Notizie dal Partito Smembro-(demo)-cratico

2007/Dic/30

Il carrozzone comandato (scusate la battuta) da Walter Veltroni ha ricevuto oggi ben due contributi decisamente significativi…

Sul lato preti, il Cardinale Bertone si e’ candidato a un Premio per la Comicita’ dicendo che il Partito Democratico non deve “mortificare i cattolici”. Mortificare? Mortificare??? Ma se c’hanno la sede di fronte all’unica Chiesa di Roma aperta 24h? E il leader (scusate, ancora…) non e’ neanche capace di far approvare il riconoscimento delle unioni di fatto nel Comune di Roma (figuriamoci al Parlamento).

Bertone sembra anche aver scoperto che il PCI era anch’esso fautore dello Stato Etico, e quindi Togliatti e Berlinguer parlavano la stessa lingua di certa gerarchia cattolica odierna. Non mi sembra proprio che ci sia niente di cui vantarsi.

Sul lato mangiapreti, invece, Piergiorgio Odifreddi, ultimo difensore della Vera Laicita’, ha cosi’ tanto terrore di considerare finanche la possibilita’ di un’esistenza “spirituale” , da non poter esimersi dall’inficiare i suoi giustissimi discorsi sulla separazione fra Chiesa e Stato con insulti di bassa lega (ufo e astrologia oggi, babbo natale l’anno scorso) in una maniera cosi’ vetusta che finanche Gramsci se ne era voluto allontanare.

Come faranno tutti questi signori a convivere nello stesso Partito, sara’ un mistero che bisognera’ davvero vedere per credere.


Christmas 2007

2007/Dic/28

Malanova chi’ ffriddu”. Scendo dal treno alla stazione di Charing Cross a Londra, il sabato, 15 dicembre 2007 intorno alle 5 del pomeriggio. E’ buio, c’e’ un vento gelido e la sensazione e’ molto spiacevole nonostante il giaccone pesante e i pantaloni di lana.

La mia carrozza era anche stata piacevolmente vuota, mentre qui piano piano ad ogni passo sembra che io mi stia addentrando in una folla sempre piu’ fitta. Quando esco dalla stazione c’e’ una piccola fila anche ad aspettare il verde del semaforo pedonale, e dal cielo coperto arriva la solita luce giallognola, somma del milione di luci della grande citta’.

“Ma quanti sono?” continuo a chiedermi mentre passo accanto al monumento ad Oscar Wilde, a pochi passi da Trafalgar Square dove c’e’, o forse no, un grande Albero di Natale. Londinesi e turisti mi circondano da ogni dove, ognuno in marcia in una direzione e per una destinazione differente. Sento voci dall’Est dell’Europa, probabilmente polacchi.

Se mi ci scontrassi per caso fra un passo e l’altro saprei cosa rispondere “Psheprasham! Mi scusi”, ma li’ termina o quasi la mia collezione di parole nella lingua di Chopin e Woytila.

Giro dietro a Leicester Square, e quelle voci si trasformano nella parlata di Manzoni e Montini, gli immancabili gruppi di italiani in ordine sparso che continuano a formarsi e dissolversi, mentre due chiacchierano fra di loro e tre arditi mappatori discutono sul dove andare. “Andiamo qui davanti a mangiare, alla stick ‘aus”, dice una signora con il solito improbabile cappotto impellicciato.

La stick ‘aus? La Stick House, forse, ma dove sara’ la Casa del Bastoncino, e cosa ci serviranno mai, la collezione di prodotti Findus? Ah, no, e’ la Aberdeen Steak House, da pronunciare Aberdiin Steik ‘Aus, perche’ la bistecca e’ un piatto antico e le regole di pronuncia inglese tradiscono continuamente. Chissa’ che risate il cameriere quando ordineranno un Bastoncino Ben Cotto, Non Al Sangue?

E si’, di mondo qui ce n’e’ davvero tanto. A vivere nei sobborghi ci si stanca, ma qui al centro non c’e’ mai modo di annoiarsi. Certo che camminare in questa folla con un bambino ancora piccolo non puo’ essere un’esperienza piacevole, anzi fonte di ansia e angoscia se l’informe massa umana cercasse di far scomparire il giovanissimo Futuro.

Londra rimane il posto per giovani, ricchi e scapoli, magari per vivere nell’Oggi e divertirsi anche semplicemente a vedere le stranezze e i cambiamenti della Citta’.

C’e’ un teatro alla mia destra, e non guardo neanche il titolo della rappresentazione, perso nelle fotografie del cast, tutti vestiti anni trenta e quaranta e tutti immancabilmente pagati da fame, perche’ fare l’attore a Londra e’ uno strumento per fare carriera, e non soldi. Chissa’ che magari non diventino poi ricchi a Broadway, a New York?

Oppure sono attori alla vecchia maniera, lo fanno per il piacere e l’emozione del ripetere le stesse parole e le stesse azioni tutte le sere nello stesso posto, ma di fronte a spettatori sempre differenti per i quali non c’e’ alcun tipo di ripetizione, anzi unicita’ di ogni cosa che vedranno?

Mi ritrovo a camminare sotto i portici che vanno verso Nord su Charing Cross Road. I negozi di souvenir si susseguono, perche’ e’ qui che vengono i turisti, non certo dove lavoro io fra i palazzoni e i finestroni illuminati della City.

Il buono di tutti questi negozi e’ che sono tutti uguali, visto uno visti tutti, e quindi solo il visitatore piu’ sprovveduto si trovera’ costretto a fermarsi per guardarli tutti. Piatti con la faccia di Diana, piatti con la faccia di Carlo (brrr! E che regalo sarebbe, per la matrigna cattiva, o per spaventare la suocera?), cartoline dall’umorismo che si spegnera’ in pochi secondi, e un cumulo incredibile di cianfrusaglie che andranno ad adornare migliaia di sale da pranzo di malcapitate nonne e zie. Eppure se qualcuno li vende, vuol dire che qualcuno li compra.

Si vede che non sono io il target, e tutto quel materiale non e’ li’ per essere comprato da me: e infatti non me ne curo, ma guardo e passo. E sento un odore particolare provenire da una bancarellina di legno dove una donna minuscola vende il sushi, i piccoli cilindretti di riso con il pesce crudo sopra.

Curiosamente il tutto non sembra ne’ sporco ne’ poco invitante, e un paio di affamati compratori contano i soldi da scambiare per quel giapponesissimo spuntino.

Ma io proseguo e passo davanti a un bar dalle vetrate tutte nere, con una porta di vetro anch’esso nero dietro la quale c’e’ un altro ingresso naturalmente nero. Solo qualche luce passa da molto in alto. E’ un gay bar abbastanza famoso, un ritrovo per omosessuali (maschi?) che tengono molto alla loro privacy (non mi meraviglierei che quelle vetrate fossero rinforzate, onde evitare che qualche scalmanato omofobo decidesse di organizzare una “spedizione punitiva”…).

Mi sovvengo della curiosa avventura di un paio di amici, invitati da un altro per un pranzo gratis, pagato dalla rivista per la quale dovevano scrivere una critica per un certo locale. Dopo alcuni drinks pero’, all’appropinquarsi della necessita’ naturale di origine renale decidettero di andare a mangiare da un’altra parte, e pagare loro il conto invece di rischiare incresciosi equivoci nei bagni di quel locale dove tutte ma proprio tutte le coppie erano maschili.

Malanova chi’ ffriddu”. Un paio di folate di vento che continua a perseguitarmi, un altro attraversamento di una grande e trafficatissima strada, giro intorno al teatro dove hanno rappresentato Les Miserables forse dai tempi della Regina Vittoria, e arrivo alla strada della mia destinazione. E’ un incontro natalizio con gli elettori italiani da parte dell’eletto nella Circoscrizione Europa al Parlamento italiano, residente a Londra, l’On.Guglielmo Picchi (deputato, Forza Italia).

E mi chiedo, chissa’ che ne direbbero al Partito, se sapessero che l’incontro e’ organizzato in un elegantissimo Club londinese ma a pochi centimetri da un inelegantissimo Sex Shop che promette non diciamo cosa al piano di sotto?

Che ci potrebbe d’altronde fare, Picchi? E’ Londra, la metropoli delle centinaia di lingue, centinaia di passaporti, migliaia di stili di vita. Una citta’ popolata di provinciali che vivono di un cosmopolitanesimo basato sul quieto vivere. E infatti chi mi aiuta nel Club a lasciare il giaccone, se non un Brasileiro cameriere dal nonno italiano (erano quasi tutti italiani, i nonni dei trentenni e quarantenni brasiliani di oggi) il quale sembra apprezzare il mio Obrigado ringraziamento?

Mentre quando me ne vado, a fare da guardia ai cappotti e’ una ragazza dal cipiglio severo, con un accento curiosissimo che si rivelera’ lituano, alla quale ahime’ non ho che da rispondere in inglese perche’ i convenevoli nella lingua che suona a Vilnius ancora non li conosco. Quanti inglesi purosangue saranno mai rimasti, a Londra e specie in quel Club, proprio non lo so. A servirci una cena che e’ una teoria di antipasti, un barese.

Quando esco il freddo non e’ ancora cambiato, ma c’e’ un po’ meno vento. Ritorno quasi su tutti i miei passi, a parte una scorciatoia dentro Chinatown, che nel mare delle culture londinesi non sembra per niente pittoresca, quasi normale con i dragoni di metallo e i grandi archi rettangolari ornatissimi e rigorosamente rossi (perche’ il rubicondo e’ portafortuna, non necessariamente comunista).

Tornato su Charing Cross Road la confusione fra le auto e’ aumentata da un tizio che pedala una specie di riscio’, con un paio di turisti dietro cui non sembra importare l’arrancare incerto del loro locomotore: il quale arrancare incerto pero’ non ispira sentimenti di amicizia e parole di amore fraterno a un conducente di taxi nero. Ma tiriamo avanti, visto che questi episodi continuano a capitare e scomparire senza posa in quesa specie di teatro all’aperto di tutta la possibile umanita’.

C’e’ un tizio che risalta sugli altri, qualche metro piu’ in la’: e’ seduto per terra sul marciapiede sotto delle impalcature e indossa una maglietta a maniche corte e un paio di pantaloni.

Due fettone enormi e scalze sembrano occupare meta’ del passaggio gia’ un po’ angusto, e la totalita’ di chi lo sfiora sono piu’ interessati a evitare di pestargli i piedi che a dargli un po’ di soldi. Il tizio trema vistosamente, e c’e’ poco di che meravigliarsi in tutto quel freddo. Rimango un po’ interdetto e chiedo lumi a un signore molto vestito, seduto un po’ piu’ in la’ e che vende The Big Issue, il “Grande Problema”, il periodico fondato per aiutare i senzatetto e che questi vendono a Londra agli angoli di tutte le strade.

Non ti preoccupare”, mi risponde quasi come se quella domanda l’avesse sentita un milione di volte, “Quel tipo scalzo e’ li’ tutte le sere”. “Allora non pensi che con tutto quel tremare sia in pericolo di vita?”, gli chiedo, e lui risponde, secco, “No”. “Ma ci sara’ da segnalarlo a qualcuno che si occupa di senzatetto?”. “Sono anche io senza un posto dove stare”, e’ la sua replica, intendendo evidentemente (visto che e’ sbarbato, lavato e con vestiti decenti) che passa le sue notti in ostelli, non al freddo con il cielo come tetto ma neanche in un luogo che possa definire come suo.

Mi allontano pensieroso, chiedendomi delle dinamiche di gruppo all’interno di chi non ha un alloggio dove stare. Un autobus mi passa davanti, ha la pubblicita’ in formato digitale, e’ uno schermo invece che il solito tabellone fisso. E gia’, siamo nel XXI secolo.

Prendo il treno, ritorno sulla Terra.


Travaglio-Gomez-Corrias: Turbinio A Sinistra

2007/Dic/27

Marco Travaglio, insieme agli evidentemente meno querelati Pino Corrias e Peter Gomez, tiene un blog di politica italiana “Voglio Scendere” sul Il Cannocchiale.

La prima cosa che viene in mente e’ che se qualcuno volesse davvero “scendere” dal carrozzone Italia, ci sono decine di Paesi europei dove emigrare senza aver bisogno di un permesso di lavoro…chissa’!

Quello che si nota comunque nella pagina che mostra oggi i blog dal 3 al 27 dicembre 2007, e’ che i Nostri non hanno ancora stabilito se il sottotitolo del loro sito debba essere “Tutta Colpa di Berlusconi“, oppure “Tutta Colpa di Tutti i Politici” oppure “Aspettiamo Con Fiducia il Partito Democratico (e nel frattempo, buttiamo un po’ di fango su tutti gli altri)” (un atteggiamento, quest’ultimo, perfettamente speculare a quello di chi nel 1993-94 si avvicino’ al Cavaliere “a scatola chiusa”).

Il risultato e’ un turbinio di commenti in principio interessanti quanto assolutamente di parte e quindi. in ultima analisi, pleonastici.

Invece che una denuncia del malcostume italiano, “Voglio Scendere” si avvicina pericolosamente ad esserne uno dei tanti sintomi.


Trasformismo, Mal Comune

2007/Dic/26

Jacques Dutronc - L’OPPORTUNISTE

Je suis pour le communisme
Je suis pour le socialisme
Et pour le capitalisme
Parce que je suis opportuniste

Il y en a qui conteste
Qui revendique et qui proteste
Moi je ne fais qu’un seul geste
Je retourne ma veste, je retourne ma veste
Toujours du bon côté

Je n’ai pas peur des profiteurs
Ni même des agitateurs
Je fais confiance aux électeurs
Et j’en profite pour faire mon beurre

Il y en a qui conteste
Qui revendique et qui proteste
Moi je ne fais qu’un seul geste
Je retourne ma veste, je retourne ma veste
Toujours du bon côté

Je suis de tous les partis
Je suis de toutes les patries
Je suis de toutes les coteries
Je suis le roi des convertis

Il y en a qui conteste
Qui revendique et qui proteste
Moi je ne fais qu’un seul geste
Je retourne ma veste, je retourne ma veste
Toujours du bon côté

Je crie vive la révolution
Je crie vive les institutions
Je crie vive les manifestations
Je crie vive la collaboration

Non jamais je ne conteste
Ni revendique ni ne proteste
Je ne sais faire qu’un seul geste
Celui de retourner ma veste, de retourner ma veste
Toujours du bon côté

Je l’ai tellement retournée
Qu’elle craque de tous côtés
A la prochaine révolution
Je retourne mon pantalon


Un SMS per “Nessuno Tocchi Caino”

2007/Dic/25

Sostieni anche tu la Campagna di Nessuno tocchi Caino “Dalla Moratoria Onu delle esecuzioni all’Abolizione della pena di morte in Africa”.
Per donare 1 euro invia un SMS al 48584 da telefonino personale TIM, Vodafone, Wind e 3 e da telefono fisso abilitato di Telecom Italia.
Per donare 2 euro chiama il 48584 da telefono fisso di Telecom Italia.
La raccolta fondi parte il 17 dicembre e continua fino al 1° gennaio 2008.
Fermiamo la pena di morte. Per fare giustizia non è necessario uccidere.

E Auguri di Buon Natale a tutti!!


Lo Scandalo Fasullo Berlusconi-Sacca’

2007/Dic/23

Quanto rumore su La Repubblica riguardo l’intercettazione pubblicata di una telefonata fra Silvio Berlusconi e Agostino Sacca’ della Rai…

Avendone letta la trascrizione pero’, a me sembrano i soliti discorsi all’italiana che hanno fatto la fortuna di tanti film di Alberto Sordi svariati decenni fa (altro che fantasie di Curzio Maltese su “la politica al tempo di Berlusconi“).

Quali parti della conversazione sono da gran scandalo? Boh? (per favore se qualcuno puo’, citi)

La Repubblica ultimamente non si tira indietro quando c’e’ da sollevare un polverone, anche in maniera assolutamente speciosa, come il finto scoop sul finto plagio di un comico americano da parte di Daniele Luttazzi. E uno allora comincia a dubitare se quanto riferito riguardo Treviso sia vero, o un altro concentrato di propaganda.


Moratoria Pena di Morte: Rassegna Stampa Estera

2007/Dic/22

Una breve rassegna su come la notizia dell’approvazione all’ONU della Moratoria sulla Pena di Morte sia stata trattata sulla stampa estera, con esempi in varie lingue: inglese, francese, tedesco, spagnolo, portoghese, russo (e giapponese).

(n.b.: mi limito ad articoli che vadano al di la’ del riportare semplicemente la notizia)

(1) Sul Los Angeles Times, un commento in inglese dal titolo “Il Colpo alla Morte da parte delle Nazioni Unite” di Louise Arbour, l’Alto Commissario ONU per i diritti umani.

(2) Sul sito BBC News, un Rapporto Speciale in inglese  intitolato “L’ONU vota per un congelamento della pena di morte” con interviste agli Ambasciatori di Singapore e del Messico all’ONU e il piccolo “dettaglio” che solo 51 nazioni mantengono ancora il diritto di usare la pena di morte

(3) Su Euronews, un articolo in francese dal titolo “L’Italia e’ stata fortemente coinvolta in favore di una moratoria sulla pena di morte” e un po’ di altri dettagli su coloro che hanno lottato per ottenere la Moratoria

(4) Sulla Sueddeutsche Zeitung, un pezzo in tedesco intitolato “Le Buone Persone da Roma” sulla Comunita’di Sant’Egidio, anch’essa impegnatasi per la moratoria

(5) Sul Tageseinzeiger svizzero, un editoriale in tedesco dal titolo “Un Atto della Civilta’” che menziona alcune ovvieta’ incluso il fatto che i criminali pericolosi vadano messi in carcere, e che la pena di morte, che piaccia o no, e’ un’azione arrogante e arcaica

(6) In Argentina, su El Mundo un commento in spagnolo “Una vittoria italiana contro la pena di morte” da parte dell’Ambasciatore d’Italia a Buenos Aires, Stefano Ronca.

(7) Sul Diário Digital portoghese, un articolo ben dettagliato “ONU: l’Assemblea Generale approva un appello per una moratória nell’applicazione della pena di morte“, in cui si spiega l’origine del nome “Nessuno Tocchi Caino”.

( 8) Sul New York Times, un editoriale in inglese dal titolo “Una Pausa dalla Morte“ da me tradotto ieri, in cui si fa riferimento anche alla situazione negli USA.

Ci saranno sicuramente molti altri articoli in altre lingue (per es. in russo), ma per ora mi fermo qui.

Per finire un paio di curiosita’:

(9) Notizia principale (in giapponese) sembra essere stata l’illuminazione (per la Moratoria) del Colosseo.

(10) Su Al Jazeera in inglese la redazione ha aperto per l’occasione un forum dove si discute della abolizione della pena di morte, ma si e’ “dimenticata” di passare la notizia della moratoria.


Moratoria Pena di Morte all’ONU: Editoriale Sul New York Times

2007/Dic/21

Una Pausa dalla MorteNew York Times - 20 Dicembre 2007 
In Fila contro la Pena di Morte - International Herald Tribune - 21 Dicembre 2007

L’Assemblea Generale dell’ONU ha votato martedì per una moratoria globale sulla pena di morte. La risoluzione e’ non-vincolante; il suo peso simbolico e’ stato a mala pena un soffio nel grande vento delle notizie negli USA, dove il diritto dei governi di uccidere chi ha ucciso e’ incastonato nella legge e nelle abitudini.

Ma per coloro che stanno cercando di allontanare il mondo dall’avere la vendetta mortale come politica governativa, quel voto e’ stato una pietra miliare. La risoluzione falli’ ripetutamente negli anni 90, ma questo volta il voto e’ stato 104-54, con 29 astenuti. Il progresso e’ venuto dall’Europa ed dall’Africa. Nazioni come il Senegal, il Burundi, il Gabon - persino il Ruanda, marchiato dalla vergogna del genocidio - hanno deciso di rigettare la pena di morte come barbarismo ufficiale.

Gli USA, come di consueto, si sono allineati dall’altra parte, con l’Iran, la Cina, il Pakistan, il Sudan e l’Irak. Questa fratellanza di sangue comprende più del 90 per cento delle esecuzioni nel mondo, secondo Amnesty International. La devozione di questi Paesi alla loro sovranita’ e’ rigida, come e’ la loro fede perversa nell’esecuzione come fattore dissuasivo dal crimine ed uno strumento di giustizia civilizzata. Ma al di la’ del Texas, dell’Ohio, della Virginia, del Myanmar, di Singapore, dell’Arabia Saudita e dello Zimbabwe, aumenta il numero di coloro che si aspettano di meglio dall’umanita’.

Molti di quelli non sono nazioni o stati ma gruppi di persone, organizzazioni come la Comunita’ di Sant’Egidio, un movimento cattolico laico cominciato in Italia il cui lavoro ha fatto molto per determinare la riuscita questa settimana del voto nell’Assemblea Generale.

Sono motivati dalla speranza - e ce n’e’ un po’ anche negli USA. La Corte Suprema si occupera’ presto del dibattito sulla crudelta’ delle esecuzioni per iniezioni letali. Lunedi’, il New Jersey e’ diventato il primo Stato USA in 40 anni ad abolire la pena di morte.

Anche quell’evento non e’ stato molto notato in questa nazione. Ma all’estero, i voti a Trenton [New Jersey] e alle Nazioni Unite sono stati considerati notizie meravigliose. Roma ha continuato una tradizione per contrassegnare le vittorie contro la punizione capitale: ha illuminato il Colosseo, dove i Cristiani una volta erano dati in pasto ai leoni, in una luce dorata.

Mancano i necessari riferimenti al Partito Radicale e a Nessuno Tocchi Caino, che hanno dato origine al tutto. Ma rimane comunque significativo che un quotidiano come il NYT (e di concerto, l’IHT che gli appartiene) dedichi un editoriale a quanto alcune anime candide continuano a sostenere essere “una vittoria inutile” se non peggio.


Grillo da Vomito

2007/Dic/20

(1) Ironia sulle morti altrui (dei cosiddetti “giustiziati”)

(2) Disprezzo forcaiolo verso chi come Sergio D’Elia/Nessuno Tocchi Caino e’ riuscito a convincere la maggior parte dei Paesi del mondo a rinunciare alle uccisioni legali

(3) Uso manipolativo dei “propri” morti (quelli sul lavoro)

(4) Completa e malcelata ignoranza dei problemi che ci sono dietro gli incidenti sul lavoro

Quanto sopra fa bruttissima figura nel populismo da quattro soldi sul blog di Beppe Grillo “Appello all’Onu contro la pena di morte in Italia“.

(testo leggermente modificato su richiesta di un lettore)


A Che Serve La Moratoria

2007/Dic/19

Si sentono in giro le solite lagne sul “gesto vuoto e inutile” che sarebbe la Moratoria sulla Pena di Morte appena approvata all’ONU.

Si potrebbe rispondere “Ma perche’ e’ stato cosi’ difficile allora far passare quel documento?“.

Proviamo invece a calmare quelle “anime belle” grazie a un dalemanissimo articolo su “La Repubblica:

[La risoluzione fornisce] un importante strumento di legittimazione politica ai numerosi Governi che vorrebbero applicare la moratoria o addirittura abolire la pena di morte, ma sono ostacolati dall’opinione pubblica interna o da alcuni movimenti politico-religiosi [...]

D’ora in poi la questione della pena capitale è iscritta automaticamente all’ordine del giorno di ogni Assemblea Generale, per essere discussa ogni anno [...]

D’ora in poi i vari organi dell’ONU sono automaticamente autorizzati a “lavorare” ed operare su questo tema. E già si sa che l’Alto Commissario per i Diritti Umani intende istituire una “task force”, anche per assistere i paesi che vogliono gradualmente introdurre serie limitazioni alla comminazione della pena capitale [...]

Ogni anno il Segretario Generale dell’ONU dovrà presentare all’Assemblea Generale un rapporto sull’attuazione della risoluzione approvata ieri: per elaborare questo rapporto, egli dovrà ottenere dagli Stati membri dati e informazioni sulle esecuzioni capitali, sui reati per cui sono state effettuate, nonché sui casi di sospensione dell’esecuzione [...]


Moratoria all’ONU: Natale con una Settimana di Anticipo

2007/Dic/18

Il SIGNORE mise un segno su Caino, perché nessuno, trovandolo, lo uccidesse. Genesi 4, 15

104 voti a favore, 54 contro, 29 astenuti. Abbiamo finalmente la Moratoria ONU sulle esecuzioni capitali.

E’ un’occasione davvero straordinaria, con forse l’unica iniziativa politica italiana che abbia mai davvero attraversato l’arco parlamentare, con il Governo Berlusconi a presentare la prima risoluzione nel 1994 e quello Prodi a vederne l’approvazione nel 2007.

Al culmine dell’ecumenismo, il Vaticano ha commentato positivamente quella che e’ stata in ultima analisi l’iniziativa del Partito Radicale.

Come ho gia’ scritto, questo e’ stato il maggior successo della politica estera italiana in 140 anni. Finalmente, si potra’ dire che l’Italia ha dato qualcosa alla politica internazionale, dopo aver inventato il fascismo.

ONU. ASSEMBLEA GENERALE DICE SI ALLA MORATORIA

NESSUNO TOCCHI CAINO: CON APPROVAZIONE RISOLUZIONE ONU INIZIA IL CONTO ALLA ROVESCIA PER PORRE FINE ALLO STATO CHE UCCIDE. DA SUBITO MOBILITATI PER SUA APPLICAZIONE CONCRETA

MORATORIA. PANNELLA, E’ UN SUCCESSO DI TUTTI

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Adesso tocca all’abolizione, naturalmente. E’ partita da ieri 17 dicembre la campagna dell’SMS solidale 48584 a sostegno della campagna di “Nessuno tocchi Caino” “Dalla Moratoria Onu delle esecuzioni all’Abolizione della pena di morte“.

Per donare 1€ invia un SMS al 48584 dal telefonino personale. Per donare 2€ invia il 48584 da telefono fisso Telecom. La campagna è attiva fino al 1° gennaio 2008.

Buon Natale a tutti!


Colonna San Paolo a Reggio Calabria - Raccolta Fondi

2007/Dic/17

Su iniziativa del Rotary Club di Reggio Calabria:

PER UNA COLONNA

E costeggiando
giungemmo a Reggio
(Atti, 28, 11-13)

E’ il passo degli Atti degli Apostoli che narra il passaggio da Reggio di Paolo di Tarso, diretto a Roma, in catene; si narra pure che Paolo sosto’ in citta’ un giorno intero: parlo’, quindi predico’, fu fondatore e Padre della Chiesa reggina. Da Reggio ebbe inizio la diffusione del Cristianesimo in Calabria.

Nel 1961, in occasione del XIX centenario di quell’avvenimento, ad iniziativa dell’allora Arcivescovo della Citta’ S.E. Mons. Giovanni Ferro, furono organizzate solenni celebrazioni che durarono otto giorni, dal 20 maggio al 4 giugno. A coronamento, alle ore 10 di quell’ultimo giorno, vi fu sulla Cllina di Pentimele la benedizione e la posa della prima pietra per un monumento al Santo: mise quella pietra il Card. Agostino Bea [...]

Nel 1992 il Rotary Club di Reggio Calabria, ad iniziativa dell’allora suo Presidente, si impegno’ a portare a termine quanto deciso trentuno anni prima [...] successive difficolta’ e resistenze burocratiche, amministrative, ambientaliste, geologiche, malgrado l’interesse dei Presidenti che nel corso degli anni si succedettero nel Club, ostacolarono ogni azione. Sembrava non se ne potesse venire a capo, e invece no, perche’ alla fine la tenacia ha vinto, tant’e’ che il 6 febbraio di questo 2007 sono iniziati i lavori.

[Il progetto prevede] una Colonna alta 20 metri, [fatta di] 10 blocchi di marmo bianco di Carrara [per un costo di 25mile euro l'uno, piu'] il monumento a San Paolo, alto 3 metri, di bronzo [dal costo in euro da definire] [...]

Come finanziare? [...] C’e’ un conto corrente postale n. 82145491 [intestato a COLONNA SAN PAOLO - ROTARY CLUB REGGIO CALABRIA] [...]

Gia’ sin d’ora il nostro ringraziamento e’ grande quanto il cuore di chi accettera’ questo invito [...]

La Colonna sara’ visibile da Catona a Bocale: secondo il programma gia’ avviato dovrebbe essere realizzata entro un anno.

Di notte, allora, una striscia continua e luminosa, ricavata nell’incavo dei blocchi, illuminera’ lo Stretto ai naviganti, testimonianza della perennita’ di un messaggio che vince i secoli, quello cristiano.

Firmato: Raffaele Abenavoli, Antonino Baccellieri, Giuseppe Bova, Nino Brath, Pasquale Caina, Francesco Costantino, Michele Di Raco, Pino Franco, Filippo Maltese, Giuseppe Mandaglio, Giuseppe Reale, Alfredo Vadala’


Martedi’ 18 Dicembre: Voto Moratoria ONU sulla Pena di Morte

2007/Dic/16

Era il 1994 quando, per iniziativa dell’Associazione “Nessuno Tocchi Caino” e del Partito Radicale Transnazionale, il Governo Italiano fece votare per la prima volta l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite una risoluzione in cui si chiede una Moratoria sulle esecuzioni capitali nel mondo.

A quel voto, perduto per soli 8 voti, sono seguiti quasi quattordici anni di alti e bassi. Finalmente, il 15  novembre scorso, la Terza Commissione dell’Assemblea Generale ha votato in favore della risoluzione per 99 a 52.

Se la maggior parte di quei 99 non cambieranno idea martedi’ prossimo quando ci sara’ il nuovo voto in Plenaria (intorno alle 16 ora italiana), potremo festeggiare quello che sarebbe forse il maggior successo della politica estera italiana dai tempi del Conte di Cavour.


L’Intristente Tozzi Non Si Smentisce

2007/Dic/15

Appena trasmesso su “Tristia” (al secolo “Terzo Pianeta“, la nuova trasmissione di Mario Tozzi il sabato sera su Rai3) un piccolo pezzo su come il Lago Chad si stia prosciugando a causa del cambiamento climatico (e delle irrigazioni umane).

Peccato che non ci sia stato tempo per dire che quello stesso lago si e’ prosciugato gia’, nell’8500 AC, nel 5500 AC, nel 2000 AC, nel 100 AC e ultimamente anche nel 1908.

E perche’ non c’e’ stato tempo? Perche’ un’informazione del genere avrebbe minato l’idea di “Tristia” che ci sia qualcosa di particolarmente preoccupante nel fatto che il Lago si stia prosciugando di nuovo. Difficile immaginare che le emissioni di anidride carbonica e l’ammontare delle irrigazioni fossero gia’ dietro quanto successo ben sei volte negli ultimi diecimila anni.

Il Tozzi ha poi introdotto un servizio sui futuri “conflitti sull’acqua”. Si e’ parlato di vari posti nel mondo dove l’utilizzo di fiumi da parte di una nazione potrebbe portare a eventuali guerre.

Di nuovo, e’ stato un peccato che non si sia trovato alcun minuto in cui portare analogie dal passato. In questo caso, pero’, la spiegazione e’ piu’ facile: non esiste memoria storica di “guerre dell’acqua”.

Semplicemente, non sono mai successe.

——–

Dobbiamo allora evincere che il messaggio di fondo di “Terzo Pianeta” e’ che il mondo va abbastanza bene, visto che per intrattenere i telespettatori adesso bisogna addirittura inventarsi i problemi??? 8-P

Fantasia per fantasia, tanto vale guardarsi un’opera di finzione, allora. Alla TV in questo momento “Scooby Doo e il Mostro di Loch Ness”….


Formula per Vivere Piu’ Felici (2)

2007/Dic/14

Il Clima, la CO2 e i Piu’ Deboli: Lettera Aperta al Segretario Generale ONU

2007/Dic/13

(libera traduzione di “Don’t Fight, Adapt“, Lettera Aperta al Segretario Generale delle Nazioni Unite che sara’ consegnata il 14 Dicembre a Bali)

Sua Eccellenza Ban Ki-Moon
Segretario Generale,
Organizzazione delle Nazioni Unite
New York, N.Y.

Oggetto: La Conferenza ONU sul Clima che sta portando il mondo in una direzione completamente sbagliata

Signor Segretario Generale

Non e’ possibile fermare il cambiamento climatico, un fenomeno naturale che ha interessato l’umanità attraverso i secoli. I dati geologici, archeologici, storici orali e scritti attestano tutti delle sfide drammatiche poste in passato alle società da cambiamenti imprevisti nella temperatura, nelle precipitazioni, nei venti ed in altre variabili climatiche. Abbiamo quindi bisogno di equipaggiare gli Stati perche’ diventino capaci di affrontare l’intera gamma di questi fenomeni naturali, promuovendo lo sviluppo economico e la generazione di nuova ricchezza.

Il Comitato Intergovernativo delle Nazioni Unite sul Cambiamento Climatico (IPCC) ha pubblicato delle conclusioni sempre più allarmanti circa le influenze sul clima da parte delle attivita’ umane che producono anidride carbonica (CO2), un gas non-inquinante che e’ essenziale per la fotosintesi nelle piante. Mentre comprendiamo quali osservazioni abbiano indotto a considerare le emissioni di CO2 come nocive, le conclusioni dell’IPCC sono proprio inadeguate come giustificazione per mettere in atto delle politiche che diminuiranno considerevolmente la prosperità futura. In particolare, non e’ ancora chiaro se sia possibile alterare significativamente il clima globale attraverso tagli alle emissioni di gas serra da parte delle attivita’ umane. In aggiunta a cio’, visto che i tentativi di ridurre le emissioni ritarderanno lo sviluppo economico, l’approccio corrente dell’ONU verso la riduzione della CO2 e’ probabile che aumentera’ invece che diminuire i danni causati da cambiamenti climatici futuri.

I Sommari dell’IPCC per i Legislatori sono i rapporti IPCC più ampiamente letti fra politici e non-scienziati e sono la base per la maggior parte della formulazioni di politiche riguardo il cambiamento climatico. Tuttavia questi sommari sono preparati da un nucleo di redattori relativamente piccolo, con le bozze poi approvate riga per riga da rappresentanti governativi. La grande maggioranza di coloro i quali contribuiscono a e rivedono il lavoro dell’IPCC ed le decine di migliaia di altri scienziati che sarebbero qualificati a commentare su questi argomenti, non sono coinvolti nella preparazione di quei documenti. I Sommari quindi non possono essere correttamente presentati come rappresentantiun “consenso” fra gli esperti.

Contrariamente a quanto fatto credere nei Sommari dell’IPCC:

(1) Le osservazioni recenti di fenomeni quali il ritiro dei ghiacciai, l’aumento del livello del mare e le migrazioni delle specie sensibili alla temperatura non provano un mutamento anormale del clima, dato che nessuno di questi cambiamenti e’ stato provato essere al fuori dei limiti della variabilità naturale conosciuta
(2) Il tasso medio di riscaldamento di 0.1–0.2C per decade registrato dai satelliti alla fine del ventesimo secolo fa parte della gamma di valori naturali di riscaldamento e di raffreddamento noti al riguardo degli ultimi 10.000 anni
(3) Importanti scienziati, inclusi alcuni rappresentanti in alto nella gerarchia dell’IPCC, riconoscono che gli attuali modelli al calcolatore non possono predire il clima. Coerentemente con tutto cio’, malgrado le proiezioni al computer di aumenti di temperatura del pianeta, non vi e’ stato riscaldamento globale netto dal 1998 ad oggi. Che il plateau corrente di temperatura segua un periodo di riscaldamento alla fine del ventesimo secolo e’ consistente con la prosecuzione di cicli naturali di clima, multi-decennali o millenari.

In forte contrasto con la spesso ripetuta asserzione che la scienza del cambiamento climatico sia “stabilita”, una quantita’ significativa di nuove ricerche pubblicate su riviste scientifiche (peer-reviewed) ha fatto sorgere ancor più dubbi sull’ipotesi di un riscaldamento globale pericoloso e causato dalle attivita’ umane. Ma visto che i gruppi di lavoro dell’IPCC sono stati istruiti generalmente (si veda qui) a considerare lavori pubblicati soltanto fino al Maggio 2005, questi risultati importanti non sono inclusi nei loro rapporti; cioe’, i rapporti di valutazione dell’IPCC sono già materialmente antiquati.

La Conferenza ONU sul Clima a Bali e’ stata messa in piedi per condurre il mondo lungo un percorso che portera’ a limitazioni severe delle emissioni di CO2, ignorando le evidenti lezioni derivanti dal fallimento del Protocollo di Kyoto, la natura caotica del mercato europeo delle emissini di CO2 e l’inefficacia di altre costose iniziative per porre freno alle emissioni di gas-serra. Analisi equilibrate di costi e benefici non forniscono supporto all’introduzione di misure globali per limitare e ridurre il consumo di energia allo scopo di limitare le emissioni di CO2. Inoltre, e’ irrazionale applicare “il principio di precauzione” perché molti scienziati riconoscono che sia riscaldamenti che raffreddamenti climatici sono possibilità realistiche nel futuro a medio termine.

L’attenzione corrente dell’ONU alla “lotta ai cambiamenti climatici”, come illustrato il 27 novembre scorso nel Rapporto sullo Sviluppo da parte del Programma di Sviluppo Economico dell’ONU, sta distraendo i governi dai piani di adattamento alla minaccia di cambiamenti climatici naturali e inevitabili, qualunque forma questi possano avere. La pianificazione nazionale ed internazionale per tali cambia e’ [tuttavia] necessaria, con particolare attenzione ad assistere i più vulnerabili affinche’ si possano adattare alle circostanze future. I tentativi di impedire che accada un cambiamento climatico globale sono in ultima analisi inutili e costituiscono un tragico errore nella ripartizione delle risorse, che sarebbero meglio spese su problemi reali ed urgenti dell’umanità.

Distinti saluti, [ lista dei firmatari ]

Copia: I Capi di Stato dei Paesi delle persone firmatarie


Riscaldamento Globale…o Solo Europeo???

2007/Dic/12

A chi si prenda la briga di leggere l’AR4-WG2, il resconto del Gruppo di Lavoro 2 nel Quarto Rapporto di Valutazione dell’IPCC (l’organizzazione ONU che si occupa di cambiamento climatico) potra’ sicuramente essere perdonato il pensiero che dietro alle tante paure legate al riscaldamento globale ci sia un colossale malinteso su quali siano i dati davvero disponibili

Quel documento contiene infatti una mappa di “cambiamenti significativi” (CS) osservati nel mondo, ripetuta dappertutto e che si puo’ ad esempio vedere nel Sommario per i Legislatori (a pagina 10, figura SPM.1).

Viene indicato un totale di 29.459 “cambiamenti significativi” (CS). Un numero impressionante, alla prima occhiata.

Peccato pero’ che ben il 96% di quei cambiamenti siano tutti in Europa. Insomma neanche l’IPCC e’ riuscita a scovare piu’ di 1.225 CS fuori dall’Europa.

Questa enorme disparita’ geografica enorme non migliora quando contiamo quanti di quei CS siano realmente “concordanti con il riscaldamento globale”.

Di quelli l’IPCC ne trova, su tutto il pianeta, 26.285. Di nuovo, il 96% sono in Europa. Anzi, 25.022 sono CS europei e relativo “a sistemi biologici”. Cioe’, il 95% del totale.

Quello significa fuori dall’Europa, il IPCC non ha trovato che 1.150 CS “concordanti con il riscaldamento globale”. Si confronti quel numero con quanti CS europeo non sono “concordanti con il riscaldamento globale”: 3.100

Quindi, abbiamo due volte piu’ cambiamenti in Europa che CONTRADDICONO il riscaldamento globale, che cambiamenti nel resto del mondo CONCORDANTI con esso.

Notevole anche la distribuzione dei “cambiamenti osservati” non-Europei. Soltanto 7 di numero per tutta l’Africa, 114 per l’Asia e 144 per le regioni polari.

Ma ancora piu’ rimarchevole e’ che nell’America del Nord (dove ci si aspetterebbe molti ricercatori risiedano, e molte osservazioni vengano condotte), solo 810 “cambiamenti significativi” sono stati segnalati.

Di quelli, 752 sono consistenti con il riscaldamento globale, cioe’ il 3% del totale.

E quindi per tirare le somme: 96% dall’Europa. 3% dal Nord America. Quasi niente, altrove.

Qualcuno mi spieghi quanto globale possa cio’ essere…


La Pregiudiziale Ottimista

2007/Dic/11

Libera traduzione di un’importante passo scritto da Julian Simon, l’economista che vinse una famosa scommessa con Paul Ehrlich pronosticando che i prezzi di alcune materie prime sarebbero scesi con il passare del tempo:

“L’aumento del numero di persone e del reddito, rende le risorse piu’ scarse sul breve termine. Tale penuria induce i prezzi ad aumentare. I prezzi piu’ alti sono un’opportunita’, e ispirano inventori ed imprenditori a cercare soluzioni. Molti falliscono nella ricerca, a loro stesso discapito. Ma in una società libera, prima o poi delle soluzioni vengono trovate. Ed a lungo termine i nuovi sviluppi ci pongono in condizioni migliori che se i problemi non si fossero presentati. In altre parole, i prezzi alla fine si abbassano a valori inferiori a quelli che c’erano prima della penuria.”

Il pensiero di Simon e’ un ottimo contraltare al pessimismo sempre piu’ diffuso, dal riscaldamento globale alla sovrappopolazione alle basi stesse dell’economia.

D’altronde, se la mente umana fosse davvero capace di vedere nel futuro, sarebbe anche capace di risolvere i problemi in anticipo.


L’Italia dall’Antifascismo al Cata-fascio

2007/Dic/10

(e’ curioso che cata- in catafascio voglia dire “contro”…)

Lettera inviata a due noti giornalisti italiani:

Caro Direttore e Caro Direttore

Da oramai semi-antico lettore mi permetto di farVi una domanda sul catafascio-Italia.

Nel “XXX” sul YYY di oggi 9 dicembre si legge citando Giuseppe De Rita della “poltiglia sociale” e della “degenerazione antropologica“. Nelle pagine del giornale, nel “ZZZ” si descrive la palese incapacita’ di riformare da parte di un Governo “asserragliato” mentre tutte le parti sociali (ma proprio tutte) sono interessate solo a mantenere il _proprio_ status quo.

Naturalmente non posso che essere d’accordo con entrambi. A parte gli ovvi obbrobri politici e sociali italiani, ovvi almeno a chi vive almeno 10 mesi all’anno all’estero, l’illegalita’ intrinseca alla nostra societa’, giusto per fare un esempio, mi ha fatto e fara’ sicuramente buttare via un mucchio di soldi, per una faccenda privata nella quale in un Paese piu’ Paese non sarei costretto a versare un solo soldo.

Ma se e’ forse vero che solo il Padreterno ci salvera’, se la speranza dell’Italia “e’ affidata alle nuove generazioni“, a quali generazioni andrebbe allora chiesto conto della situazione attuale?

Alla mia, dei quarantenni incapaci se non di lagnarsi che le briciole lasciate dai Potenti non siano abbastanza? Ai cinquantenni o ai sessantenni che si sono adeguati all’andazzo? Ai settantenni che si sono adeguati prima di loro? Oppure, e sarebbe quasi inaudito, agli ottantenni, almeno quelli ancora abbastanza arzilli?

Certo additare a questi o a quelli e’ di solito un esercizio inutile. Ma ci sara’ pure un modo di fare esperienza di cosa abbia portato il Bel Paese nella triste situazione in cui e’.

Almeno, per provare a fare qualcosa di diverso, appena ne capitera’ l’occasione…


Luttazzi, Ferrara e il Quarantenne Direttore di Coccio

2007/Dic/09

Chi ci fa la figura peggiore, nella squallida cancellazione di Decameron, il programma del sabato sera di Daniele Luttazzi su La7, ufficialmente per una frase ingiuriosa contro un mucchio di persone ma soprattutto Giuliano Ferrara?

Luttazzi? Ma se lui non ha fatto altro che…il Luttazzi della situazione?

Altrettando dicasi di Ferrara.

Forse l’autore del blog DAW, ospite del sito de La7 e che vorrebbe convincerci a “cambiare il punto di vista” ma lo fa allineandosi al suo ospite e chissa’, magari anche datore di lavoro?

Forse Aldo Grasso, che pontifica dal Corriere su “una battuta infelice” e addirittura invita Luttazzi a “trovare un modo piu’ elegante per infilzare” Ferrara (manco il primo fosse Charlie Chaplin)?

Io invece il Premio ”Vaso di Coccio 2007″ lo darei per acclamazione a Antonio Campo dall’Orto, quarantreenne direttore de La7 che prima ha ingaggiato Luttazzi dicendo al mondo che Luttazzi stesso avrebbe potuto fare quello che voleva. E poi alla prima occasione lo ha zittito, mandando un sms dicendo “non posso permettere che nella mia rete un conduttore insulti un altro conduttore“.

Ma cosa vorra’ mai “permettere“, il Campo, dopo una tale figuraccia da impiegatino che permette alle decisioni di essere prese altrove? Permetta me di considerare la sua rete televisiva, che dichiara coraggio che non possiede, una gran pulcinellata. 

O piuttosto, chiarisca con i suoi datori di lavoro se il suo e’ lavoro da Direttore, oppure da burattino. O da vaso di coccio.