Iran – Boicottare I Mujaheddin Del Popolo

2009/Giu/26

Stigmatizzo decisamente (e so di non essere il solo) la decisione della Zamparutti e di altri politici europei di partecipare alla manifestazione di Parigi dei “Mujaheddin del Popolo” (MEK), un’organizzazione che si e’ macchiata di innumerevoli crimini inclusi diversi attentati esplosivi che hanno coinvolto civili, e nonostante abbia rinunciato alla lotta armata nel 2001 ancora nel 2003 si e’ fatta beccare con 6,000 combattenti in Iraq ben armati inclusi diversi carri armati.

Perche’ erano in Iraq, loro che si professano liberatori dell’Iran dal regime degli Ayatollah? Perche’ il MEK e’ la stessa organizzazione che ha trasferito le sue basi sotto la protezione di Saddam Hussein, nel mezzo della guerra fra Iran e Iraq.

Si tratta anche di un gruppo che Human Rights Watch non ha esitato definire un “culto”, i cui membri sono pronti a tutto incluso darsi fuoco e morire come manifestazione di protesta.

Le immagini da Parigi ricordano, infatti, un raduno tipo Testimoni di Geova..il che va benissimo per i Testimoni di Geova, ma se fatto da un’organizzazione politica dovrebbe far tremare i polsi.

Vista la popolarita’ del MEK in Iran (=zero spaccato), associarvisi in un qualunque modo significa sostanzialmente autodichiararsi nemici del popolo iraniano, di laici e clericali, liberali, seguaci dello Shah e conservatori tutti. E poi ci si lamenta che il Governo Iraniano si comporti in maniera paranoica…

Il contributo del manifestare con i MEK alla causa della giustizia, della liberta’ e della nonviolenza nel mondo e’ “meno infinito”… tanto varrebbe marciare osannando le effigi di Cheney e Rumsfeld e inneggiando alla distruzione armata della Repubblica Islamica.


Repressione In Iran? Andiamoci Piano!

2009/Giu/22

Sono passati vari giorni, e ancora non mi e’ ben chiaro cosa potremmo o dovremmo fare riguardo l’Iran.

L’espulsione (o il mancato rinnovo dei visti, che e’ un po’ diverso) dei giornalisti stranieri, ha senso nel quadro paranoico del pensiero di governo in Iran (e come dar loro torto…).

La liberta’ di informazione, con tutto quello che ci sta arrivando, non mi sembra che sia in gioco. Ci sono anche particolari che ci dicono come non si tratti della solita storia di repressione, come i continui richiami di Khamenei alla legalita’ e alla democrazia, e il fatto che dopo tutti questi giorni si sente parlare di polizia che usa i lacrimogeni.

Quando uno allora manifesta in Europa “in appoggio ai manifestanti a Teheran”, puo’ essere sicuro di chi o cosa stia appoggiando? Penso proprio di no (io i proclami osannanti Khomeini da parte degli intellettuali europei me li ricordo ancora…).

Per questo direi che il piu’ grande favore che ci possiamo fare e’ seguire l’Iran in maniera intelligente, senza bruciare alcun ponte e aspettando che si risolvano le loro beghe da soli. L’unico proclama da fare e’ che vengano rispettate le leggi della Repubblica Islamica in materia elettorale. Su quello ci sarebbe molto da chiedere, anzi pretendere.

Per un confronto con altre situazioni, quelle si’ di repressione brutale, pensiamo all’Uzbekistan, alle sue elezioni presidenziali, e al massacro di Andijan del 2005. Tutta roba che non e’ arrivata a Twitter, su Facebook, su YouTube. Peggio per gli Uzbeki?


Giu’ Le Mani Dall’Iran

2009/Giu/17

(commento postato sul blog di Giulia Innocenzi “Liberta’ verde“)

Manifestare per la liberta’ scalda sicuramente i cuori ma…sappiamo cosa stiamo facendo? Cosa conosciamo, anzi cosa comprendiamo dell’Iran quando un giornalista che ci abita da 25 anni afferma che “Tutto quello che sappiamo sull’Iran e’ sbagliato“?

Non dimentichiamo inoltre che tutti gli interventi esterni sull’Iran negli ultimi centocinquanta anni sono stati un disastro per l’Iran stesso, dalla Convenzione Anglo-Russa del 1907, alla occupazione straniera del neutrale Iran durante entrambe le guerre mondiali, all’appoggio all’autocrazia di Mohammad Reza Pahlavi contro il democratico Mossadeq (il cui governo fu rovesciato dagli USA e dal Regno Unito), all’appoggio dell’intellighentsia europea all’Ayatollah Khomeini in esilio, poi rientrato in Iran per combinare quello che ha combinato, e infine alle politiche vessatorie americane degli ultimi venti anni che hanno fatto in modo che i conservatori iraniani rimanessero ben saldi in sella, e hanno convinto ogni Iraniano dotato di sale in zucca che e’ molto meglio costruire un po’ di bombe nucleari e il prima possibile.

Dopo una tale fila di disastri, direi che se gli Iraniani all’estero vogliono manifestare, sara’ bene applaudirli, ma per il resto, per una volta almeno teniamo le nostre manine lontane e proviamo per una volta prima di tutto a non fare danno.


Tutto Quello Che Sappiamo Sull’Iran E’ Sbagliato

2009/Giu/16

Trascrizione dell’intervento di Alberto Negri, inviato del Sole24Ore a Teheran, a “Jefferson 2 – L’arte della svolta” (Radio24), lunedi’ 15 Giugno 2009. Le domande sono poste dal conduttore Stefano Pistolini:

(per ascoltare l’originale andare al minuto 21:43 di questo file mp3)

Non sostenevo affatto che questa votazione fosse regolare e democratica. Venendo da piu’ di 25 anni in questo Paese soltanto le procedure di annuncio del voto lasciavano aperti moltissimi interrogativi. Qui non c’e’ piu’ brace sotto la cenere qui c’e’ fuoco ormai. Qui abbiamo centinaia di migliaia di persone in questo momento…si sono radunati oggi a piazza inghelab, Piazza Inghelab (?) e’ Piazza della Rivoluzione, Inghelab vuol dire questo, e poi sono diretti verso Piazza Zadi (?), Piazza Zadi vuol dire Piazza della Liberta’ dove ai tempi dello Shah si consumo’ uno dei piu’ grandi massacri della rivoluzione che costrinsero poi all’esilio Mohammed Reza Pahlavi.

Centinaia di migliaia di persone capeggiate da Mousavi, il capo del movimento riformista che si e’ presentato alle elezioni, con Karobi (?) e con Khatami l’ex-presidente dei riformatori si sono avviate per questa manifestazione che e’ la maggiore, la piu’ grande, la piu’ incredibile che si sia vista dai tempi della rivoluzione.

D: quale esito ti viene di presagire nei confronti di quello che stai vedendo, rispetto a quello che stai vedendo?

Premetto che secondo me tutto quello che sappiamo sull’Iran e’ sbagliato. Nel senso che ogni volta noi facciamo delle previsioni errate e molto spesso anche al breve periodo che si dimostrano totalmente poi contraddette dai fatti. Soltanto ieri sembrava che la rivolta fosse stata soffocata. Questa mattina la citta’ si era svegliata con pochissima gente, semideserta, quasi impaurita, sospesi in questa tensione, e ci si domandava se ci fosse mai stata questa manifestazione, se si potesse mai svolgere.

Non solo si sta svolgendo, ma e’ diventato un movimento di massa davvero difficile da capire, la cui portata e’ difficile da capire.

D: Useresti la parola “spontaneo” per questo movimento di massa?

Io direi che e’ spontanea la reazione degli Iraniani. milioni di iraniani sono andati alle urne venerdi’ e anche moltissimi che non erano mai andati a votare in trent’anni si sono presentati credendo che fosse la volta buona in qualche modo per cambiare il governo se non il sistema. milioni di questi iraniani si sono sentiti defraudati dal risultato e hanno reagito.

D: Tu in prima persona per quello che hai visto, per quello soprattutto che ti sembra di vedere in queste ore, credi al risultato elettorale o no?

Ma..io credo a quello che vedo. c’e’ un proverbio del profeta Ali’ che dice “la Verita’ sta in mezzo alle orecchie”. In mezzo alle orecchie ci stanno gli occhi per vedere, non le cose che si sentono dire e io vedo quello che vi ho descritto prima.

Cioe’ anche se questo risultato elettorale fosse non diciamo regolare ma se si avvicinasse alla realta’ probabilmente non ci sarebbero tutte queste migliaia di persone, centinaia di migliaia di persone in piazza. Altrimenti non ci sarebbe stata questa reazione che sembra essere soffocata di giorno in giorno e poi ritorna fuori regolarmente.

Come vi ho detto prima tutto cio’ che sappiamo sull’Iran e’ sbagliato.


Tu Quoque, Barack….Dramma Al Loft!

2009/Giu/15

Roma, 15 Giugno (MNN) – La notte capitolina si preannuncia molto impegnata al Loft, la sede del Partito Democratico scelta vicino alla Chiesa di Santa Anastasia in modo da aiutare anche i piu’ incaponiti peccatori a criticare la vita privata altrui dopo essersi lavata la coscienza.

Barack Obama e Silvio Berlusconi - 15 Giugno 2009

Barack Obama e Silvio Berlusconi - 15 Giugno 2009

Centinaia di attivisti sono stati convocati nella tarda serata di oggi per aiutare a rimuovere fotografie e gigantografie dell’ennesimo Traditore della Causa Persa Del Partito Democratico (che magari fosse partito, perche’ almeno, in quel caso, qualcuno lo avrebbe rimpianto).

Basta con Barack“, ha cominciato a cantare tale Uolter, presentatosi come “fondatore e affondatore del PD“. “Una volta ammiravamo il suo ‘Ies ui can’“, ha continuato l’esagitato rimuovitore di poster prima di minacciare di andare a lavorare in Africa, “Adesso non lo sopportiamo piu’ viste le sue nuove amicizie“.

Il portiere/autista/maggiordomo/segretario del PD, al secolo “Franceschiellinielluccio”, non ha voluto confermare ne’ smentire se gli scantinati del Loft fossero ormai pieni dei ritratti rimossi dell’amico americano di Silvio. Nessuno e’ riuscito comunque a fermare l’irrompente Debora Serracchiani, che ha dichiarato che lei in Berlusconi non ci vede niente di “Bello“.

In altre notizie: “Obama riceve Berlusconi: «Bello vederti, amico mio»

ps ma il traduttore chi era, l’Uomo Invisibile??


Il Pasticcio Chiamato Iran

2009/Giu/14

Il Presidente Ahmadinejad e’ stato davvero rieletto? La violenza a Teheran continuerà nei prossimi giorni?

Purtroppo, non c’è modo di saperlo. Fra una persona che risiede in Occidente e la Verità ci sono la Commissione Elettorale iraniana, il Ministero degli Interni iraniano, il Governo iraniano, i mass-media e la propaganda iraniani, i mass-media e la propaganda occidentali, e i Governi occidentali. Un vero nebbione capace di far prendere lucciole per lanterne e viceversa.

Probabilmente, tutto cio’ che leggeremo e vedremo, incluse le immagini TV e gli scatti fotografici, sarà manipolato all’estremo.

Di cosa si può allora essere sicuri? Prima di tutto: c’è troppo in gioco della democrazia iraniana perche’ le elezioni vengano interpretate come una “farsa”. Dopo un dibattito televisivo e le fotografie del Leader Supremo iraniano, il Grand Ayatollah Sayyid Ali Hosseini Khamenei che usciva da una moschea dopo aver votato come un qualsiasi altro cittadino, niente altro che una vittoria riconosciuta dalla stragrande maggioranza dei cittadini iraniani potra’ essere sufficiente per la stessa società iraniana.

Cinicamente, si potrebbe dire che o si ha una democrazia, o se non la sia ha. Qualsiasi “fondamentalista” veramente impegnato a palesemente manipolare le elezioni, si sarebbe fatto beffa di Ahmadinejad, e di Khamenei.

Se quelli stessi hanno un qualche tipo di dittatura in mente, che scoprano le loro carte, o ne affrontino le conseguenze. Per Khamenei, e ancor più per Ahmadinejad, la scelta e’ tra sbarazzarsi della democrazia in quanto tale, o sembrare dei pagliacci.

==========

In realtà, se le cose stanno come appaiono in questo momento, con una contestata rielezione del Presidente Ahmadinejad, scontri per le strade, e arresti di membri del partito di opposizione, a lungo termine il perdente sarà Ahmadinejad stesso, non più in grado di interagire con il mondo esterno come legittimo leader (eletto) dell’Iran. Un nuovo tentativo di discussione pubblica come quello alla Columbia University di New York incontrerebbe derisione se non molto peggio.

Un altro punto evidente riguarda l’ingerenza straniera. Finora al fuoco di fila delle notizie provenienti dall’Iran e’ stato risposto in maniera pacata da parte della Amministrazione Obama e questo è il giusto modo di comportarsi.

Come in Ucraina, se un considerevole numero di iraniani credono veramente le elezioni non siano stati rubati, sta solo a loro il riprendere possesso della propria Nazione. Per esempio, se il rivale di Ahmadinejad Mir Hossein Mousavi si fosse trovato impreparato alla situazione attuale, beh, allora sarebbe meglio se rimanesse lontano da qualsiasi posizione di potere.

È semplicemente impossibile capire da tutti i dettagli dall’esterno.

Manifestare in favore dei democratici iraniani, come suggerito da qualcuno, sarebbe una triste farsa da parte di un manipolo di ignoranti. E il commento di Franco Venturini sul Corriere “In Iran il vero sconfitto e’ Obama” e’ sicuramente prematuro. Se si sapesse che Obama avesse appoggiato Mousavi (cosa che dubito fortemente), Ahmadinejad darebbe fiato alle trombe all’istante…

==========

Nessuno è morto finora. Che può solo essere una buona cosa.


Silvio, Rimembri Ancora… (contro i borghesucci)

2009/Giu/10

A Silvio
testo (quasi) di Maurizio Morabito
——————————————-

Silvio, rimembri ancora
quel tempo, poi non così lontano,
quando nella cultura splendea
contro l’ipocrisia la lotta ridente e fuggitiva,
e tutti, capaci e pensosi, il limitar
di giudicar gli altri coltivavano?

Sonavan le poco quiete
canzoni, e i film d’intorno,
a quel perpetuo canto,
allor che all’opre civili intenti
sedeano, davvero assai contenti
di quel vago dimostrar che in mente aveano.
Erano i borghesucci dolorosi: e si sollevava
la meschinita’ di far la morale.

Che pensieri soavi,
che speranze, che cori, o Silvio mio!
Quale allor ci apparia
la vita umana e il fato!
Quando sovviemmi di cotanta speme,
un affetto mi preme
acerbo e sconsolato,
e tornami a doler di nostra sventura.
O natura, o natura umana,
perché non rendi poi
quel che promettesti allor? perché di tanto
inganni i figli tuoi?

Quelli adesso che lor inaridisce il verno,
del pensiero, in chiuso morbo combattuto e vinto,
politicamente vuoti, e tenerelli. E non vedon
che l’odio verso te;
non molce lor il core
la dolce speme or delle idee la fonte,
or delle analisi appassionate e aperte;
né assieme a compagne ed a compagni
ragionan d’altro che di te.

Anche perìa fra poco
la speranza nostra dolce: negli anni nostri
anche negaro i fati
un parlar piu’ serio. Ahi come,
come passata e’,
un’opposizione senza
neanche piu’ lacrimata speme!
Questo è il mondo? questi
i dibattiti, i partiti, l’opre, gli eventi,
onde cotanto l’Italia ragionar dovrebbe?
questa la sorte delle umane genti?
All’apparir del vero
loro, miseri, caddero: e con la mente
la fredda e politica morte di tutto cercano
e quattro foto ignude
mostrate di lontano.

(*) “borghesucci” che in altri tempi sarebbe stati chiamati “farisei”


Dopo Silvio, Il Diluvio?

2009/Giu/07

Alessio Altichieri scrive sul suo blog del Corriere a proposito de “Il segreto che l’Italia non dice: è pericoloso sostituire Berlusconi?:

l’opinione più sconcertante è venuta da Tim Parks, il raffinato scrittore inglese che vive in Italia, il quale ha dichiarato al “New York Times” che Berlusconi, anche se “chiunque capisce che s’è comportato male”, è al momento insostituibile: “E’ troppo pericoloso e troppo faticoso sostituirlo. Perciò conta poco quanto lo scandalo sia grave”.

[...] c’è un segreto che si tocca con mano: perché sarebbe mai “pericoloso” sostituire Berlusconi alla guida del governo? Che succederebbe mai se un esponente del centro-destra, lo schieramento che ha vinto le elezioni, sostituisse l’imbarazzante Berlusconi alla presidenza del Consiglio? Qualcuno potrebbe pensare di opporsi con la forza o con la forzatura delle regole a un tale sviluppo politico? Meglio aprire gli occhi subito

E allora? Manca il pezzo finale o sbaglio? Tim Parks poteva alludere a ben altro che un futuro golpe, come per esempio alla fratturazione del PdL in assenza di Berlusconi, con conseguente atomizzazione della politica italiana in un momento in cui il PD e’ un fantasma; oppure al pericolo che, senza Silvio da mettere in croce, gli Italiani debbano affrontare il problema dei propri difetti.

Cosa fa propendere Altichieri per la sua interpretazione?


Da Berlusconi a…Piero Manzoni!

2009/Giu/04

La Süddeutsche Zeitung ha pubblicato un commento ieri argomentando che nel caso di Silvio Berlusconi, “Il Privato e’ Politico”

Das Private als Politikum – 03.06.2009, 16:28 – Ein Kommentar von Hans-Jürgen Jakobs

Silvio Berlusconi hat sein Intimleben einst dreist vermarktet. Und wer Wein, Weib und Gesang mit Regierungs-PR verwechselt, muss mit den Folgen leben – auch politisch.

Silvio Berlusconi ha usato la sua vita privata per del marketing spregiudicato. E chi confonde il vino, le donne e le canzoni con le pubbliche relazioni di un Governo, deve vivere con le conseguenze – anche politicamente.

Sara’ pur vero pero’…siamo sicuri che non ci siano confini?

Cosa succedera`in futuro, verra’ giustificata al grido di “Il Privato e’ Politico” anche la pubblicazione di foto scattate segretamente in bagno, con il politico di turno che si fa la barba…o peggio?

Tutto cio’ che fa un personaggio pubblico, diventa ipso facto un fatto pubblico e quindi politico? Cos’e', un aggiornamento della “Merda d’Artista”?

Piero Manzoni ne sarebbe fiero!!


E C’E’ Chi Pensa Sia Tutta Colpa di Silvio…

2009/Giu/02

Intervista a Oliviero Beha – “Lo scandalo e la censura” di Sonia Toni

Dove si parla di Repubblica, Scalfari, Enzo Biagi, Andrea Barbato e molto altro.


Elenco Seggi Elezioni Europee In Inghilterra E Galles

2009/Giu/01

Dove e quando si vota in Inghilterra e Galles – pagina a cura del Consolato Italiano a Londra


Stagione di “Caccia Al Berlusconi” Aperta Sulla Stampa Britannica

2009/Giu/01

Se ne saranno accorti, alla gongolante Repubblica, della campagna stampa, vera e propria stagione di “caccia al Berlusconi” che e’ in corso da queste parti?

Quotidiani diversissimi come il Financial Times, il Daily Mail, il Times e non solo concordano improvvisamente nello sparare metaforicamente ad alzo zero contro il Presidente del Consiglio italiano.

Eccoli dunque, tutti dagli ultimissimi giorni:

Times

Daily Mail

Financial Times

Financial Times (2)

Guardian (1)

Guardian (2)

Independent

Ovviamente non si sono messi d’accordo, chi mai potrebbe pensare qualcosa del genere? E non c’e’ nessun tentativo di influenzare le elezioni europee del prossimo fine settimana, come osare finanche immaginarlo?

Ed e’ anche un caso che tutto cio’ accada all’indomani dello scandalo dei rimborsi spese ai parlamentari di Sua Maesta’.

Si vede che un certo “pensiero unico”, l’odio contro Silvio e la voglia di vendere copie facendo appello ai piu’ bassi istinti dei lettori, sono davvero contagiosi…

Curiose anche certe risposte di una parte della comunita’ italiana, che vanno dal “Berlusconi non e’ il mio presidente” ad appelli accorati perche’ accorrano nella Penisola gli Europei a salvarci da Berlusconi.

A quando i nostalgici dei Lanzichenecchi?