Aghi nel Colletto: Propaganda Anti-cinese sul Corriere Semplicione

2008/Mag/08

Promette bene, il sito del Corriere della Sera. “Soldati cinesi, gli aghi nel colletto - Foto choc pubblicate dal Daily Mail: ecco come il regime fa stare sull’attenti i militari“: un articolo corredato da primo piano di un collo a cui e’ appoggiato quello che appare un oggetto appuntito.

Dimostrazione della ferocia dell’esercito di Pechino, o della credulonita’, se non propaganda intenzionale da parte della vetusta testata milanese?

Bastano pochi minuti in Google infatti per capire meglio di cosa si tratti: una serie di fotografie di natura propagandistica/pubblicitaria, scattate e distribuite ovviamente dal governo di Pechino, tramite la Reuters (e non il Daily Mail!!!), per dimostrare quanto le Olimpiadi siano prese seriamente, da quelle parti.

Gli aghi nei colletti sarebbero a scopo d’addestramento (e dove sarebbe lo scandalo e lo choc? come se diventare militari in Cina fosse roba per mammolette.. .), e comunque li si vede solo al collo di un malcapitato (mentre le croci alla schiena sono ben diffuse)

In generale, comunque: mai, dico MAI prendere per buono quanto scritto sul Daily Mail. Al confronto, la Padania e’ la Divina Commedia, e il Manifesto un covo di libertari


Dio, Wittgenstein e il Significato come Giustificazione

2008/Mag/08

Nicla Vassallo giustamente suggerisce che si ragioni di piu’ e si sproloqui di meno, in tema di religione ma non solo (”In cosa crede chi (non) crede“, Domenicale Sole24Ore, 20 Aprile 2008). Peccato pero’ che le manchi l’ultimo pezzo del puzzle.

Vassallo parte da Wittgenstein (”Su cio’ di cui non si puo’ parlare, si deve tacere“) per passare alla “nozione di significato come giustificazione“: nel senso che ha significato solo cio’ che si puo’, appunto, giustificare.

Quindi “La Luna e’ fatta di formaggio” non ha senso (e bisogna tacere, invece dire quella sciocchezza) perche’ non c’e’ modo di dimostrare che la Luna, appunto, sia fatta di prodotti caseari.

Applicare questo ragionamento all’ateismo, e alla Fede, sembra un processo molto semplice. Scrive Vassallo a proposito dell’ateismo (prima di fare un discorso perfettamente analogo riguardo chi crede in Dio):

Quando affermiamo ‘sono ateo’ stiamo in effetti affermano ‘Dio (o dio) non esiste‘ per la nozione di significato come giustificazione stiamo dicendo qualcosa che ha significato solo nel caso in cui disponiamo di buone ragioni per credere che sia vero che Dio (o dio) non esiste

Non disponendo Vassallo di quelle “ragioni“, dice (pero’ e sfortunatamente) di ritenere che

sempre che ci siano, queste ragioni sono conseguibili grazie a competenze in filosofia della religione e teologia

(e quindi, in ultima analisi sul problema dell’esistenza di Dio tutti dovrebbero stare zitti)

La qual cosa non mi sembra, diciamo cosi’, un’affermazione molto intelligente…

Si vede che Vassallo non ha mai creduto, e non e’ mai stata atea. Va bene che e’ Professore di Filosofia, ma ci vuole cosi’ tanto a vedere al di la’ del proprio guscio, invece che ritenere che un argomento che ha tenuto impegnate tante menti umane per millenni, e’ risolvibile (se mai e’ risolvibile) semplicemente studiando filosofia della religione e teologia?

Ce l’avra’, un amico credente o ateo a cui chiedere la giustificazione dell’ateismo o della Fede? Le cui “buone ragioni” sono, e lo dico con quasi assoluta certezza, assolutamente personali, soggettive, anzi cosi’ non-obiettive da risultare quasi impossibili da comunicare.

Pur tuttavia, quelle “ragioni” esistono.

E non vengono da nessuna laurea in filosofia o teologia.