Sul caso di Domenico Salerno

2008/Mag/17

Stefano Pistolini nel suo “Jefferson Ming” su Radio24 si e’ occupato venerdi’ 16 maggio del caso di Domenico Salerno, l’avvocato di Catanzaro imprigionato per dieci giorni dalle autorita’ statunitensi a quanto sembra insospettitesi per i suoi continui viaggi a trovare la fidanzata in Virginia.

Di seguito il mio messaggio alla trasmissione, cui Pistolini ha avuto la gentilezza di rispondere in diretta:

Non seminerei il panico riguardo i viaggi in America. Quelli presentati sono casi isolati rispetto alle migliaia e migliaia di persone che viaggiano tutti i giorni senza problemi. Si sa che gli agenti dell’immigrazione USA sono piu’ paranoici del solito (ma d’altronde chi metterebbe un pacioccone a fare il poliziotto?)

Magari, si eviti un inglese non troppo “rotto” e si sia pronti a rispondere quando c’e’ la fidanzata americana e la probabilita’ di andare li’ per cercare un lavoro e’ altissima.


Trovato l’Antenato di Mauro Petrarca, Poeta Cimiteriale

2008/Mag/16
Ho trovato l’antenato del “poeta cimiteriale” o (”crepuscolare”) Mauro Petrarca (che conosco tramite Melog su Radio24, non dall’inguardabile X-Factor televisivo…)
Si chiamava William MacConagall, e’ morto nel 1902 e ha lasciato ai posteri profondi componimenti come questo:
Il treno si muoveva lento sul ponte del Tay
Finche’ arrivo’ a circa la meta’
Allora le travi centrali si spezzarono
E giu’ andarono treno e passeggeri nel fiume Tay


Evviva Pistorius!

2008/Mag/16

Applausi al TAS che oggi a Losanna ha ristabilito un po’ di decenza nel movimento Olimpico permettendo a Oscar Pistorius di provare a qualificarsi per i 400m, a Pechino o anche a Londra nel 2012.

Molto si e’ detto riguardo le protesi di Pistorius, che gli fornirebbero un “vantaggio” nella corsa. Quello che pero’ non e’ stato chiarito fino ad oggi era se si trattasse di un problema (a) filosofico (”corre solo chi ha entrambe le gambe con cui e’ nato”) oppure (b) di carattere tecnico (”le protesi di Pistorius sono troppo efficienti”).

Con questa decisione, il TAS (e il CIO, accettando la decisione dell’Arbitrato) ha finalmente accettato che il possedere protesi non e’ di per se’ un impedimento a gareggiare con il resto dell’umanita’. E che le particolari protesi di Pistorius vanno bene cosi’ come sono.

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Immagino che tanti siano comunque contrari. Io mi chiedo quanti accetterebbero che i miopi fossero esclusi per esempio dal tiro con l’arco, visto che le “protesi” (gli “occhiali”) potrebbero portare dei vantaggi rispetto a chi vede bene senza alcun ausilio.


Travaglio secondo Zucconi

2008/Mag/14

Quello sconosciuto di D’Avanzo non basta…sentiamo cosa dice Vittorio Zucconi, anch’egli difficilmente inquadrabile fra i seguaci di Berlusconi e di Schifani (al quale riserva giudizi molto pesanti, del tipo “siamo di fronte al cavallo di Caligola“), riguardo la Bocca della Verita’, alias Marco Travaglio:

Il diritto di esprimere pubblicamente la propria opinione, cosa assai diversa dalla libertà di opinione che senza mezzi per esprimerla serve al massimo a litigare al bar, non significa il diritto di dire qualsiasi cosa e soprattutto non comporta il diritto di accusare.

[...] Un giornalista non è un magistrato, come un magistrato non è un giornalista. Cadere nella presunzione del proprio ruolo inquisitorio, soltanto perché si dispone dello strumento per farlo, non è informazioni, è egolatria da indici d’ascolto e diritti d’autore. Gli standard giornalistici per un’inchiesta, anche la più rigorosa, non sono fortunatamente quelli della giustizia penale e la giustizia penale non dovrebbe esprimersi attraverso i mass media, ma attraverso gli atti.

Un’accusa non è una denuncia, una denuncia non è un’incriminazione, un’incriminazione non è una sentenza. Sembra ovvio, ma in Italia non lo è.

[...] Le accuse restano per sempre, e qualcosa rimane comunque appiccicato, come ben sa chi le lancia, soprattutto oggi grazie alla Rete che diffonde informazione e disinformazione con equanime indifferenza, senza distinguere, e non è la bocca della verità, ma soltanto una enorme bocca. Il 15% degli americani è, e sarà per sempre, convinto che Barack Obama sia mussulmano, perché la falsa notizia è circolata in Rete. E se essere mussulmano non è una colpa, altro che agli occhi di celebri impostori, certamente è un formidabile handicap politico.

[...] La censura ha i propri migliori amici in coloro che abusano della libertà di espressione.

[...] Lei si rende conto di offendere senza volerlo i magistrati che in Sicilia hanno incriminato legioni di pezzi grossi, hanno rischiato carriere e perduto la vita nella lotta infinita contro la Mafia, affermando, come nella sostanza fanno i cavalieri della verità da talk show e da blog, che in 30 anni, dalla famosa società di Schifani nel 1979, non avrebbero mai trovato il coraggio, o la materia, per denunciarlo e incriminarlo? Tutti complici? Tutti vigliacchetti? Tutti servi del potere, anche quando il potere apparteneva ad altri? Tutti mafiosi pure loro?

[...] Anche travestire opinioni, o interpretazioni, da fatti è una maniera micidiale per inquinare e perciò inesorabilmente distruggere l’informazione, non c’è soltanto la censura con l’accetta. Condivido appieno la sua angoscia, ma non supereremo questa fase orribile dell’informazione italiana idolatrando o demonizzando chi accarezza o arruffa il pelo del nostro rancore tifoso.


Travaglio: Un Sintomo del Disastro Italiano, non la Cura

2008/Mag/13

Sante parole, quelle di Giuseppe D’Avanzo su La Repubblica di oggi (La lezione del caso Schifani):

[e' possibile] dimostrare quanto possono essere sfuggenti e sdrucciolevoli “i fatti” quando sono proposti a un lettore inconsapevole senza contesto, senza approfondimento e un autonomo lavoro di ricerca. E’ un metodo di lavoro [quello di Travaglio] che soltanto abusivamente si definisce “giornalismo d’informazione”.

[...] Si può allora dire che Travaglio è sincero con quel dice e insincero con chi lo ascolta. [...] Non è giornalismo d’informazione, come si autocertifica. E’, nella peggiore tradizione italiana, giornalismo d’opinione che mai si dichiara correttamente tale al lettore/ascoltatore.

[...] E’ un metodo di lavoro che non informa il lettore, lo manipola, lo confonde. E’ un sistema che indebolisce le istituzioni. Che attribuisce abitualmente all’avversario di turno (sono a destra come a sinistra, li si sceglie a mano libera) un’abusiva occupazione del potere e un’opacità morale. Che propone ai suoi innocenti ascoltatori di condividere impotenza, frustrazione, rancore. Lascia le cose come stanno perché non rimuove alcun problema e pregiudica ogni soluzione. Queste “agenzie del risentimento” lavorano a un cattivo giornalismo. Ne fanno una malattia della democrazia e non una risorsa. Si fanno pratica scandalistica e proficuamente commerciale alle spalle di una energica aspettativa sociale che chiede ai poteri di recuperare in élite integrity, in competenza, in decisione. Trasformano in qualunquismo antipolitico una sana, urgente, necessaria critica alla classe politico-istituzionale

:Il problema, in fondo, non e’ Travaglio: il problema e’ in questo frangente della storia d’Italia, ogni cretino che gioca ad andare controcorrente e’ capace di raccogliere uno stuolo di sostenitori, tutti volenterosamente impegnati contro “il sistema” ma senza alcuna speranza di risolvere alcunche’.

Masaniello, dopotutto, non era francese, tedesco o spagnolo.

 


Di Girolamo: Senatore o Non Senatore?

2008/Mag/12

Fra tutti i “miei candidati” quest’anno (i 9 Radicali nel PD; l’on. Guglielmo Picchi per la Camera, e l’avv. Raffaele Fantetti per il Senato per il PDL; e il conservatore Boris Johnson come Sindaco di Londra) solo uno sembra(va) non aver raggiunto il suo scopo: Fantetti, primo dei non eletti in Europa, dietro a Nicola di Girolamo.

Qualcosa pero’ non tornava fin da subito, nella vittoria di Di Girolamo,  la cui apparizione all’estero e’ stata quantomeno repentina. E infatti, ci sono sviluppi molto interessanti:

12/05/2008 ore 16.50
Italiani nel mondo
PER LA PROCURA IL SENATORE DI GIROLAMO (PDL) NON HA MAI RISIEDUTO IN BELGIO: INDAGATO PER FALSO IN ATTO PUBBLICO/ RAFFAELE FANTETTI ALL’AISE: ECCO COSA HO DETTO AGLI INQUIRENTI
ROMA\ aise\ - Violazione della legge elettorale e falso in atto pubblico: questi i reati contestati a Nicola di Girolamo, senatore del Pdl eletto in Europa, che da oggi è iscritto nel registro degli indagati all’interno dell’inchiesta sulle irregolarità sul voto all’estero condotta dal procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo e dal Pubblico ministero, Giovanni Bombardieri.

Ad essere contestata a Di Girolamo sarebbe la dichiarazione di residenza in Belgio che, venendo a mancare, farebbe cadere l’elezione all’estero per la quale, come ovvio, è indispensabile vivere fuori dall’Italia.

Tra gli accusatori di Di Girolamo da tempo c’è Raffaele Fantetti, primo dei non eletti al Senato nelle file del Pdl che già il 10 aprile scorso dichiarava: “non abbiamo bisogno di gente, come Nicola Di Girolamo, che si iscrive all’Aire un mese prima delle elezioni per poter essere candidato, come rappresentante degli italiani all’estero, da qualche stolto sodale romano“.

E proprio Fantetti, che già si era rivolto alla Giunta per le elezioni del Senato, è stato ascoltato oggi dai due inquirenti cui avrebbe confermato il contenuto della denuncia presentata la settimana scorsa.

Raggiunto al telefono dall’Aise, Fantetti ha spiegato su cosa fonda la sua denuncia. “Stavo valutando da tempo l’opportunità di un ricorso sul quantum dell’iscrizione all’Aire di Di Girolamo perché valutavamo che, essendo datata il 15 febbraio 2008, cioè una settimana dopo l’indizione dei comizi elettorali, la sua candidatura non fosse in linea se non con il dettato almeno con la ratio della legge Tremaglia“.

Nel preparare il ricorso – ci ha spiegato Fantetti – abbiamo fatto richiesta di vedere gli atti al comune di provenienza di Di Girolamo, cioè quello di Roma, dal quale è risultato residente dal 15 febbraio nel comune di Etterbeek a Bruxelles, in Belgio. Da un accesso agli atti, fatto tramite colleghi avvocati a Bruxelles, è risultato che a Etterbeek Di Girolamo non è mai stato iscritto e che il posto dove aveva indicato la sua residenza non ricade nella circoscrizione di Etterbeek ma in quella di un altro comune che si chiama Woluwe Saint Pierre dove non risulta Di Girolamo come iscritto. Noi – precisa ancora Fantetti – abbiamo fatto questa verifica il 7 maggio. Improvvisamente l’8 maggio, quando abbiamo chiesto a quest’ultimo comune un’attestazione di questo fatto, ci hanno confermato che Di Girolamo si era presentato proprio quel giorno, cioè l’8 maggio, per richiedere l’iscrizione“.

Il senatore, insomma, era stato cancellato dai residenti del Comune di Roma senza essere contestualmente iscritto in quello di un comune estero. Cosa possibile perché, ci ha spiegato Fantetti, “al momento in cui si è iscritto all’anagrafe consolare di Bruxelles aveva autocertificato al consolato la sua residenza nel comune belga, anche se non corrispondeva a realtà“.

Alla domanda su cosa si aspetti, ora, circa una sua eventuale elezione, Fantetti chiaramente non si sbilancia: “non so cosa accadrà, dipende dalla Procura e dalla Giunta per le elezioni cui noi abbiamo esposto tutti i fatti e che ora faranno il loro corso. Vedremo quali saranno i risultati, noi venuti a conoscenza di questi fatti e della documentazione che li comprova dovevamo procedere a segnalarli. Aspettiamo di vedere cosa accadrà“. (ma.cip.\aise)

La Giunta delle Elezioni nel Parlamento passato e’ stata un vero schifo. Quella che si insiedera’ fra poco forse non potra’ essere peggio: speriamo allora che sia meglio, e che sia almeno un po’ interessata al rispetto della legalita’. Ma se quanto dice Fantetti e’ vero, per rispetto al Parlamento e alla Costituzione l’avv. Di Girolamo farebbe meglio a dimettersi quanto prima, e tentare magari l’anno prossimo alle elezioni europee.


Razionalita’ Scientifica: Risposta a Logicante (La Logica di House)

2008/Mag/11

(Logicante, autore del blog “La Logica di House“, mi ha citato in fondo al suo post “Razionalità scientifica e società: c’è progresso culturale?”. Ringraziandolo della citazione, mi permetto alcune ulteriori considerazioni)

(1) Sui giornalisti che “hanno una precisa responsabilità nell’ambito della discussione pubblica”: ho pubblicato alcuni mesi fa la traduzione di un saggio particolarmente illuminante, apparso sulla rivista americana Skeptic: “Gli Incorreggibili, Fondamentali Difetti del Giornalismo (specie Televisivo)

In due parole: il giornalismo moderno non riguarda la trascrizione della realta’, ma l’imbastimento di una narrativa da intrattenimento piu’ o meno basata sulla realta’:

La prossima volta che guardate le notizie, tenete presente che cio’ che state vedendo sono spesso trivialita’ incorniciate come Verita’. O come disse un po’ capricciosamente l’umorista e filosofo britannico G.K. Chesteron alcuni decenni fa, “il giornalismo consiste nel dire ‘Lord Jones e’ morto’ a persone non hanno mai saputo che Lord Jones fosse vivo.”

(2) Sulle affermazioni di Veronesi: un errore dire “zero” invece che del piu’ preciso “trascurabili”, ma non ci ricamerei troppo; un errore anche dire che gli inceneritori sono l’unica soluzione, perche’ e’ una forzatura che dimostra mancanza di argomentazioni; sulla relazione causale fra inceneritori e cancro, invece, come ho gia’ detto la partita e’ ancora molto aperta, ma difficilmente finira’ con la sconfitta del pensiero di Veronesi (semplicemente, i dati non parlano chiaro)

(3) Sulle affermazioni di Cruciani a La Zanzara: Grillo e’ un villano (e lo e’), dice delle stupidate (e le dice), gli inceneritori sono sicuri (e lo sono, fino a prova contraria, almeno quelli fatti a norma di legge), fra Grillo e Veronesi e’ meglio credere all’oncologo (come, appunto, se si ha un dolore persistente si va dal dottore, e non dal comico), e Montanari non sembra una persona seria quando si lamenta delle inquadrature da Mentana (e non lo sembra).

Queste sono opinioni di Cruciani (come si vede, condivisibilissime) e Cruciani (bonta’ sua) esprime le sue opinioni. Che “dati” avrebbe dovuto portare? Ha giustificato la sua opinione sugli inceneritori con il  fatto che ce ne sono tanti, nel mondo, ma per qualche motivo solo Montanari e pochi altri sono in stato d’emergenza, ed esprimono certe “certezze” che tali sembrano essere solo per loro: dei punti importanti, e che meriterebbero risposta.

Non e’ infine corretto criticare il prosieguo della trasmissione, che e’ basata intorno alle telefonate di persone piu’ o meno famose, cui viene data occasione di esprimere anche le loro opinioni. Valutare se siano sciocchezze o no, la maggior parte delle volte e’ lasciato come esercizio per l’ascoltatore: dubito che pero’ questo porti ad alcun impoverimento culturale.

L’atteggiamento (forse, spero di sbagliarmi) di Montanari, e ancor piu’ l’atteggiamento di tanti grillini, sembra invece essere quello di considerare il dissenso e lo scetticismo come reati di lesa maesta’: e quello si’, che e’ un atteggiamento reazionario e violento.


Melog: Notte di Passione, nell’accezione sbagliata

2008/Mag/11

Le due ore di trasmissione sabato sera per Gianluca Nicoletti, conduttore dell’impareggiabile Melog tutte le mattine su Radio24, almeno nominalmente con il gruppo facebook de “L’Impresa dei Mille di Melog” (in realta’, soprattutto con chi si e’ recato presso gli studi di Radio24 a Milano)?

Un bilancio da torta sgonfia: sempre buona da mangiare, ma che avrebbe potuto essere molto meglio.

La “passione” (nel senso di “forte commozione dell’animo“) alla fine non si e’ vista che nel conduttore, mentre tutti ma dico tutti gli astanti intervistati (e anche quelli al telefono dall’Italia e dal mondo) svicolavano a protezione evidentemente della propria privacy (come se non avessimo gia’ letto tutte le loro dichiarazioni dei redditi).

Anzi, al sentire il Nicoletti progressivamente disperantesi vista l’assoluta assenza di vitalita’ intorno a lui, mi e’ venuto in mente che la “passione” in realta’ c’era, ma era nell’accezione sbagliata (”sofferenza, pena, travaglio“).

Per fortuna che l’ex conduttore di Golem alla Rai ha dimostrato abbastanza verve per compensare l’assenza di quella altrui, altrimenti sarebbe stata la notte dei morti viventi, decisamente in contrasto ai continui (e oserei dire, sempre piu’ noiosi) ammiccamenti di carattere sessuale intorno a questa fantomatica “passione” (come se non ce ne fosse altra).

Speriamo che l’esperimento si ripeta: l’idea e’ molto buona, visto che puo’ diventare il primo esperimento di “reality radio” ma sincero.

Pero’ ci sono un po’ di cose da cambiare: assurdo fare finta che la trasmissione Melog non esista (e’ la base di tutto, dopotutto…); assurdo anche non dedicare neanche un attimo ne’ ai gruppi su facebook, ne’ a quelli su Second Life; inspiegabile l’assenza di un collegamento in diretta webcam da Milano.

Chissa’, magari la prossima volta davanti al Nicoletti ci sara’ una gran mascherata, cosi’ non dovremo piu’ sorbirci rossori e vergogne, e qualcuno dira’ quello che pensa nel profondo del suo animo…


Serbia: Facciamo gli Scongiuri!!!

2008/Mag/11

Sono il primo a dire che la Serbia non va lasciata isolata, chiunque vinca le elezioni di oggi, ma lasciatemi esprimere un deciso entusiasmo al sentire che il Presidente Tadic ha probabilmente resistito all’assalto elettorale degli ultranazionalisti di Nikolic (e dei confusi di Kostunica).

Quasi un regalo di Natale in anticipo…


Munizioni a Grappolo: Appello Urgente per un Trattato Internazionale

2008/Mag/10

(aggiornamento 14 maggio: la mia lettera, con un preambolo esplicativo, e’ stata pubblicata su Notizie Radicali nella sezione Documenti)

(testo ispirato a una lettera in inglese di Jakob Kellenberger, Presidente a Ginevra, Comitato Internazionale della Croce Rossa, pubblicata sull’International Herald Tribune il 10 maggio 2008. Chi volesse aderire mandi un commento con nome, cognome, citta’, professione)

Onorevole Ministro Dott. Franco Frattini
Ministero degli Affari Esteri
Piazzale della Farnesina, 1
00194 Roma

Londra, 10 Maggio 2008

Onorevole Signor Ministro

Nel complimentarmi per la Sua recentissima nomina, pur consapevole del gran numero di impegni che La attendono e ancor di piu’ in questi primi giorni nuovamente al Ministero degli Esteri, desidero attirare la Sua attenzione sull’urgentissima scadenza del 19 maggio riguardo il Trattato Internazionale che mettera’ al bando le “munizioni a grappolo” (Cluster Munitions), responsabili di inaccettabili sofferenze per le popolazioni civili.

I rappresentanti di più di 100 Paesi sono appunto attesi a Dublino dal 19 al 30 maggio 2008 per negoziare tale Trattato. E’ auspicabile che quei rappresentanti approfittino di questa occasione storica per impedire che queste armi uccidano e feriscano innumerevoli altri uomini, donne e bambini: il contributo italiano puo’ e deve rimanere determinante al successo della Conferenza.

Il Comitato Internazionale della Croce Rossa fra gli altri ha potuto ripetutamente verificare il terribile effetto delle munizioni a grappolo sui civili in conflitti armati in tutto il mondo. La loro eredità mortale può continuare per generazioni.

Il Laos, per esempio, il Paese che soffre di questa piaga di piu’ al mondo, sta ancora lottando contro le circa 270 milioni di munizioni là lanciate negli anni ‘60 e ‘70 del secolo scorso. Decine di milioni di quelle non esplosero allora e continuano ancora oggi a uccidere tante persone.

In più di 20 Paesi sparsi per tutto il mondo, inesplose munizioni a grappolo hanno reso ampie zone a tutti gli effetti altrettanto pericolose che campi minati.

Senza un accordo internazionale, e un’azione urgente, il tributo umano delle munizioni a grappolo potrebbe diventare molto peggio di quello delle mine antiuomo, al momento vietate in tre quarti degli Stati.

Le mine antiuomo erano un tempo nei depositi di virtualmente tutte le forze armate. Le miliardi di munizioni a grappolo oggi esistenti, invece, sono in possesso solamente di circa 75 Paesi. Molte di quelle sono vecchie, inaccurate e inaffidabili.

La Conferenza Diplomatica di Dublino è il punto di arrivo di un processo cominciato con la Dichiarazione di Oslo nel febbraio del 2007, e continuato con la Conferenza di Wellington nel febbraio di quest’anno grazie all’azione di un gruppo di Paesi: Austria, Citta’ del Vaticano, Irlanda, Nuova Zelanda, Norvegia, Messico e Peru’, cui si sono uniti le Nazioni Unite, il Comitato Internazionale della Croce Rossa e la Cluster Munition Coalition

E’ di fondamentale importanza che i Partecipanti trovino un accordo per un Trattato che proibisca le munizioni a grappolo inaccurate e inaffidabili, quelle che se impiegate in un conflitto resteranno in gran parte inesplose, pronte ad uccidere uomini, donne e bambini anni e anni dopo la fine delle ostilita’. Il Trattato dovra’ anche provvedere al loro smaltimento ed ad assicurare l’assistenza alle vittime.

Onorevole Signor Ministro,
sono sicuro che l’Italia e il nuovo Governo faranno quanto dovuto per interrompere la tragedia delle munizioni a grappolo inesplose, e per questo motivo La invito a far si’ che la Delegazione Italiana alla Conferenza Diplomatica di Dublino dia il massimo appoggio affinche’ il nuovo Trattato venga redatto ed approvato dal maggior numero possibile di Stati.

Con l’auspicio di non aver abusato della Sua cortese attenzione e del Suo preziosissimo tempo, voglia gradire distinti saluti


Il Principe Berlusconi Si E’ Insediato

2008/Mag/09

Io lo avevo scritto quasi un mese fa: con una vittoria schiacciante alle sue spalle, Silvio Berlusconi e’ il Principe della Politica Italiana e puo’ fare quello che vuole.

Poco da meravigliarsi allora che il nuovo Governo sia cosi’ dichiaratamente berlusconiano.

Della cosa cominciano ad accorgersi anche le menti un po’ lente di certo giornalismo italiano, e di quella che dovrebbe essere l’opposizione. Chissa’, un giorno magari saranno anche capaci di essere strategicamente un passo avanti rispetto al Primo Ministro: per ora, sara’ il caso di abituarsi al regno del Principe Berlusconi.


Inceneritori: Dietro la Scienza di Montanari

2008/Mag/09

Ho avuto il piacere di essere uno degli ascoltatori fatti intervenire questa sera a La Zanzara, il programma di approfondimento condotta da Giuseppe Cruciani su Radio24 dal lunedi’ al venerdi’ dalle 19.15 alle 21 circa.

I miei quattro minuti e mezzo sono ascoltabili in formato MP3: Maurizio Morabito - Inceneritore - La Zanzara - 20080509.

L’argomento che ho trattato e’ stata l’interpretazione dei dati presentati da Stefano Montanari, recentemente anche in noti programmi televisivi, come prova scientifica incontrovertibile che gli inceneritori causano tumori (e quindi non vanno comunque costruiti).

Cosa dico, per chi non ha voglia di ascoltare la mia voce? Dico che, scientificamente parlando, i dati suggeriscono al piu’ una possibilita’, e sono ben lontani dall’essere “prova incontrovertibile”. E che chi si lamenta tanto che “gli altri” non la raccontano sempre giusta, dovrebbe dare l’esempio, invece di manipolare per primo i risultati scientifici a suo piacimento.

In campo epidemiologico, infatti, la “certezza” si ha solo quando il rischio relativo triplica. Cioe’, quando l’incidenza di questa o quella malattia e’ almeno il 300% del normale: per esempio nel caso dei tumori al polmone, che colpiscono i fumatori con un’incidenza del 4′000% rispetto alla norma. Valori piu’ bassi non possono dare indicazioni “incontrovertibili”, semplicemente perche’ ci sono tante cause per ogni tumore e per ogni malattia.

Quindi se i tumori al fegato sono aumentati vicino a un inceneritore del 9% o del 16%, si tratta di fare una valutazione di rischio (che, a parer mio, rimane comunque basso), perche’ certezza proprio non ce n’e’.

Questo non cambia comuqneu la mia opinione che bruciare i rifiuti e’ una pessima idea, perche’ la spazzatura di oggi e’ sicuramente la miniera d’oro di domani. Buttando tutto nell’atmosfera, insomma, stiamo rubando ai nostri pronipoti senza granche’ vantaggio per noi stessi.


Aghi nel Colletto: Propaganda Anti-cinese sul Corriere Semplicione

2008/Mag/08

Promette bene, il sito del Corriere della Sera. “Soldati cinesi, gli aghi nel colletto - Foto choc pubblicate dal Daily Mail: ecco come il regime fa stare sull’attenti i militari“: un articolo corredato da primo piano di un collo a cui e’ appoggiato quello che appare un oggetto appuntito.

Dimostrazione della ferocia dell’esercito di Pechino, o della credulonita’, se non propaganda intenzionale da parte della vetusta testata milanese?

Bastano pochi minuti in Google infatti per capire meglio di cosa si tratti: una serie di fotografie di natura propagandistica/pubblicitaria, scattate e distribuite ovviamente dal governo di Pechino, tramite la Reuters (e non il Daily Mail!!!), per dimostrare quanto le Olimpiadi siano prese seriamente, da quelle parti.

Gli aghi nei colletti sarebbero a scopo d’addestramento (e dove sarebbe lo scandalo e lo choc? come se diventare militari in Cina fosse roba per mammolette.. .), e comunque li si vede solo al collo di un malcapitato (mentre le croci alla schiena sono ben diffuse)

In generale, comunque: mai, dico MAI prendere per buono quanto scritto sul Daily Mail. Al confronto, la Padania e’ la Divina Commedia, e il Manifesto un covo di libertari


Dio, Wittgenstein e il Significato come Giustificazione

2008/Mag/08

Nicla Vassallo giustamente suggerisce che si ragioni di piu’ e si sproloqui di meno, in tema di religione ma non solo (”In cosa crede chi (non) crede“, Domenicale Sole24Ore, 20 Aprile 2008). Peccato pero’ che le manchi l’ultimo pezzo del puzzle.

Vassallo parte da Wittgenstein (”Su cio’ di cui non si puo’ parlare, si deve tacere“) per passare alla “nozione di significato come giustificazione“: nel senso che ha significato solo cio’ che si puo’, appunto, giustificare.

Quindi “La Luna e’ fatta di formaggio” non ha senso (e bisogna tacere, invece dire quella sciocchezza) perche’ non c’e’ modo di dimostrare che la Luna, appunto, sia fatta di prodotti caseari.

Applicare questo ragionamento all’ateismo, e alla Fede, sembra un processo molto semplice. Scrive Vassallo a proposito dell’ateismo (prima di fare un discorso perfettamente analogo riguardo chi crede in Dio):

Quando affermiamo ‘sono ateo’ stiamo in effetti affermano ‘Dio (o dio) non esiste‘ per la nozione di significato come giustificazione stiamo dicendo qualcosa che ha significato solo nel caso in cui disponiamo di buone ragioni per credere che sia vero che Dio (o dio) non esiste

Non disponendo Vassallo di quelle “ragioni“, dice di ritenere che

sempre che ci siano, queste ragioni sono conseguibili grazie a competenze in filosofia della religione e teologia

(e quindi, in ultima analisi sul problema dell’esistenza di Dio tutti dovrebbero stare zitti)

La qual cosa non mi sembra, diciamo cosi’, un’affermazione molto intelligente…

Si vede che Vassallo non ha mai creduto, e non e’ mai stata atea. Va bene che e’ Professore di Filosofia, ma ci vuole cosi’ tanto a vedere al di la’ del proprio guscio, invece che ritenere che un argomento che ha tenuto impegnate tante menti umane per millenni, e’ risolvibile (se mai e’ risolvibile) semplicemente studiando filosofia della religione e teologia?

Ce l’avra’, un amico credente o ateo a cui chiedere la giustificazione dell’ateismo o della Fede? Le cui “buone ragioni” sono, e lo dico con quasi assoluta certezza, assolutamente personali, soggettive, anzi cosi’ non-obiettive da risultare quasi impossibili da comunicare.

Pur tuttavia, quelle “ragioni” esistono.

E non vengono da nessuna laurea in filosofia o teologia.


Vattimo, o La Faccia Brutta dell’Antisemitismo

2008/Mag/07

Gianni Vattimo…c’e’ oppure “ci fa”? boh? Eccolo a dire fesserie riguardo l’invito a Israele come Paese ospite alla Fiera del Libro di Torino 2008:

Dita puntate contro un grande complotto non solo mediatico, Vattimo evoca persino i Protocolli dei savi di Sion, e cioè il famoso libello confezionato dalla polizia zarista all’origine dell’antisemitismo moderno, dicendo che non ci ha mai creduto, ma ora comincia a ripensarci

Di due cose non c’e’ davvero dubbio…primo, Vattimo e’ un sicuro candidato al premio “Nicola Palumbo” (il dimenticabilissimo personaggio dell’intellettualoide interpretato da Stefano Satta Flores nell’indimenticabile “C’eravamo tanto amati“). Secondo, che se non e’ condizione necessaria, l’essere antisemiti, per inneggiare al boicottaggio di Israele, certo e’ condizione sufficiente: come si puo’ evincere dagli interventi questa mattina alla trasmissione “Boicottare Israele“, a VivaVoce, su Radio24.


Seminario ALTE QUOTE 2008

2008/Mag/04

SEMINARIO - ALTE QUOTE 2008

ALTE QUOTE - Verso la costituzione di un gruppo di attenzione interdisciplinare per la ricerca meteo-climatica in alta montagna e gli aspetti ambientali correlati

SEMINARIO - 14 maggio 2008
Università degli Studi - Facoltà di Agraria
Aula Magna (C03) - Via Celoria, 2 - Milano

OBIETTIVI - Le grandi montagne sono ecosistemi unici la cui sopravvivenza è un dovere sia nei confronti delle future generazioni sia per la salvaguardia di risorse turistiche e culturali di inestimabile valore. Dalle grandi montagne dipendono le popolazioni della pianura per l’approvvigionamento idrico, per la produzione di legname e più in generale le montagne racchiudono un patrimonio di diversità biologica ed antropologica che trova pochi eguali nel resto del mondo.

Le grandi catene montuose hanno un effetto rilevantissimo sul clima del pianeta sottraendo umidità alla circolazione generale ed alterando la circolazione generale stessa. Basti pensare, ad esempio, a quanto diverso sarebbe il clima padano senza la presenza delle Alpi o il clima europeo senza la presenza delle montagne Rocciose: recenti studi (Seager, 2002) hanno, infatti, evidenziato che la mitezza del clima europeo è in larga misura determinata non dalla Corrente del Golfo, ma dalla circolazione atmosferica che sull’Europa assume una caratteristica componente da sud per effetto delle Montagne Rocciose.

L’importanza ambientale ed economica, oltre che l’amore per la montagna, hanno spinto negli ultimi 50 anni ad intensificare le attività di ricerca negli ambienti estremi montani, sia per conoscerne le peculiari caratteristiche ancora oggi poco note sia, più recentemente, per cogliere testimonianze di cambiamenti i cui processi sono ancora da identificare completamente.

In tale attività è particolarmente attivo da oltre venti anni il Comitato Ev-K2-CNR, che promuove, anche attraverso l’Unità di Ricerca del Dipartimento Terra e Ambiente del Consiglio Nazionale delle Ricerche, recentemente costituito presso l’associazione, la ricerca scientifica interdisciplinare utilizzando dati provenienti dai monitoraggi effettuati nelle catene dell’Himalaya, Karakorum, Alpi, Appennino e Ruwenzori nell’ambito del loro Progetto SHARE (Stations at High Altitude for Research on the Environment). In occasione del seminario, Ev-K2-CNR allestirà un collegamento in diretta con la spedizione SHARE-Everest 2008, che sarà impegnata nell’installazione dei una stazione meteorologica a Colle Sud, Monte Everest, a 8000 metri di quota.

Da tali presupposti e da altri che emergeranno nel corso del seminario nasce l’idea di attivare un gruppo di attenzione ai temi della ricerca meteo-climatica applicata in alta montagna che veda il più ampio coinvolgimento di università, enti di ricerca ed appassionati.

PROGRAMMA RELAZIONI

09:15-09:30 Saluti autorità
Preside della facoltà di Agraria, Claudia Sorlini
Direttore del DiProVe, Maurizio Cocucci
Rappresentante Unimib, Angelo Cavallin
Direttore Generale Ev-K2-CNR, Beth Schommer

Parte Prima: Lo stato delle conoscenze
09:30-09:45 Serie storiche dell’area alpina e delle zone al contorno (Maurizio Maugeri)
10:00-10:15 L’alta montagna e la scienza del suolo (Roberto Comolli)
10:15-10:30 L’alta montagna e le risorse idriche (Claudio Smiraglia)
10:30-10:45 L’alta montagna e le tracce dell’inquinamento globale (Valter Maggi)
10:45-11:00 L’alta montagna e la misura del trasporto degli inquinanti nell’aria (Paolo Bonasoni)
11:00-11:30 Pausa

Parte Seconda: Prospettive di ricerca
11:30-11:45 Il Progetto SHARE e le basi di dati disponibili per l’alta montagna (Elisa Vuillermoz)
11:45-12:00 Le serie storiche della valle del Khumbu (Simone Parisi, Emanuele Cabini, Luigi Mariani,
Elisa Vuillermoz, Gianni Tartari)
12:00-12:15 Iniziative internazionali di ricerca in alta quota e la neonata attività CEOP-High Elevations
(Gianni Tartari, Emanuela Manfredi)

DIBATTITO
12:15-13:00 Verso un gruppo di attenzione interdisciplinare alla ricerca meteo-climatica in alta
montagna ed agli aspetti ambientali correlati (coordina: Luigi Mariani)

COME RAGGIUNGERE LA SEDE
In auto: chi arriva dalle autostrade può raggiungere via Celoria dalla tangenziale Est (uscite v.le Rubattino o Lambrate). Dalle stazioni ferroviarie di Milano Centrale, Stazione Nord, Porta Garibaldi o Lambrate, la sede del convegno è facilmente raggiungibile con la linea 2 (linea verde) della metropolitana, scendendo alla stazione di Piola. Dall’aeroporto di Linate: bus 73, scendere all’incrocio con Corso 22 marzo e prendere il filobus 91 che percorre viale Romagna, scendendo all’incrocio con Via Pascoli. Dall’aeroporto di Malpensa: treno Malpensa Express fino alla Stazione Nord ove si prende la linea 2 (verde) della metropolitana scendendo alla fermata di Piola. I bus e filobus sopra indicati sono usufruibili con il semplice biglietto urbano ATM, che dopo la vidimazione ha validità per 75’. Per usufruire del Malpensa Express occorre un apposito biglietto che si acquista all’aeroporto o alla Stazione Nord.


Cominciato l’International Booktown Festival 2008!

2008/Mag/01