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	<title>Commenti a: PIL e GPI: una critica</title>
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	<description>Navigatore della Conoscenza</description>
	<pubDate>Sat, 30 Aug 2008 15:17:51 +0000</pubDate>
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		<title>Di: Massimo Gilioli</title>
		<link>http://mauriziomorabito.wordpress.com/2006/07/19/pil-e-gpi-una-critica/#comment-15574</link>
		<dc:creator>Massimo Gilioli</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 Feb 2008 16:14:28 +0000</pubDate>
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		<description>Buonasera Dott. Morabito,
ho letto con interesse le sue osservazioni. Vorrei fare una premessa: le discussioni sul problema decrescita e affini sono molto delicate e spesso ulteriormente complicate dal contributo di opposte tifoserie acritiche. Senza voler interpretare il pensiero di altri (ho letto tra le altre cose anche Bonaiuti) mi permetto esprimere due+uno pareri da Ingegnere:
a) ogni processo di trasformazione della materia produce un aumento di entropia (anche in un economia a crescita zero). Se poi i processi di trasformazione si moltiplicano (per effetto della crescita economica) conseguentemente si produrrà un ulteriore aumento di entropia. Questa non è una legge economica bensì una legge fisica. I sistemi economici capaci di durare a lungo sono stati e saranno quelli che rispetteranno prima di tutto i VINCOLI imposti dalle leggi della natura (la fisica studia questo)
b) ho dato un'occhiata ai grafici di Redefining Progress (ho cercato il sito). Mi spiace deluderla ma io leggo che il GDP cresce a manetta, mentre il GPI è sostanzialmente fermo da trent'anni (circa come sostengono Bonaiuti &#38; C, quindi a derivata nulla è anche ipotizzabile un massimo della funzione – analisi matematica) Comunque in ogni caso non c'entra assolutamente nulla, al contrario di quanto sostiene Lei, con quanto puntualizzato nel punto precedente.
c) l'osservazione della natura dovrebbe averci insegnato che tutti i sistemi (fisici, biologici, sociali, etc) hanno loro dimensioni caratteristiche al di sotto delle quali il sistema non funziona o non ha ancora raggiunto la sua piena maturità (es: sottopeso/bambino), intorno alle quali il sistema funziona al meglio delle sue possibilità o comunque raggiunge la sua maturità (es: normopeso/adulto – la crescita del PIL fino a questo punto ha la sua ragione di esistere), superate le quali si determinano condizioni di minore efficienza e maggior affanno (es: sovrappeso), fino a dimensioni che possono divenire critiche e a volte irrecuperabili (es: obesità di 1°, 2°, 3° livello). Se da un lato è difficile stabilire quali siano le dimensioni critiche di un sistema economico, ciò non impedisce di affermare con sicurezza che tali limiti esistano. Detto questo, discriminare se ora ci troviamo ancora in condizioni normopeso o leggero sovrappeso potrebbe dipendere da punti di vista soggettivi (io potrei piacermi anche con qualche chilo in più) ma bisogna essere coscienti che prima o poi la continua crescita con segno positivo porterà all’obesità. Alcune civiltà sono morte così. Meglio accorgersene prima che dopo.
Spero che tali riflessioni, anche se non condivise da Lei, Le siano utili per conoscere altri punti di vista, al di là degli slogan di una tifoseria o dell’altra.

Cordiali saluti
Massimo</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Buonasera Dott. Morabito,<br />
ho letto con interesse le sue osservazioni. Vorrei fare una premessa: le discussioni sul problema decrescita e affini sono molto delicate e spesso ulteriormente complicate dal contributo di opposte tifoserie acritiche. Senza voler interpretare il pensiero di altri (ho letto tra le altre cose anche Bonaiuti) mi permetto esprimere due+uno pareri da Ingegnere:<br />
a) ogni processo di trasformazione della materia produce un aumento di entropia (anche in un economia a crescita zero). Se poi i processi di trasformazione si moltiplicano (per effetto della crescita economica) conseguentemente si produrrà un ulteriore aumento di entropia. Questa non è una legge economica bensì una legge fisica. I sistemi economici capaci di durare a lungo sono stati e saranno quelli che rispetteranno prima di tutto i VINCOLI imposti dalle leggi della natura (la fisica studia questo)<br />
b) ho dato un&#8217;occhiata ai grafici di Redefining Progress (ho cercato il sito). Mi spiace deluderla ma io leggo che il GDP cresce a manetta, mentre il GPI è sostanzialmente fermo da trent&#8217;anni (circa come sostengono Bonaiuti &amp; C, quindi a derivata nulla è anche ipotizzabile un massimo della funzione – analisi matematica) Comunque in ogni caso non c&#8217;entra assolutamente nulla, al contrario di quanto sostiene Lei, con quanto puntualizzato nel punto precedente.<br />
c) l&#8217;osservazione della natura dovrebbe averci insegnato che tutti i sistemi (fisici, biologici, sociali, etc) hanno loro dimensioni caratteristiche al di sotto delle quali il sistema non funziona o non ha ancora raggiunto la sua piena maturità (es: sottopeso/bambino), intorno alle quali il sistema funziona al meglio delle sue possibilità o comunque raggiunge la sua maturità (es: normopeso/adulto – la crescita del PIL fino a questo punto ha la sua ragione di esistere), superate le quali si determinano condizioni di minore efficienza e maggior affanno (es: sovrappeso), fino a dimensioni che possono divenire critiche e a volte irrecuperabili (es: obesità di 1°, 2°, 3° livello). Se da un lato è difficile stabilire quali siano le dimensioni critiche di un sistema economico, ciò non impedisce di affermare con sicurezza che tali limiti esistano. Detto questo, discriminare se ora ci troviamo ancora in condizioni normopeso o leggero sovrappeso potrebbe dipendere da punti di vista soggettivi (io potrei piacermi anche con qualche chilo in più) ma bisogna essere coscienti che prima o poi la continua crescita con segno positivo porterà all’obesità. Alcune civiltà sono morte così. Meglio accorgersene prima che dopo.<br />
Spero che tali riflessioni, anche se non condivise da Lei, Le siano utili per conoscere altri punti di vista, al di là degli slogan di una tifoseria o dell’altra.</p>
<p>Cordiali saluti<br />
Massimo</p>
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