Il Vero Schifo Della Politica Italiana…

2009/Mag/27

…non e’ Franceschini che si dipietrizza ogni giorno di piu’, tanto che ci manca poco vada a sputare sulle tombe dei genitori di Berlusconi, ma e’ vedere la politica trasformata in una processione di Catoni pronti a richedere l’integerrimita’ del Leader, mentre invece i milioni di evasori fiscali e quelli che si vendono a fine anno per un panettone invece di fare il loro lavoro, per esempio, magicamente non esistono piu’.

Saro’ smemorato ma non ricordo che gli Italiani fossero ispirati a cosi’ tanta onesta’ quando c’erano De Gasperi o Pertini…chissa’…


Comunicato Stampa: Documento fondativo Coordinamento Cittadino per Londra – Popolo della Liberta’

2009/Mag/20

COORDINAMENTO CITTADINO PER LONDRA
COORDINAMENTI PER LA GRAN BRETAGNA
POPOLO DELLA LIBERTA’

COMUNICATO STAMPA

DOCUMENTO FONDATIVO

La nostra Italia e’ davanti alla prima grande sfida politica del terzo millenio, una sfida che vogliamo vincere: e’ nato il piu grande partito moderato che la Storia repubblicana ricordi. Talmente grande da chiamarsi Popolo e non piu’ partito.

Il Popolo della Liberta’ e’ nato dalla liberta’, nella liberta’ e per la liberta’, perche’ l’Italia sia sempre piu’ moderna, libera, giusta, prospera, autenticamente solidale. Un’Italia dove la politica sia al servizio dei cittadini e non i cittadini al servizio della politica. Dove la politica sia fondata piu’ sui valori che sugli interessi. Dove l’attivismo politico sia dedicato alla virtu’, al senso civico, allo Stato di Diritto.

Anche a Londra e nella Gran Bretagna, crocevia della globalizzazione, i rappresentanti del Popolo della Liberta’ hanno deciso di dar vita a una serie di Coordinamenti Cittadini locali. Forti del sostegno istituzionale garantito dalla nomina dell’On. ALDO DI BIAGIO a Responsabile per gli Italiani nel Mondo per il PdL, e forti del contributo quotidiano dell’On. Guglielmo Picchi, eletto per il PdL nella Circoscrizione Europa, abbiamo intrapreso dunque il nostro lavoro stabilendo di intervenire in tutte le espressioni della Comunita’ Italiana .

A tal fine, come rappresentanti locali del Popolo della Liberta’, riuniti in data 28 Aprile 2009 nella prima sessione della Fase Costituente, abbiamo affidato alle seguenti persone i relativi incarichi componenti il Coordinamento Cittadino di Londra:

Cav. Vincenzo Zaccarini – coordinatore;
Dott. Ezio Fabiani – vice-coordinatore;
Ing. Maurizio Morabito – addetto stampa e comunicazioni;
Ing. Lorenzo Casarosa – tesoriere;
Dott. Marzia Carissimo Gibbs – segretario.

E’ stato anche accordato l’affidamento di deleghe tematiche in base alle qualita’ espresse dai membri del nuovo soggetto politico:

Ing. Maurizio Morabito e Mr. John Maddalena: stampa, comunicazione e web;
Comm. Girolamo Cancilla: immigrazione e affari sociali;
Cav. Vincenzo Zaccarini: rapporti istituzionali;
Dott. Ilaria Filippi e Mr. Anselmo Mura: professionisti e business club;
Marchese Lanfranco Lepri: imprenditoria;
Dott. Filippo Gaddo: energia e ambiente;
Dott. Marzia Carissimo Gibbs: scuola, donne e pari opportunita’;
Dott. Ezio Fabiani: giovani, cultura e sport.

Il Comitato Cittadino di Londra si occupera’ della zona meridionale dell’Inghilterra, a Sud di una linea ideale che va da Londra a Bristol. Per il resto della Gran Bretagna gli incarichi sono i seguenti:

Birmingham (e Inghilterra centrale, piu’ il Galles):
Comm. Girolamo Cancilla – coordinatore

Manchester (e Inghilterra settentrionale):
Ing. Alberto Bertali – coordinatore

Scozia:
Ing. Alberto Bertali – coordinatore

Come da Statuto, come Coordinamento Cittadino ci affidiamo adesso all’On. ALDO DI BIAGIO per la nomina del Delegato Nazionale per il Regno Unito.

Riconoscendo inoltre il fondamentale ruolo dell’On. Mirko Tremaglia, sia per la sua battaglia decennale per i diritti di voto degli Italiani all’estero, sia per la fondazione di un’importante realta’ per la comunita’ degli Italiani nel Mondo (il Comitato Tricolore Italiani nel Mondo – CTIM), come Coordinamento Cittadino chiediamo altresi’ supporto al CTIM, nella persona del Coordinatore Europeo Cons. Oreste Motta, al fine di dare vita alla la “CONSULTA SOCIALE”, che sappia raccogliere la migliore espressione dell’Associazionismo Italiano a Londra.

Tale Consulta dovra’ includere un rappresentante di ogni associazione italiana presente a Londra che abbia interesse a stabilire un dialogo con il PdL per la formulazione delle iniziative sociali, culturali e di scambio internazionale, ed adottera’ un regolamento indipendente e un coordinamento autonomo dal PdL.

La Consulta (che auspichiamo si riunisca con decorrenza trimestrale) permettera’ al Coordinamento Cittadino di mantenere costante il rapporto con la comunita’, in qualunque sua espressione sociale, culturale e/o professionale: perche’ noi, Popolo della Liberta’, donne ed uomini di Londra, orgogliosi di essere cittadini di uno dei Paesi piu’ avanzati del mondo, contiamo di consolidare, con il nostro personale e libero contributo, il nostro doppio legame: con l’Italia e con gli italiani ovunque essi si trovino.

La Consulta (che auspichiamo si riunisca con decorrenza trimestrale) permettera’ al Coordinamento Cittadino di mantenere costante il rapporto con la comunita’, in qualunque sua espressione sociale, culturale e/o professionale: perche’ noi, Popolo della Liberta’, donne ed uomini di Londra, orgogliosi di essere cittadini di uno dei Paesi piu’ avanzati del mondo, contiamo di consolidare, con il nostro personale e libero contributo, il nostro doppio legame: con l’Italia e con gli italiani ovunque essi si trovino.

Londra, 20 maggio 2009
Coordinamento Cittadino Per Londra
Coordinamenti Per La Gran Bretagna – Popolo Della Liberta’

Per ulteriori informazioni:
Cav. Vincenzo Zaccarini – coordinatore –
vincenzo_zaccarini@hotmail.com

Ing. Maurizio Morabito – addetto stampa e comunicazioni –
maurizio@morabito.name


Perche’ Non Postare Foto Di Bambini Su Internet? Ecco Perche’

2009/Mag/19

Non e’ giusto pubblicare foto di bambini su internet. E cio’ non ha niente a che fare con la pedofilia.

Ogni volta che si parla di bambini e di internet si finisce con il nominare la pedofilia. ma non e’ su quello che si basa il mio ragionamento.

Il punto e’ che ciascuno deve essere libero di stabilire (al massimo possibile) quale informazione, e quale immagine di se’ finisca nel gran calderone che e’ internet, perche’ appena qualcosa viene postato, viene subito ricopiato in tantissimi server e non c’e’ nessun modo di “cancellarlo”.

Ora, se io facessi delle foto a un tizio e poi le andassi a mettere su un forum qualunque senza neanche dirglielo, quegli potrebbe anche non essere molto contento della mia iniziativa. e giustamente. Mi direbbe che per correttezza dovrei prima chiedergli il permesso, specie se e’ un forum dove egli abitualmente non vada.

Nel caso di un bambino, questa richiesta di permesso e’ impossibile, perche’ per definizione il bambino non puo’ rispondere e dare la propria autorizzazione (non potendo rendersi conto di cosa sia Internet).

E quindi l’unica soluzione se si vuole essere corretti, rispettare il bambino adesso e dargli un po’ piu’ di scelta nel futuro e’ non pubblicare alcuna foto di alcun bambino.


Filippo Facci, o Quando In Italia Si Diffama Anche Non Dicendo Una Parola

2009/Mag/14

Straordinaria sentenza contro il giornalismo, quella pubblicata il 14 maggio 2009 sul Corriere della Sera, di quelle da far tremare tutto l’apparato cardiocircolatorio. E il bello e’ che qualcuno ci gongola pure sopra (cosa non si fa per odio in politica!!):

Il giudice Geo Orlandini del Tribunale civile di Brescia ha condannato per diffamazione la Società europea di edizioni (proprietaria del quotidiano Il Giornale) Maurizio Belpietro (all’epoca direttore) e Filippo Facci (autore della diffamazione) a 50 mila euro di risarcimento nei confronti di Alfredo Robledo, Sostituto procuratore al Tribunale di Milano.

Nella sentenza si legge che il giudice “accerta la natura diffamatoria ai danni del dott. Alfredo Robledo, Sostituto procuratore della Repubblica presso il tribunale di Milano, dell’articolo a firma di Filippo Facci dal titolo “Gli ultimi saranno gli ultimi” pubblicato in data 18/02/2006 sul quotidiano Il giornale”.

Filippo Facci dovrà pagare a titolo di riparazione pecuniaria ex art. 12 legge 47/48 10 mila euro e in solido “con i convenuti a rifondere le spese processuali per 9.500 euro, oltre al rimborso forfettario ex art. 15 ed accessori di legge.

Il giudice obbliga che la sentenza sia pubblicata una volta a caratteri doppi del normale, sulla pagina de “Il giornale” che ospita la cronaca giudiziaria, nonché sui quotidiani “La Repubblica” e “Corriere della sera” entro 60 giorni dalla comunicazione con addebito ai convenuti predetti delle relative spese.

E cosa ha scritto mai, questo Filippo Facci da meritare 50mila euro di risarcimento? L’articolo incriminato e’ disponibile in formato PDF sul sito de Il Giornale, e da li’ l’ho tratto in questa immagine:

Gli ultimi saranno gli ultimi

Gli ultimi saranno gli ultimi

Cosa dice di Robledo il condannato Facci?

  1. Non capisce “per quale ragione al mondo dovrebbe aver fiducia” in lui come magistrato
  2. Sta “formulando l’ennesima richiesta di rinvio a giudizio contro Berlusconi in campagna elettorale, si’
  3. Pensa “tranquillamente che la magistratura, quella in cui aver fiducia eccetera, di” uno come Robledo “potrebbe tranquillamente farne a meno
  4. Conclude su Robledo dicendo che di lui “non voglio dire una parola, perche’ ho il sospetto che ne avrebbe solo piacere

Evidentemente ho vissuto troppi anni in un Paese come l’Inghilterra, perche’ io una diffamazione da 50mila euro (o anche da un centesimo) non riesco a vederla. Specie poi quando uno scrive “non voglio dire una parola“.  E se l’avesse detta che sarebbe successo, una sentenza da milioni di euro?

Comunque preciso che le parole in corsivo sono di Facci, prima che debba sganciare 50 mazzettoni di banconote pure io 8)

Per fortuna mi arriva in soccorso il web. Ecco un’ipotesi su quale sia la frase diffamatoria

credo che l’offesa stia nella parte “i giudici stanno formulando l’ennesima richiesta di rinvio a giudizio di Berlusconi in campagna elettorale

Sedici parole? Da ripagare a un ritmo di 3125€ a parola? Wow!

Certo che uno non pretende mica anche in Italia il Primo Emendamento (troppa grazia!) ma se la diffamazione puo’ essere commessa in forma cosi’ obliqua e comprensibile solo leggendo fra le righe (non si era ancora, all’epoca, in campagna elettorale), tanto vale fare commenti solo sulla musica popolare malese negli anni ‘50…

Notevolissimo anche il sottotitolo di un articolo pubblicato sopra quello di Facci: “Toghe misogine“. Chissa’ se quello si sara’ meritato pure lui qualche decina di migliaia di euro per diffamazione?


Fantapolitica Piu’ O Meno – Dal 2109

2009/Mag/14

Notizia di Agenzia appena arrivatami dal futuro

MNN – Mar 14 Mag 2109

Roma, 14 Mag . – (MNN) – Massimo D’Alema, uno dei protagonisti della storia politica italiana degli ultimi centoventicinque anni, ha rilasciato una straordinaria dichiarazione prima di lasciare questa valle di lacrime alla giovane eta’ di 160 anni.

Silvio ti ho sempre amato. E ho fatto tutto pensando a te!“.

Il Presidente del Consiglio, della Repubblica, della Camera, del Senato e di ogni Consiglio Regionale, Provinciale, Comunale, Circoscrizionale, nonche’ dell’Assemblea Mondiale dei Vescovi Cattolici e Non, dei Rabbini, degli Ulema e fieramente a capo di tutto cio’ si possa essere a capo di, l’on. Silvio B., ha smentito che l’on. D’Alema potesse riferirsi a lui, in un breve commento a latere dei festeggiamenti del suo 173mo compleanno il prossimo settembre. Dalla folla intanto alla notizia di quanto detto da D’Alema, si sono levate grida collettive tipo “A-ha!” e “Adesso abbiamo capito tutto…


Il Matrimonio Omosessuale In Italia Come Diritto Sancito Dalla Costituzione

2009/Mag/13

Come gia’ detto in passato, ritengo praticamente ovvio che la difesa del Matrimonio passi dall’allargamento del diritto a ogni coppia di adulti che lo richieda.

Dire agli omosessuali che loro del matrimonio possono anche farne a meno, significa infatti dirlo anche agli eterosessuali.

Tanto varrebbe allora abolire tout-court l’Istituzione del Matrimonio e trasformarla in un contratto di rescissione preventivo da esercitare in caso di divorzio (la tradizione romana, piu’ o meno, e in vigore anche in altre culture).

E in Italia le basi perche’ il Matrimonio venga consentito a tutti (chiamatelo pure Partneraiato Civile se preferite, come hanno fatto nel Regno Unito) sono gia’ scritte nella Costituzione.

Consideriamo infatti il paradosso che, mentre una coppia omosessuale non puo’ adesso sposarsi, la stessa coppia (le stesse identiche persone) lo potrebbe fare se uno dei due (paradossalmente, e’ ovvio) si sottoponesse al bisturi e…cambiasse sesso!

Si tratterebbe insomma di ne’ piu’ ne’ meno che un “ricatto chirurgico” con violazione dell’Art.3 della Costituzione. La quale per l’appunto non si interessa di quali siano gli apparati riproduttivi dei cittadini, anzi dice proprio che “hanno pari dignità sociale e [uguaglianza] davanti alla legge, senza distinzione di sesso“: mentre il cambiamento di sesso al momento, rende diverso l’individuo davanti alla legge (matrimoniale) , visto che il diritto a sposarsi o meno con il proprio partner dipende da un’operazione chirurgica.

Come tollerare e giustificare una situazione del genere? Immaginiamoci l’orrore che susciterebbe un sistema di diritto civile che consentisse il matrimonio solo agli amputati…


La Gaia Scienza Con Mario Tozzi

2009/Mag/12

Devono probabilmente passare un po’ di puntate perche’ su “La Gaia Scienza” (domenica sera, La7) Mario Tozzi e il Trio Medusa perfezionino quanto fanno in trasmissione, ma almeno ci siamo liberati dalle noiosissime apocalissi di “Tristia” (al secolo “Gaia” e “Terzo Pianeta”, che Tozzi conduceva su Rai3).

Sara’ interessante comunque vedere se il Tozzi stesso si decidera’ a unirsi alle goliardate, oppure a fare il professorino, visto che al momento cerca di fare un po’ tutto e quindi non fa quasi niente. Insomma e’ troppo “bella statuina” anche quando il Trio non esprime proprio comicita’ degna di Charlie Chaplin.

Infine speriamo che la smettano con le signorine procaci. Ma e’ mai possibile che anche loro non riescano a farne a meno? Tanto vale far leggere un’enciclopedia di fisica da ragazze in topless, e al diavolo la comicita’…


Italiani Razzisti? No, Ma Con Un Enorme Complesso Di Inferiorita’

2009/Mag/11

I leghisti, per quanto cerchino di fare la figura dei cattivoni tutti impegnati a rinvigorire gli agonizzanti partiti di estrema sinistraa furia di stupidaggini sull’immigrazione, non si comportano da razzisti. E Franceschini che cerca di attaccarsi a quello stesso tram rinsaldando i ranghi del PD fra un’indignazione e un’allusione al Fascismo e alle leggi razziali, dimostra di non aver capito molto di quello che sta succedendo.

Perche’ i leghisti non si comportano da razzisti? Perche’ un razzista non dice “ai bianchi i posti migliori” oppure “agli anziani bianchi la precedenza negli ospedali”. Un razzista dice “ai neri i posti peggiori”, e “agli extracomunitari bassa priorita’ al pronto soccorso”.

La differenza sembra ma non e’ sottile. Il politico leghista medio che appare in televisione o alla radio, ultimamente, non sembra tanto preoccupato a dimostrare la superiorita’ della propria “etnia” quando a difenderla contro quello che viene interpretato come una minaccia (qualunque straniero “extracomunitario”).

Insomma questi paladini della difesa degli Italiani sono in realta’ i primi a pensare che siamo alla frutta e che non siamo capaci di difenderci dalle culture altrui. Cosi’ come gli amministratori di Lucca quando hanno proibito i negozietti dove si serve il kebab, come se la cucina locale avesse smesso di essere buona, e/o comunque fosse troppo debole per andare avanti per conto suo.

Quali siano i motivi che spingano un leghista, o comunque un politico italiano, a pensare alla cultura e alla societa’ italiane in maniera cosi’ negativa, e’ qualcosa che sarebbe davvero da esplorare bene…per intanto, consideriamo il fatto che spiega molto bene il perche’ di questo continuo cercare come fare ad allontanare quanti piu’ immigrati possibili, regolari o meno.

Nella cultura italiana che si sente inferiore all’Europa e vorrebbe diventare come quella, non c’e’ ovviamente spazio per africani ed asiatici che anzi rischiano di presentare dell’Italia un’immagine molto lontana da quella dello stereotipo “Europa”.


Pakistan, Taleban, Pashtun – Conoscere Invece Di Impaurire

2009/Mag/09

Adriano Sofri trascrive su Facebook un articolo da Repubblica a firma Guido Rampoldi, dal titolo “Nella trincea del Pakistan assediata dai Taliban“. Sofri nota:

Vi si tratta anche dell’agghiacciante prospettiva di un “emirato atomico” talibano-militare in Pakistan (dov’è stipato un centinaio di testate atomiche!). Segnalo il passaggio sulla minaccia di attentati kamikaze nell’università di Peshawar, che prendano a bersaglio le ragazze che osano studiare.

L’articolo l’ho letto e come al solito trovo che e’ difficile sovrastimare la capacita’ di Repubblica di dipingere una situazione a tinte molto fosche.

Qualcuno per esempio si prenda la briga di vedere come sono disposte le varie etnie in Pakistan (e in Afghanistan).

Etnie in Pakistan

Etnie in Pakistan

Il conflitto attuale infatti puo’ anche essere visto come l’episodio numero n della lotta irredentista Pashtun per abbattere l’artificialissima Durand Line che li ha divisi dal 1893 (tutto merito dell’Impero Britannico). Ora, i Taleban provengono per la maggior parte dell’etnia Pashtun, ma le armi nucleari sono (se ci sono…) nella zona del Pakistan a maggioranza Punjabi, dove i Taleban appunto non troverebbero appoggio di alcun tipo da parte della popolazione.

E la cultura Pashtun (e quindi, Taleban) non e’ semplice. C’e’ su Internet una citazione di Churchill che suona piu’ o meno cosi’:

Le tribu’ Pathan tribes sono sempre impegnate in guerre pubbliche o private. Ogni uomo e’ un guerriero, un politico e un teologo. Ogni edificio grande e’ una vera fortezza feudale….Ogni famiglia cova la sua vendetta; ogni clan, la sua faida….Niente e’ mai dimenticato e pochissimi debiti non sono riscossi

Ne parlava anche l’Economist nel dicembre 2006 e di nuovo citando Churchill sui Pashtun

Il loro sistema di etica, secondo il quale tradimento e violenza sono virtu’ invece che vizi, ha prodotto un codice d’onore cosi’ strano e inconsistente da essere incomprensibile per una mente logica

L’articolo completo e’ disponibile (in inglese) a questo link e lo consiglio a tutti coloro che vogliano andare oltre i cliche’s anti-Pashtun. Per esempio si scopre come il Pashtun d’onore sia obbligato dal suo codice a dare ospitalita’ e protezione a chiunque lo richieda (paradossalmente, anche all’omicida di un componente della propria famiglia).

Mi sembra evidente che il nostro rapporto con una cultura cosi’ aliena e “ributtante” dimostrera’ se siamo tolleranti come sognamo di essere.


L’Impero (Britannico) Del Male

2009/Mag/08

Si dice che a grandi capacita’ corrispondano grandi responsabilita’: una frase evidente nelle conseguenze ancora attuali dell’Impero Britannico e del suo disfacimento.

L’Impero Britannico, che occupo’ a un certo punto la maggior parte delle terre emerse e della popolazione umana, probabilmente il piu’ grande che sara’ mai esistito, impegnato idealmente in una missione civilizzatrice e mercantilistica, e’ insomma la causa di una vasta quantita’ dei problemi affliggono il nostro tempo.

C’e’ un legame praticamente diretto fra le decisioni prese in nome e per conto di quell’Impero decenni fa, e quanto avviene in questo momento in Israele/Palestina, in Iraq, in Afghanistan, a Cipro, in Sudafrica e in Zimbabwe, in Egitto e in Sudan, in India e Pakistan, in Birmania, in Iran, in Malesia e in Indonesia.

Prendiamo ad esempio l’Iraq. Facile dare la colpa all’impreparazione e imperizia degli occupanti Americani per le continue carneficine: ma tutto cio’ non spiega perche’ cosi’ tanti Iracheni siano cosi’ tanto intenzionati ad uccidere i loro connazionali.

Riflettiamo su questo ultimo sostantivo. “Connazionali” implica che ci sia qualcosa in comune fra un abitante di Mosul nel Nord, uno di Baghdad nel centro e uno di Bassora nel Sud dell’Iraq. Ne siamo sicuri? Esiste una “nazione irachena”, cosi’ come esiste una nazione “italiana”?

No. Perche’ l’Iraq che conosciamo e’ stato messo insieme fra il 1921 e il 1926 unendo tre province del vecchio Impero Ottomano, smembrato dopo la Grande Guerra dalle Potenze Vincitrici. L’accordo segreto franco-britannico Sykes-Picot nel 1916 aveva affidato gran parte dell’area del Tigri e dell’Eufrate al Governo di Londra, che aveva creato un ufficio apposito per recuperare antiche toponomastiche e mettere un’etichetta ai nuovi Stati, come “Iraq” e “Giordania”.

L’Iraq affidato poi al Re Faisal all’indipendenza nel 1932 conteneva almeno tre Nazioni forzate insieme: i Kurdi di Mosul, i Musulmani Sunniti di Baghdad, i Musulmani Sciiti di Bassora. Cosa c’e’ di strano, in questa logica distorta, se poi Saddam Hussein ha deciso di invadere il ricchissimo Kuwait, i cui confini erano stati tagliati artificialmente nel 1932, naturalmente dal britannico Sir Percy Cox, per impedire all’Iraq di avere un porto profondo abbastanza da essere sfruttabile?

E’ stato tristemente naturale che, in assenza di una qualunque motivazione di solidarieta’ fra i vari gruppi, piano piano l’Iraq scendesse in una situazione di odio interetnico, tenuto insieme solo dalla ferocia del regime di Saddam. Dietro le bombe di oggi, palesi testimonianze del fatto che tanti Iracheni non vedono tanti altri Iracheni come persone umane, ma come oggetti di odio da uccidere in massa, c’e’ quindi il cinico calcolo dell’Impero Britannico che 80 anni fa decise di creare uno Stato dal nulla. Un discorso simile anche se non identico si puo’ fare riguardo l’Afghanistan, l’India e il Pakistan.

Ci sono volute infatti tre guerre, la prima addirittura persa nel 1839/1842, perche’ l’Impero Britannico avesse ragione dei recalcitranti Afghani, il cui regno paradossalmente non era considerato sufficentemente solido per resistere a un eventuale assalto da parte dello Zar di Russia. Il fatto e’ che il subcontinente indiano era considerato davvero la Perla dell’Impero, a Londra, e quindi tutto era subordinato a fare in modo che niente e nessuno potesse minacciarlo, e soprattutto la Russia che dal Baltico era gia’ arrivata al Pacifico e magari pensava di mandare i cosacchi ad abbeverare i cavalli nel Gange.

Fu quella la fonte in Asia di un secolo di guerra di prossimita’ fra i due enormi Imperi, che duro’ dall’epoca di Napoleone fino alla vigilia della Prima Guerra Mondiale. All’Afghanistan fu quindi imposta finalmente nel 1893 la perdita delle regioni orientali, circa la meta’ del territorio che forma oggi il Pakistan, separato da un nuovo confine chiamato la Linea Durand. Senonche’ l’etnia Pashtun si trovo’ un po’ di qua e un po’ di la’: e da quella etnia provengono i Taleban.

C’e’ da meravigliarsi, se mostrano ancora segni di recalcitranza? Gia’ Churchill aveva definito i Pashtun come dotati di “un codice d’onore cosi’ strano e inconsistente da risultare incomprensibile a una mente logica”, visto che “il loro sistema etico considera le trappole e la violenza come virtu’ invece che vizi”. Forse uno pensera’ male, ma non sara’ stato forse il caso che la Linea Durand sia stata messa li’ secondo l’antico Divide et Impera, per evitare che i Pashtun potessero fare guerra per l’ennesima volta ai Britannici? E infatti quando ci hanno riprovato, nel 1919, hanno perso.

In Pakistan intanto le aree Pashtun non sono considerate alla stregua di regioni “normali”, ma classificate come “aree tribali” dove lo Stato ammette di non poter fare piu’ di tanto. D’altronde lo stesso Pakistan, l’unico Stato al mondo dove basta essere musulmani per essere cittadini, e’ stato appiccicato insieme, mettendo appunto un pezzo di Afghanistan con un pezzo di India, nel 1947, secondo il piano di Muhammad Ali Jinnah incoraggiato, neanche a farlo apposta, dal Vicere’ Britannico Lord Mountbatten. E alla creazione del Pakistan, come si sa, si puo’ far risalire le stragi del 1948 e innumerevoli guerre contro la Repubblica Indiana; la terribile guerra d’indipendenza del Bangladesh nel 1970; la disseminazione di segreti atomici verso loschi figuri negli anni ’80 e ’90; la nascita e il finanziamento dei Taleban stessi, e quindi la crescita del movimento di Osama bin Laden. E dunque al-Qeada, le Torri Gemelle, tantissimo sangue in tutto il mondo inclusi i terribili giorni di Mumbai a fine novembre 2008.

Potremmo continuare per molto. C’e’ lo zampino britannico dietro l’instabilita’ e quindi il pugno di ferro siriani; il fondamentalismo della casa regnante saudita; il conflitto senza fine fra Israeliani e Palestinesi; la mentalita’ d’assedio dell’Iran e il tentativo di procurarsi la Bomba (non e’ un caso se gli inglesi siano piu’ odiati, in Iran, degli americani); le situazioni di crisi del Sudan, da quella con l’Egitto (separatosi nel 1956 allo scopo di allontanare i britannici), alle guerre interne contro i cristiano-animisti del Sud e i poveri Darfuriani nell’Ovest; la guerra interetnica di Cipro, e decenni di nervi tesi fra Grecia e Turchia; le continue incomprensioni e stragi in Nigeria; il regime razzista in Sudafrica, quello in Rhodesia, la guerra che ha fatto nascere lo Zimbabwe e adesso l’involuzione di quel Paese; la durissima dittatura militare in Birmania, altro “Stato fantoccio” messo insieme per proteggere l’India Britannica; l’assurda divisione fra Malesia e Indonesia con diverse isole tagliate inspiegabilmente in due; e naturalmente, quel disastro che e’ la situazione del Tibet in Cina (le prime mappature segrete di quell’antico regno sono del 1865, ovviamente da parte di agenti britannici, cui segui’ nel 1903 una spedizione militare guidata da Sir Francis Younghusband, che porto’ il saluto di Re Edoardo VII a suon di stragi).

Sembra quasi che a salvarsi sia il solo Canada, ex-colonia britannica che bonta’ sua non ha mai fatto pasticci con nessuno (l’Australia ha una lunga storia di maltrattamento dei nativi).

Potremmo definirlo un vero e proprio Impero del Male, dunque, quello nato all’epoca corsara di Elisabetta I e concluso con la fine degli anni 1960. Al quale, occorre dirlo, si sono affiancati imperi altrettanto funesti per la situazione attuale, come quello francese (si vedano i confini assurdi fra gli Stati africani), o quello belga (cui si puo’ far risalire finanche il genocidio in Rwanda). Ma fare la morale al passato, tutto sommato un posto a noi alieno come il futuro, non serve a molto.

Quello che occorre e’ imparare dalla Storia, per non rifare gli stessi errori continuamente. E la lezione da ricavare dall’Impero Britannico e’ presto condensata: se pensiamo a risolvere solo i nostri problemi, e solo per l’oggi, non stiamo facendo altro che uccidere i nostri nipoti Se i Sudditi di Sua Maesta’ avessero avuto il coraggio di fare gli interessi anche dei popoli che via via assoggettavano, probabilmente ogggi non staremo a piangere su Iraq o Afghanistan o India o chissa’ quanti altri posti pieni di lutti e rovine.


Freedom House E Il Declassamento Dell’Italia: Appuntamento A Giugno

2009/Mag/07

Tanto e tanto fugace parlare del declassamento dell’Italia a Paese “parzialmente libero” da parte di Freedom House. Prima di stracciarsi le vesti (ed incolpare Berlusconi di tutto) consiglierei pero’ di aspettare qualche settimana, perche’ il rapporto dettagliato sull’Italia, dove si spiegano le ragioni del declassamento, dovrebbe uscire a Giugno 2009.

Per ora esiste solo qualche riga nel Comunicato Stampa generale: dove si parla di un aumento dell’uso di tribunali e delle leggi contro la diffamazione; fisica e “extra-legale” intimidazione in aumento da parte del crimine organizzato e di organizzazioni di estrema destra; e “preoccupazioni” riguardo la proprieta’ e l’influenza esercitata sui media. In particolare:

Il ritorno del magnate delle comunicazioni Silvio Berlusconi come Primo Ministro ha risvegliato paure riguardo la concentrazione delle stazioni radiotelevisive private o di proprieta’ dello Stato sotto la guida di una singola persona”.

Quanta parte del declassamento e’ stata basata su queste “paure”? Staremo a vedere…


Se La Classe Operaia Vota Centro-Destra…

2009/Mag/04

Un interessante editoriale di Valter Vecellio da “Notizie Radicali” del 4 maggio:

Se La Classe Operaia Vota Centro-Destra…

Popolo della Libertà oltre il 50 per cento dei consensi, Partito Democratico attestato intorno al 26 per cento. I dati del sondaggio Ipsos-“Sole 24 Ore” non sono di per sé una novità, piuttosto una ulteriore conferma. Tra i professionisti e gli autonomi il consenso alla coalizione guidata da Silvio Berlusconi assume connotati “bulgari”: raggiungerebbe punte intorno al 70 per cento; ma dove la “ferita” sanguina maggiormente è quando si analizzano i dati di quella parte di elettorato tradizionalmente legato alla sinistra, gli operai: qui il consenso di PdL e Lega oltrepasserebbe il 43 per cento, mentre il PD si attesterebbe a un assai più modesto 22,4 per cento. [...]

è incontestabile il consenso che Berlusconi ha saputo strappare al centro-sinistra. Una tendenza in questo senso era già visibile l’indomani delle elezioni del 13 e 14 aprile scorso. “Itanes” (Italian Election Studies), un gruppo di ricerca avviato nei primi anni ‘90 dall’Istituto Cattaneo di Bologna e guidato da un “allievo” di Giovanni Sartori, il professor Giacomo Sani, a suo tempo elaborò un utilissimo rapporto, “Vincitori e vinti nelle elezioni del 2008”. Emergono verità sorprendenti e scomode (beninteso, per gli sconfitti, non certo per i vincitori) [...]

“il PD perde a favore dei partiti del centro-destra circa il 10 per cento di coloro che avevano votato nel 2006 per l’Ulivo” [...]

Se ne ricava che la tradizionale base elettorale del centrosinistra ha oggi più fiducia nell’azione di governo di Berlusconi che in quella di oppositore del PD; ma non può essere solo questo. E’ sufficiente leggersi un libro documentato come “Razza padana” di Adalberto Signore e Alessandro Trocino; racconta i venticinque anni della Lega di Umberto Bossi, e anche qui le sorprese non mancano: a fronte delle folkloristiche e “rumorose” uscite dei leader della Lega, corrisponde, dicono gli autori, un partito composto da “quadri” che – nelle amministrazioni locali – la cui azione viene apprezzata dagli elettori, a prescindere dalla fascia sociale a cui appartengono. Al punto che non è più una bizzarria, in Lombardia o in Piemonte, che iscritti alla CGIL siano anche iscritti alla Lega o comunque non abbiano problemi a votare per esponenti del centro-destra.

La novità è che il fenomeno si è consolidato e ulteriormente diffuso. C’è tutto un mondo che non vota più a sinistra, stanco di litigi, demagogie, inconcludenti dichiarazioni d’intenti. [...]