Malvino: Che Senso Ha Votare i Radicali nel PD?

2008/Feb/29

Malvino (al secolo, Luigi Castaldi) annuncia sul suo blog con sano sarcasmo che non votera’ per il PD. E’ un discorso ragionevolissimo, almeno dal punto di vista delle elezioni in Italia. All’estero, dove si possono esprimere le preferenze, il discorso e’ un po’ diverso:

28 Febbraio 2008 – Scrivi, Malvino ti risponde

[...] Qualunque sia il risultato delle elezioni del 13-14 aprile, ai radicali sono assicurati nove parlamentari. Voglio dire [...] Insomma, pensandoci: non è indispensabile votarli, i radicali, a meno che uno non voglia contemplare l’ancor più inverosimile ipotesi che il Pd non riesca a mandare in Parlamento neanche nove dei suoi candidati [...] conviene non votarli, i radicali: meno numerosi saranno gli eletti nelle liste del Pd e più importanza relativa avranno i nove radicali eletti [...]

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29 febbraio 2008 – Sarà inutile votare i radicali, anzi

[...] L’unica obiezione – che io considero assai debole, anche se in apparenza sembra fortissima – è la seguente: così si tolgono voti al Pd, sfumano le pur lontane possibilità di una sua vittoria e i radicali non avranno il loro dicastero.  Controbiezione: che ministero daranno alla Bonino? Non si è chiarito nell’accordo, quindi il Pd non è assolutamente tenuto a dargliene uno di importanza strategica per i radicali: sarà il solito dicastero che illustrerà ancora all’Italia e al mondo quant’è bella, quant’è brava e quant’è tosta la Bonino.
L’Italia e il mondo erano già stati illustrati al riguardo, prima dell’accordo: e questo ha dato qualche beneficio di rimbalzo su Pannella e D’Elia? È servito a un apparentamento che invece si è concesso a Di Pietro? È servito a far entrare nel programma qualcuno degli obiettivi dichiarati dei radicali nella scorsa legislatura? [...]


Quanto Durera’ l’Accordo fra Radicali e Veltroni?

2008/Feb/29

Confesso che avevo sperato in un miracolo fino all’ultimo, e una soluzione diversa all’ingresso sostanziale dei Radicali nel Partito che sia chiama Democratico perche’ ispirato alla DDR.

Si fa tanto cagnara sulla presunta incompatibilita’ fra la Binetti e la Bonino: io sono piu’ preoccupato dal fatto che il modo di pensare dei veltroniani e’ completamente diverso da quello dei liberali-liberisti-libertari di RI.

I probiviri del PD staranno gia’ salivando al pensiero delle disposizioni punitive contro quei Radicali che rifiuteranno di unirsi all’unanimismo tipico da quelle parti. E chissa’ quanta maretta ci sara’ quando chi ha seguito per anni Marco Pannella, osera’ fare domande scomode durante questa o quella riunione del “popolo di Veltroni”.

Come faranno quelli che discutono e poi decidono a trovare dei punti in comune con coloro che sono prima di tutto fedeli alla linea di Walter?

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Riusciranno, i Radicali, ad approfittare della situazione, come si augura Giorgio Ragazzini oggi su Notizie Radicali? Vedremo. La mia impressione e’ che se questo “matrimonio” durera’, a cambiare… radicalmente dovra’ essere l’anima di Radicali Italiani, o quella del PD.

L’ipotesi piu’ probabile e’ invece che fra poco tempo, un gruppo di reduci/refusi/espulsi dal connubio PD/RI si ritrovera’ a rifondare il Partito Radicale: e non per solipsismo, quanto per palese necessita’. 


Energia: Uno Scambio

2008/Feb/29

Due lunghi commenti che meritano maggiore visibilita’, dal blog “Calabria Solare Termodinamica

CLAYCO:

2007/Dec/07 alle 08:47:41

IL FUTURO DELL’ENERGIA

In Italia molte scelte sull’energia, non sarebbero state accettate dall’opinione pubblica, se non ci fosse stata la teoria dei gas serra a renderle plausibili. Ad esempio il ministro dell’ambiente A. Pecoraro Scanio ha previsto un piano da 100 milioni di euro per l’energia solare. Purtroppo l’energia solare costa dalle 10 alle 20 volte in più rispetto al carbone e al nucleare.
In previsione c’è anche la costruzione di una serie di 5 centrali elettriche solari a sali, dal costo di miliardi di euro. E’ il progetto Archimede, voluto dal ministro ed elaborato dal premio Nobel Carlo Rubbia. Si tratta di una tecnologia americana, di 30 anni fà, che consiste nel concentrare i raggi solari, con degli specchi, su un cilindro dove scorrono delle soluzioni saline: non ha mai dato risultati economicamente vantaggiosi.
Gli ambientalisti quindi stanno di fatto bloccando, o ostacolando, la costruzione dei rigasificatori, anche se il paese non ha la certezza di soddisfare i fabbisogni di metano e di energia del prossimo inverno. Il metano si può trasportare solo in forma liquida, con le navi metaniere, quindi servono i rigasificatori per riportarlo alla forma gassosa. Sono impianti molto economici, non inquinanti, e molto sicuri. E’ dal 1930 che non si verifica un incidente nelle migliaia di rigasificatori sparsi per il mondo. Il blocco dei rigasificatori non ha motivazioni scientifiche, è solo un’attività politica, per rendere indispensabile un investimento colossale sulle centrali solari, che non avrà mai una convenienza economica.
La Germania, che ha approntato un piano energetico per i prossimi 100 anni, sta investendo, oltre che sull’eolico e sul biogas, sulle centrali a carbone pulito, che è la fonte di energia meno costosa. Inoltre la Germania, la Francia e la Gran Bretagna, oltre al carbone possono usufruire dell’energia nucleare, dopo il carbone, la meno costosa.
Il costo energetico in Europa è molto più basso dell’Italia e la differenza nel tempo sarà sempre maggiore. L’Enel calcola che il carbone pulito potrebbe abbassare il costo dell’energia del 30%.
La tecnologia americana del carbone pulito detta clean coal, permette di abbassare del 99% le emissioni di smog, il cosiddetto particolato pm10.
Sempre negli USA si sta sperimentando una centrale a carbone, ad emissioni zero. I fumi sono filtrati con il sistema clean coal, e poi utilizzati per la coltivazione di alghe, contenute in sacche esposte al sole, che riciclano calore dai fumi caldi e dall’acqua di raffreddamento della centrale. Si stanno sintetizzando delle varietà ogm di alghe da utilizzare in seguito come foraggio zootecnico o come biomasse da fermentare.
La tecnologia tedesca, più costosa, detta oxyfuel permette di sequestrare anche la CO2, comprimendola fino allo stato liquido, per immetterla in seguito in depositi. I tedeschi sono quindi all’avanguardia nel raggiungere l’obiettivo di energia pulita a basso costo, e ad emissioni zero.
L’Italia, o meglio i verdi di A. Pecoraro Scanio che pur essendo una piccola rappresentanza degli italiani, ricattano il governo, invece hanno scelto il costosissimo solare, che ci porterà fuori del mercato dell’energia e da qualunque competizione industriale.
Un rapporto dell’Enel stima in 30 miliardi di euro, il danno economico che l’Italia ha subito nel rinunciare al nucleare. Il danno sarà ancora maggiore nei prossimi anni.

Da:”Processo alla CO2: assolta per non aver commesso i fatti” di Claudio Costa ed. iuculano(PV)

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Dario:

2008/Feb/29 alle 11:20:00

Caro clayco mi dispiace contraddirla, ma dalle informazione che ho io le cose sono esattamente all’opposto.
Solo in california sono attivi 9 impianti a concentrazione per un totale di 354MW e nel giugno 2007 è stato collegato alla rete elettrica il Solar One un impoanto da 64 MW e proprio le aziende USA sono fiduciose che presto questo tipo di tecnologia, o meglio una sua diretta evoluzione il “Compact Linear Fresnel Reflector” (CLFR) sarà in grado di essere competitiva col carbone.
Inoltre sono attualmente allo staudio o in fase di realizzazione diverse centrali in Usa, Spagna,Israele, Messico, India, Marocco.
Inoltre non capisco come possa dire che tale tecnologia non abbia mai dato risultati economicamente vantaggiosi, dato che ha un rendimento nettamente superiore, per esempio a quelli di una centrale fotovoltaica di pari potenza.
Poi mi permetta di sorridere sul concetto di “centrale a carbone pulito”, premettendo che non esiste un fenomeno di combustione che non implichi delle emissioni, pur trattenendo, come lei asserisce il 99% del pm10 (cosa di cui dubito fortemente) il punto sono le emissioni di CO2, i depositi di scorie nucleari non ci hanno insegnato niente? dove dovremmo situare tali depositi? sono pericolosi? Come vede il problema non sarebbe risolto ma solo spostato, un po’ come spazzare e poi mettere la polvere sotto il tappeto.
Vorrei inoltre ricordarle che la Germania che lei ha più volte citato, è il paese che da solo detiene il 54% di tutto il mercato fotovoltaico MONDIALE, e in germania hanno la metà della radiazione solare che abbiamo in Italia, converà con me poi che lo sviluppo tecnologico del fotovoltaico e ancora agli inizi(un apnnello oggi riesce a convertire solo il 14%-16% dell’energeia solare che capta), e solo insistendo su questo tasto si arriverà a pannelli con rendimenti tali da rendere assolutamente inutile qualsiasi combustibile fossile.
Vorrei inoltre ricordarle che l’Italia ha ratificato il procollo di Kyoto e che per tanto dovrà dotarsi di un 25% di energie rinnovabili entro il 2016 pena una costosissima multa (pari 5-6 finanziarie).
Con questo la saluto e la invito a non fidarsi di pareri troppo “partigiani” è emerso in maniera molto evidente come, per esempio,l’amministrazione Bush abbia di fatto tentato di pilotare determinati rapporti sull’ambiente per promuovere l’uso di combustibili fossili e far sembrare la situazione meno grave del reale, quindi senza inutili catastrofismi e giusto che il paese del sole e del vento pensi a dotarsi e presto di un sistema energetico con una forte presenza di energia rinnovabile, solo così saremo in grado di affrontare le sfide energetiche del futuro.


Prove Tecniche di Comitato di Salute Pubblica

2008/Feb/29

Dal Corriere della Sera:
«Conti segreti, fuori i nomi dei politici»
Veltroni: «Riporteremo i soldi in Italia»
Di Pietro: «Vogliamo sapere quali sono coinvolti nel caso Liechtenstein». Sinistra-Arcobaleno: «Fare chiarezza»

A furia di “fiutare sangue” lo giustizialismo che ha infettato l’Italia causera’ il morto. Ma che importa, a Robespierre Di Pietro?


Nel PD, Avanzano i Diritti degli Omosessuali

2008/Feb/28

Avanzano, nel senso che non c’e’ mica posto nel PD per chi si dichiara omosessuale. Colpa, si dice, dei soliti pretaioli.

Ma e’ mai possibile che il futuro di Radicali Italiani passi dal secondo partito clericale d’Italia???

Al confronto di Veltroni, Berlusconi e’ un novello Voltaire…

AGGIORNAMENTO: Wow! C’e’ spazio per almeno un’omosessuale: Paola Concia di “Gay Left”.  Sembra un po’ la storia dei “valori della Resistenza” ricuperati a fuor di popolo

Gaudio e tripudio? Vedremo se c’e’ spazio per almeno un altro…


Mani

2008/Feb/28

(immagini scelte da Fabrizio Argonauta disponibili sul sito Dreamstime)

Ogni immagine strettamente © dei suoi legittimi proprietari. Chi volesse usarne una o piu’ e’ pregato di cliccarvici sopra, andando nell’apposita pagina sul sito Dreamstime

Il mondo nelle mani:

The World is in Your Hands
© Photographer: Nruboc | Agency: Dreamstime.com

Simbolo casa:

Symbol home family property in
© Photographer: Alexmax | Agency: Dreamstime.com

Passaggio di consegne:

Handing over the keys
© Photographer: Karenr | Agency: Dreamstime.com

Scrittura:

Writing
© Photographer: Petro | Agency: Dreamstime.com

Tastiera computer:

Computer Lab
© Photographer: Dell | Agency: Dreamstime.com

Modellino casa:

Hands with model of house.
© Photographer: Msymons | Agency: Dreamstime.com

Ricucire:

Hand sewing
© Photographer: Irochka | Agency: Dreamstime.com

Ritinteggiatura:

Woman painting wall.
© Photographer: Iofoto | Agency: Dreamstime.com

Disegno con bambino:

Drawing
© Photographer: Gizmo | Agency: Dreamstime.com

Assistenza degenti:

Holding hands in bed
© Photographer: D2xed | Agency: Dreamstime.com

Solidarietà femminile:

Hands show help
© Photographer: Redbaron | Agency: Dreamstime.com

Amore:

Symbol Heart
© Photographer: Alexmax | Agency: Dreamstime.com

Tutela ambiente:

Woman's hands keep plant
© Photographer: Redbaron | Agency: Dreamstime.com

Risparmio – Gestione familiare

Money saving
© Photographer: Arekmalang | Agency: Dreamstime.com

Yoga

Woman doing yoga.
© Photographer: Iofoto | Agency: Dreamstime.com

Yoga gestante:

Pregnant doing yoga
© Photographer: Xrisca30 | Agency: Dreamstime.com

Maternità:

Baby Feet
© Photographer: Beatricekillam | Agency: Dreamstime.com

Assistenza sanitaria (simbolo):

Big Medical Cross symbol from hands isolated
© Photographer: Alexmax | Agency: Dreamstime.com

Idea:

Gesture 12a
© Photographer: Alexmax | Agency: Dreamstime.com

Problem solving:

Puzzle
© Photographer: Tihis | Agency: Dreamstime.com

Unione:

Hands show sympathy
© Photographer: Redbaron | Agency: Dreamstime.com

Creatività:

Hands making pottery
© Photographer: Jhaviv | Agency: Dreamstime.com


Ha Senso Votare? Si’, Ha Senso

2008/Feb/27

Ha senso andare a votare? Tim Harford del Financial Times dice no.

E sbaglia.

Come segnalato nella recensione del nuovo libro del Harford “L’Economista in Incognito” sul New York Times:

Non ha senso votare.. come atto puramente logico. Se realmente desiderate “fare la differenza“, comprate biglietti della lotteria – le vostre probabilità di vincere sono approssimativamente uguali alle vostre probabilità di decidere da soli un’elezione – e dedicate i soldi vinti a fare del lobbying politico.

E non preoccupatevi nemmeno di tenervi informati su cio’ che si decide, con le elezioni. “Poiché la probabilità che il voto di un individuo qualunque cambi il risultato è molto piccola, i benefici di trasformare un voto non-informato in un voto informato sono anch’essi molto piccoli,” scrive Harford. “Razionalmente parlando, a che pro la seccatura di andare a votare?

Per saperne di più circa la saggezza dietro queste dichiarazioni, si puo’ visitare il sito web di Tim Harford stesso, in particolare l’articolo “Il Vostro Voto Non Conta“, pubblicato il 10 novembre 2007:

Notoriamente, il voto di un individuo non fa differenza alcuna. Secondo David Boothroyd, il britannico che studia le elezioni, in 24 elezioni politiche dal 1918, ognuna con centinaia di seggi parlamentari in gioco (più recentemente, 646), c’e’ stato solo un’elezione valida dove il vostro voto avrebbe potuto “fare la differenza

Trovo un tal ragionamento piuttosto deludente. Le elezioni non sono decise da ciascuno elettore individuale, ma dal comportamento di molti elettori individuali: e a quello bisogna riferirsi quando si voglia capire cosa possa “fare la differenza“.

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Pensiamo dunque se sia opportuno andare a votare oppure no: immaginate che (a) la maggior parte della gente la pensi a riguardo come voi. Se decidete allora (a.1) di votare, sapete che la maggior parte della gente penserà la stessa cosa ed andrà a votare. In quelle circostanze, la gente che non vota è in minoranza ed ha poco senso unirsi a questi ultimi: il voto è la scelta logica.

Se decidete (a.2) di non votare, sapete che la maggior parte della gente non andrà a votare neanch’essi. Ma in quel caso le opinioni di chi vota hanno un più grande peso del solito: il voto è, ancora una volta, la scelta logica.

Immaginate ora che (b) la maggior parte della gente non la pensi come voi. Se decidete (b.1) di votare, sapete che la maggior parte della gente non andrà a votare. Motivo in piu’ di andare alle urne: il voto è, per la terza volta, la scelta logica.

Infine se decidete (b.2) di non votare, la maggior parte della gente voterà. Ovviamente, invece di rimanere sperduti con la minoranza, avrà senso seguire la maggioranza: e così votare è… la scelta logica.

Il voto è sempre la scelta logica: indipendentemente dalla “differenza” che un singolo voto possa o non possa fare.

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Quanto sopra è liberamente ispirato da “Metamagical Themas” di Douglas Hofstadter, una meravigliosa collezione di saggi da Scientific American dove il famose autore di “Goedel, Escher, Bach” studia (nell’ultima sezione “Saggezza & Sopravvivenza“) alcuni modi non immediatamente evidenti di risolvere i “dilemmi della cooperazione“.

Magari Tim “Economista in Incognito” Harford avesse il libro di Hofstadter ed espanso il suo proprio ragionamento per includere… i modi in cui si ragiona, invece di limitarsi, da economista, ai meri numeri delle elezioni.

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Ci è una possibilità ancora non analizzata: il cosiddetto “sciopero degli elettori“, dove la gente decide di protestare in blocco sperando che la loro assenza sarà notata.

In questo caso, ci sono due risultati potenziali: (c) poca gente partecipa allo sciopero o (d) molte, molte persone rifiutano di votare.

Se accade (c) lo sciopero è un disastro, e votare ha decisamente più senso. E se accade (d), visto che poche persone votano, è definitivamente tempo di farlo (come in a.2 ed in b.1 qui sopra).

Non si puo’ proprio scampare dal fatto che votare e’, da un punto di vista logico, l’unica opzione.


La Luna e…i Rifiuti

2008/Feb/27

Hans Blumenberg (autore di “Juenger: Non Sporcate la Luna“, supplemente Domenicale del Sole24Ore, 17/2/2008) sembra essere riuscito nell’impresa di sbagliarle tutte o quasi.

Contrario alla preoccupazione di Juenger che le missioni abitate lunari avrebbero lasciato spazzatura sul nostro satellite naturale, Blumenberg scrive che sulla Luna non sono state lasciate tracce di “bisogni” terrestri, come le lattine di Coca-Cola.

Sara’, ma sicuramente ci sono molte tracce di “bisogni” lunari: come per esempio i rottami distrutti degli ultimi stadi del lanciatore Saturno, e delle cabine abitate dei moduli lunari (“LEM“), regolarmente mandati a impattare la Luna dopo aver svolto il loro compito. Chissa’ quanti pezzetti di plastica e metallo sono li’, sparsi a luccicare per miliardi di anni a venire.

Blumenberg sbaglia anche quando dice che, a differenza della “classica spedizione degli esploratori“, le spedizioni Apollo non soffrivano di “scarsita’ dell’equipaggiamento“.

In realta’, per raggiungere la Luna in meno di un decennio, e farlo prima dei Sovietici, alla NASA hanno davvero dovuto tirare tutto fino all’osso: evitando, appunto, “ogni grammo di bagaglio superfluo“.

Un esempio per tutti: come ben descritto da Andrew Chaikin in “A Man on the Moon“, libro ahime’ ancora non tradotto in italiano, nella progettazione del LEM la massa di materiale usato e’ stata pensata e ripensata piu’ volte, eliminando tutto il superfluo (piu’ di una tonnellata in totale, inclusi 57 chilogrammi nella disperatamente denominata “Operazione Raschiatura“).

Via le finestre panoramiche, via i sedili, via ogni struttura non strettamente necessaria: alla fine il portello di uscita, spesso pochi millimetri di alluminio, tendeva a bombare verso l’esterno a causa delle pressione atmosferica nella cabina, in maniera definita “inquietante” dagli stessi astronauti.

A ben pensarci comunque, anche una “classica spedizione degli esploratori” non e’ mai stata come descritto da Blumenberg. Amundsen, Scott, Shackleton non avevano certo remore ad abbandonare lungo il percorso le latte dei cibi in scatola che si erano portati dietro. I grandi alpinisti del passato non perdevano certo tempo “ripulendo” le pareti appena scalate da corde, chiodi, e ogni altro equipaggiamento che aveva gia’ fatto la sua parte.

E perche’ quelle latte, quei chiodi e quelle corde non potrebbero essere qualificate come “resti culturali“? Non sono forse tutti oggetti figli del loro tempo, facilmente identificabili anche storicamente a seconda del materiale e della fattura?

Aveva perfettamente ragione Juenger, quindi: si’, l’uomo continua a manifestarsi nei suoi “rifiuti“. E si’, era giusta la prognosi che “l’uomo nel cosmo si sarebbe comportato come se fosse a casa“.

Solo, “i resti culturali piu’ evidenti” non sono sempre gli stessi, ovunque. Una “natura altra” accogliera’ semplicemente le tracce dei resti di “altri bisogni“: prima ancora di essre una rampa di lancio per il ritorno, il “rifiuto” piu’ evidente che gli astronauti hanno lasciato sulla Luna era la base, il motore e i piedi del modulo di allunaggio.

E il fondo della bottiglia di Coca Cola che si butta via a Milano e Roma, viene messo capovolto a proteggere i paletti nei campi della Lunigiana. Quanti scarponi da neve ci sono nella spazzatura in Tanzania? E quante creme di protezione solare nei rifiuti dei siberiani?

A proposito: Blumenberg parla anche di una presunta “assurdita’ di un marchio di fabbrica speciale che contraddistingua l’ossigeno migliore per i turisti lunari“. Ed e’ quasi sicuramente in errore di nuovo, perche’ invece non e’ difficile pensare che fornitori diversi potranno vendere bombole di ossigeno di design, ingombro, peso a vuoto differenti (per non parlare del loro “mix” di ossigeno puro, aria e vapor d’acqua), in una situazione analoga a quella dell’acqua minerale in bottiglia.


Perche’ Siamo Qui

2008/Feb/26

A un capo del Vortice [di Prospettiva Totale] collegò
l’intera realtà [...] e all’altro collegò sua moglie, sicché
quando [...] attivò la macchina lei vide in un solo istante
l’immensità infinita dell’Universo e se stessa in rapporto
a esso. [...] se vita dev’esserci in un Universo di tal fatta,
l’unica cosa che non può permettersi di avere è il senso
delle proporzioni.

Cosi’ come un pittore di fronte a tela, colori, pennelli ed ispirazione decidera’ prima o poi di dipingere: cosi’ il Creatore, avendone le capacita’ e strumenti ha creato il cosmo. Non preferendo una configurazione rispetto a un’altra, il Creatore hs dipinto tutti i possibili quadri, e cosi’ tutto quello che avrebbe potuto esistere, e’ esistito.

E quindi eccoci qui, noi che esistiamo perche’ potevamo esistere.

E molte copie di noi stessi, sempre piu’ diverse, esistono in questo Cosmo ma in altri Universi, coprendo l’intera gamma di tutte le possibilita’, oltre la nostra immaginazione. Ognuno di loro, in esistenza solo se ma anche ogni volta che cio’ sia possibile.

Nel grande schema delle cose, l’esistenza di ciascuno di noi e’ quindi ancora piu’ irrilevante di quanto abbiano mai temuto o sognato. Ma dal punto di vista di ciascuno di noi, e’ tutto quello che abbiamo: e dunque, la nostra e’ un’esistenza paradossalmente preziosissima proprio perche’ importante solo per se’ stessa, e per una manciata di persone altrimenti altrettanto irrilevanti.

e tu sai che questi sono i giorni della nostra vita
ricordatelo


Versione Aggiornata del Curriculum

2008/Feb/25

L’Ing. Maurizio Morabito e’ nato a Reggio Calabria nel 1967 e ha vissuto in tre regioni, quattro Stati e due continenti (visitandone finora cinque). Parla correntemente l’Italiano, l’Inglese e il Francese e a un discreto livello il Tedesco, e conosce i rudimenti delle lingue Giapponese ed Araba.

Laureatosi in Ingegneria Elettronica (Telecomunicazioni) all’Universita’ di Pisa nel 1992 dopo aver conseguito la Maturita’ Scientifica a Brindisi, Maurizio ha ottenuto il Diploma Universitario in Relazioni Internazionali presso il Birkbeck College di Londra nel 2002, con una tesi sulla politica estera dell’Uganda, e poi completato presso lo stesso Birkbeck gli studi necessari per il Certificato in Studi dello Sviluppo (2005).

Maurizio ha partecipato con successo anche a corsi di Formazione al Management (presso una nota Banca tedesca), di Monitore di Primo Soccorso e di Diritto Internazionale Umanitario (presso la Croce Rossa Italiana), di giornalismo (al Birkbeck College) e di metereologia (presso l’Aeronautica Militare Italiana).

La sua carriera, dopo una collaborazione da studente con l’Istituto di Fisiologia Clinica del CNR di Pisa, lo ha portato dapprima per un anno e mezzo presso una Software House di Firenze, e poi in Giappone con due borse di studio per un totale di piu’ di due anni come ricercatore nel campo dei biosegnali, presso un Istituto Nazionale di Ricerca del Governo nipponico.

Maurizio ha poi continuato le sue ricerche all’Universita’ di Ulm in Germania per 18 mesi, e successivamente e’ rientrato nel mondo dell’industria come Tecnico/Addetto alle Vendite per il Regno Unito di una ditta canadese nell’ambito dell’analisi dei segnali. Dal 1998 lavora nel settore dell’Investment Banking nella City di Londra, dapprima per una banca tedesca e negli ultimi quattro anni come per una ditta di consulenza, con vari incarichi presso alcune delle piu’ prestigiose banche di investimento.

Considerato dai colleghi come uno dei massimi esperti nella gestione e implementazione tecnica di un pacchetto software specializzato per il Trading, Maurizio ha lavorato per anni con persone provenienti da tutte le parti del mondo, arrivando a gestire un team di 15 persone distribuite in quattro localita’ in Europa, Giappone e Nord America. Attualmente sta costruendo una buona esperienza nel campo del Knowledge Sharing.

Apprezzato e spesso consultato dai colleghi per la sua prosa chiara e diplomatica sia in Italiano che in Inglese, Maurizio ha una discreta esperienza come giornalista, sia a livello locale (per un periodico pisano) sia divulgativo/globale (come corrispondente dall’estero, prima per una rivista di informatica della Mondadori, e adesso per un mensile di Reggio Calabria).

Durante gli anni universitari ha anche prodotto e condotto trasmissioni radiofoniche di approfondimento presso una radio locale. Piu’ recentemente ha pubblicato anche un articolo su una rivista americana on-line sul tema delle paure legate ai cambiamenti climatici, e gestisce tre blog (due generalisti, un terzo sul clima) in Italiano e in Inglese.

Maurizio, le cui lettere appaiono molto frequentemente nella apposita rubrica sull’International Herald Tribune, e che grazie a un suo commento e’ stato recentissimamente selezionato e ripubblicato con foto sul sito della BBC News, ha inoltre un buon numero di pubblicazioni scientifiche a suo nome, nel campo dell’analisi dei biosegnali e anche dell’esplorazione lunare.

Il suo obiettivo personale e’ di poter comunicare di fisica con i fisici, di medicina con i medici, di filosofia con i filosofi, e di problemi e soluzioni di gente comune con la gente comune.

Di ispirazione e credo Cattolici, iscritto dal 2007 a Radicali Italiani, Maurizio si considera liberale, “nonviolento” e “libertario nella responsabilita’” e mal sopporta il socialismo invidioso, le eccessive semplificazioni e complicazioni, e la politica e la filosofia urlate e vuote di contenuti.

E’ stato Responsabile di Amnesty International per la Toscana nel 1993, e ha tenuto per vari anni corsi divulgativi di Diritto Internazionale Umanitario per la Croce Rossa Italiana. Ultimamente si e’ molto interessato ai difficili rapporti fra scienza e politica, e fra scienza e religione, sia dal lato pratico che dal lato etico.


Associazione Galileo 2001

2008/Feb/25

Ricevo e rimando:

L’Associazione Galileo 2001 si propone, nell’interesse e per il progresso civile del Paese, di costituire un punto d’incontro, di discussione e di unione tra quanti – enti, istituzioni, imprese e persone fisiche – sono interessati allo sviluppo delle conoscenze scientifiche e della ricerca e al trasferimento dei risultati alla società civile in favore del progresso tecnologico, industriale, economico e sociale.

L’associazione in particolare ha ereditato lo spirito e la lettera del movimento Galileo 2001 e si propone di affermare i criteri della metodologia e dell’affidabilità scientifica contro ogni distorsione proveniente dalla disinformazione e dal pericolo di un invadente oscurantismo scientifico.

Dell’Associazione, presieduta dal Prof. Renato Angelo Ricci (presidente onorario della Società Italiana di Fisica ed ex Commissario Straordinario dell’ANPA), fanno parte attiva, fra gli altri: i Professori Bernardini, Garattini; Regge, Sala, Salvini, Scarascia Mugnozza, Tirelli, Veronesi.

L’Associazione non ha scopo di lucro e si sovvenziona grazie alla quota di iscrizione dei soci per cui le attività sinora svolte si sono rese possibili grazie proprio al sostentamento dei soci e alla faticosa ricerca di eventuali sponsor per i Convegni sino ad oggi organizzati.

Le principali attività svolte a partire dalla costituzione dell’Associazione (19 febbraio 2003) si possono così riassumere:

a. Convegno annuale 2004 (svoltosi il 19 febbraio 2004), sul tema IL PRINCIPIO DI PRECAUZIONE: I COSTI DELLA NON SCIENZA

b. Convegno annuale 2005 (svoltosi il 9 marzo 2005), sul tema I COSTI DELLE SCELTE DISINFORMATE: IL PARADOSSO DEL NUCLEARE IN ITALIA

c. Convegno annuale 2006 (28 marzo 2006), sul tema I RISCHI DI UNA SCELTA DISINFORMATA: PRECLUDERSI L’USO DEGLI OGM IN AGRICOLTURA

d. Convegno annuale 2007 (Milano, 18 aprile 2007) sul tema LA SCIENZA E LE MEDICINE ALTERNATIVE

e. Operazione di sensibilizzazione, presso i responsabili politici, in ordine alla necessità di affrontare, seguendo le indicazioni della scienza più accreditata, vari temi di interesse per la collettività, con particolare riferimento a quelli di protezione dell’ambiente (appelli inviati al Presidente della Repubblica, al Presidente del Consiglio e al Ministro all’Istruzione, a proposito della posizione della scienza sull’uso in agricoltura dell’ingegneria genetica e sull’insegnamento dell’evoluzione biologica nelle scuole)

f. Partecipazione dei Soci Fondatori dell’Associazione a Convegni e meeting presso scuole, associazioni, circoli, camere di commercio, assessorati comunali, provinciali e regionali intervenendo sui seguenti temi: elettrosmog, Ogm, cambiamenti climatici, politica energetica, salute, etc. con l’obiettivo di riportare e affermare la voce della comunità scientifica accreditata

Alla luce di quanto sopra abbiamo organizzato una campagna di iscrizione di nuovi soci proprio per poter continuare a svolgere il ruolo che ci siamo prefissi quando è nata l’Associazione 2001.

Se condivide anche Lei gli scopi della nostra Associazione può associarsi e collaborare con noi allo scopo di non far prevalere in Italia la voce degli allarmisti (vedi OGM, elettrosmog, energia nucleare) ma di trattare i problemi in modo rigorosamente scientifico e porli in termini socio-politici con grande discernimento e cautela.

Ulteriori informazioni sull’Associazione Galileo 2001 Le può trovarle sul sito www.galileo2001.it

La ringraziamo e Le inviamo cordiali saluti.
Dr.a Angela Rosati
Segretario Generale Associazione Galileo 2001


Panebianco Contro i Forcaioli

2008/Feb/25

DI PIETRO CON VELTRONI
L’ipoteca giustizialista – di Angelo Panebianco

dal Corriere della Sera di oggi:

[...] Riportare la giustizia alla normalità significa anche mettere regole e paletti, e cioè limiti, all’uso che i magistrati possono fare di uno strumento così delicato, che comporta l’intrusione nella sfera privata dei cittadini. Significa mettere la parola fine alle inchieste-mostro fondate sulle intercettazioni selvagge, «di massa» (intercetto mezzo mondo: alla fine qualcosa salterà pur fuori). Ne abbiamo viste fin troppe di inchieste del genere: grande fracasso, tante reputazioni fatte a pezzi, e poi, quasi sempre, una volta giunti in tribunale, tutto finisce in niente. Non è solo una questione di uso politico-mediatico delle intercettazioni. E’, prima ancora, una questione di rispetto delle libertà individuali. Ed è un problema di responsabilizzazione che sempre deve accompagnare e limitare il (grande) potere di chi fa inchieste giudiziarie.[...]

Questo fa il paio con le stupidaggini di Veltroni sulla non-candidatura di chiunque sia stato condannato in primo grado. Ah, come vanno bene le cose!!!


Cruciani, la Zanzara Avvelenata

2008/Feb/23

Per chi ancora non lo seguisse, consiglio caldamente il programma “La Zanzara“, in onda su Radio24 ogni giorno feriale dalle 19 alle 21 circa.

Il conduttore abituale, Giuseppe Cruciani (di cui ho gia’ avuto modo di parlare), da quando ha deciso di dire quello che pensa senza remora alcuna, abbandonando un’improbabile neutralita’ giornalistica, e’ diventato estremamente puntuale ed incisivo.

Due esempi fra tutti: l’aver definito “sciacallaggio” la scelta di Veltroni di candidare uno dei superstiti della tragedia alla Thyssen; e il consiglio di “rompere gli indugi” (e andarsene) a un ascoltatore che si e’ lanciato nei soliti elogi della dittatura cubana.

Difficile non essere d’accordo con Cruciani, in entrambi i casi. La parte migliore e’ che in questi come in tanti altri casi, non sembra che Cruciani stesso si sia “preparato” le risposte.

Certo sarebbe probabilmente troppo aspettarsi un comportamento cosi’ libero e sincero da parte di qualche conduttore televisivo; o da un candidato al Parlamento e/o comunque un leader politico; ma si puo’ sempre sperare…


Quiz: PCL

2008/Feb/23

Cosa significa PCL?

(a) Una sostanza cancerogena progressivamente reattiva

(b) Una poco nota casa automobilistica nordcoreana

(c) Il Partito Comunista dei Lavoratori (tesserati: almeno 24)

Voci di un potenziale interessamento da parte di questi ultimi nel convertire il Duomo di Firenze in mini-appartamenti, non sono ancora state confermate…


Malagiustizia e Procura di Torino

2008/Feb/23

Ma e’ mai possibile che quando si tratta di episodi di grande interesse, finisce sempre che la magistratura italiana opti per lo spettacolo a discapito della Giustizia?

L’accusa di omicidio volontario per l’A.D. della Thyssen in Italia non sta da nessuna parte. Ruba solo spazio sui giornali, al dramma dei morti e all’identificazione di come fare in modo che certe cose capitino meno spesso.

Sono sicuro che gli avvocati di Harald Espenhahn, stasera, sono contenti.


Maggioranze alla Honecker nel Partito Democratico

2008/Feb/21

Quando si vuole ridere, si ride, pero’ qualcuno se ne e’ accorto che in almeno un luogo in Italia, le “Primarie Locali” del PD di un paio di settimane fa hanno visto venti candidati per venti poltrone?


Come Scegliere fra Risparmiare Tempo o Carburante

2008/Feb/21

Guidare a velocita’ medio-basse, specie su lunghi percorsi, significa far sorridere il portafogli, per il semplice fatto che in linea teorica i consumi di carburante dovrebbero crescere piu’ o meno esponenzialmente con la velocita’.

D’altronde, proprio su quei lunghi percorsi i compagni di viaggio specie piu’ piccoli possono facilmente spazientirsi quando i tempi di percorrenza si allungano a dismisura…a causa di velocita’ medio-basse. Come scegliere, dunque?

Ho elaborato un semplice strumento in proposito a partire dai rilevamenti pubblicati da Mauro Traversi sulla mailing list “Petrolio“. Il risultato e’ una tabella, disponibile come file Excel su richiesta (basta aggiungere un commento a questo blog), con il quale e’ possibile determinare la velocita’ ottimale, a seconda delle esigenze di tempo e di risparmio sui consumi.

IN DUE PAROLE: se tempo di percorrenza e carburante consumato hanno lo stesso valore, viaggiare fra 90 e 130km/h non fa molta differenza

Avendo sperimentato prima manu come sia difficile ottenere un soddisfacente risparmio sul carburante su viaggi di 1450km, devo dire che risultati ottenuti mi convincono molto.

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Mauro Traversi (che tiene a precisare di essere “per abbassare la velocita’a 100Km/h non ritenendo il risparmio di quel poco di tempo sufficiente a compensare i consumi aggiuntivi“) ha scritto fra l’altro su Petrolio sabato 16 febbraio 2008:

Forse a qualcuno puo’ interessare la tabella dei consumi reali a velocita’ costante della mia auto (un turbodiesel v6 da 120kW con cambio automatico), essendo stati verificati con una certa precisione.

I consumi (in L/100Km e Km/L) sono presi dal computer di bordo. Per la discussione in corso credo che la precisione sia sufficiente avendo in passato controllato l’esattezza della velocita’ indicata dal comp con un gps da barca (aleph puo’ magari precisare meglio) e anche con cronometro su un tratto rettilineo di 3Km che sapevo essre stati verificati col ruotino da geometri. Tra parentesi i tachimetri sbagliano praticamente tutti per eccesso e se vi fidate di loro calcolate con errore. Il gasolio consumato l’ho controllato con un contalitri quando avevo a disposizione la cisterna personale a casa.

Il test di consumo l’ho fatto sull’autobrennero tra XXX e YYY nei due sensi (i numeri sono la media dei due passaggi ma la differenza e’ minima). Ho usato il controllo di velocita’, quel pulsante che una volta premuto puoi toglere il piede dall’acceleratore e fa tutto lei, lasciando che l’auto si stabilizzasse per 40-50 sec ad ogni livello di velocita’. Fari accesi e climatizzatore in funzione. 170.000kM alle spalle.

Sono partito dai dati allegati a quel messaggio, riferentesi a varie velocita’ fra 65 e 160 km/h (colonna B nella mia tabella) . Ne ho “normalizzato a 1″ (mi si perdoni l’imprecisione del termine) tutti i valori, nel senso che ho posto il consumo minore = 1 e divisi tutti gli altri dati di conseguenza (colonna D nella mia tabella).

Ho calcolato i tempi di percorrenza su 1000km per le stesse velocita’ e normalizzato i risultati come sopra (colonne C ed E rispettivamente, nella mia tabella). Ho poi sommato le colonne D ed E, moltiplicando ciascuna secondo due “pesi” o “Coefficienti di Importanza”, uno per i consumi e l’altro per il tempo (celle F20 e F21 rispettivamente nella mia tabella).

I risultati (colonna F) sono poi “normalizzati” di nuovo (colonna G) e infine viene calcolato quanto, in percentuale, il valore associato a ciascuna velocita’ si discosti dal minimo (colonna H).

In pratica se per esempio con Coefficienti di Importanza entrambi a uno, la colonna H mostra 10.56% associato a 140km/h, cio’ vuol dire che se tempo e risparmio di carburante hanno lo stesso peso, allora procedere a 140km/h vorra’ dire spendere il 10.56% in piu’ rispetto all’ottimale (95km/h).

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Naturalmente sono i Coefficienti di Importanza a determinare la velocita’ migliore. Per esempio sui brevi percorsi “in gita” possiamo dire che il risparmio del carburante sia 5 volte piu’ importante del risparmio di tempo consistente nell’andare piu’ veloci. Il risultato e’ che con Coefficiente di Importanza di Consumo = 5 e di Tempo = 1, la velocita’ migliore e’ 75km/h.

Se invece c’e’ da arrivare in fretta da qualche parte, tenendo pero’ presente di quanto costa il carburante, ultimamente, e si pongono Coefficiente di Importanza di Consumo = 1 e di Tempo = 5, la velocita’ migliore diviene 140km/h.

Qualche grafico adesso per visualizzare le differenze (i valori in ordinata sono sempre in percentuale):

(Coefficiente di Importanza Consumo =1; Tempo=1)

consumo1tempo1.gif

(Coefficiente di Importanza Consumo =5; Tempo=1)

consumo5tempo1.gif

(Coefficiente di Importanza Consumo =1; Tempo=5)

consumo1tempo5.gif

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Naturalmente si tratta di un modello semplificato che non tiene conto del fatto che, come rileva Traversi, “sono [...] valori a velocita’ costante. [...] su tragitti lunghi tenere una media piu’ alta ti costa assai di piu’ perche’ devi rallentare piu’ spesso e quindi devi passare piu’ tempo sopra la velocita’ media. E anche accelerare piu’ spesso, e se hai il piedino pesante…

Ma si tratta anche di una conferma della mia impressione “sul campo” (i.e. su viaggi lunghissimi, vai a 130km/h).


Mentre i Serbi in Televisione Sembrano Peggio di Belzebu’

2008/Feb/21

Nel giorno dei disordini contro le Ambasciate a Belgrado, pubblico una “lettera” cui avevo lavorato all’inizio di Dicembre 2007, e che fu bocciata perche’ troppo filoserba.

Da confrontare con quello che succede quando vengono deliberatamente negati tutti i motivi di speranza, e l’Unione Europea di muove in ordine sparso senza una politica comune…sull’Europa!

A Tutti Gli Iscritti e Simpatizzanti Radicali, e specialmente ai Compagni Kosovari:

Roma, 5 Dicembre 2007

Cari Amici, cari compagni

Con l’avvicinarsi dell’improrogabile data stabilita dall’ONU al 10 Dicembre 2007 per la fine dei negoziati internazionali sul futuro status del Kosovo, e le parti in causa ancora molto distanti (Belgrado, disposta a concedere al massimo una qualche autonomia; Pristina, decisa ad acquisire l’indipendenza a ogni costo), la questione sembra destinata a diventare una vera e propria emergenza dalle conseguenze drammatiche, nocive alla efficacia stessa dell’Unione Europea nel suo ruolo sia globale che di sviluppo e mantenimento della pace continentale.

Riteniamo dunque giunto il momento di lavorare perche’ non solo i rischi piu’ grossi non si materializzino, ma anche il momento presente di crisi diventi un’opportunita’ per rinforzare pace e democrazia in tutto il nostro Continente. Per questi motivi, come Radicali auspichiamo che:

1- L’Europa assuma tutte le sue responsabilita’ nei Balcani, non solo per motivi umanitari ma anche per non perdere la sua missione primaria volta a impedire il ritorno delle guerre fratricide che la hanno afflitta per millenni

Sul piano militare, la UE deve consolidare la propria missione per impedire un conflitto armato tra serbi e kosovari albanesi, oltre che per tutelare la minoranza serba in Kosovo come tutte le minoranze nei Balcani e altrove, e naturalmente tutto il patrimonio storico-religioso serbo e albanese; sul piano politico, occorre che rafforzi in maniera decisa la prospettiva europea del Kosovo e della Serbia, qualunque sia lo status definitivo del primo.

2- Vengano trovate soluzioni “nuove e coraggiose” per il futuro dello status del Kosovo, che permettano una convivenza pacifica e solidale invece di garantire il perpetuamento di questa o quella ingiustizia contro i popoli albanese e serbo

Il tempo c’e’ ancora: perche’ ci sono tutte le indicazioni che il Kosovo non proclamera’ l’indipendenza fino almeno a Febbraio. Parafrasando Zbigniew Brzezinski allora, di fronte alla incompatibilita’ delle richieste di Serbi e Kosovari Albanesi, e’ indispensabile che “si abbia l’ambizione cosi’ come l’audacia di esplorare soluzioni nuove e prendere misure coraggiose”: un Kosovo indipendente ma piu’ piccolo, con i territori a maggioranza serba annessi alla Serbia; una federazione “a macchie di leopardo”; l’ingresso immediato del Kosovo e della Serbia nell’UE non appena le leggi necessarie siano promulgate e, nel caso di Belgrado, i criminali di guerra assicurati alla giustizia

3- Venga accelerato il processo di integrazione nell’Unione Europea del Kosovo ma anche della fragile e ancora nascente democrazia serba

Nei Balcani si tratta di unire domani in Europa quel che oggi divide così profondamente e irreparabilmente. Non e’ forse la storia serba recente (dittatura comunista; corruzione; mafia; campi di concentramento; stragi) anche quella del Continente? Occorre allora svincolare la priorità del processo di integrazione europea della Serbia dalla cattura e consegna di coloro accusati di crimini di guerra, senza ovviamente rinunciarvici (un obiettivo che puo’ anzi diventare operativo per l’intera Unione e non solo una conveniente spada di Damocle su una democrazia ancora molto giovane e fragile come quella serba).

4- che il Kosovo aspetti una fase piu’ propizia per un passaggio al riparo da tensioni internazionali e non proclami semplicemente e unilateralmente la sua indipendenza adesso, perche’ riteniamo che cio’ sara’ controproducente

Siamo consapevoli che l’obiettivo dell’indipendenza sia un esito inevitabile. Il problema e’ nella eventuale unilateralita’ non e’ legato a questioni di integrità territoriale e sovranità nazionale, causa di tantissime guerre e tuttora un’ipoteca pesante sullo sviluppo civile e democratico delle nostre società. Il punto e’ che consentira’ alla Russia di Putin di allontanare definitivamente la Serbia dal consesso delle Nazioni europee, e ispirera’ nuovi secessionismi (serbi di Bosnia, albanesi di Macedonia): mentre il Kosovo si trovera’ indipendente ma al confine di una ferita politica profondissima.

Sappiamo come nessuna delle nostre scelte sia facile. Il Partito Radicale si e’ occupato del Kosovo fin dal 1992 (incontro tra il leader kosovaro nonviolento, Ibrahim Rugova e il Presidente del Consiglio italiano Amato su iniziativa di Marco Pannella). Fra gli iscritti al Partito Radicale Transnazionale, Fatmir Sedju, Presidente dell’Assemblea Parlamentare del Kosovo e tutta la leadership democratica. E la documentazione preparata dall’Associazione Radicale “Non c’è Pace senza Giustizia” e’ stata utilizzata nella formalizzazione dell’atto d’accusa e dell’incriminazione di Slobodan Milosevic nel 1998-1998 presso il Tribunale Penale Internazionale alla preparazione.

A spingerci oggi e’ pero’ la consapevolezza che la missione, e il ruolo primario della UE e’ impedire che ritornino a manifestarsi quelle guerre con le quali gli imperi egemoni e le dittature fasciste e comuniste misero in ginocchio il Continente e oltre nel secolo scorso: con il beneficio addizionale di mostrare la via della convivenza, del mutuo rispetto e dello sviluppo pacifico delle societa’ al resto del Pianeta, e soprattutto a quelle regioni tuttora insanguinate da conflitti che continuano all’apparenza da tempi immemorabili.

Noi crediamo che tutto cio’ possa avvenire solo se l’Europa rimarra’ unita, oggi sul Kosovo come domani sull’Iran. Il problema del Kosovo e’ come una bomba piazzata nel cuore del Continente: impediamole di indebolire e dividere l’Europa!


PD e Radicali: Qualcuno Passi Il Plasil

2008/Feb/21

Non occorre aver letto vari mesi dei miei blog per indovinare che l’accordo fra Radicali Italiani e il Partito Crudo di Jar-Jar Veltroni non mi va a genio.

Figuriamoci: adesso Marco Pannella e Sergio D’Elia non sarebbero candidabili, perche’ condannati. Populismo senza confini.

Attendiamo ora lumi dal Comitato Nazionale di RI, convocato per sabato 23 e domenica 24 febbraio. Per fortuna non vi partecipo, altrimenti mi servirebbe un ettolitro di Plasil: il noto medicinale contro i conati di vomito.


Lezione al Mondo dall’Unione (Europea) di Stati Poco Importanti

2008/Feb/18

E cosi’ la UE e’ arrivata al lungamente atteso appuntamento con la indipendenza del Kosovo senza una posizione comune.

Ventisette piccoli idioti.