state cancellate dalle quotazioni immobiliari, e i prezzi in borsa rimangono molto variabili, mentre istituti di credito sovraccarichi di debiti vengono salvati dalla bancarotta. Ma dove sono finiti tutti quei soldi? Lo spiega l’economista John Sloman.

Il denaro è costituito da due componenti principali.

Il primo è il denaro contante (banconote e monete). L’importo totale del denaro nel Regno Unito è poco più di 50 miliardi di sterline, con circa £43 miliardi in circolazione al di fuori delle banche e £7 miliardi nelle banche (cassette di sicurezza, sportelli e bancomat).

Ma il contante è una parte relativamente piccola dell’ammontare totale di denaro. Il resto, la maggior parte del denaro, è in forma di depositi bancari a cui non corrisponde denaro contante.

Il totale in UK ammonta a circa £1.800 miliardi. Il punto è che lo scopo principale del denaro e’ l’acquisto. E per la maggior parte dei grandi acquisti – e anche per molti di quelli di piccole dimensioni – noi non utilizziamo contanti.

Invece, abbiamo accesso al denaro nei nostri conti utilizzando carte bancomat, addebiti diretti, e assegni. Quando paghi per qualcosa con il tuo bancomat al supermercato, l’ammontare risulta addebitato al tuo conto bancario, e accreditato a quello del supermercato. Il denaro viene trasferito tra i due conti – ma non c’e’ stato utilizzo di contanti.

La situazione e’ simile con le carte di credito. Quando si acquista qualcosa con una carta di credito, il conto del negozio è accreditato. A te arriva una fattura mensile e quando la si paga, al tuo conto bancario viene addebitato il totale. La maggior parte del denaro, quindi, è semplicemente un registro dei depositi – voci nei resoconti.

Ma non è, tutto questo, molto preoccupante? La risposta è: non in tempi normali. Naturalmente, i tempi non sono stati “normali” di recente. Quindi, guardiamo prima a cosa le le banche fanno in tempi normali e poi diamo un’occhiata ai tempi anormali degli ultimi giorni e settimane.

La Peggiore delle Ipotesi

Le banche non sono gigantesche cassette di sicurezza. Quando depositi £100 in contanti, la banca non si limita a conservare il denaro, in attesa che tu lo ritiri. Le banche sanno che in tempi normali, solo una piccola parte del denaro depositato verra’ ritirato in contanti.

La maggior parte dei saldi dei conti delle persone rimarrà lì. Anche quando spendono, per la maggior parte si tratta di bancomat o carte di credito, o di trasferimenti elettronici, non contanti. Anche quando alcuni ritirano denaro contante, altri nello stesso momento stanno depositando contanti.

Che cosa fanno dunque le banche con i depositi? La risposta è che prestano a persone e imprese, e le une alle altre. Quando le persone spendono questi prestiti – per esempio nei negozi – i negozi poi depositano i soldi nelle banche.

Questi depositi a loro volta vengono utilizzati come base di ulteriori prestiti ad altre persone. Questi, a loro volta, generano più depositi e ancora più prestiti.

E così il processo continua. Più e più depositi vengono generati. E questi depositi contano come denaro. E’ così che cresce il denaro. Ma non il denaro contante.

Preoccupato? Non devi esserlo, per due motivi:

1. Le banche sono normalmente attente a conservare abbastanza denaro per soddisfare le esigenze dei loro clienti
2. Se cominciasse a mancare loro denaro contante, possono prenderlo in prestito dalla Banca d’Inghilterra

Tutto cio’ in tempi normali. E in tempi anormali? Che cosa succede se la gente inizia a preoccuparsi che la loro banca non abbia abbastanza denaro, o peggio ancora, che possa fallire? Che cosa succede se le banche smettono di fare credito le uni alle altre, temendo che potrebbero non recuperare piu’ i loro soldi?

La peggiore delle ipotesi è un “assalto alla banca “. Questo è ciò che è accaduto con la Northern Rock nel 2007. La gente si e’ messa in coda per ritirare il loro denaro. Alla fine, spetta al Governo e alle Banche Centrali (la Banca d’Inghilterra, nel caso del Regno Unito garantire che i depositi siano al sicuro.

E questa è quanto sta accadendo in questi ultimi giorni.

Le Banche Centrali stanno prestando ingenti somme di denaro al sistema bancario. Le Banche Centrali sono sostenute dai Governi e possono sempre stampare denaro sufficiente per soddisfare tutte le esigenze.

I Governi stessi stanno pompando somme da capogiro nelle banche mediante l’acquisto di azioni. Nel Regno Unito, il Governo ha promesso di acquistare £37 miliardi di nuove azioni in banche se tale somma non può essere ottenuta da investitori privati – £20 miliardi nella sola Royal Bank of Scotland.

Inoltre, il Governo ha garantito tutti i depositi nelle banche fino a £50.000. In pratica, come e’ accaduto con Northern Rock e Bradford & Bingley, il Governo procederebbe quasi certamente a garantire tutti i depositi, di qualunque ammontare, se una banca fosse in difficoltà. Anche i depositi privati nelle fallite banche islandesi sono stati garantiti dal Governo del Regno Unito.

La Ricchezza Che Scompare

Quindi, dove sono finiti tutti quei soldi? Il tuo denaro è ancora lì. Quindi non devi preoccupartene.

Tuttavia, il valore del denaro viene eroso dall’inflazione. £100 possono acquistare solo circa il 95% di ciò che potevano un anno fa, e solo circa la metà di quanto avrebbero potuto 20 anni fa. Questo è uno dei motivi per cui vogliamo ricevere interessi, se mettiamo dei soldi da parte.

Ma per quanto riguarda i cosiddetti debiti “sub-prime”? Quel denaro è stato prestato a persone che difficilmente saranno in grado di restituirlo. Il problema è che i prestiti sono stati fatti principalmente per acquistare case, e le case sono diminuite in valore. Pertanto, se le persone vendessero la loro casa, non otterrebbero quanto hanno speso.

È lo stesso con titoli e azioni. Se avessi acquistato un valore di £1000 di azioni un anno fa, avrebbero un valore di circa £670 oggi.

Ma case e azioni non sono soldi. Sono beni il cui valore varia con le forze di mercato. Se la domanda aumenta e/o l’offerta diminuisce, il loro prezzo salirà. In caso di calo della domanda e/o aumento dell’offerta, il loro prezzo scenderà. Non vanno dimenticate mai le avvertenze di solito stampate in piccolo: “i prezzi possono scendere così come salire”.

Quindi il tuoi denaro nei depositi bancari non e’ scomparso. Ma parte della tua ricchezza lo ha fatto.

Ma il declino della ricchezza ha effetti sulla creazione di denaro. Se le banche sono preoccupate per i crediti inesigibili, non possono prestare piu’ di tanto. Con una crisi del credito sempre piu’ profonda, ci potrebbero essere meno spese e meno soldi depositati da negozi e imprese. Ci sarebbe dunque ancora meno prestito e l’economia potrebbe cadere in recessione.

Dopo tutto, meno spesa significa meno produzione e meno occupazione. Non c’è da stupirsi che i Governi abbiano ritenuto di dover agire. Non c’è da stupirsi che ingenti somme vengano pompate nel sistema bancario.

John Sloman è Direttore dell’Economics Network, il centro didattico per l’Economia alla Accademia di Insegnamento Superiore, basato presso l’Università di Bristol. E ‘autore di Economics, Essentials of Economics e vari altri libri di testo.


L’Unione Europea Pronta a Risolvere il Problema Immigrazione

2008/Ott/15

E come fara’ l’UE a risolvere il problema dell’immigrazione? Ma e’ semplice: adottando criteri stringenti e costosissimi per combattere il “riscaldamento globale”, proprio adesso che c’e’ la crisi finanziaria.

Con l’economia in rovina, immigrati non ne verranno piu’. E quindi almeno quel problema sara’ risolto.


Al Solito, Beppe Grillo Non Capisce Un Bel Niente

2008/Ott/15

Adesso la crociata di Grillo e’ “a favore degli azionisti“. E cosa chiede? Che vengano pubblicati gli elenchi dei “pregiudicati” e di quelli “in attesa di giudizio” al comando delle aziende quotate in Borsa.

Ma questi azionisti non sono capaci di ragionare da soli? E investono senza informarsi?

Sara’ un caso ma tutte le vote che Grillo parla di qualcosa che gia’ conosco, non fa che dire stupidaggini.


Il Momento Giusto per Banche Low-Cost?

2008/Ott/14
Ricompense gonfiate, fallimenti periodici, inefficienze gigantesche, sempre pronte a chiedere aiuti governativi … sono le caratteristiche condivise dalle compagnie aeree di bandiera, e da un incredibile numero di banche.

C’e’ nessuno che stia considerando la possibilità di fondare una banca “low-cost”? Una specie di Ryanair della finanza?

Forse uno o due dei super-ricchi Fondi Sovrani o magnati del petrolio ci provera’. Sono quelli che hanno i soldi, dopo tutto … e che hanno appena visto tantissimi dei loro soldi venire bruciati da banchieri professionisti.


Crisi Finanziaria…Speriamo Non Un Remake Della Cura di Re Carlo II

2008/Ott/06

C’e’ da incrociare le dita…dopo gli interventi senza criterio da parte di politici europei senza ragione, speriamo che la “crisi finanziaria” non somigli alle “cure” somministrate al povero Re Carlo II d’Inghilterra, Scozia e Irlanda, sottoposto fra il 2 e il 6 febbraio 1685 a una quantita’ spropositata di dissanguamenti, diuretici, emetici e clisteri, piu’ una medicina per starnutire a piu’ non posso.

Purtroppo per lui, a un certo punto si risveglio’ pure, e questo fu preso dai suoi medici come segno che occorrevano ulteriori dissanguamenti…

Mutatis mutandis, potrebbe essere un buon segno se i mercati continuano a scendere: altrimenti a qualcuno verra’ pure in mente l’idea che comprare titoli spazzatura senza poterli valutare come si deve, e garantire centinaia e centinaia di miliardi di depositi, possano essere delle buone idee.


Catastrofismo Finanziario, Non Catastrofe (per ora)

2008/Set/29

Un grande articolo (in inglese) dal blog misto inglese / italiano blog “noisefromAmerika” con David K. Levine e Michele Boldrin che spiegano i motivi in base ai quali non sembra che il sistema finanziario mondiale stia per crollare domani.

A meno che la coppia Bernanke&Paulson in America  non dicano tutta la verità …

Tutto ciò spiega anche l’altrimenti assurdo comportamento di tanti politici americani, che dichiarano un imminente Armageddon con una mano, e litigano su quello che al confronto sarebbero solo sciocchezze, con l’altra.

Come di consueto, l’unica cosa di cui aver paura è la paura stessa (e una soluzione troppo affrettata). A questo ritmo, la cosa migliore che può accadere è che nulla di sostanziale sia fatto fino a dopo le elezioni presidenziali. Manca poco piu’ di un mese. Se il Presidente Bush è davvero preoccupato, può imporre un mese di ferie bancarie forzate, come fece Franklin D. Roosevelt per qualche giorno, tanti anni fa.

[...] il valore complessivo dei mutui in sospeso è di $11mila miliardi [...] mentre il valore dei contratti di assicurazione scritti su di essi è di circa cinque volte più grande. Chiaramente, le Mortgage Backed Securities (MBSs), i CDOs e così via, sono stati utilizzati come garanzia per un sacco di altri prestiti [...] Ciò spiega perché sia il valore di quei mutui a poter far cadere l’intero castello di carte [...]

Il problema nel settore bancario è la possibilità di fallimenti a cascata, con le banche insolventi che fallendo trascinano giù le banche piu’ solide [...]

Qual è la soluzione? Una è far intervenire il Governo perche’ acquisti titoli, come proposto nel piano di salvataggio [appena bocciatio dal] Congresso USA.

[Se tali titoli non sono adeguatamente valutati, il governo potra' ottenere] solo titoli a valore inferiore [a quanto stimato] con i contribuenti a dover pagare la differenza. Si noti che quelli che raccolgono i frutti sono i possessori di titoli senza valore [...] In effetti, per evitare che le banche peggiori trascinino con loro quelle migliori, salviamo le banche peggiori.

Ci sono molti sistemi alternativi a quello proposto dal Tesoro USA:

  • Richiedere alle banche di effettuare aumenti di capitale. [In quel caso] le perdite sono a carico delle banche migliori piuttosto che del contribuente
  • Scambiare debiti con partecipazioni azionarie. [E' noto che] regimi di “remissione del debito” hanno aiutato nella risoluzione di crisi finanziarie, in passato.
  • Fare comprare allo Stato USA immobili per il valore del credito ipotecario
  • Forzare una liquidazione ordinata dei titoli derivati basati sui mutui [...]

E’ vero: ci possono essere fallimenti a catena e cio’ è una cosa negativa. Ma tutto quello non avviene istantaneamente, non domani, non la prossima settimana, non il mese prossimo [...]

Alla fine della fiera, in un futuro immediato la situazione è questa. La Federal Reserve Bank e le sue agenzie-sorelle [...] possiedono già forti strumenti per gestire fallimenti nel sistema bancario. [...] Non abbiamo visto fallire le banche migliori, né abbiamo visto fallimenti a catena. Non ci è stato dato alcun motivo per pensare che qualcosa del genere sia imminente. [...]

Il fatto che le banche siano riluttanti a prestare le une alle altre non ha molto impatto sulla loro capacità di prestare a breve termine ai clienti. [...]

Se la Federal Reserve Bank e il Tesoro USA dispongono di informazioni in base alle quali le cose stanno peggio di quanto riferito da Bernanke, essi dovrebbero dirci quali siano quelle informazioni. In caso contrario dovrebbero dire chiaramente che l’Apocalisse non è dietro l’angolo.


Miserabilifico

2008/Set/18

miserabilìfico (agg.): si dice di persona che, convinta che stia andando tutto a rotoli, passa il suo tempo a rimproverare chiunque la pensi diversamente, nel malcelato tentativo di approfittare del “mal comune, mezzo gaudio”. Spesso associato a un complesso di superiorita’ (nel qual caso la pronuncia viene modificata in miserabilifìco. Vedi anche: riscaldamento globale, crisi finanziaria del 2008, fine del mondo nel 2012.


Sonni Tranquilli sulla Crisi Finanziaria

2008/Set/15

Visto che Repubblica ne parla come se domani dovesse arrivare il Giudizio Universale, possiamo dormire sonni tranquilli riguardo la crisi finanziaria che ha visto Lehman Brothers dichiarare fallimento (che negli USA e’ un passo un po’ meno drammatico che in Italia).

Anzi, e’ positivo il fatto che il governo USA non e’ voluto intervenire. Spendere soldi pubblici per tenere su’ delle ditte fallimentari porta solo alla stagnazione, come in Giappone e naturalmente in Italia.

(nota: la discussione prosegue a questo link: Catastrofismo Finanziario, Non Catastrofe (per ora))


Ben Bernanke e la Sindrome del “Troppo Grande per Fallire”

2008/Lug/14

Sono lieto di vedere che la Federal Reserve (la “Banca Centrale” conosciuta anche come “Feds”) degli USA e l’Amministrazione Bush stanno dando chiare istruzioni su come avere successo nel mondo degli affari in America.

Apparentemente, tutto ciò che bisogna fare è rendere la propria Ditta “troppo grande per fallire” (TGPF).

Se poi un giorno le cose cominceranno ad andare male, sarà Ben Bernanke, Presidente della Feds, a salvare la situazione. Anche se è stato tutto colpa di quella Ditta. Anche se quelli della Feds sono stati fermi a non fare niente, mentre la Ditta’ è diventata TGPF.

I direttori delle TGPF sono sicuramente molto soddisfatti all’idea delle opportunità di profitto futuro illimitato, accompagnate da probabilità vicine allo zero che le loro ditte dichiarino bancarotta, o addirittura chiudano l’attività.

Una nuova ondata di acquisizioni senza alcun ritegno è sicuramente in arrivo. L’obesità paga, negli Stati Uniti, nel mondo imprenditoriale.


L’Importanza Relativa dei Nostri Discendenti del 2100

2008/Giu/13

Discussione sul blog Oca Sapiens sul “tasso di preferenza intertemporale” (tecnicamente, PRTP), una serie di paroloni che significano “quanta importanza diamo ai nostri contemporanei rispetto alle persone del futuro, per esempio del 2100?”.

Un PRTP uguale a zero, vuol dire dare a tutti la “stessa importanza”. Maggiore di zero, vuol dire dare “maggiore importanza” ai contemporanei, e poi via via sempre meno “importanza” man mano che si va nel futuro.

— 

Mi e’ stato detto che il PRTP deve essere zero “per motivi etici”. Lo dice anche un professor Heal della Columbia University.

A me invece sembra un’affermazione straordinaria, che ovviamente avrebbe bisogno di prove e dimostrazioni straordinarie. Il fatto poi che certi discorsi provengano praticamente esclusivamente da “cambioclimatisti” e “economisti ambientali” non provvede granche’ fondamenta al concetto.

Usare un PRTP maggiore di zero infatti non vuol dire “chi se ne frega del 2100″ ma e’ semplicemente riconoscere la naturale, eticissima preferenza verso coloro che esistono rispetto a quelli che potrebbero esistere. Ci sono vari aspetti riguardo questo:

(1) la nostra e’ una specie tribale, e l’importanza nella nostra vita di familiari, vicini, amici e conoscenti e’ diversa da quella di completi sconosciuti. Allo stesso modo, la vita e il benessere di chi e’ nostro contemporaneo sono piu’ importanti di quelli di persone future

(2) mentre l’esistenza dei contemporanei e’ un dato di fatto, l’esistenza delle “persone future” e’ “solo” una possibilita’, e di questo bisogna tenere conto. L’esempio che ho fatto in passato e’ quello del genitore che si ritrova con il figlio malato e una medicina introvabile e/o costosissima a disposizione: che senso avrebbe non dare quella medicina a quel figlio, per tenerla da parte nel caso che in futuro nasca un altro figlio che potrebbe forse averne bisogno?

(3) e’ molto difficile prevedere, specie il futuro, ha piu’ o meno detto qualcuno prima di me. E’ molto divertente rivedere documentari di venti o cinquanta anni fa, in cui si cercava di descrivere la “vita negli anni Duemila”, proprio perche’ c’hanno azzeccato poco o niente. Non si capisce perche’ improvvisamente adesso dovremmo essere piu’ bravi a vedere nel futuro: e quindi perche’ fare finta che possiamo scegliere noi in maniera sensata per i terrestri del 2100? E se piu’ si cerca di prevedere lontano nel tempo, meno si puo’ essere sicuri, allora e’ perfettamente logico (ed etico) introdurre un “fattore di preferenza intertemporale” che vada a diminuire con la nostra sicurezza.

Purtroppo Heal rimanda, riguardo l’ultimo punto, a un suo lavoro che non e’ disponibile su Internet.


Positiva Moderazione sul “Mutuo Tremonti”

2008/Mag/21

Il Consiglio dei Ministri parte gagliardo a Napoli e Tremonti annuncia la possibilita’ di “ristrutturare” il mutuo tornando ai tassi del 2006, che diventano fissi. Un’idea perlomeno innovativa e che molti potranno trovare allettante, visto che la rata mensile puo’ abbassarsi decisamente.

Anche se non sono un consulente finanziario, e queste mie riflessioni non vanno assolutamente prese come consigli o suggerimenti d’investimento, penso a voce alta e dico che i soldi gratis non esistono, e se la Banche con una mano danno, con l’altra naturalmente prendono.

Chi optasse per la ristrutturazione, infatti, praticamente passerebbe da un mutuo fisso a tasso variabile a un mutuo variabile a tasso fisso.

Alla scadenza infatti se e’ vero che la Banca potrebbe restituire dei soldi (nel caso i tassi di interesse siano stati inferiori al tasso fisso del 2006), e’ anche vero che il mutuo stesso potrebbe essere esteso anche per anni e anni (nel caso i tassi di interesse rimangano alti rispetto a quelli del 2006).

Insomma chi avesse 50 anni oggi con un mutuo fino al 2018, potrebbe ritrovarsi a doverlo pagare fino al 2020 o 2025, quindi abbondantemente dopo essere andato in pensione.

Prima di ristrutturare quindi bisognerebbe valutare quali siano i rischi possibili di “sforamento” della scadenza. Per il cinquantenne sopra menzionato, per esempio, sara’ la pensione sufficiente al pagamento delle rate?

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Il “Mutuo Tremonti” e’ una soluzione al problema del “flusso di cassa” degli italiani. E’ particolarmente vantaggioso per salariati e pensionati, i quali si troveranno piu’ soldi in tasca potendo far affidamento su un pagamento mensile fisso del mutuo, almeno momentaneamente “protetti” dagli inopinati aumenti dei tassi da parte dell’odiosa Banca Centrale Europea.

E’ anche una soluzione preventiva che dovrebbe allontanare il pericolo che decine di migliaia di famiglie si trovino da un momento all’altro a dover scegliere fra il pagamento del mutuo, e il mangiare dignitosamente.

Speriamo pero’ che qualcuno chieda all’associazione bancaria ABI (la quale, per essere d’accordo con un sistema del genere, deve avere pochissima fiducia nelle capacita’ di pagamento dell’italiano medio, nel caso i tassi continuino a salire), la garanzia che a ogni “ristrutturante” verranno spiegati in dettaglio tutti i rischi cui va incontro.


Capitalismo Autoritario in Cina: Meglio della Democrazia Liberale?

2008/Apr/29

(la risposta e’: no, non lo e’: cosi come provare a guadagnarsi da vivere al tavolo da gioco non e’ meglio dell’avere uno stipendio, anche se i potenziali ritorni economici sono molto piu’ alti)

Il capitalismo autoritario della Cina e’ forse meglio della democrazia liberale (come “condizione necessaria e motore dello sviluppo economico”)? E’ piu’ o meno quanto si chiede Slavoj Žižek, co-Direttore del Centro Internazionale per gli Studi Umanistici al Birkbeck College, una delle Universita’ di Londra, nella sezione delle lettere sulla London Review of Books (volume 30 no. 8, datato 24 aprile 2008), dopo aver descritto in maniera straordinariamente equilibrata le relazioni passate e presenti fra Tibet e Cina (che, a proposito, non sono una storia di buoni e cattivi). Scrive Žižek:

Fareed Zakaria ha indicato come la democrazia “attecchi” solo nei Paesi economicamente sviluppati: se un Paese in via di sviluppo e’ “democratizzato prematuramente”, il risultato e’ un populismo che si conclude nella catastrofe economica ed nel despotismo politico. Nessuna sorprese quindi nel notare che i Paesi del terzo mondo economicamente piu’ riusciti (Taiwan, Corea del Sud, Cile) hanno optato per una democrazia completa solo dopo un periodo autoritario.
Seguento questo stesso percorso, la Cina ha fatto uso di un sistema autoritario per gestire i costi sociali della transizione al capitalismo. La combinazione bizzarra del capitalismo e del potere politico comunista e’ risultata essere non un ridicolo paradosso, ma una benedizione. La Cina si e’ sviluppata così velocemente non nonostante l’autoritarismo comunista, ma grazie ad esso.

In realta’ c’e’ da mettere i “puntini sulle i” a questo discorso. In primo luogo, Taiwan, la Corea del Sud ed il Cile si sono transformati “Paesi del terzo mondo economicamente piu’ riuscitidopo avere superato il “periodo autoritario“. Con quelli come esempi, sembra che una dittatura possa fare da gestante ad un’economia di successo, ma che l’autoritarismo si trasforma poi in una madre soffocante, se non in una cattiva matrigna.

Ancora piu’ importante, la Cina in se e’ in un certo senso soltanto la piu’ recente manifestazione di una “verità”: una dittatura (economicamente) illuminata puo’ essere molto piu’ efficiente di cumulo di trucchi e trucchetti conosciuti come “democrazia”. Voltaire probabilmente ha creduto in questo, e anche Platone e tantissimi altri, ed anche se il tutto suona come un concetto elitista, e’ pur tuttavia ovvio: un Principe intelligente, che si preoccupa del suo Stato e dei suoi sudditi, politicamente ed economicamente saggio può decidere la cosa migliore per tutti nel giro di minuti, invece che sprecando mesi provando a convincere e negoziare, magari forse in interminabili Commissioni Parlamentari.

Un tal principe può anche garantire decenni di buon governo, davvero una benedizione per il suo popolo. C’e’ un piccolo aspetto pero’. Immaginiamo che il Principe sia Ottaviano Augusto, e la pace e la prosperità sono di tutti.

Dopo viene Tiberio, e le cose cominciano a peggiorare con la sua paranoia. Tocca quindi a Caligola, e a Nerone non manca molto.

Le cose non sono cambiate granche’ durante i passati 2.000 anni. Il problema dell’autoritaritarismo, e quindi del capitalismo autoritario, non e’ la sua capacità di generare prosperità: piuttosto, la perfettamente analoga capacità di degenerare, rapidamente perché quasi senza controllo, arrivando quindi a impedire lo sviluppo della prosperita’ se non ad ucciderla completamente.

Come si dice nel mondo finanziario: cosi’ come un nuovo Amministratore Delegato puo’ far risorgere o distruggere un’azienda, analogamente un Principe despotico (o un Comitato di Principi, altrimenti detto “Comitato Centrale del Partito Comunista della Cina”) e’ una ricetta per nuove opportunita’ di guadagno e, per gli stessi motivi, per un aumento del rischio. E cio’ andrebbe decisamente considerato, quando si vuol dare un giudizio circa che cosa scegliere come “la condizione necessaria ed il motore di sviluppo economico”.

Dopo tutto, chi desidera scommettere continuamente tutta la sua ricchezza?


Io, Lavoro

2008/Apr/05

Il mio lavoro consiste nel supporto e implementazione dell’applicativo MUREX, un nome noto nelle Investment Banks (ma anche Hedge Funds, etc) in tutto il mondo come prodotto leader mondiale da svariati anni nella gestione del trading (equities, derivatives, commodities, credit derivatives) un po’ a tutti i livelli incluso il risk management. In pratica faccio in modo che funzioni, e funzioni meglio, laddove e’ gia’ “in produzione”, e che venga implementato al meglio, laddove sia partito un progetto per installarlo.

Mi occupo del lato tecnico (software, UNIX, SQL, ma anche gestione della memoria, co-ordinamento testing, etc).

In questi anni (dal settembre 1998 in poi) ho sviluppato dei report per MUREX per il back office e lavorato ad espandere le capacita’ del sistema (alla Commerzbank), supportato i traders ed estratto informazione non-standard da MUREX (HSBC), definito la strategia di testing per un upgrade del sistema (Standard Chartered), sviluppato i workflow interni (Standard Bank of South Africa), gestito tutto l’ambiente MUREX (“environment management”) sia per production che per development (ABN AMRO, Bank of America), e guidato il dipartimento per cui lavoravo fino al go-live con MUREX (JP Morgan). Tutto questo come Consultant per una ditta (gia’ City Practitioners, ora Capco), tranne che alla Commerzbank (dove pero’ sono stato anche manager di un gruppo fino a 15 persone).

Insomma ho fatto un po’ di tutto un po’ da tutte le parti. Sono stato presso i clienti per il 95% del tempo se non di piu’. Prossimo incarico alla Swiss Re, sempre per la Capco, per un’analisi del sistema attuale volta a renderlo piu’ veloce e meno prono a intoppi.

Nel frattempo sto sviluppando delle lezioni brevi (30min-1h) per i miei colleghi, e organizzando la documentazione MUREX ma non solo per tutta la ditta Capco (sede di Londra) tramite un applicativo wiki (“Confluence” della Atlassian), lo stesso usato in molte banche di investimento nella City.


Anche l’Economist, dopo Obama e Tremonti

2008/Mar/31

Ormai il consenso riguardo la necessita’ di regolare meglio i mercati finanziari e’ pressocche’ unanime. Dopo Obama e Tremonti, ecco il liberalissimo Economist:

Adesso che le Banche di Investimento sono tenute in piedi dallo Stato, devono essere regolamentate di nuovo. Con attenzione


Obama come Tremonti

2008/Mar/28

Barack Obama dagli USA parla come Giulio Tremonti.

Che dira’, adesso, Uolter?

Obama ha addossato gran parte della colpa per la crisi su gruppi lobbystici e politici che hanno smantellato le strutture di controllo che governavano l’energia, le telecomunicazioni ed servizi finanziari [... ] Obama, Democratico dell’Illinois, ha proposto di rimettere in piedi una struttura di controllo senza soffocare troppo l’innovazione economica. Ma non ha risparmiato nessuno dicendo che gruppi lobbyistici dal settore privato e deboli legislatori hanno fallito nel gestire i rischi di un sistema finanziario sempre più complesso. “Invece di stabilire delle regole nuove per il XXI secolo, abbiamo semplicemente smantellato quelle vecchie,” ha detto [...]


Tremonti: Quando il Mercato Non Basta

2008/Mar/27

L’esponente del PDL Giulio Tremonti, gia’ due volte Ministro dell’Economia con Berlusconi, ha rilasciato al Messaggero un’intervista a proposito della crisi finanziaria internazionale in cui dice che “il mercato non basta“.

Sorprendente, da parte di un “liberista”? Non mi sembra proprio.

Quando infatti Bernanke, Presidente della Federal Reserve (la “Banca Centrale” USA) salva la banca di investimenti Bear Sterns perche’ “e’ troppo grande per fallire“, e’ evidente che l’ideologia del laissez-faire, del libero mercato con pochi controlli, e’ stata applicata in maniera troppo asinina…

…altrimenti, sarebbe stata definita in anticipo la “taglia massima” di una banca, oltre la quale non andrebbe consentita alcuna crescita. In quel modo, la Bear Sterns avrebbe potuto essere lasciata scomparire, a scapito dei soli azionisti e dirigenti.

Insomma un po’ di leadership, come la chiama Tremonti, di capacita’ di guida guardando al futuro, con il senno di poi sarebbe stata davvero necessaria.

Quello che succede adesso invece e’ che i soldini per salvare gli investment bankers che pasteggiano a champagne fra un panfilo e un’isola tropicale, li tirano fuori “per forza” i contribuenti che vivono di stipendio.

Non e’ certo questo, il il liberismo economico da auspicare.


Una Crescita Diversa (dall’Economist)

2008/Mar/24

Mai finire di stupirsi: adesso e’ dalle pagine dell’Economist che si puo’ leggere che (1) la vera crescita in benessere e’ piu’ legata al PIL (Prodotto Interno Lordo) pro-capite che al PIL assoluto, per cui la diminuzione della popolazione non e’ per forza un dramma da evitare a tutti i costi (anzi!); e (2) per assicurarsi contro l’apocalisse finanziaria, invece che comprare divise o rifugiarsi nell’oro, la cosa migliore da fare e’ acquistare terreni agricoli.