Sette Risposte Brevi sul Cambiamento Climatico

2007/Apr/29

Un excursus velocissimo che mi e’ stato chiesto da piu’ persone:

1. E’ in corso un cambiamento climatico livello globale? Probabilmente si’.

2. Si tratta di un cambiamento eccezionale? Probabilmente no.

3. Dobbiamo spaventarci delle possibili conseguenze di un riscaldamento globale, e concentrare tutti i nostri sforzi per difenderci da quelle? No, almeno finche’ non venga fuori una prova eccezionale di tale riscaldamento, e di tali conseguenze.

4. Esiste un contributo umano al cambiamento climatico? Probabilmente si’.

5. Esiste un contributo umano significativo al cambiamento climatico? Probabilmente no.

6. Perche’ chiedo delle prove straordinarie? Perche’ dichiarare che e’ in corso un “cambiamento climatico eccezionale” , e’ un’affermazione straordinaria. ((c) Carl Sagan)

7. Di che mi preoccupo? Delle buone intenzioni che causano disastri quando spinte nella direzione sbagliata; del rischio per il movimento ambientalista di scomparire se il riscaldamento globale e’ una bufala; della deriva autoritaria di cui possono approfittare i Governi assimilando la “difesa del clima” a quella “antiterrorismo” . etc etc


Dai Neo-cons ai Neo-warms

2007/Apr/28

(Mia lettera apparsa sull’International Herald Tribune del 28 Aprile 2007)

Il Nuovo Terrore

Dear Editors
 
Thomas Homer-Dixon parla chiaro: Il nuovo “terrore” e’ chiamato “stress climatico“, e causera’ una lunga serie di disastri e sconvolgimenti se “le nazioni non riescono a limitare aggressivamente le emissioni di anidride carbonica e a sviluppare tecnologie e istituzioni che permettono alle persone di vivere in un pianeta piu’ caldo.”

(”Terror in the weather forecast“, “Terrore nelle Previsioni del Tempo”, di Thomas Homer-Dixon, IHT 25 Aprile 2007)

Solo pochi anni orsono, i neoconservatori (Neo-cons Americani) hanno spronato a una guerra preventiva contro Saddam Hussein per proteggerci da fantasiose armi di distruzione di massa irachene.

Adesso e’ il turno dei neo-riscaldatori (Neo-warms): sono loro a raccomandare una guerra preventiva all’anidride carbonica per proteggerci da cambiamenti climatici futuri, anch’essi potenzialmente capaci di distruzioni su scale massicce.

Ma non impariamo proprio mai?

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ps nell’originale accennavo anche a un altro punto in comune: i neo-cons volevano esportare la democrazia, i neo-warms vogliono imporre a tutti delle Istituzioni nuove per controllare la CO2


Esempio di Cambiamento Climatico (Fallito)

2007/Apr/26

Ecco un esempio di “potenziale prova” non-termometrica del cambiamento climatico, poi rivelatasi una bufala.Si parla di periodi abbastanza brevi (cinque anni) ma sarebbe un buon inizio. C’e’ qualcuno capace di trovare niente del genere che non si riveli poi una bufala dopo cinque minuti di indagine?

IL CC E LA BARRIERA SUL TAMIGI

Poco a valle di Londra e’ stata edificata da una ventina d’anni una “Barriera sul Tamigi” che permette di isolare la citta’ (fino a un certo punto) da eventuali maree di grossa entita’ dal mare del Nord.

Il legame con il cambiamento climatico e’ che se gli oceani si stanno espandendo visto che la Terra si sta riscaldando e i ghiacciai si sciolgono prima, la Barriera dovrebbe essere chiamata a fare il suo lavoro sempre piu’ spesso.

E infatti, al giornalista di “The Investigation” (trasmesso il 25 gennaio dalla BBC Radio 4) un politico dei Liberali britannici ha detto: “Negli ultimi 5 anni la Barriera e’ stata chiusa 55 volte. Nei 5 anni precedenti, solo 12 volte“.

(Il sito del programma e’ http://www.bbc.co.uk/radio4/theinvestigation/pip/cjkmk/ . Ne ho una trascrizione che pubblichero’ quanto prima. Il file audio dovrebbe essere ancora disponibile nell’area del ”Listen Again”)

Da 12 a 55: numeri da far paura: ma falsi, come rivelato allo stesso giornalista dal Gestore delle Maree che si occupa della Barriera: “Negli ultimi 5 anni la Barriera e’ stata chiusa 31 volte. Nei 5 anni precedenti, 35 volte“.

Quindi: secondo la leggenda, si e’ passati da 12 a 55 chiusure, con un aumento del 460%.

In realta’, si e’ passati da 35 a 31 chiusure, con una riduzione dell’11%.

Dov’e’ finito, il cambiamento climatico? Il riscaldamento globale che doveva espandare gli oceani?

Perche” quel politico liberale non ha fatto una telefonata al Gestore della Barriera prima di bersi quei numeri di fantasia?

E perche’ un mese _dopo_ il programma, un politico londinese verde e’ venuto fuori con altri numeri sempre campati in aria?

Siân Berry, infatti, Portavoce dei Verdi ha detto: ‘Negli ultimi sei anni [la Barriera] e’ stata incredibilmente usata per 56 volte, mentre quando nei primi sei anni nel 1980 solo 3 volte” (citato a: http://www.london.gov.uk/view_press_release.jsp?releaseid=11011 )

Boh. Come detto dal giornalista, in questo campo purtroppo i numeri sembrano prendere vita propria, e una volta menzionati, piu’ fanno paura e piu’ vengono bevuti senza che nessuno si prenda la briga di controllarli.

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Facciamolo pure dormire, il nostro pensiero critico, ma poi non ci lamentiamo dei mostri che verranno generati.


Dialogo Sul Cambioclimatismo

2007/Apr/25

Due amici discutono della serieta’ del problema “Cambiamento Climatico”. Adattamento libero da una serie di scambi da una mailing list. ATTENZIONE: QUESTA NON E’ UNA OPERA DI FANTASIA. E’ uno scambio realmente avvenuto, anche se con piu’ persone e non una sola.

Cambioclimaticio: Dopo il Rapporto IPCC chi non crede al Cambiamento Climatico non ha piu’ niente cui appigliarsi. L’ultima trincea scavata in fretta, la nuova parola d’ordine e’ “Liberta’ alla Ricerca”.

Maurizio: Ma quale “ultima trincea” e “parola d’ordine”? C’e’ una sfilza di domande cui non e’ data risposta, figuriamoci. Dovrei essere io per esempio a chiedere perche’ non venga mai spesa una parola per rispondere al fatto che la “scienza” dell’IPCC e’ una mascherata.

Come ha appena scritto su un’altra lista Leigh Palmer (Astronomo, Professore Emeritus alla Simon Fraser University):

“L’IPCC non e’ un’organizzazione scientifica. Non ci sono scienziati IPCC. L’obiettivo dell’IPCC e’ politico. I rapporti che produce sul Cambiamento Climatico sono scritti da governi, organizzazioni non-governative, gruppi ambientalisti e scienziati. Il contributo degli scienziati del Gruppo di Lavoro 1 (Scienze Fisiche) non e’ pubblicato se non dopo essere stato modificato in modo che sia conforme al Sommario per i Politici - che e’ elaborato a porte chiuse settimane prima.”

Cambioclimaticio: Apprezzo il tuo continuo controcanto che mette in guardia dal pericolo della manipolazione della informazione ambientale. Però mi piacerebbe sapere quale potrebbe per te essere un segnale convincente che il cambiamento climatico è un po’ troppo repentino per essere compatibile con l’attività umana come si sta sviluppando: la divisione delle acque del mar Rosso potrebbe andare bene?.

Maurizio: Ho gia’ scritto in passato su questo punto.

Mi piacerebbe vedere un cambiamento climatico prima di spaventarmene. Finora c’e’ stato il passaggio nel 1989 della NAO in modalita’ “meridionale” (che porta il caldo specie in Europa), e un curioso spostamento verso il sud dell’Equatore Metereologico.

La prima e’ un’oscillazione, per cui non c’entra con la CO2 (e’ gia’ oscillata in passato, e cambiera’ in futuro). Il secondo e’ un mistero, e non e’ stato previsto da nessun modello (anzi pare essere contrario a quanto ci si aspetterebbe).

Se hai notizia di _cambiamento_ del _clima_ in un qualunque punto del pianeta, e non solo un paio di gradi in piu’ o in meno, fammelo sapere: un invito che rinnovo.

Per “cambiamento del clima” intendo spostamenti di monsoni, cambio dei venti dominanti, modifica del jet stream. Fai un po’ tu.

Cambioclimaticio: Sei rimasto l’ultimo a dubitare.

Maurizio: L’ennesima bufala. ormai non si contano piu’. ma perche’ ci caschi senza mostrare un mezzo senso raziocinante?

Cambioclimaticio: Anche l’Australia che insieme agli USA è rimasta fuori dal Protocollo di Kyoto comincia a ricredersi ed i contendenti nelle attuali elezioni basano la loro campagna elettorale proprio sull’adesione al protocollo.

Maurizio: Anche in Texas e’ importante dirsi favorevoli alla pena di morte, altrimenti niente governatorato. e allora? Il fatto che una cosa sia politicamente importante non ha relazione alcuna con l’esistenza del problema nel mondo reale.

Cambioclimaticio: Leggi questo articolo su Australia e siccità dalla Stampa.

Maurizio: In Australia il problema e’ la cattiva gestione idrica, combinata a un (normale) periodo di siccita’. Nient’altro. Comunque stiamo solo “ciurlando”. Attendo ancora risposte sul merito, invece che bufale e “pop psychology”.

Ecco un suggerimento. Prenditi un esperto cambioclimatista qualunque, e digli che c’e’ un cretino (io) che dice che il clima non e’ davvero cambiato da nessuna parte, tranne che per la NAO e l’Equatore Metereologico. Chiedigli di dire dove e’ cambiato, il clima, a causa
del “cambiamento climatico”, e poi (se ti va) dimmelo cosi’ sto zitto ;-)

Cambioclimaticio: Ma neanche i negazionisti negano l’esistenza dei cambiamenti climatici: negano magari che tale cambiamento sia di origine antropica.

Maurizio: Sbagliato di nuovo. La discussione e’ anche sull’entita’ di tali cambiamenti. Certo, non mi aspetto che il clima del 2007 sia uguale a quello del 1997, ma da qui a prevedere tragedie da anidride carbonica ce ne corre. Insomma, se questo cambiamento climatico portera’ a disastri, da qualche parte dovra’ pur apparire evidente “nella sua gloria”, non trovi?

Cambioclimaticio: Scusa Maurizio, la temperatura media del globo è aumentata, i ghiacciai si sono sciolti ovunque.

Maurizio: Sara’ vero, caro Cambioclimaticio? Andiamo un passo oltre i titoli dei giornali. La temperatura globale, questo parametro termodinamicamente campato in aria, e’ il risultato di una serie di misure in punti discreti, in seguito messi insieme facendo un po’ di ipotesi e usando un modello al calcolatore. Dopo tanto calcolare si arriva a un numero. Questo numero sembra essere aumentato di poco piu’ di mezzo grado in vari decenni.

Boh. Siamo al limite della sensibilita’ degli strumenti moderni, figuriamoci quelli di trenta o cento anni fa. Perche’ dovrei dare poteri dittatoriali a Blair sulla base di questo, me lo dici tu.

E i ghiacciai. Si dice che si siano sciolti. Io mi sono fatto un giro (virtuale, ahime’) su quelli della Patagonia, compreso l’Upsala la cui foto piace tanto a Greenpeace e Al Gore, e (come al solito) ho trovato una situazione molto piu’ complessa di quanto raccontata (incluso almeno due ghiacciai avanzati in tempi sospetti).

Non ho certo tempo di studiare anche le Alpi e l’Himalaya, pero’ ho appena letto che le nevi del Kilimanjaro non scompariranno presto, e non dipendono poi tanto da cambiamenti di temperatura (ce ne sono meno adesso a causa dello spostamento delle precipitazioni con l’Equatore Metereologico).

Insomma delle due aeree “glaciali” cui mi sono interessato, ben due (100%) si sono rivelate ben lontane dall’essere chiari esempi di “cambiamento climatico”.

Al mio posto, non dubiteresti delle altre notizie sui ghiacciai anche tu?

Cambioclimaticio: Pensiamo al gradiente di modifica. Ciò che avveniva in 5/10 mila anni sta capitando nel corso della mia vita.

Maurizio: Cosa? dove? quando? Ti ho chiesto appunto dove si siano avuti questi cambiamenti.

Cambioclimaticio: Fammi capire: stai dicendo, perché ci dobbiamo preoccupare di un aumento di 1 grado della temperatura media e del 30% della CO2? E quindi non ci dobbiamo neanche preoccupare se la temperature cresce di 5 o 10 gradi e se la CO2 raddoppia. Molto curioso. .

Maurizio: Che l’effetto serra della CO2 cresca logaritmicamente non penso lo contesti nessuno. Vuol dire che l’effetto di un raddoppio e’ davvero minimo. O hai letto qualcosa di diverso in proposito?

Cambioclimaticio: Comunque, prima delle prove che tu pretenderesti, ci bastano gli sconvolgimenti attuali.

Maurizio: Quali?

Cambioclimaticio: Adombri che potrebbe trattarsi di una montatura politica. Ma quando mai le classi politicamente dominanti sono state preveggenti.

Maurizio: Ma adesso tutti sono sul carrozzone. Mi verrebbe voglia di dirti, QED (o CVD in itagliano).

Cambioclimaticio: La domanda legittima che mi pongo, per esempio, sull’intervento e l’influenza dei governi a manipolare i dati, e’: quale è il giovamento che ne ricavano ?.

Maurizio: che sia o meno un bluff non importa, la verita’ e’ che non possono sbagliare, a denunciarlo. se succede, avevano ragione, e se non succede, Kyoto e dintorni hanno salvato l’umanita’ dal disastro.

Cambioclimaticio: Spaventano per meglio controllare i sudditi? Vallo a raccontare a quelli di New Orleans.

Maurizio: E sarebbe questo, lo sconvolgimento?

Per l’ennesima volta, viaggiamo a cervello spento. Ma perche’ non ti informi, sul clima?

Ma lo sai il grado di Katrina quando ha toccato terra? Tre, mica tanto forte. Pensi che e’ passata su New Orleans? Ti sbagli, ci e’ passata ben di lato. Ritieni che sia legata alla CO2 o a un cambiamento climatico? Ma se sono anni e anni che scienziati e tecnici dicevano che New Orleans non era protetta correttamente, e che prima o poi un uragano ci sarebbe arrivato (e infatti, c’e’ arrivato).

Il pensiero critico, per favore, non facciamolo marciare a giorni alterni.

Cambioclimaticio: La mummia del Similaun è ricomparsa nel 1991 dal ghiacciaio che un tempo si sarebbe detto perenne ( a 5200-5300 anni fa si fa risalire la sua epoca).

Maurizio: Scriveva tal Leopardi:

“è manifesto per isperienza, e per ragioni naturali, che la civiltà degli uomini venendo innanzi, rende l’aria, ne’ paesi abitati da essi, di giorno in giorno più mite”

“un secolo e mezzo addietro, [il] Magalotti [.] nelle Lettere familiari scriveva: ‘egli è pur certo che l’ordine antico delle stagioni par che vada pervertendosi. Qui in Italia è voce e querela comune, che i mezzi tempi non vi son più; e in questo smarrimento di confini, non vi è dubbio che il freddo acquista terreno.’”

Cambioclimaticio: E’ bastato un modesto uragano, e per di più di striscio, a causare quel po po’di disastro?E dunque nulla dovremmo temere da eventuali maggiori intemperie?.

Maurizio: Primo, che ci saranno maggiori e minori intemperie e’ una certezza, e non dipende dalla CO2. Secondo, e’ vero, all’incompetenza umana non c’e’ mai fine (figuriamoci poi a che livelli e’ arrivata sotto George W. Bush).

Cambioclimaticio: Vedi Maurizio che sei in contraddizione con te stesso? Adesso ammetti che i cambiamenti ci sono.

Maurizio: Ho detto “Per ‘cambiamento del clima’ intendo spostamenti di monsoni, cambio dei venti dominanti, modifica del jet stream”. Roba “grossa” visto che si parla di “sconvolgimenti climatici”. Dei bruscolini, che ci interessa?

Cambioclimaticio: Ma tutti sono d’accordo che i cambiamenti abbiano una accelerazione dovuta all’azione deleteria umana.

Maurizio: Non “tutti”. E’ questa la bufala che dovresti investigare, Cambioclimaticio. E non sono certo quattro o cinque a dichiararsi scettici di questa accelerazione. Devo proprio fare una lista?

Cambioclimaticio: La stessa amministrazione Bush ha dovuto a denti stretti ammetterlo. Mi pare che tu rimanga l’ultimo strenuo e rigido negazionista in assoluto, solo al mondo. Sei tu che sbagli perchè ti tappi le orecchie e chiudi gli occhi.

Maurizio: Il fatto e’ che quando leggo di una “prova del Cambiamento Climatico” mi vado a leggere gli articoli originali. Il mio tempo lo perdo, i miei occhi li apro, e le mie orecchie le stappo.

Per esempio anni fa pensai di averla trovata, la “prova”, quando ci fu un uragano nel sud atlantico: visto che di solito non ce ne sono, ecco un bel “cambiamento climatico”. Poi pero’ non ne sono comparsi piu’.

Se vuoi solo fermarti ai giornali.

Cambioclimaticio: Sarai convinto solo quando gli ’scienziati’ ti asseconderanno con dimostrazioni secondo quelle che sono le tue tesi. Partita persa.

Maurizio: Au contraire.saro’ convinto quando l’annunciato cambiamento climatico si manifestera’.

E delle due l’una: o il cambiamento climatico (rilevante, catastrofico, chiamalo come vuoi) e’ in atto, e la CO2 sta causando (ad esempio) la siccita’ in Australia OPPURE il cambiamento climatico e’ una previsione per il futuro, certa o incerta che si voglia, ma senza granche’ segnali ad annunciarlo. Chi ci vuol credere ci creda.

Cambioclimaticio: Scusa Maurizio, i ghiacciai delle Alpi si sono ritirati a vista d’occhio, come pure i ghiacciai delle altre catene montuose.

Maurizio: Se hai qualche link a qualche articolo scientifico sull’argomento, manda pure. Io quelli sulla Patagonia li ho indicati.

Cambioclimaticio: Per quanto riguarda le temperature anomale ti linko una sezione da RealClimate.

Maurizio: gia’.RealClimate, come la “Real IRA”.non abbiamo ancora imparato a dubitare di chi si erge a depositario della verita’? Il gestore Gavin Schmidt, poverino, ha messo su il sito per ovviare alla sua scarsa capacita’ di dibattito. Buon pro gli faccia.

Invito a leggere l’originale: “P. Brohan, J.J. Kennedy, I. Harris, S.F.B. Tett and P.D. Jones, Uncertainty estimates in regional and global observed temperature changes: a new dataset from 1850. J. Geophys. Res, 111, D12106, doi:10.1029/2005JD006548.”

In particolare l’Appendice A dove grazie a un modello al calcolatore tutto il sistema viene “valutato” (_non_ “validato”: non si puo’ validare un bel niente, purtroppo, visto che non ci sono previsioni abbastanza dettagliate e nel breve termine).

Questo per dire che anche nel calcolo della temperatura media entrano modelli e ipotesi (e che quindi e’ un numero che lascia il tempo 8-) che trova, almeno finche’ qualcuno non trova come validarlo).

Invito anzi a guardarsi tutto il sito HadCRUT3 (e’ dei “buoni”, non preoccuparti.)

Come gia’ detto, magari la “temperatura” cresce davvero ma gli errori sono troppo grossi e la crescita troppo piccola per suggerire problemi di alcuna sorta.

Sul fatto che la “temperatura” globale e’ un numero campato in aria, segnalo l’opinione (peer-reviewed) di alcuni esperti in termodinamica: Bjarne Andresen del Niels Bohr Institute, University of Copenhagen, Christopher Essex dell’University of Western Ontario e Ross McKitrick dell’University of Guelph, sempre in Ontario.

C. Essex, R. McKitrick, B. Andresen: Does a Global Temperature Exist?; Journal of Non-Equilibrium Thermodynamics vol. 32, p. 1-27 (2007)”

“Le medie di Temperatura della Terra sono prive di contesto fisico che indichi come interpretarle. [.] La Statistica non puo’ far le veci della Fisica che ci manca, perche’ i dati da soli non hanno contesto. [.] I dibattiti riguardo il livello e le previsioni delle cosidette temperature globali continueranno all’infinito [.] finche’ non verra’ data una base fisica alle misurazioni delle variabili climatiche”

Cambioclimaticio: Sui ghiacciai non capisco cosa mi chiedi. Per le Alpi la documentazione è inoppugnabile, come pure sugli altri ghiacciai. La Patagonia è un caso a parte, probabilmente nell’andamento generale ci sarà pure qualche caso particolare in controtendenza, embè?.

Maurizio: Boh. Vorra’ dire che un giorno cerchero’ la documentazione sulle Alpi.

Cambioclimaticio: E poi non confondere giudizi caratteriali con giudizi scientifici. E’ vero: lo stile è l’uomo, ma lo stile non è la scienza, altrimenti ci dovremmo sbarazzare di Newton e forse anche di Einstein.

Maurizio: Chissa’ se qualcuno dei due ha sentito la necessita’ di bacchettare chi osava fare domande?

Cambioclimaticio: L’influenza politica c’è, ma non è nel senso che vedi tu. le intenzioni dei ‘politici’ erano rivolte a mitigare il grido.

Maurizio: C’e’ ben di peggio. L’IPCC ha scritto a statuto che produce prima il Summary for Policymakers, e poi pubblica i rapporti scientifici che _non possono_ smentire lo SFP. Insomma i politici possono mettere la museruola agli scienziati.

Come faccia una persona assennata ad accettare una situazione del genere non lo so proprio.

Cambioclimaticio: Rilevante è l’aumento della temperatura media planetaria.

Maurizio: Se c’e’.quello che e’ stato misurato in un modo o nell’altro (come descritto altrove) e’ comunque cosi’ infimo da non essere avvertibile. E visto che l’effetto della CO2 e’ logaritmico, il grosso e’ gia’ passato.

Cambioclimaticio: Gli eventi straordinari ci sono sempre stati e sempre ci saranno ma non dicono nulla da soli.

Maurizio: Certo. Il cambiamento vuol dire passare da una situazione stabile a un’altra. Per esempio se cominciassero ad uscir fuori uragani sud-atlantici tutti i santi anni, ecco il cambiamento climatico. Oppure la pioggia a nord del Ciad.

Cambioclimaticio: In parte del nostro globo ciò comporta una desertificazione progressiva, e alluvioni da altre parti.

Maurizio: Un po’ debole come previsione non trovi? Insomma si “prevede” un po’ meno pioggia da qualche parte, un po’ piu’ dall’altra.

Allora io prevedo che domani un po’ di persone staranno peggio, e un po’ meglio. Vuoi vedere che indovino?

Cambioclimaticio: Comunque il rapporto IPCC ti sverg.oops smentisce.

Maurizio: Davvero? Contiene una lista di “cambiamenti climatici”? Urka. Mandameli pure, mi devono essere sfuggiti.

Cambioclimaticio: Tu non cambierai mai idea perchè parti da presupposti sbagliati. Il singolo evento NON dice nulla. Lo scoglimento dei ghiacciai NON dice.

Maurizio: Guarda che qualche millennio fa pioveva nel Sahara. Ora non piove. Mi sembra un bel cambiamento che non ha bisogno di analisi statistiche.

Cambioclimaticio: Dobbiamo guardare gli eventi nel loro complesso statisticamente correlandoli alla concentrazione di CO2 con un parametro importante che è lo scorrere del tempo.

Maurizio: E va bene. Diciamo che il cambiamento climatico e’ un cambiamento statistico. Lasciamo perdere il problema di affidarsi a correlazioni invece che a una sana analisi fisica.

Saro’ buono e di animo generoso, e aggiungero’ questo alla mia richiesta di “cambiamento climatico”. Allora.se e’ in corso vorra’ dire che qualcosa sta cambiando, statisticamente parlando: mi puoi dire cosa, e dove?

A proposito, ecco un bell’articolo dove si fanno delle previsioni precise su un cambiamento climatico (aumento del “wind shear” verticale nell’Atlantico): “Vecchi, G. A., and B. J. Soden (2007), Increased tropical Atlantic wind shear in model projections of global warming, Geophys. Res. Lett., 34, L08702, doi:10.1029/2006GL028905.”

Curiosita’: il “wind shear” aumentera’, secondo 18 modelli climatici. Tale aumento sara’ deleterio per la uraganogenesi (l’eccessivo ws li fa letteralmente a pezzi). Ultimamente il “wind shear” e’ diminuito.

ps per il “wind shear” si veda http://it.wikipedia.org/wiki/Wind_shear

Cambioclimaticio: ne’ quello che dico io nè quello che dici tu ha nessuna rilevanza a livello globale, il GW va avanti a prescindere.

Maurizio: Fosse cosi’ semplice, ci sarebbe poco di che accapigliarsi. per il momento i tuoi “amici” cambioclimatisti sono responsabili dell’ottuso investimento in etanolo da mais, che sta provocando quello si’ distruzioni di ambienti naturali per far posto alle coltivazioni, e repentini aumenti di un genere alimentare di prima necessita’. Non nel 2100: qui-e-ora.

E tutto questo per 0.65C che forse non hanno neanche senso fisico?

Cambioclimaticio: Ah, beh! questa è l’ultima, è il colmo! Adesso sono i cambioclimatisti che chiedono i carburanti liquidi sostitutivi del petrolio!.

Maurizio: Mica per cattiveria, eh. Si chiama “Legge delle Conseguenze Non-Volute” (”Unintended Consequences”).

Quando si da’ spazio all’isterismo, _tutto_ viene reso possibile. Cosi’ come quando, preoccupati per quattro insetti, alcuni introdussero il Rospo delle Canne in Australia, causando distruzioni senza fine.

Cambioclimaticio: Coloro che vogliono l’etanolo sono gli amici del tuo amico negazionista per eccellenza (ma non negazionista fino al punto in cui ti esprimi tu) che è Bush.

Maurizio: Coloro che vogliono l’etanolo stanno approfittando della situazione di isterismo collettivo portata avanti da chi la pensa come te, con grande guadagno (loro) e grande perdita (per tutti gli altri). E’ come per il carbone “pulito” che “pulito” non e’ se non facendo leva sull’isteria da anidride carbonica. Un motivo in piu’ per non essere isterici.

Cambioclimaticio: Tutto ciò fa il paio con l’appoggio politico ricevuto dai “catastrofisti”.

Maurizio: Adesso il Consiglio di Sicurezza dell’ONU. Che vuoi di piu’? Lo dici sempre che sono rimasti in quattro gatti a non crederci.come fai a lamentare miseria?

Cambioclimaticio: Aspetto ulteriori giustificazioni per la rotta su cui siete incamminati.

Maurizio: Ma io non voglio andare da nessuna parte. Sei tu a lastricare il percorso di buone intenzioni.

Cambioclimaticio: Insomma, ammettilo. I negazionisti non hanno più il ben che minimo argomento su cui attaccarsi per stare a galla.

Maurizio: e’ il giorno delle favole, evidentemente. Leggiti o ascoltati invece il dibattito sulla mozione “Global warming is not a crisis” da Intelligence-Squared. E’ roba seria, tosta e lunga.

IntelligenceSquared ha una reputazione di ferro, cosi’ come il conduttore Brian Lehrer. Il dibattito e’ stato ritrasmesso dalla NPR, la National Public Radio americana. Fra gli sponsor della serie di dibattiti, anche il New York Times.

Ci ha partecipato anche Gavin Schmidt, quello di RealClimate sopra menzionato.

Il dibattito, tenuto alla “maniera oxfordiana” con una tesi (il titolo) e una contro-tesi ciascuna portata avanti da tre persone (almeno tre dei sei erano scienziati di professione), puo’ essere interessante sia che uno creda, sia che uno non creda al riscaldamento globale.

Ma di nuovo, cio’ che tengo a sottolineare e’ che quelli che tu vaneggi non aver piu’ argomenti, possono invece portarne, e molti. Se poi vuoi ancora vivere in un tuo mondo dove sul riscaldamento globale non si discute piu’, fai pure.

Aspetto solo che tu mi venga a dire che il New York Times e’ un covo di negazionisti al soldo della Exxon, e poi chiudo bottega.


I Limiti della Decrescita

2007/Apr/23

Da Libération del 02 Marzo 2007:

Dans le domaine agricole, il faudrait rompre avec les filières verticales de production et de consommation, donc combattre la grande distribution, organiser la production et la consommation alimentaire à des petites échelles de territoire. En d’autres termes, il s’agit de relocaliser l’économie.

Jean Claude Besson-Girard, direttore della rivista “Entropia”, spiega perché la nozione di “decrescita” è urtante per l’immaginario occidentale, basato sul mito del progresso.

Nel campo agricolo, bisognerebbe rompere con le filiere verticali di produzione e consumo, quindi combattere la grande distribuzione, organizzare la produzione ed il consumo alimentare su piccola scala territoriale. In altri termini, bisogna ri-localizzare l’economia

Penso sara’ su questo che crollera’ il mito della decrescita, se non rivisto adeguatamente.

La distribuzione non e’ un corollario eliminabile: la distribuzione e’ tutto. E’ il cibo, l’acqua, i soldi, i vestiti, il riscaldamento, ogni cosa sotto il Sole che non voglia essere debole e continuamente a rischio.

La distribuzione e’ la societa’ stessa in cui viviamo. Se non c’e’ distribuzione, non esiste niente. Crollo’ l’Impero Romano d’Occidente, e si mori’ di fame nella Berlino Anno Zero.

Senza distribuzione non siamo morti, ma quasi. Se nell’economia ri-localizzata la zona A si trova improvvisamente senza cibo per un qualunque motivo, mentre nella zona B ce n’e’ tanto, come faranno quelli di B ad aiutare quelli di A, se non c’e’ la distribuzione? Male,
molto male.

Cosa terra’ allora assieme A e B, se non riescono neanche ad aiutarsi? E cosa impedira’ a quelli di A di andare a prendersi la roba di B (con una “guerra”) invece di morire di fame?


1978, Anno di Morte

2007/Apr/19

Morte Aldo Moro: 9 Maggio 1978
Morte (politica) Presidente Giovanni Leone: 15 Giugno 1978
Morte Papa Paolo VI: 6 Agosto 1978
Morte vescovo metropolita russo di Leningrado, Nikodim, durante udienza con Papa Giovanni Paolo I: 5 Settembre 1978
Morte Papa Giovanni Paolo I: 28 Settembre 1978
Morte Mino Pecorelli: 20 Marzo 1979
Morte (politica) Senatore Vittorio Cervone: 19 Giugno 1979
Morte Giorgio Ambrosoli: 12 Luglio 1979
Morte Alighiero Noschese: 3 Dicembre 1979
Morte Carlo Alberto Dalla Chiesa: 3 Settembre 1982


Le Catene di Pio XII sull’Olocausto

2007/Apr/18

Senza esclusione di colpi la puntata di VivaVoce su Radio24, dedicata alle annose polemiche sul comportamento di Papa Pio XII riguardo l’Olocausto (La verità che divide: Pio XII e gli ebrei, 16 Aprile 2007).

Ora, checche’ ne cerchi di dire in trasmissione l’On. Buttiglione, ci sono ancora molte ambiguita’ sul sostanziale silenzio papale mentre veniva compiuto quell’immane delitto - ambiguita’ confermata dal fatto che continuiamo a discutere dei motivi dietro tale comporatamento ben 60 anni dopo.

Il problema e’ composto dal fatto che Pio XII quando ancora Cardinale Pacelli fu proprio il Nunzio Apostolico che negli anni ‘30 firmo’ un Concordato con la Germania di Hitler: una serie di accordi che i Nazisti non applicarono mai, se non come propaganda per convincere i Cattolici tedeschi a non contrastare la Dittatura Criminale che si era stabilita a Berlino.

Tutto sommato, Pacelli commise all’epoca lo stesso errore dei conservatori tedeschi cui era molto vicino, pensando di poter trattare Herr Adolf come un politico qualunque, anzi un caposaldo nella lotta contro il Comunismo: visto questo come il Diavolo al punto da abbandonare gli Ebrei tedeschi convertiti al cattolicesimo a un destino di discriminazione, accettando che per lo Stato nazista quelli fossero classificati come Ebrei e non come Cattolici (questo, quando in verita’ di camere a gas e sterminio ancora non se ne parlava).

Una questione di calcolo politico, sacrificando parte del gregge per proteggere il resto? Piu’ o meno quanto Buttiglione ha detto riguardo l’assenza di condanne vaticane durante la guerra delle deportazioni prima (inclusa quella degli Ebrei romani), dei campi di concentramento dopo e finanche della Shoah alla fine.

Perche’ quel  silenzio, allora, che ha portato il Museo dell’Olocausto di Gerusalemme a descrivere il Papa Pio XII come assente alla tragedia? Secondo Buttiglione, il Papa voleva proteggere i Cattolici, inclusi quelli che salvarono davvero migliaia di Ebrei. Forse ha ragione.

E’ possibile immaginare un terribile ricatto nazista, palese o velato, contro la persona del Papa o la Chiesa tutta, con minacce di distruzione totale del piccolissimo Colle Vaticano che la Wehrmacht avrebbe potuto completare in mezzo pomeriggio.

Oppure la minaccia di pubblicazione di documenti degli anni ‘30 che avrebbero potuto compromettere definitivamente il Papa proprio mentre Americani ed Inglesi risalivano la Penisola.

Quest’ultima ipotesi, ad oggi ovviamente campata in aria, spiegherebbe pero’ perche’ la Chiesa Cattolica si sia cosi’ impegnata a salvare tanti Nazisti, aiutandone l’esodo in Sudamerica dopo la guerra: un argomento che tutti conoscono ma di cui non si vuole parlare.

E’ proprio difficile trovare come riscattare il Papato degli anni dal 1939 al 1958. Per fortuna o provvidenza, e’ arrivato dopo Giovanni XXIII a cambiare un po’ di cose.

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Una prospettiva storica e’ certo necessaria: dire che Pio XII era un antisemita non ha senso quando il Primo Ministro inglese Chamberlain non aveva remore a far parte di un Club che non accettava Ebrei.

Ma come dice Benedetto XVI, non si puo’ relativizzare tutto dal punto di vista morale.

E il Vangelo, a proposito, non parla certo a favore della scelta descritta da Buttiglione: “Perché chi vorrà salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia e del vangelo, la salverà” (Marco, 8:35).

Non si puo’ stare zitti quando milioni vengono uccisi in maniera industriale: neanche per salvare la Chiesa tutta.


Meno Paroloni sul Fascismo Islamico

2007/Apr/08

(Lettera pubblicata su Notizie Radicali del 6 Aprile 2007)

Sulla scia di una trasmissione televisiva, Federico Punzi lancia i suoi strali in “Il Fascismo Islamico in Casa” (Notizie Radicali, 3 Aprile), scagliandosi contro la “legge coranica” che starebbe prendendo sempre piu’ piede in Italia a cominciare dalla sottomissione delle donne musulmane.

Del fenomeno non vengono forniti dettagli per stabilirne correttamente l’urgenza e la gravita’. Per carita’: che si aiutino le “donne picchiate e segregate dai mariti” (anche quando questi non sono fondamentalisti maomettani, pero’!).

Ma che senso avrebbe affrontare certi problemi in una maniera alquanto militante e antagonista, come naturalmente caro a Santoro e curiosamente suggerito dal Punzi? A meno che quella che vogliamo sfoggiare sia solo la nostra ipocrisia.

La nostra Memoria dovrebbe infatti sconsigliare l’Italia e gli Italiani dal salire su un qualunque pulpito in tema di laicita’ e condizione femminile. Poco piu’ di una generazione fa il “Divorzio all’italiana” passava per l’eliminazione fisica della coniuge; il nuovo Diritto di Famiglia, che ha rimosso almeno sulla carta la dittatura del padre/marito padrone, e’ solo del 1975; la Corte Costituzionale ha stabilito l’equivalenza fra adulterio della moglie e quello del marito solo nel 1968; il “delitto d’onore” e’ stato finalmente cancellato dal codice penale solo nel 1981; il diritto all’aborto vige da 32 anni ma chi ne e’ contrario non si e’ perso d’animo, anzi.

La societa’ italiana e’ tuttora profondamente maschilista come si puo’ notare dalle statistiche sui salari, e partecipando a un qualunque organismo politico direttivo (tranne uno); siamo anche un “esempio di laicita’” cosi’ forte che la Chiesa cattolica detta letteralmente legge in Parlamento.

Non dimentichiamo neanche che a onta perpetua, il Fascismo lo abbiamo inventato noi. Marchiare chiunque altri in quel modo e’ tutto sommato equivalente al dichiararci sepolcri imbiancati. Come se un barbone facesse la doccia e si vestisse di nuovo per poi andare a sputare sui suoi “colleghi” senzatetto della sera precedente…

Meno paroloni, quindi, contro il “fascismo islamico” e la “legge coranica”. Piu’ aiuto a chi e’ perseguitato, a qualunque sesso e religione appartenga. E piu’ dialogo per far comprendere e diffondere le ragioni “laiche” e liberali di un certo modo di pensare egualitario fra uomini e donne che ci e’ ancora molto nuovo.

Lasciamo certa fraseologia, le annesse crociate e i loro risultanti controproducenti ai tipi come George W. Bush.