Viva il Papa

2006/Nov/29

Benedetto XVI l’ha detto…non al 1,000 per mille, ma l’ha detto!

“il portavoce del Vaticano, padre Federico Lombardi [ha spiegato] che la Santa Sede non ha il potere ‘nè il compito specifico, politico, di intervenire sull’ingresso nell’Ue poichè non le compete, tuttavia vede positivamente e incoraggia il cammino di dialogo e di avvicinamento e di inserimento in Europa della Turchia, sulla base di valori e principi comuni‘”

L’Unione Europea morira’ se terra’ pregiudizialmente fuori la Turchia. Speriamo che oltre al Papa, molti altri si ravvedano presto


Qui Pro Quo su San Nicola Garganico

2006/Nov/27

Circola voce che gli autori del libro “Broglio” da cui e’ stato realizzato il DVD “Uccidete la Democrazia” sui presunti brogli durante le ultime elezioni politiche italiane, abbiano preso una cantonata

Hanno infatto fatto scrivere sul Corriere della Sera che nel Comune di San Nicola Garganico (in Puglia, evidentemente) non sono state riportate schede bianche, mentre c’e’ almeno un’elettrice locale che ha dichiarato di aver votato, appunto, scheda bianca

Il problema e’ che San Nicola Garganico non esiste. Stando ad alcuni addirittura, nessun Comune pugliese ha riportato zero schede bianche

E’ questa la prova che Deaglio e soci hanno pubblicato sciocchezze? Ne dubito

Esiste infatti il Comune di San Nicandro Garganico, e a una rapida occhiata forse forse ha davvero riportato zero schede bianche

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Magari tutti coloro cui piace saltare subito alle conclusioni, lo facessero dopo aver speso sette minuti su Google per verificare un possibile qui-pro-quo 


Intervistato su “Il Paroliere”

2006/Nov/25

Una intervista al sottoscritto in tema di Medio Oriente (Iraq, Iran, Palestina, Israele) e’ apparsa oggi sul sito de “Il Paroliere” di Angelo M. D’Addesio, nella rubrica “Il Navigatore Solitario”


L’Insensata Commedia del Cambiamento Climatico

2006/Nov/17

Migliaia di delegati sono arrivati in aeroplano per partecipare alla conferenza di Nairobi sul Riscaldamento Globale in enormi sale congresso e camere d’albergo dotate di aria condizionata. E con loro, giornalisti, troupes TV, etc etc

Tutti stanno mangiando e bevendo roba che e’ difficile pensare venga tutta dai mercatini locali

E il risultato? Le solite sciocchezze inconcludenti della Commedia del Cambiamento Climatico

C’e’ niente di cui preoccuparsi riguardo il Circo del Riscaldamento Globale? Penso proprio di no


L’Iran e la nostra propaganda

2006/Nov/17

(Lettere spedita a Notizie Radicali)

Cara Redazione

Piu’ che “approfondimento giornalistico”, l’articolo “Iran ed Hezbollah, grazie alla Russia, mettono in stallo l’ONU” (Matteo Mecacci, NR, 13 novembre) mi sembra un comunicato stampa stilato dal Segretario di Stato USA o dal Foreign Secretary britannico

In particolare la fraseologia associante “Iran” a “regime”

Se e’ vero che la democrazia della Repubblica Islamica e’ men che perfetta (e quale lo e’?), sarebbe lecito aspettarsi considerazioni meno sbrigative per un “approfondimento”: considerando, per esempio, che la partecipazione popolare alle elezioni non e’ trascurabile, cosa ben diversa dalle dittature in Medio Oriente e altrove; e che il potere effettivo del vocifero Presidente non e’ certo paragonabile a quello dei suoi corrispettivi in America o in Francia

Trovo anche semplicistico il riferimento alla “comunita’ internazionale” che dovrebbe respingere “in modo unito il suo [Iraniano] tentativo di acquisire armi nucleari”

La situazione e’ ben piu’ complessa: i cinque Big del club nucleare non sanno spiegare perche’ non possano fare a meno delle loro armi (specialmente, la Gran Bretagna e la Francia); e’ ormai un fatto storico che chi fa esplodere la Bomba puo’ aspettarsi un trattamento di riguardo (Pakistan, North Korea) mentre chi non ce la fa, e’ letteralmente condannato alla forca (Iraq); l’Iran fa ancora parte del Trattato di Non-Proliferazione Nucleare; Mohamed ElBaradei, famoso capo dell’Ente Internazionale per l’Energia Atomica e Premio Nobel per la Pace 2005, ha confermato all’inizio del 2006 che non ci sono prove che Teheran abbia devoluto alcuno sforzo alla costruzione di armi nucleari; etc etc

L’Iran, checche’ ne dica il Presidente Ahmadinejad, non ha mai attaccato nessuno per vari secoli: difficile pensare che lo faccia proprio adesso rischiando l’obliterazione. 

D’altronde, le continue interferenze britanniche ed americane negli ultimi decenni, e le minacce mai smentite di imminenti attacchi ed invasioni da parte americana e israeliana non possono che spingere i dirigenti iraniani verso la Bomba (o anche solo la Minaccia di Costruire la Bomba) come soluzione difensiva di straordinaria efficacia

Riuscira’ l’ONU ad andare al di la’ delle pulsioni interne del momento dei Membri Permanenti del Consiglio di Sicurezza, per costruire una pace vera ed effettiva fra l’Iran e gli Stati Uniti, basata prima di tutto sul ripudio e la prevenzione dell’aggressione armata come strumento di risoluzione dei conflitti? Lo spero fortemente, e ne dubito con analoga forza

Ma se pure un minimo di speranza ci rimane, cerchiamo di non ucciderla noi stessi diventando cassa di risonanza per considerazioni troppo semplici e di parte Per ulteriori approfondimenti, rimando a due articoli di Christopher de Bellaigue sulla New York Review of Books: “Iran and the Bomb“, 27 Aprile; e “Defiant Iran“, 2 Novembre 2006

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Sull’argomento mi e’ stata pubblicata l’immancabile lettera sull’IHT (29 Gennaio 2006):

C’e’ una ipocrisia occidentale non menzionata da Philip Bowring nel suo articolo ‘Chi ha paura dell’Iran grosso e cattivo?’ (IHT, 19 Gennaio). Nazioni come la Francia e la Gran Bretagna hanno i loro arsenali nucleari, e nessuna intenzione di abbandonarli nel prossimo futuro. Come possono proprio esse, fra tutte le Nazioni, predicare agli altri di rimanere senza armi atomiche? Perche’ il Primo Ministro Blair e il Presidente Chirac non mostrano a tutti la strada maestra eliminando prima di tutto le loro capacita’ nucleari?

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ADDENDUM

Ecco le mie risposte a un paio di commenti a quanto sopra sul Gruppo Yahoo “radicali-toscana“:

L’Iran, come Israele e l’Uganda, e’ un po’ il mio pallino in tema di relazioni internazionali

[...] La tradizione democratica iraniana precede la rivoluzione islamica, con la quale e’ vero che si e’ stabilita una teocrazia (o meglio, una clero-crazia) che ha fra l’altro rotto l’antico tabu’ che voleva i mullah fuori dalla politica: ma la quale teocrazia non puo’ fare a meno del chiamare i cittadini al voto

Non e’ quindi solo la solita dittatura alla europea anni Venti, basata sul consenso implicito delle masse. Ed e’ molto piu’ aperta e dinamica della commedia egiziana

Com’e’ simile, e com’e’ diversa, la situazione iraniana con quella vietnamita: nell’una il movimento di liberazione nazionale ha dovuto vendersi ai preti, nell’altra ai comunisti. Pero’ ad Hanoi si vota poco

Insomma, a voler considerare la societa’ iraniana come tuttora sofferente del trauma del colpo di stato CIA-Shah contro il democraticissimo Mossadeq, e’ probabilmente naturalissimo aspettarsi questo stato presente di “democrazia sospesa” che chiede la protezione divina per difendere la Nazione

[...] Finanzia, rifornisce: ma [l'Iran] non ha mai appoggiato “in pubblico”. Hanno anche organizzato la farsa delle Brigate Suicide, volatilizzatesi quando c’era da inviarle davvero in Libano. Sembrano gli aiuti USA ai “movimenti democratici” di tutto il mondo: tante e soprattutto chiacchiere

[...] io invito all’approfondimento ulteriore [...] E critiche non ne risparmio mai a quel semi-idiota religioso di Ahmadinejad (curiosissimo caso di Vita Parallela con tal Dubya?)

[...] Insomma, il dipingere l’Iran a tinte fosche utilizzando un modo di parlare tipico dell’Amministrazion e USA, se non e’ propaganda, ne e’ vittima sicuramente

[...] La legittimita’ [dell'ONU] e’ stata per decenni quella del piu’ forte e dell’equilibrio delle superpotenze. Gli altri si sono adeguati, difficile che possano sgattaiolare via adesso.

Non e’ pero’ un caso che le riforme dell’ONU e del Consiglio di Sicurezza non siano piu’ abortite sul nascere: non e’ solo il Clown di Caracas ad accorgersi che non si possa andare avanti secondo antiche logiche. Se il CDS pensa di mettere quattro sanzioni contro l’Iran e poi di “vincere le menti e i cuori” o fare come se nulla fosse, allora stanno freschi

[...] se ad indicare Teheran sono le potenze nucleari degli USA (che hanno invaso dalla Guerra Messicana del 1848 in avanti chi e’ loro parso e piaciuto, e non hanno ancora finito); del Regno Unito (detentore del
record mondiale di “partecipazione a guerre” probabilmente in qualsiasi periodo degli ultimi due secoli); e della Francia (che si tiene ancora stretta gran parte dell’Africa, ha supportato il genocidio rwandese, e
non ha la Legione Straniera per giocare a boccette)… allora permettimi di dire che la “minaccia iraniana”, piu’ che la Luna, sembra un piccolo asteroide! E quel dito [...] sembra troppo sporco per fare da accusatore

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[...] e’ troppo diffuso il desiderio di cancellare le nostre marachelle.

Io lo vedo come la storia della pagliuzza e della trave. La trave e’ nei “nostri” occhi e mi occupo di quella. Sono occidentale, liberale, italiano, europeo, cristiano

Fossi stato Iraniano, probabilmente “tuonerei” (in modalita’ differente, immagino) contro i pretunzoli sciiti al potere

[...] e’ chiaro che [quella iraniana] e’ una “democrazia” diversa. Loro non hanno avuto la mattanza collettiva della Prima Guerra Mondiale, a noi nessuno ci ha silurato il Primo Ministro con i Servizi Segreti. Loro sono una minoranza religiosa, noi la sede della Caput Mundi. etc etc etc

Non ricadiamo per favore nei soliti discorsi da “trapianto della democrazia”. Il modo di fare politica dipende dalla societa’, e dalla storia locale. I diritti umani fondamentali, no. Infatti esiste una Dichiarazione di quelli, ma non di quella

[...] il problema non e’ affatto se “il mondo” e’ piu’ sicuro: il problema e’ che “l’Iran” e’ piu’ sicuro

E quindi, vista la storia alle spalle, e’ logico che perseguano una certa strada

Se vogliamo fermarli, dobbiamo rispondere alle loro esigenze primarie di sicurezza. Esigenze che [continuiamo a ribadire] noi per le nostre societa’ e nazioni

Altrimenti, perdiamo tempo e/o prepariamo una guerra che non fara’ che confermare la bonta’ strategica dell’atomica iraniana…dal punto di vista degli Iraniani

[...] Il primum movens non e’ ne’ eliminare Israele, ne’ invadere l’Arabia Saudita. Lo sanno anche i pulcini che l’atomica non e’ un’arma d’attacco, ma di difesa

[... gli europei] gigioneggiano pregando che arrivi il Deus-Ex-Machina

[...] l’Iraq e’ stato invaso perche’ NON poteva nuocere. E’ cosi’ chiaro, non farmelo spiegare troppo…


Evviva il Sogno Europeo

2006/Nov/09

E’ incoraggiare vedere che ci sono ancora politici coraggiosi abbastanza da uscire fuori dal coro, come il Ministro degli Esteri svedese Carl Bildt quando esprima la semplice, innominabile verità che l’espansione dell’Unione Europea ne e’ linfa vitale (“Spalanchiamo le Porte dell’Europa”, IHT, 7 novembre)

Ispirati da un’occasione storica di pace (o più probabilmente, senza accorgersene), i leader della UE hanno costruito per 40+ anni una Comunità di Stati forse come nessun’altra: qualcosa come una miscela fra un Club Onorifico, accessibile solo dopo duri esami sui diritti civili, sulle infrastrutture e sulla lotta contro la corruzione; e una versione pacifica dell’Impero Romano, costante faro-guida per le genti di oltre confine perche’ partecipino dei benefici della libera circolazione di merci e popolazioni

E propio come l’Impero Romano, l’Unione Europea comincera’ a morire il giorno che decidera’ di essersi espansa abbastanza e non di non poter continuare oltre

Soltanto la mancanza di politici quali il sig. Bildt potrebbe impedire all’UE come Associazione di Stati di muoversi oltre la definizione arbitraria di che cosa sia l’Europa continentale, per abbracciare tutte le nazioni asiatiche ed africane capaci di “ottenere i gradi” (a parte, forse, i gia’ giganteschi Russia, Cina, USA)

Che possa quello essere il nostro futuro: e non la lamentosa, incartapecorita UE di quelli troppo impauriti continuare il sogno europeo

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ADDENDUM

Questo testo e’ stato pubblicato in forma di lettera (in inglese) sull’International Herald Tribune del 10 Novembre 2006


I Quattro Cavalieri dell’Ateismo

2006/Nov/01

Raccolgo i miei arti superiori da terra dopo aver letto il recentissimo contributo di Maurizio Ferraris (“Non Sapendo A Chi Credere”, Domenicale Sole24Ore, 29 Ottobre): un contributo che oserei dire dis-arm-ante se mi si perdona il doppio senso e lo strano neologismo misto-inglese

Sono sicuro che altri (come Ravasi) riusciranno a rispondere alle provocazioni filosofiche del Ferraris meglio di quanto io possa mai permettermi di pensare (ma qualcuno lo dica, al Ferraris, che avventurarsi in palesi falsita’ come “la maggior parte dei conflitti coinvolg[e] ora le religioni abramiche” non e’ un buon segno riguardo la presunta fattualita’ dell’intera sua polemica)

Ne approfitto allora per tentare, partendo dal punto di vista del Credente, una classificazione dell’Ateo Contemporaneo in quattro categorie: Indifferente, Devoto, Remoto ed Economico

(1) L’Ateo Indifferente e’ quella persona a cui, appunto, della Divinita’ e della Religione non importa niente: cui cui il Credente potra’ avere un dialogo, ma magari sullo sport, il cinema o la televisione

(2) L’Ateo Devoto e’ colui che vede nella religione una serie di precetti morali da usare per manipolare questa o quella riforma sociale: e per questo assomiglia piu’ all’Anticristo che a un interlocutore serio per chi ha fede. Come dice il Ferraris, la religione e’ qualcosa di piu’

(3) L’Ateo Remoto e’ il tipo alla Ferraris: il quale pur non avendo fede, ritiene di poterne parlare alla stregua della storiellina per bambini e/o idioti. Accomuna cosi’ Gesu’ Cristo a Babbo Natale; esce fuori con perle del tipo “Chi crede in una cosa infinita crede in qualsiasi cosa”; riduce l’appartenenza a una tradizione religiosa a una forma di contabilita’, con una serie di dogmi da seguire alla lettera per non essere “eretici” (una ingenuita’ che suonera’ vetusta per i Cattolici, e completamente estranea per Ebrei, Musulmani, Induisti, etc etc). C’e’ da aspettarsi che il Ferraris, messo di fronte a un Credente, non possa bonta’ sua trattenersi dalle risa: e meno male che dovrebbe rappresentare il meglio della razionalita’ (Ferraris non e’ solo: si veda Richard Dawkins in “L’Illusione di Dio” e Daniel C Dennett in “Rompere l’Incantesimo: La Religione come Fenomeno Naturale“)

(4) L’Ateo Economico infine, e’ quello che ha capito che un serio Ateismo non-indifferente e che quindi desideri almeno capire il perche’ esistano i Credenti, deve imparare dalla recente rivoluzione in campo economico: nella quale, come dice Matteo Mortellini sul Domenicale Sole24Ore del 15 Ottobre (“Charlie Brown decide cosi’”), il fantomatico Homo Economicus iper-razionalista delle vecchie teorie e’ stato finalmente sostituito da una persona che segue “una logica diversa da quella matematica, ma non meno sistematica

Ed e’ solo con quest’ultimo che ha senso, per il Credente, discutere di religione. L’Ateo Economico infatti non avra’ per ipotesi che la Fede sia sinonimo di irrazionalita’, e sara’ davvero aperto allo scambio di idee

Il discettare degli altri in tema di religione, vale quanto una toilette per sole donne sul Monte Athos