Povera Hunziker

2007/Feb/28

Non sono d’accordo sulle critiche di Gianluca Nicoletti alle mossette e finti piantini della “povera” Hunziker (dico per dire), avanzate il 28 febbraio nel corso di Melog, il programma quotidiano di Radio24 di critica televisiva (e non solo).

Se la TV e’ teatro (e il Festival e’ finanche trasmesso da un teatro), il presentatore deve essere un artista dell’intrattenimento, capace prima di tutto di comunicare emozioni.

Quelle emozioni appunto che puo’ suscitare la Michelle che canta un brano dell’Eros, dopo una storia di coppia molto sofferta e dopo che lui le ha augurato in una canzone di chiudersi in una lastra di ghiaccio.

Sono “vere emozioni”? Come sono vere quelle di chi piange davanti a un film: vere per chi le prova.

Insomma, se assisto a Jesus Christ Superstar non esco certo indignato quando alla fine il protagonista fa finta di soffrire, anche se non e’ inchiodato per davvero alla croce.


Squallido pre-Serata Oscar su SKY

2007/Feb/26

Chissa’ se qualcuno e’ riuscito a non addormentarsi guardando il pre-Serata Oscar a notte fonda su Sky?

La solita signorina vestita succintamente, un po’ di attori italiani piu’ o meno conosciuti qui e li’ per la Penisola a parlare del niente in mezzo ad allusioni non molto coperte, interviste senza senso da L.A. con camera assolutamente fissa…

Il massimo e’ stata l’assurda polemica contro Whitaker e la Mirren, “colpevoli” di assomigliare troppo ai personaggi realmente esistiti che interpretavano. Ma non si sara’ domandato nessuno che forse parte essenziale della bravura dei due e’ stata proprio il riuscire a trasformarsi in altri individui?

E a che livello e’ il trucco in Italia se non se ne comprendono le possibilita’?


Eminenze Grigie di Porpora

2007/Feb/23

Vuoi vedere che, a pensarci male, davvero tutto questo pasticcio della caduta del Governo Prodi ha visto lo zampino di chi non voleva che un certo disegno di legge andasse avanti?

Io dico, se alla fine Prodi tornera’ in sella con i soliti appoggi e la solita coalizione, per applicare il solito Programma tranne i DICO, allora sara’ vero che l’ignobile spettacolo degli ultimi giorni poco ha avuto a che fare con la politica estera o la capacita’ di Governo.

E magari e’ invece stata una prova di forza, per vedere se i Cardinali italiani possano dettare cosa diventa Legge dello Stato. E a quanto pare, possono.

La partita Eminenze - Italia e’ ora a due a zero, dopo lo scandaloso rigetto del referendum sulla Procreazione Assistita.

Brutti tempi per la Cristianita’. Intanto, chi non la pensa come “le Eminenze” puo’ cominciare a tremare…


Inutili Idioti

2007/Feb/21

Ho le prove che quanto avvenuto al Senato nel pomeriggio del 21 febbraio 2007 e’ frutto di una cospirazione!!!

E’ stato un complotto turigliattiano perche’ il finto Senatore Turigliatto, adesso dimissionario, sapeva che la sua poltrona a Palazzo Madama sarebbe presto scomparsa per andare ai possessori legali (Intini, e poi Pannella)

Anzi no: e’ stato un complotto andreottiano e prodiano per bloccare i DICO di cui per un po’ davvero non si parlera’ piu’. Tutta quella confusione la settimana scorsa, quando bastava ritirare un paio di voti all’ultimo momento. Adesso si capisce perche’ Bertone, l’altro giorno, era cosi’ sereno…

Anzi no: e’ stato un complotto dalemiano per smettere di fare il questurino del mondo, mettendo inutilmente in campo le dimissioni del Governo in un voto che pero’ non era “di fiducia”.

vedi caro amico cosa si deve inventare
per poterci ridere sopra,
per continuare a sperare
Lucio Dalla, “Caro Amico Ti Scrivo


Uccidere Professori Universitari

2007/Feb/20

C’e’ tanto pensare oggi in Italia riguardo il perche’, unico caso probabilmente al mondo, il terrorismo “rosso” locale prenda di mira professori universitari ed uomini di pensiero (Bachelet, D’Antona, Biagi, e adesso Ichino il quale per fortuna e’ vivo).

Quale danno potranno mai arrecare quei professori come individui, al punto che chi teorizza e pratica la loro eliminazione? Non sono forse fatte, le Leggi, da un Parlamento di un migliaio di persone ed almeno altrettanti consulenti ed esperti?

Se Biagi non fosse esistito, davvero non ci sarebbe stata una “Legge Biagi”, sotto un altro nome?

La situazione e’ davvero inspiegabile…a meno che non ci si ricordi del primo esempio di eliminazione-del-filosofo: l’omicidio di Giovanni Gentile da parte dei GAP, Gruppi di Azione Patriottica, il 15 aprile 1944.

L’ormai settantenne Gentile, appunto, non fu ucciso per quello che avrebbe potuto fare nel futuro, quanto per le sue idee e come “responsabile” di aver dato una base filosofica al fascismo.

Chi lo uccise non se ne penti’ affatto. Recentemente a Radio24 una partigiana ha ribadito il suo pensiero in tal senso.

Non e’ dato sapere se si sia resa conto che, una volta scoperchiata la pentola dell’omicidio del “pensatore”, e’ impossibile ritornare alla situazione precedente: e per violenti idealisti, quell’omicidio sara’ sempre fonte di ispirazione.

Un po’ come il terrorismo ebraico che importo’ nella Palestina pre-Israele l’idea delle autobombe…come al solito, la violenza “giustificata” di un giorno si trasforma in violenza “ingiustificata” del presente e futuro.


Polizia Non Violenta

2007/Feb/18

Da “Repubblica” del 18 febbraio:

VICENZA - Mille e cinquecento fantasmi. Questo sono stati oggi a Vicenza poliziotti, carabinieri, e finanzieri schierati per l’ordine pubblico. Il questore Dario Rotondi ha deciso di applicare, in modo si potrebbe dire radicale, il “metodo Serra” sperimentato al Social Forum di Firenze nel 2002, ovvero non far venire mai a contatto forze
dell’ordine e manifestanti
[...]

in altre notizie: l’acqua bagna. il sole e’ caldo. il buio e’ oscuro.


Scandalo e Tragedia della Cristianita’

2007/Feb/17

Sono sicuro che il 99.57% dei miei lettori non-Cristiani non ci credera’ mai, ma…

…essere Cristiani e “sentirsi a posto” (”self-righteous” in inglese) e’ una contraddizione in termini…

Deve essere un paradosso.

I vangeli sono abbastanza chiari. Oltre a descrivere Gesu’ che mangia con “prostitute e pubblicani” senza sentirsi in obbligo di salire in cattedra riguardo la “retta via”, abbondano gli inviti a concentrarsi sui propri reali problemi anziche’ su quelli degli altri.

“Pagliuzze e travi” tornano in mente da Luca 6:41-42:

41 Perché guardi la pagliuzza che è nell’occhio del tuo fratello, e non t’accorgi della trave che è nel tuo?
42 Come puoi dire al tuo fratello: Permetti che tolga la pagliuzza che è nel tuo occhio, e tu non vedi la trave che è nel tuo? Ipocrita, togli prima la trave dal tuo occhio e allora potrai vederci bene nel togliere la pagliuzza dall’occhio del tuo fratello.

Anche la parabola del Fariseo e del Pubblicano da Luca 18:10-14 non avrebbe potuto essere piu’ chiara:

10 Due uomini salirono al tempio a pregare: uno era fariseo e l’altro pubblicano.
11 Il fariseo, stando in piedi, pregava così tra sé: O Dio, ti ringrazio che non sono come gli altri uomini, ladri, ingiusti, adùlteri, e neppure come questo pubblicano.
12 Digiuno due volte la settimana e pago le decime di quanto possiedo.
13 Il pubblicano invece, fermatosi a distanza, non osava nemmeno alzare gli occhi al cielo, ma si batteva il petto dicendo: O Dio, abbi pietà di me peccatore.
14 Io vi dico: questi tornò a casa sua giustificato, a differenza dell’altro, perché chi si esalta sarà umiliato e chi si umilia sarà esaltato.

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E’ pero’ ovvio che la vasta maggioranza dei Cristiani che compaiono sui pulpiti e nei mass-media davvero sembrano sentirsi molto piu’ “a posto” che la persona media.

Prendiamo per esempio il dibattito circa l’omosessualita’ come peccato. Cattolico io stesso, non mi e’ chiaro se il Vaticano la considera come tale in se’, o limita il “peccato” alla pratica sessuale fra adulti consenzienti dello stesso stesso. Ufficialmente, l’opinione e’ quest’ultima.

Tuttavia, cio’ chiaramente contraddice Matteo 5:27-28:

27 “Voi sapete che la legge di Mosè dice: “Non commettere adulterio”.
28 Ma io vi dico che chiunque guarda una donna per desiderarla ha già commesso adulterio con lei nel suo cuore.

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Personalmente non penso che a Dio importi delle abitudini sessuali di una persona finche’ siano supportate da “amore” (consenso, età adulta, etc etc).

In ogni modo, secoli fa attori e bambini non battezzati non erano ritenuti degni di sepoltura cristiana ma da allora le attitudini sono (lentamente) evolute. Cosi’ possiamo pensare che tra due o trecento anni tutto il dibattito “Cristiano” circa permettere omosessuali come vescovi, o di entrare in una Chiesa potrebbe essere visto come una gigantesca perdita di tempo, imbarazzante come le discussioni della Chiesa primeva sull’esistenza di un’anima nel corpo della donna.

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Purtroppo, il “sentirsi a posto” e’ molto più di quello: e’ una tragedia e uno scandalo.

  • E’ uno scandalo, perche’ sbraitando (nell’esempio qui sopra) contro l’omosessualita’, preti e Cristiani di tutte le denominazioni stanno attivamente lavorando per rifiutare ad altri la possibilità della Salvezza.

Sarebbe come chiedere ad una persona di scegliere: o mangi o ami Dio. Mi dispiace ma la maggior parte sceglierebbe di mangiare (e Dio sarebbe sicuramente d’accordo con loro).

E cosi’ chissa’ quanti sono stata persuasi dal loro prete o vescovo… a diventare atei!

  • E’ inoltre una tragedia, perche’ il continuo apparire nella storia di un determinato genere di atteggiamento rigido, senza amore e definitivamente senza carita’ di Cristiani che si sono “sentiti a posto”, fa sorgere l’atroce dubbio: è se ci fosse intrinsecamente qualcosa di non-Cristiano nella Cristianita’?

Eppure non e’ necessario che sia cosi’.

Dopo tutto e’ difficile sentir parlare dei Cristiani che si attengano a Matteo 6:3-4:

3 Ma se date ai poveri, fatelo di nascosto, non dite alla vostra mano sinistra cio che sta facendo la destra.
4 E il Padre vostro, che vede cio che viene fatto in segreto, vi ricompenserà.

La Speranza migliore ed il fondamento piu’ forte e’ il lavoro dei migliaia che non cercano pubblicita’, e realmente amano Dio ed il prossimo.

ps Sto forse suggerendo che le Chiese Cristiane smettano di parlare della loro fede? No, sto dicendo che le Chiese Cristiane dovrebbero concentrarsi sulle anime che sono state loro affidate, invece di pontificare circa quelle che le stesse Chiese si rifiutano di accettare. Il comandamento di amare il prossimo come se stessi e’ senza “se” e senza “ma”.


Lettera a Uno Schoolboy

2007/Feb/14

   

Caro Padrone di Casa e Futuro Scolaretto Britannico

Alla veneranda eta’ di quattro anni (e mezzo) sei stato appena chiamato alla scuola dell’obbligo di Sua Maesta’, smetterai di vivere di soli giochi e ti ritroverai ad affrontare libri, quaderni e computer in classi che (speriamo) conterranno meno di due dozzine di tuoi coetanei.

Permettimi dunque di spiegarti quale passato hanno quasi tutti i tuoi nuovi compagni, che esperienza ti aspetta adesso e soprattutto cosa ci puo’ raccontare il Fantasma degli Anni Scolastici Futuri

Appena nati nei lontani 2001 e 2002, i tuoi amichetti hanno trovato genitrici convinte dell’importanza della routine nei poppanti. Intere biblioteche dimostrano che il problema delle continue chiamate notturne da parte dell’affamato pargoletto e’ risolvibile convincendolo a seguire una tabella oraria prestabilita dalla divinita’, volevo dire dal genitore.

Queste giornate tutte uguali faranno credere alla madre che e’ tutto sotto controllo: ma sono propagandate come una necessita’ per il bambino, per crescere sano, forte, e abituato a rispondere al comando. Non sai come sono fiere, certe amiche, di sapere quanto e’ stata brava la nuova mamma nell’imporre la routine.

Ora, l’urlante mucchiettino di carne ed ossa che disturba il sonno dei vivi non e’ un buon ascoltatore. Come stabilire questa routine quindi? La soluzione, scritta probabilmente dalla cugina cattiva della Signorina Rottermeyer (eh? Quella di Heidi…ah gia’, la storia di Heidi non l’abbiamo ancora letta) e’ persuadere il bambino tramite l’abbandono.

Non voglio dire che il frugoletto venga messo in strada e lasciato li’ finche’ non smetta di piangere e impari a fare il caffe’ ai genitori. Semplicemente, il neonato e’ accudito soltanto quando la routine lo stabilisce. Se ha fame mezz’ora prima del pasto comandato, che pianga pure. Se non ha voglia di fare il bagnetto alle 18, sara’ un bagnetto piu’ movimentato ma sempre un bagnetto sara’.

Se e’ deciso che il pulcino deve dormire alle 18.30, e’ a quell’ora che viene parcheggiato nella culla e lasciato finche’ stanco dei pianti continui, non si addormenti da solo. Tu mi dirai, ma come, le 18.30? E in estate, quando il sole tramonta tardi? Ebbene, una volta stabilita, la routine ti entra nel sangue.

E mi chiederai anche: ma se tu Papa’ arrivi a casa fra le 19 e le 20, come faranno quegli altri papa’ a giocare con i loro bambini che vanno a letto cosi’ presto? E’ vero, spesso e volentieri tornano a casa quando i figli gia’ dormono. Sai che rilassamento pero’, durante il Tempo degli Adulti, quando in casa non si sente rumore di bambino? (questo si chiama sarcasmo e te lo spiego nel 2010). Vorra’ dire che vedranno i figli solo nel fine settimana.

Come faranno ad andare assieme al cinema o al ristorante, le famiglie, tranne che durante il giorno nei weekend? Ma e’ semplice, non ci andranno. Al massimo i genitori prenderanno una baby-sitter per passare qualche serata nel loro bozzolo privo di piccole pesti. E infatti, a parte le catene specializzate, i ristoranti appaiono completamente impreparati all’arrivo dei clienti piu’ minuscoli.

Un meravigliato reporter della BBC in visita in Italia con una bambina di circa un anno, ha scritto “e’ difficile andare da una strada all’altra senza che i bambini locali corrano a guardare il ‘bambolotto’. Una volta tre generazioni di una famiglia [di Napoli] sono comparse da un oscuro vicolo per fare ogni sorta di rumore festoso intorno alla bambina. E sono ancora stupefatto per quella piccola sedia per bambini che un ristoratore romano ha appeso al lato del nostro tavolo”.

Non si tratta di una tradizione solo italiana: una passeggiata in Piazza dei Miracoli a Pisa con un paffutello in carrozzina, e imparerete come si dice “Carino!” in Giapponese (“Su Goi!”)

Niente di tutto cio’ pero’ in Gran Bretagna, dove i pochissimi bambini che entrano nei ristoranti durante il Tempo Degli Adulti non sono certo visti di buon occhio. Una cecita’ e sordita’ questa nei confronti di chi non ha ancora raggiunto la maggiore eta’ che non si ferma qui, perche’ bambino in eta’ scolare dovra’ imparare il conformismo sociale, dopo quello familiare.

Quando tuo padre andava a scuola in Italia un millennio fa, indossava il grembiule all’asilo e alla scuola elementare. L’obiettivo principale era (e’?) evitare che i bambini si sporchino troppo, uniformandoli ma solo fino a circa undici anni.

La situazione e’ opposta nelle scuole inglesi. Le uniformi sono imposte man mano che si cresce: quindi, proprio nel periodo in cui viene definita la personalita’, e’ un palese incentivo ad uniformarla, ad abbandonare l’individualita’ e a essere conformisti in senso reale e metaforico.

Il punto e’ dimostrato dal fatto che l’uniforme, rigidamente richiesta nelle scuole dove e’ imposta, e’ de rigueur nelle scuole private anche se elementari, e nelle scuole pubbliche dalla pre-adolescenza in poi. Il business delle uniformi e’ molto sofisticato, con scuole che fanno a gara ad avere quelle piu’ alla moda (una moda ahime’ anni ’50), e genitori che devono spendere i loro soldi in giacchette, camicie, finte cravatte, etc etc tutte obbligatoriamente uguali.

E cosi’ se rimarremo da queste parti anche tu dovrai andare vestito come tutti gli altri, radunato la mattina a salutare il Preside, e l’organizzazione e il rispetto dell’autorita’ saranno i cardini dell’insegnamento. Probabilmente se non ci fossero stati gli eccessi del Ventennio (come? Ah si’, poi nel 2015 ti spiego cos’era, il Ventennio), ci sarebbe qualcosa di simile anche in Italia.

Quando si impara? Il numero di promossi a gonfie vele continua ad aumentare e come dicono tutti, tutto cio’ e’ visto come un segno di standards in caduta libera. C’e’ anche in aumento il problema dei maschietti i cui risultati scolastici sono molto peggiori di quelli delle femminucce.

Forse, come suggerisce il settimanale The Economist, si tratta del misterioso fenomeno che fa coincidere l’eccellenza accademica con gli anni di studio l’opinionista.

Disinteressato a questioni cosi’ auliche, e molto sensibile a quanto pubblicano le prime pagine dei tabloid, i vendutissimi quotidiani di bassa qualita’, da buon statalista il Governo britannico si impegna a migliorare l’insegnamento pubblicando ogni anno una molto attesa classifica con la media dei risultati degli alunni di ogni scuola.

I Presidi si adopereranno quindi per fornire un ambiente dove sia facile e divertente imparare cose nuove, o se furbi (o stanchi dell’ennesima classifica) escogiteranno trucchetti per apparire in alto in classifica, con sotterfugi degni della peggiore tragicommedia italica.

Le scuole dal basso rendimento rischiano la chiusura…o la vendita. Danarosi sponsor possono infatti dichiarare il loro intento di migliorare l’apprendimento britannico finanziando una propria scuola. Non essendo ben chiaro il vantaggio economico, c’e’ adesso preoccupazione che ci siano ragioni ideologiche, visto che in alcune di queste nuove scuole sembra che si cominci a dubitare della teoria dell’evoluzione, seguendo i malaccorti passi di un certo fondamentalismo religioso di origine americana.

E’ dunque imperativo per la famiglie cercare di entrare in una scuola che non sia in mano a furbetti o propagandisti. Ecco quindi perche’ ogni anno milioni sospirano in attesa di scoprire se il loro gioiello diventera’ o meno pupillo di una buona scuola. E il grado di sospiro aumenta con l’eta’ del gioiello.

Un giovane che ottenga un posto all’universita’ di Oxford o Cambridge avra’ altissime probabilita’ di una carriera sfolgorante, magari come banchiere laureato in storia (la disciplina importa poco). Un ragazzino che riesca ad entrare alla scuola superiore piu’ attrezzata in un’area considerata prestigiosa avra’ altissime probabilita’ di ottenere un posto all’universita’ di Oxford o Cambridge. Un bambino che entrera’ nella scuola elementare migliore potra’ magari imparare qualcosa.

I tuoi volenterosi genitori hanno dovuto quindi visitare qualche mese fa quattro primary school locali cercando di capire quale fosse quella giusta. Sono stati accompagnati di classe in classe da Presidi entusiasti, e poi considerate anche varie dicerie e reputazioni hanno scelto una scuola per il tuo futuro (non cosi’ semplice: abbiamo dovuto elencare tre scuole in ordine di preferenza, ma poi fortunatamente ci hanno dato la nostra prima scelta).

Vai quindi tranquillo, e’ una scuola elementare buona e ben attrezzata. Goditela finche’ puoi, perche’ le Storie degli Anni Scolastici Successivi alle Elementari raccontano la guerra della societa’ inglese contro la gioventu’.

L’Autorita’ lotta contro i cittadini fra i dieci e i diciotto anni che cerchino di fare l’impensabile e rompere un qualunque divieto, fumando tabacco o cannabis, bevendo alcolici, marinando la scuola, “imbrattando” grigi vagoni ferroviari.

Non avrebbe certo senso incoraggiare certi comportamenti. Ma non c’e’ saggezza neanche nella “tolleranza zero” oggi in vigore. Prendiamo ad esempio il Problema-Espulsioni, con alunni minacciati dall’autorita’ scolastica, per molto meno di una testata al plesso solare in diretta TV. Basta essere un po’ recalcitranti per rischiare di ritrovarsi letteralmente per strada, destinati a istituti speciali, il cui radunare riottosi di ogni tipo non giovera’ certo ne’ alla carriera scolastica dello studente, ne’ al successo in una futura professione.

L’uso e abuso delle espulsioni trasforma le scuole in tanti Ponzio Pilato, pronti a lavarsi le mani di ogni problema di educazione del bambino e del ragazzo. Tanti istituti non sembrano interessati allo sviluppo dei giovani “utenti” quanto a stabilire disciplina attraverso l’instigazione della paura nella scolaresca.

Di nuovo, l’esistenza di sanzioni disciplinari e’ normale e doverosa: cio’ che e’ anormale e indica un clima di guerra aperta, e’ l’includere fra quelle l’abbandono del “colpevole” e della sua famiglia a un triste destino.

La guerra continua all’esterno. E’ diventato moda fra gli adolescenti il coprire la testa con un cappuccio di quelli comuni in tute da ginnastica. E’ un modo di essere simile al vetusto Paninaro italiano che non doveva indossare giacche da omino Michelin. Ma appena e’ girata voce che i cappucci sono stati usati (forse?) per nascondere alle telecamere di sicurezza i volti di alcuni delinquenti, ecco subito che l’intera popolazione di adolescenti e’ stata etichettata come criminale, e in alcune zone e centri-spesa e’ stato imposto il divieto…del cappuccio.

In questo clima assurdamente esasperato, e’ naturale che la risposta dei giovani sia una diffusa “bassa” criminalita’. Una societa’ conformista non si e’ ancora resa conto del fascino del proibito fra chi si avvicina all’eta’ adulta: ne sia prova il calo del consumo di cannabis dopo che e’ stata decriminalizzata.

E invece il Governo non perde occasione di stabilire nuove regole durissime contro chi infrange le regole, come gli ASBO (anti-social behaviour orders, “sanzioni per comportamento anti-sociale”) che implacabili giudici impongono su empi individui, voglio dire ragazzi magari con grossi problemi ma senza alcuna speranza di essere recuperati da un sistema cosi’ spietato; e i coprifuoco indetti in varie cittadine, per impedire a ogni minore di uscire in strada (qualcuno un giorno suggerira’ forse di diminuire il numero di incidenti d’auto tagliando le mani a tutti i maschi fra i 16 e i 30 anni?)

Eppure ci sara’ una terza via, la formula tanto cara al quarantenne Tony Blair di tanti anni fa: in questo caso, una scelta fra un conformismo succube e forzato e la ribellione insensata di chi rifiuta tutto?
 
Cosa ti posso suggerire? Rimaniamo pur sempre stranieri. La societa’ e’ la loro. Se vorranno cambiare lo faranno molto meglio da soli. Cerca almeno di non piegarti troppo al conformismo locale. Accetta la lettera, non lo spirito delle uniformi, ma soprattutto convoglia le tue energie di ribellione su qualcosa che puo’ avere un futuro, invece che dare fastidio a un conducente d’autobus.

Ma di questo ne riparliamo nel 2013. Quando avrai undici anni.


DiCo: Scapoli A Merenda

2007/Feb/12

     

Riflessioni di un Cattolico che non puo’ digerire chi si occupa di Cesare invece di concentrarsi su Dio

Forse fra qualche anno sara’ possibile ridere sulla situazione attuale: un gruppo di scapoli dice di voler difendere la Famiglia “Tradizionale”, fondata sul Matrimonio (indissolubile) fra un uomo e una donna.

Sono gli stessi che considerano il Matrimonio come impedimento, continuando a ribadire che i preti non possono avere una famiglia, altrimenti non svolgerebbero bene il loro mestiere.

  • Al loro fianco, una nutrita schiera di politici “devoti”, non pochi dei quali divorziati e/o conviventi.

Piu’ o meno credibili come un gruppo di ciccioni che pontifichi di diete fra un pranzo luculliano e l’altro. Che comincino loro a sposarsi, piuttosto, e a dare l’esempio di come rimanere per anni e anni con lo stesso partner..

  • Alcuni fra quelli dichiarano che i DICO non sono necessari.

L’on. Mantovano (AN) ha cercato di dimostrare alla radio pochi giorni fa che i DICO non servono, visto che ci sono gia’ tante leggi che non fanno distinzione fra convivenza e matrimonio. Con difensori come questi l’idea della Famiglia non arrivera’ molto lontano.

Forse l’on. Mantovano vuole invece portare il suo discorso alla logica conseguenza, abolendo il matrimonio civile tout-court. E tutto questo, pur di non estendere una seppur minima comprensione a gay e lesbiche?

  • Ai cattolici, se non agli Italiani tutti, si dice di seguire il modello edificante di Aquila e Priscilla.

Perche’ non la Sacra Famiglia, allora, classico esempio, se mai ce ne fosse stato bisogno, di quella fecondazione eterologa adesso rigettata tout-court?

E cosa ci sarebbe di male a fare come Giovanni Paolo II, la cui Famiglia era composta da tre suore e un Segretario personale, classico esempio, se mai ce ne fosse stato bisogno, del valore della convivenza solidale indipendentemente dal genere e dalla attivita’ sessuale o meno dei familiari?

  • La gerarchia cattolica presenta questa lotta per la Famiglia come parte dell’antica tenzone per promuovere il “valore della Persona”.

Che senso ha allora cercare di imporsi al di fuori della propria comunita’, soggiogando ogni Italiano, cattolico o no, a delle leggi che sanno tanto di Stato Etico, esattamente l’antitesi dell’idea del valore intrinseco della Persona?

  • Il Card. Ruini ha parlato dell’importanza del Magistero, senza neanche dover accennare troppo al fatto che ogni Cattolico D.O.C. dovrebbe sottomettervisi.

Non ricorda costui, non ricorda nessuno l’effetto clamorosamente deleterio della intransigenza clericale su anticoncezionali e divorzio, quando milioni di Fedeli impararono appunto che su certi argomenti la Chiesa poteva urlare qualsivoglia regola, da disattendere visto che incompatibile con la vita reale?

Chi non gioca non fa le regole, come disse un parlamentare cattolico americano.

E chi insegna stia attento che se chi impara ad ignorarlo una volta, lo fara’ molte altre volte, in futuro.

  • Per mesi siamo stati bombardati di discorsi sulla perniciosita’ del Relativismo.

Dove sono, allora, le proteste contro la decisione della Corte Costituzionale in Colombia di allargare alcuni diritti delle coppie eterosessuali a quelle omosessuali?

E chi, a Roma, ha tuonato contro la decisione del Governo Blair di negare alle Agenzie di Adozione Cattoliche il diritto di non rilasciare bambini a coppie gay?

Il sospetto e’ che l’agire (e l’inazione) siano scelte politiche piu’ che spirituali, in un relativismo rampante dove adesso ci si impegna per riprendersi il Potere Temporale.

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Fin dove arriva tutto questo? E’ difficile dubitare un’approvazione piu’ che tacita dalle piu’ alte sfere. Certo pero’ che le facce che si vedono sono quelle dei Cardinali italiani, mentre quando e’ intervenuto il Vaticano stesso non l’ha (quasi) mai fatto per rinfocolare la polemica.

Intanto la gerarchia Cattolica, come nel caso degli Atei Devoti, non sembra esitare a pranzare e cenare con il Nemico quando e’ piu’ conveniente (mentre a chi e’ abbandonato dal proprio coniuge viene rifiutata la Comunione).

Preghiamo, o almeno speriamo, che ci sia almeno un Cristiano fra chi comanda nella Chiesa Cattolica, come Hannah Arendt disse capito’ (per sbaglio) con l’elezione di Giovanni XXIII.

L’Edificio, per ora, continua a vivere grazie al lavoro di centinaia di migliaia di persone che si occupano di essere Cristiani, invece di giocare a fare gli statisti.

E preghiamo ancora: speriamo che il Magistero Moderno del Cattolicesimo smetta di essere ossessionato con il sesso


Magnifico Magnifici

2007/Feb/08

Radio24 manda in onda tutti i giorni feriali, dalle 15 alle 16 e poi in replica dalle 22 alle 23 (la domenica, alle 15), un fantastico programma documentario/musicale dal titolo “I Magnifici“.

Ogni settimana, la vita di un personaggio della storia musicale (e non solo) viene raccontata in cinque parti, con inframmezzati i suoi migliori brani.

E’ un programma davvero imperdibile soprattutto per la sua capacita’ di umanizzare questo o quel genio dello spettacolo senza pero’ far diventare questi una vittima di pettegolezzi.

E’ evidente che gli autori davvero rispettano i personaggi oggetto delle trasmissioni.

Un viaggio ogni settimana, nella vita dei grandi personaggi del passato che hanno fatto sognare milioni di persone senza lo stretto confine delle generazioni. Le biografie sono raccontate da una voce narrante che spesso cede il passo a documenti originali, brani tratti da film, interviste, o letture delle loro autobiografie. Il tutto in un mix rapido e pieno di ritmo, insieme ad una carrellata di contributi audio di ogni singolo “mito”. L’idea è quella di presentare la vita dei nostri “magnifici” come in un lungo reportage giornalistico, che ce li farà conoscere attraverso aspetti inediti e umani, anche attraverso il racconto delle persone che li hanno conosciuti da vicino. Fra i magnifici presentati da Radio 24: Fabrizio de Andrè, Ray Charles, John Lennon, Jim Morrison, Billie Holiday, Elvis Presley, Jimi Hendrix.
 

Le storie sono, immagino, un po’ romanzate ma non ho notato esagerazioni. L’unico “difetto” e’ che, grazie alla solita storia dei diritti d’autore, I Magnifici e’ solo disponibile in diretta.

Speriamo che ne esca presto un cofanetto CD. Per il momento il consiglio e’ uno solo:

SINTONIZZATEVI!


Prozac per i Climatologi

2007/Feb/07

A leggere il rapporto della World Meteorological Association (l’Associazione Metereologica Mondiale) sul 2006 (in inglese), si comincia forse a capire perche’ la maggior parte dei Climatologi non ha remore nel predire catastrofi, specie quelle attese per il riscaldamento globale che si dice causato dall’anidride carbonica di produzione umana.

E’ davvero una collezione di disastri e tragedie quasi senza pari, con ondate di calore, siccita’, alluvioni, tifoni, buco dell’ozono, etc. etc.

C’e’ da spaventarsi pure quando dice che l’inverno e la primavera sono stati miti (sara’ la prima volta che “mite” e “spavento” appaiono nella stessa frase?).

Non mi sembra di potervi leggere niente di “normale”o “positivo”. Finanche le precipitazioni nel Sahel, dopo anni e anni di siccita’, sono menzionate solo di striscio.

Piu’ che un rapporto serio, mi sembra un comunicato stampa redatto a favore di giornali scandalistici e dal titillamento facile.

Oppure, dopo tanti anni ad azzeccare previsioni metereologiche solo marginalmente meglio degli astrologi, quelli della WMO hanno ormai ceduto alla depressione, e vedono solo cio’ che va male ed e’ inusuale?

Poverini…


Il Futuro di Luca Josi

2007/Feb/06

Notizia di Agenzia appena arrivatami dal futuro

ADN Kronos - Mar 2 Feb 2027
 
Roma, 2 feb . - (Adnkronos) - Uscire di scena a sessant’anni? No, grazie. E’ quanto ha affermato oggi Luca Josi, sessantenne, ex dirigente politico ed autore venti anni fa di un ormai dimenticato appello, affinche’ i sessantenni, appunto lasciassero “da vincitori, senza che l’incedere del tempo, le dinamiche della societa’ o la salute” li constringessero a farlo.

Ma ora non ci pensa nemmeno: “No, non e’ incoerenza. E’ che non ci sentiamo vincitori, il tempo non e’ incesso, la societa’ e’ statica, la salute e’ buona e comandiamo tutto noi“. “Sarebbe gerontocrazia se comandassero gli ottantenni“, ha dichiarato lo Josi prima di lanciare un nuovo “Patto generazionale” che garantisca il potere vita natural durante ai nati verso la fine degli anni ‘60 del XX secolo.

Al ‘patto’ promosso da Luca Josi ha gia’ aderito il Segretario Generale dell’ONU, Maurizio Morabito

(Adnkronos)
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Seriamente: Ma si renderanno conto, lo Josi e tutti i firmatari, di quello che stanno dicendo?

Da quarantenne posso affermare che se questa terribile idea da “nati sconfitti” rappresenta la nuova generazione che avanza (ahinoi, la mia!), non ci meravigliamo che nel 2007 comandino i vecchietti.
 


Potenza, Scienza e Filosofia del Multiverso

2007/Feb/05

In vista dei miei prossimi blog sull’argomento, una introduzione alla Scienza e la Filosofia degli Universi Paralleli, altrimenti noti come Multiverso (in contrapposizione al “singolo” Universo):

  1. Partendo da solide basi scientifiche, un tale modello del Cosmo può spostare la Scienza dal semplice studio del “cosa accade” a quello del “perche’ accade“;
  2. Può spiegare perchè il nostro universo è così ben “regolato” affinche’ sia possibile la Vita e particolarmente la Vita Intelligente, con tutte le costanti e le leggi naturali con i valori “giusti“;
  3. Può spiegare perchè la Matematica è così utile e potente per le nostre indagini scientifiche (”L’efficacia irragionevole della Matematica nelle Scienze Naturali” nelle parole del premio Nobel E. P. Wigner )
  4. Può spiegare perchè a fronte di un mondo microscopico guidato dalla meccanica quantistica, esiste un mondo macroscopico determinista, la realtà definita della nostra esperienza giornaliera;
  5. Può offrire un modello alternativo per spiegare cos’e’ il Tempo
  6. Espande ordinatamente il Principio di Mediocrita’ al nostro intero universo
  7. Spiega molto semplicemente l’intero Cosmo, in pochissime parole

E non ho ancora accennato agli altri lati etici, filosofici e teologici…


Calabria, Sempre Un Passo Indietro!

2007/Feb/05

Le misurazioni di temperatura per il 2006 alla stazione UCEA di Sibari non sembrano mostrare alcun aumento da cambiamento climatico.

Da reggino, non me ne meraviglio…

Al solito, la Calabria e’ indietro su tutto. Figuriamoci: si riscaldamentoglobalizzera’ dopo tutti gli altri!


Calcio Marcio (Polizia da Rifare)

2007/Feb/04

 

Diciamo allora una prima cosa su quanto e’ accaduto il 2 febbraio a Catania: e’ stata una fallita operazione di polizia.

Primo perche’ la violenza organizzata era perfettamente pronosticabile sia nella quantita’ che nei luoghi, che nelle forme (incluse, le bombe rudimentali). E’ difficile immaginare come i dirigenti responsabili dell’ordine pubblico abbiano fatto ad essere presi quasi alla sprovvista al punto da perdere una vita.

In secondo luogo, non e’ forse principio fondamentale dei sistemi  di controllo delle folle, l’idea di che la polizia si presenti in un assetto tale da far passare a ogni malintenzionato la voglia di attaccare alcunche’?

L’obiettivo e’ fare paura per evitare incidenti: “prevenire”, piu’ che “curare”.

Non mi riferisco certo ai poliziotti al lavoro sul campo: e’ proprio ai dirigenti incaricati a Catania, e poi su per il prefetto fino al Ministro degli Interni, che vorrei chiedere in base a quale criterio abbiano consentito ai piu’ facinorosi non solo di non aver “paura” della violenza di Stato, ma addirittura di potersi organizzare in assalti e imboscate.

L’impressione e’ che, come ahime’ sospettato da tempo, la Repubblica Italiana si fermi a qualche centinaio di metri dagli stadi, dentro e intorno ai quali vige solo l’Impunita’.

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Chiediamoci pero’ anche che se l’omicidio dell’ispettore Raciti non sia ben di piu’ che l’ennesima manifestazione dell’intromissione fra i tifosi del calcio di elementi violenti ed estranei.

Anzi, visto che distruzione e violenza fanno ormai parte della normalita’ da una domenica all’altra, perche’ non dirla tutta: e se la violenza fosse parte integrante se non fondamentale del calcio italiano moderno?

Di un calcio, cioe’, che e’ diventato una collettivita’ “Imbroglio e Violenza”, rigettandoli a parole mentre li si invocano (ed evocano) molto nei fatti.

Difficile trovare dei partecipanti privi di responsabilita’. I presidenti e gli allenatori che si lamentano di complotti e sviste arbitrali a senso unico, solo per poi cercare di partecipare agli stessi complotti?

I giocatori che cercano di imbrogliare l’arbitro gettandosi per un nonnulla, o commettendo falli quando sperano che nessuno stia a guardare? Gli arbitri che si fanno trovare in atteggiamenti equivoci (e magari fossero incontri di natura sessuale!!) con questo o quel dirigente?

La struttura dirigenziale precedente, imbelle di fronte a Calciopoli e alle manovre di Moggi?

La struttura dirigenziale attuale, che ha presieduto a un colossale annacquamento incluso la miracolosa scoperta che durante Calciopoli ne’ la Lazio, ne’ il Milan dell’ex-Presidente di Lega hanno commesso alcun illecito peggiore della (”pluriscudettata”) Reggina?

(Ai giornalisti “sportivi” rimprovero poco. Che dovrebbero fare, finta che la pentola sia piena di zuppa invece che fango? Magari si chieda ai giornalisti “non-sportivi” dove stessero pisolando mentre l’ennesimo scandalo italiano procedeva tranquillo)

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Per qualche motivo, non c’e’ violenza sugli spalti e intorno agli stadi del Rugby: probabilmente, perche’ quello e’ uno sport che non ne ispira.

A voler andare fino in fondo infatti, c’e’ qualcosa di fondamentalmente sbagliato nel gioco stesso del Calcio, con le sue regole ambigue su cosa sia permesso fare per bloccare l’avversario; l’intrinseca ingiustizia di poter vedere una squadra di 10 brocchi piu’ un campione battere compagini tecnicamente molto piu’ forti (ricordiamoci cosa disse Nereo Rocco a chi gli auguro’ che vincesse il migliore: “Speriamo di no“); il legame quasi imprenscidibile al territorio, con il 99.99% delle squadre identificantesi con il nome di una localita’ e quindi quasi versioni contemporanee di milizie di difesa civile di tempi piu’ antichi.

Tutte componenti di una “seduzione alla violenza”, come quei vestiti semitrasparenti che giocano a un’invocazione quasi subliminale facendo anche finta di non essere espliciti.

E tutte cose che rendono il Calcio ovviamente inferiore al Rugby, dove la violenza e’ organizzata in campo invece che falsamente repressa.

E’ per questo che non credo che, in assenza di calcio, teppisti e bombaroli semplicemente si trasferirebbero a fare violenza da un’altra parte.

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Poco di che meravigliarsi allora quando questi problemi vengono a presentarsi in maniera assurdamente violenta sul substrato di una societa’ come quella italiana dove l’assenza di legalita’ per “il piu’ forte” e’ diventata negli anni passati quasi una politica di Governo; dove lo Stato sostanzialmente permette ogni tipo di reato a chi riesca ad organizzarsi da solo, come le Mafie; dove l’attesa del prossimo condono ha sostituito il desiderio di sottostare alle leggi; dove la scalata verso la ricchezza e’ con mezzi da “Furbetti del Quartierino”; e dove la corruzione e l’imbroglio continuano senza posa a ogni livello, in una specie di illusione collettiva in cui ognuno pensa che i “fessi” siano tutti gli altri.

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Cosa facciamo allora? Aspettiamo di riformare l’Italia tutta? Convinciamo Platini e Blatter a cambiare certe regole, per esempio impedendo qualunque tipo di contatto fisico fra i giocatori (oppure, liberalizzandolo) e la moviola in campo?

Per il momento mi piacerebbe che fossero toccati gli interessi economici di tutti gli “attori” del calcio italiano, per scatenarne una qualche reazione, tipo una sportivita’ e una umilta’ piu’ marcate in certi commenti post-partita, contro il naturale desiderio a tornare al solito tran tran.

Ma per favore non illudiamoci che cambi niente nel breve periodo: almeno finche’ l’ennesimo furbo non pensera’ di essere molto intelligente a passare con il rosso.


Clima: Agire per non Rischiare?

2007/Feb/02

Bufala o no, c’e’ chi dice che sia piu’ logico agire contro il riscaldamento climatico, piuttosto che rischiare che avvenga. Ma sara’ davvero cosi’?

Stiamo parlando di una “teoria” scientifica che non si basa su dati di fatto, ma su modelli di previsione del futuro. L’aumento di CO2, se e’ colpa sua, ha aumentato la temperatura globale di 0.65C piu’ o meno: una variazione risibile.

Come spiego altrove (in inglese, per ora) al link , anche il non credere che tale minuzia portera’ a conseguenze importanti se non catastrofiche e’ una scelta _razionale_.

Orbene, se davvero nel 2050 i mari si saranno innalzati di dieci
centimetri (altra quantita’ al limite dell’umorismo) , non ci sara’ piu’ da discutere di modelli. Ci sara’ stata una previsione, e sara’ stata verificata: e il discorso sara’ molto diverso.

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E di che robustezza di modelli si tratta, se ancora non considerano adeguatamente l’effetto delle nuvole? Non possono spiegare il clima polare? Non possono prevedere la prossima stagione di uragani?

Certo, e’ il meglio che sappiamo oggi sul Clima. E certamente fra un paio di lustri o decenni saranno molto meglio di adesso, e avranno fatto previsioni che avremo “toccato con mano”.

Non e’ piu’ logico, quindi, magari, aspettare il 2016?

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Guardiamo inoltre a come vengono fatti certi calcoli dei “costi“. Si dice (l’altro ieri) che a Sydney fara’ cosi’ caldo che invece di 180 morti all’anno, ne causera’ quasi duemila.

Il difetto di fondo e’ che non viene considerata nessuna iniziativa di “adattamento“.

Possibile che i Sydney-ti siano cosi’ tonti che quando un anno gliene muoiono 200, un altro 300, un altro 400 _non_ facciano niente per attenuare l’impatto del (al momento, presunto!) riscaldamento?

Di nuovo, non ci sara’ da discutere di “previsioni” : le morti in aumento saranno li’ per tutti da vedere. E qualunque gruppo di persone non-acefale fara’ in modo che non aumentino vertiginosamente, ben prima che se ne contino a migliaia.

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Insomma, non se sappiamo abbastanza, non abbiamo nessuna prova concreta, e l’unica certezza e’ che a qualunque modifica del nostro ambiente risponderemo con l’ingegno, o moriremo (chi ha paura del riscaldamento globale si vada a comprare il terreno vicino alla Baia di Hudson: per ora, costa poco).

Cambiare il nostro stile di vita perche’ forse qualcosa succedera’ nel lontano futuro: quella si’ che mi sembra una scelta “del caso”.

Cosi’ come intervenire con sistemi di geo-ingegneria per evitare il “pericolo del riscaldamento”; imporre tasse carboniche basate sul niente; togliere il diritto o la voglia di viaggiare, spostarsi in auto, accendere la lavatrice; distribuire miliardi di euro _gratis_ alle compagnie petrolifere (gia’ successo, nell’ambientalista Europa); dire che chi non si pente della sua impronta di CO2 e’ un Criminale contro l’Umanita’.


Climatologia fra Bufale e Scienza

2007/Feb/01

Rinaldo Lampis sul blog Consensus si chiede: “L’effetto serra. Un’altra bufala?” citando i “cambiamenti climatici” che sembrano interessare un po’ di oggetti del Sistema Solare, e non solo la Terra.

E’ una delle tante indicazioni che fanno venir dubbi sulla fissazione dei climatisti nel voler controllare le emissioni di CO2 per evitare chissa’ quali catastrofi.

E’ una bufala, allora, lo sforzo di 2,500 esperti climatologi che partorira’ il 2 Febbraio a Parigi il Primo Rapporto dell’IPCC, il Gruppo Intergovernamentale sul Cambiamento Climatico?

E soprattutto: e’ una scienza, la Climatologia, o piu’ che altro uno sforzo politico per dimostrare che l’Umanita’ e’ perniciosa al resto del Pianeta?

Nella mia non troppo umile opinione, la Climatologia è una scienza: solo, è troppo giovane per essere immune dal lavoro di persone di buona volonta’ attualmente impegnate (1) a pavimentare inconsapevoli la proverbiale strada per l’Inferno e (2) a cercare di scoprire come convincerci a utilizzare quella perniciosa via.

Mi ricorda l’antropologia nel XIX e nel primo XX secolo, quando il malguidato scopo di una scienza appena fondata era di classificare le razze umane per farne una graduatoria: anche quello, uno sforzo fatto onestamente per migliorare l’umanità e il mondo.

Un altro esempio molto lampante è cosa è accaduto quando persone ben informate hanno deciso di introdurre in Australia il Rospo delle Canne (Bufo Marinus) per combattere le infestazioni di insetti. ..con risultati orrendi e quelli si’ catastrofici.

Quando riusciranno, la maggior parte dei Climatologi, a liberarsi dal servilismo verso la Politica che caratterizza i lavori ONU dell’IPCC?

Figuriamoci, il Secondo Rapporto, quello che dovrebbe essere scientifico, deve per statuto sottostare al Primo Rapporto, scritto con e da qualche decina di burocrati.

Quando tornera’ la Climatologia a mostrare quella umilta’ e quell’amore per la ricerca di base e la fisica dell’atmosfera che ne farebbero una scienza solida?

E quando smettera’ di inseguire l’ennesimo supercomputer per far calcolare l’ennesimo modello di clima futuro, modello che puo’ essere modificato per predire tutto e niente?

Una speranza c’e': la si puo’ trovare (in inglese) nell’ottimo blog di Hendrik Tennekes, Direttore della Ricerca all’Istituto Metereologico Reale Olandese.