Come Condurre una Campagna Politica di Successo

2006/Lug/31

Note da una presentazione del parlamentare britannico Lembit Oepik, tenuta alla British Inteplanetary Society di Londra il 29 Giugno 2006 

Suggerimenti su Come Condurre una Campagna Politica di Successo

Le idee di fondo sono tre: (a) essere preparati; (b) imparare a comunicare, e soprattutto (c) non agire come Profeti disdegnando chiunque non abbia ancora “visto la Luce” 

  • Diventa un esperto del settore
  • Descrivi un pericolo o un problema che il pubblico puo’ capire
  • Rimani sempre sorridente e ottimista
  • Non perdere tempo con altre lotte e cause
  • Mantieni a fuoco l’obiettivo: essere pronti quando il pericolo si materializzera’
  • Chiarifica dall’inizio le tue ipotesi di lavoro, le barriere fra te e il successo, e di che tipo di organizzazione hai bisogno
  • Politicamente, lo scopo principale e’ convincere il Governo ad organizzare una Task Force che si occupi del problema, in modo che il Governo stesso lo prenda a cuore e sia fortemente incentivato a risolverlo
  • Chiarisci fatti e responsabilita’. Punta sempre a responsabilizzare “chi comanda”, cioe’ il Governo
  • Prepara in anticipo il dibattito parlamentare
  • Chiediti: perche’ dovrebbe interessarsi a questo problema, il Governo?
  • Scrivi ai tuoi Parlamentari, chiedendo che venga fatto qualcosa
  • Visto che le tue lettere saranno lette da membri dei loro rispettivi staff, scrivile in modo da aiutare i lettori a trovare le informazioni necessarie
  • Per i Media, prepara una manciata di immagini significative, e non cambiarle mai. In questo modo non dovrai ogni volta descrivere di nuovo il problema o pericolo: bastera’ l’immagine
  • Preparati a lunghe attese per “il prossimo passo” quando la Campagna si arenera’ periodicamente 

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Lembit Oepik e’ il parlamentare Liberal-Democratico per il Montgomeryshire in Galles dal 1997 

La sua presentazione alla British Interplanetary Society a Londra il 29 giugno era intitolata molto allegramente “Moriremo Tutti” (“We are all going to die”) 

La prima diapositiva conteneva un profilo del parlamentare: figlio di una coppia Estone rifugiatasi dalle persecuzioni di Stalin in Irlanda del Nord (non il miglior posto dove rifugiarsi, negli anni ‘60), laureato, con una lunga passione per l’Astronomia e un po’ scavezzacollo 

Il suo nonno era Ernst Julius Oepik, che lavoro’ negli anni ‘50 e ‘60 a un argomento allora poco in voga, i NEO (”Near Earth Objects”, cioe’ asteroidi e comete che passano vicino al nostro pianeta) 

Eletto in Parlamento, Lembit Oepik penso di convincere il Governo a occuparsi dei NEO, vista la loro drammatica pericolosita’ 

Comincio’ chiedendosi cosa mai renderebbe il problema interessante per un Governo, al punto da far loro prendere seriamente il pericolo che un asteroide collida con il nostro pianeta 

Se guardiamo la cosa cinicamente, un Governo trascurerebbe qualunque evento a “estinzione totale”: se tutta o quasi l’umanita’ perirebbe, non ci sarebbero piu’ neanche elezioni da perdere… 

La faccenda e’ diversa per impatti relativamente piu’ piccoli: un asteroide di 300 metri potrebbe causare effetti catastrofici sull’economia e la societa’, senza uccidere miliardi di persone. Il Governo si troverebbe anzi a dover rimettere in piedi la nazione in condizioni disperate 

Come stabilire allora una Campagna per difenderci dai NEO? Oepik e il suo team partirono da alcune semplici ipotesi di lavoro (all’inizio del 1999) 

1. Un futuro impatto e’ una certezza

2. Puo’ distruggere la civilta’ umana senza annichilire la nostra specie

3. Ci occupiamo gia’ di rischi molto inferiori, incidenti e disastri con conseguenze molto minori

4. Il pericolo dei NEO non e’ considerato seriamente

5. Non c’e’ segno di alcuna azione da parte del Governo 

(A proposito, tre fatti interessanti:

(i) Se l’asteroide o cometa di Tunguska in Siberia nel 1908 avesse ritardato di poche ore, avrebbe colpito l’abbazia di Westminster in piena Londra (la latitudine e’ simile), e la capitale inglese sarebbe andata quasi completamente distrutta

(ii) Un asteroide di 15 km ucciderebbe il 90% dell’umanita’. Rimarrebbe comunque un rispettabilissimo numero (600 milioni) di persone

(iii) Qualunque soluzione troveremo riguardo i NEO, il pericolo non sara’ mai zero. Un asteroide che provenga dall’altro lato del sistema solare, e che venisse verso di noi perso nel bagliore solare, sarebbe invisibile quasi fino al momento dell’impatto) 

Oepik si occupo’ anche delle barriere che aveva davanti: 

1. Un Governo democratico segue la “moda” prevalente

2. Per forza di cosa, pensera’ prima di tutto alle elezioni, alle paure dei votanti, e a difendersi da qualunque possa fargli “del male”

3. Su scale di vita umane, impatti disastrosi sono rari. Ma se vivessimo 100 mila anni, avremmo gia’ esperito due impatti terribili

4. Un evento come quello di Tunguska capita ogni cento anni piu’ o meno

5. Lo spazio non e’ cosi’di moda adesso come nel 1969 

La Campagna fu quindi organizzata su queste basi: 

a) Obiettivo

b) Proposta di Base

c) Calendario

d) Team

e) Strategia Politica

f) Strategia Mediatica 

Obiettivo: Creare una Task Force sui NEO per investigare il pericolo e pubblicare un rapporto governativo con precise raccomandazioni su cosa fare 

Proposta di Base: Presentare l’impegno di seguire gli spostamenti dei NEO come una polizza assicurativa (calcolata infine a circa 10€ per persona). I calcoli furono basati su rischi assicurativi (attuariali): esperti furono chiamati a stimare i costi a breve e lungo periodo  sia per gli Stati che per le compagnie assicurative. Questi divennero quindi facili da comparare con la devastazione da impatto, e con altri rischi 

Calendario: Il ministero competente fu contattato nel Marzo 99; il dibattito parlamentare tenuto un mese dopo, e la Task Force implementata nel Dicembre 99; il Rapporto fu pubblicato un anno dopo e le prime azioni basate su quello cominciarono nel 2001 

(In realta’, trovare il Ministero giusto per parlare di asteroidi e’ stata una sfida a se’. Oepik ha avuto un po’ di fortuna nel fatto che il ministro per l’Industria Lord Sainsbury, al dicastero da moltissimo tempo, e’ personalmente interessato all’argomento)  

Strategia Politica: Fare in modo che la minaccia dei NEO diventi di pubblico interesse e faccia parte del dibattito pubblico. Stabilire fatti e responsabilita’, e quindi coinvolgere il Governo 

E’ stato anche importante preparare il dibattito parlamentare in anticipo, in modo che il rappresentante del Governo quel giorno sapesse in anticipo i contenuti e i retroscena della richiesta di Oepik, e potesse dichiarare subito l’interesse da parte del Ministero dell’Industria 

Strategia Mediatica: Sollecitare interesse nella stampa. In questo caso e’ etico cercare di spaventare i lettori, visto che il fatto che un asteroide cadra’ sul pianeta e’ una certezza. Pubblicizzare i NEO che passano molto vicini al pianeta, assieme a quali effetti avrebbero avuto se ci avessero colpiti 

Bisogna bilanciare il disinteresse dei politici con il sensazionalismo dei media, a volte anche ironici e sarcastici in maniera distruttiva 

(Oepik stesso ha avuto articoli su di lui come Salvatore, ma anche come Distruttore del Mondo, quando l’asteroide che porta il nome di suo nonno fu considerato per errore in rotta di collisione con il nostro pianeta) 

E’ utile avere a disposizione una manciata di illustrazioni chiare e facili da ricordare. Una volta pubblicate sui giornali, queste permetteranno in futuro di “richiamare” il problema-NEO nelle menti dei lettori senza
dover spiegare di nuovo tutto da capo
 

(In un altro caso di fortuna sfacciata, Oepik fu beneficiato da un “miracolo”: nel mezzo dei suoi sforzi, due film di Hollywood si occuparono di asteroidi, “Deep Impact” e “Armageddon”, quest’ultimo addirittura con Bruce Willis: la stampa non ebbe piu’ remore a mostrare interesse nei NEO) 

Situazione attuale: La Task Force ha compiuto il suo lavoro senza problemi. Formata da scienziati famosi, la sua composizione ha dimostrato la solidita’ della Campagna, visto che Oepik non ha avuto bisogno di farne parte 

Dopo un anno, la Task Force ha pubblicato 14 raccomandazioni. Solo una di loro e’ stata implementata: il Governo pubblicizza come notizie tutte le volte che un asteroide passa vicino alla Terra, e i mass-media se ne occupano regolarmente. 

Oepik aspetta adesso l’occasione per un nuovo “balzo in avanti”, che trasformi in realta’ le rimanenti 13 raccomandazioni della Task Force 

Oepik chiede anche a tutti coloro che sono interessati, di scrivere ai propri parlamentari chiedendo che il Governo si muova ulteriormente nella giusta direzione 

La serata si e’ concluda con una sessione di domande e risposte. Oepik ha ribadito la sua convinzione che e’ giustificato nel cercare di instillare paura negli interlocutori, perche’ le probabilita’ di morire a causa di un asteroide sono superiori a quelle di vincere la lotteria britannica. Non ha pero’ chiarito come pensa di differenziarsi da tutte le altre campagne basate anche esse sulla paura 

Infine, Oepik ha suggerito di non impantanarsi cercando di seguire piu’ di una campagna politica alla volta, altrimenti si perde solo tempo 


Matematica Genetica

2006/Lug/27

Date: Wed, 26 Jul 2006 16:42:23 -0700 (PDT)
From: “Maurizio Morabito”
Subject: Questioni di Matematica genetica - riguardo il Fermo Posta “Sardi ed Etruschi” (Guido Barbujani, Domenicale Sole24Ore, 25 Giugno 2006)
To: guido barbujani, fermoposta@ilsole24ore.com
   
Caro Barbujani

Probabilmente non ho capito niente, o i tagli editoriali hanno fatto una nuova vittima, ma trovo difficile da seguire quanto scrive nel Fermo Posta “Sardi ed Etruschi” (Domenicale Sole24Ore, 25 Giugno 2006)

In particolare quando estrapola dal “ciascuno di noi ha meta’ del DNA della mamma e meta’ di quello del papa’” per mostrare che ciascun nostro antenato di 500 anni fa “ci ha trasmesso, in media, un milionesimo del suo…Dna

I problemi sono due: le presunte differenze fra il Dna dei genitori; e l’effetto degli antenati in comune

(1) Se fosse vero che semplicemente prendiamo meta’ Dna da un genitore, e meta’ dall’altro, allora per assurdo, risalendo di 1,000 anni _nessuno_ dei nostri antenati ci avrebbe trasmesso _neanche_ una base (stimando a 3 miliardi le basi nel Dna umano, e a menod di un bilionesimo la frazione di Dna trasmessaci da ciascun antenato dopo 40 generazioni)

Figuriamoci cosa mai possiamo aver ereditato dai nostri antenati, umani come noi, di dieci o ventimila anni fa. Da ciascuno dei toscani di 2,500 anni fa, i discendenti avrebbero ricevuto meno di 1 parte su dieci alla trentesima potenza. Forse, neanche un atomo?

In realta’ papa’ e mamma hanno sempre vasti tratti di Dna in comune, e cosi’ ciascun nostro antenato Homo sapiens, anche di 40mila anni fa, condivide con noi un’enorme percentuale di materiale genetico (speriamo piu’ che il 98.4% che si dice condividiamo con i bonobo…)

E questa condivisione non e’ anche “trasmissione”? Altrimenti, per esempio, come possiamo mai distinguere fra due geni identici in due persone diverse?

(2) L’altro problema e’ che tornando indietro nel tempo il numero di antenati deve per forza diminuire, e non aumentare esponenzialmente.

Anche se i nostri rispettivi 8 bisnonni e 16 trisnonni fanno probabilmente parte di gruppi distinti, risalendo di qualche centinaio di anni saremmo quasi certi di trovare antenati in comune fra me, Lei, e Cristoforo Colombo.

E le specificita’ genetiche di questi antenati in comune saranno state trasmesse a noi tre, per forza di cose, in maniera molto piu’ marcata che una frazione con una potenza di due al denominatore

saluti
 


Telefoni cellulari, armi di difesa personale

2006/Lug/26

I dispositivi personali di registrazione (e con quello intendo particolarmente i telefoni cellulari), si transformeranno presto in strumenti per la riaffermazione dei nostri diritti individuali

Già ora, uno può registrare suoni e perfino immagini senza essere notato da nessuno.

Le immagini vengono riprese senza molti problemi nei posti piu’ improbabili e qualunque cosa accada nel mondo (collegato alla Rete), prima o poi finisce in audio/video su Internet (giornali e TV cominciano a fare grande uso di contenuti forniti dagli utenti).

Tutto quello di cui abbiamo bisogno affinchè il mobile si transformi in uno scudo elettronico è una minicamera senza fili e memoria sul telefonino

La nostra intera vita sarà allora registrabile *

E che cosa potremo registrare, per difenderci? Per esempio: una volta subita una richiesta di corruzione, potremo avviarci alla stazione di polizia piu’ vicina e depositare la prova del crimine.

O minacciati dalla mafia, potremo restituire la minaccia.

O davanti a politici che cercano di espandere il loro impero corrotto e colluso, la “vittima” avrà l’opzione di diventare ricca inviando i video giusti a giornali affamati di scandali

Gli anziani potranno mostrare a tutti chi li ha attaccati in casa, e quali badanti e infermieri li trattano in maniera inumana

I bambini che ora subiscono il “nonnismo” a scuola non dovranno nascondere piu’ niente e la vita diventera’ dura per sadici insegnanti e baby-sitters.

Presto potremo letteralmente guardare l’ultima cosa vista dalla vittima di un omicidio

Anche i torturatori saranno in difficolta’, se non elimineranno ogni memoria elettronica: ed ancora potra’ non essere abbastanza: si può immaginare che i files saranno trasferiti continuamente altrove (già accade con alcuni fornitori di telefonia mobile), di modo che anche se i Cattivi strapperanno via la macchina fotografica, quanto scattato fino ad allora sara’ conservato per la posterita’

C’e’ da aspettarsi un turbinio di rivelazioni-shock. Ehi, persino Robocop risolse le sue difficoltà mostrando che cosa aveva registrato. E non e’ l’Italia la Patria degli scandali basati sulle registrazioni?

C’e’ da aspettarsi anche che articoli “interessanti” compaiano su giornali seri e scandalistici, principalmente durante il periodo iniziale, con la gente non abbastanza astuta per capire le conseguenze di essere filmati durante il 99% delle loro vite.

Le cose saranno definitivamente migliori su parecchi fronti (ed anche se siete il paradigma dell’onestà, fate attenzione a non pulirvi il naso con le dita per strada: la vostra fama potrebbe precedervi al prossimo colloquio di lavoro)

Ma certamente non sara’ un Paradiso: i criminali semplicemente dovranno trovare un modo differente di agire.

Alcuni scandali saranno rivelati come imbrogli elaborati basati su immagini ritoccate e senza dubbio vedremo discussioni a proposito di prove audio/video intrattenerci come la genetica durante il processo a OJ Simpson

Eppure, ci sara’ un progresso.

L’ipocrisia avrà bisogno di piu’ sforzo per essere mantenuta.

Dopo tutto, l’unica libertà che perdiamo con le nostre vite registrate, e’ la libertà di non dovere affrontare le nostre coscenze

(* Quanta memoria? 24hx3600s/hx24pics/s=2 milioni di immagini al giorno. Con risoluzione pixel 320×240=76,800 x 3 byte colore= 230kB/immagine. Così un giorno è 230kB/pic * 2 milioni pics = 440 megabyte. Con un buon tasso di compressione, 200 megabyte. Desideriamo registrare mentre addormentati? Se no, 180 megabyte possono bastare. Quanto tempo prima che molto sarà disponibile sui telefoni mobili? Lo e’ gia’. La memoria media ora è attorno a 400 megabyte)


Aperta la Campagna Reclutamento Terroristi “Classe 2016″

2006/Lug/21

C’e’ grande abbondanza di analisi delle varie crisi attuali riguardo Israele, nella striscia di Gaza e in Libano.

Certamente molte di loro sono più significative di qualunque cosa io possa scrivere

Cio’ detto, il mio non umile parere (anche, da studente di Politica Internazionale) e’ che ci sono giochi di guerra multipli, a piu’ livelli con piu’ strategie su parecchi fronti, compresi i mass-media internazionali e l’opinione pubblica, a livello regionale e globale.

Ciò è raramente o mai menzionato in TV ed sulla stampa. Trovo la vasta maggioranza delle interviste fuorvianti nel migliore dei casi.

Ed ogni osservazione che incolpa la crisi tutta da un lato o dall’altro e’ poco ragionata, informata male o anche disonesta

Allora elenchero’ semplicemente alcune idee e problemi riguardo cui sono principalmente interessato e preoccupato:

• E’ certo che nessuno si preoccupa per le vite dei civili, particolarmente se libanesi 

• Abbiamo ulteriore conferma che le vite umane hanno valori differenti: un fatto su cui tutti sembrano d’accordo. Durante la Intifada 2000-2005, i morti Israeliani erano in proporzione di uno ogni 3.4 Palestinesi. Al giorno d’oggi i morti israeliani sono uno ogni 10 libanesi. La disparita’ e’ sostenuta dal fatto che la liberta’ di un soldato israeliano e’ stata negoziata in passato per la libertà di circa 133 prigionieri palestinesi

• Siamo a poche vite di distanza dalla “Guerra Perfetta del XXI secolo“, che sara’ senza nessuna vittima fra i militari (completando cosi’ una tendenza iniziata centinaia di anni fa, quando invece la maggior parte dei morti e feriti erano fra il personale militare)

Infatti, l’infrastruttura militare classica e’ stata appena toccata

• La frase “risposta sproporzionata” e’ falsamente ingenua in bocca a politici ed esperti. La risposta di ogni “attore” e’ perfettamente razionale e proporzionata, dal proprio punto di vista.

La chiave alla loro “razionalità” e’ la mancanza di preoccupazione alcuna per le vittime civili particolarmente se libanesi

• Israele stava preparando questo da anni. Nessun intervento militare importante, particolarmente quando è combattuto sul secondo fronte, può essere organizzato durante la notte. Si può azzardare che l’organizzazione e’ iniziata almeno un anno fa, come fronte alternativo di combattimento da tenere “in calso” dopo l’uscita da Gaza

• Anche Hizbullah stava preparando questo da anni. Anziché i soliti missili manca-obiettivo (il genere sprecato al giorno d’oggi da Hamas), Hizbullah ha messo insieme un impressionante numero di razzi differenti, con una rete sotterranea del trasporto, stoccaggio e distribuzione che non dipende dall’esistenza di strade e ponti.

Tutte “meraviglie” molto aiutate naturalmente dai tanti petrodollari in arrivo dall’Iran

• Prima della crisi corrente, Hamas era in una posizione debole: un disastro come Governo, un disastro economicamente, un disastro politicamente con il referendum del 26 Luglio che rischiava di deleggittimarne l’esistenza stessa, se i Palestinesi avessero riconosciuto il diritto di Israele a esistere.

Adesso, il referendum è posposto indefinitamente

• Anche Israele era in una posizione debole: apertamente incapace di difendere (e ritrovare) i suoi propri soldati, impotente a guardare Hizbullah prepararsi forse per un’invasione e in pericolo di essere scavalcata dal referendum Palestinese del 26 luglio.

Il nuovo Primo Ministro, mancante delle credenziali militari, puo’ solo mostrarsi spietato e militarista, dando la mano libera ai Generali. La promessa difficile uscire di alcuni stabilimenti della Riva a Ovest era abbastanza rischiosa da mantenere, e ora e’ molto piu’ facile poichè può essere accantonata a lungo.

La debolezza della posizione dell’Israele è confermata ogni volta che un israeliano dice le abusate parole “Israele non puo’ fare altrimenti”. E questa sarebbe una maggiore Potenza regionale? Perchè e quando si sono fatti mettere in un angolo?

• Neanche Hizbullah era in una posizione forte: non ancora pronti per una guerra in grande scala, con la minaccia della Risoluzione ONU 1680 che ne chiede il disarmo, sempre sull’orlo di essere annullati da una crisi politica a Teheran o Damasco, o persino in un compromesso nucleare fra l’Iran ed il resto del mondo

Nessun comandante militare o politico coinvolto in questa crisi ha interesse a concludere il conflitto a breve termine. O persino medio

• I mercati azionari locali la pensano allo stesso modo, visto che le borse in Israele e Libano non stanno soffrendo come ci si aspetterebbe in un momento della guerra

• Tristemente, questa non e’ un’intifada, combattuta per piazzarsi nella posizione migliore in vista di una pace permanente. E’ una guerra di annientamento politico

• In primo luogo e’ stato annichilito il Libano come Stato. Non c’e’ alcuno sforzo per difendere i propri cittadini, per esempio. E Hizbullah, in teoria parte del governo di Beirut, ha lanciato una campagna militare senza avvisare nessuno.

In passato, avremmo potuto parlare del Libano come di un Protettorato di Hizbullah, ma poichè non hanno intenzione di proteggere alcunche’, il paragone piu’ vicino puo’ essere la Germania della guerra dei Trenta Anni: un “campo da gioco” per le guerre altrui

• Trattative di pace non hanno senso. Non c’e’ niente da negoziare fra Hamas e Hizbullah,  e Israele. Uno puo’ immaginarseli solo a negoziare riguardo gli altri intraprendere un viaggio di sola andata verso le lune di Saturno

• Chiunque non e’ direttamente toccato da questa guerra ha poco da preoccuparsi. Lo testimonia la reazione pigra americani: Condi Rice andra’ li’ “presto”, cioe’ la settimana prossima

• Il fatto che l’Iran supporta Hizbullah significa che non uno degli Stati vicini al Libano desidererà intervenire nel conflitto. Tutti avrebbero pochissimo da guadagnare intervenendo e molto da perdere

• Molto più facile ed efficiente per il mondo intero e’ lasciare che i combattenti si instupidiscano a vicenda e manovrare per ottenere il massimo qualunque sia il risultato

• E’ difficile immaginare la conclusione di queste crisi senza pensare che Israele otterra’ un vantaggio ancora una volta, come in ogni guerra dal 1946 ad oggi a parte il 1956 e 1973 (forse!)

• D’altra parte, come l’invasione del 1982 ha contribuito a generare Hizbullah, la guerra 2006 significherà che un’altra campagna di reclutamento di terroristi e’ “sostenuta” da Israele

I terroristi del 2016 cioe’

In un universo parallelo piu’ felice, Israele sta mostrando la forza della democrazia preoccupandosi realmente almeno un po’ dei civili libanesi (non solo a parole; ma allora, nel nostro universo il Regno Unito e gli USA. hanno insegnato la lezione, con la loro negligenza per le vite irachene).

Hizbullah sta mostrando la resistenza delle sue credenziali islamiche permettendosi di avere pieta’ per tutti i civili, piuttosto che per nessuno. Hamas e Hizbullah hanno imparato che non ha senso protestare se il leone vicino di casa comincia ad aggredire i vostri bambini, dopo che lo avete stuzzicato, colpito e svegliato.

Ed almeno un Leader non-violento sta aiutando tutti gli abitanti della Palestina Storica ad imparare a vivere insieme.

In una realtà alternativa differente, sempre più felice della nostra, la Comunità Internazionale sta lavorando per fermare l’interminabile guerra asciugandone le relative fonti finanziarie.

Nessuno può sparare se non hanno i soldi per comprare le pallottole. Ed abbastanza gente la’ sta pensando, quanto e’ idiota passare il proprio odio ai propri bambini innocenti.

Ma questo è quello che abbiamo. Come Steve Hackett ha scritto e Phil Collins ha cantato per i Genesis 30 anni fa:

Lasciamo perdere le notizie, amico mio (faccio del the’)

Arabi ed Ebrei amico mio (e’ troppo per me)

Mi confondono sempre amico mio (mi fanno dormire)

E quello che davvero odio, Signore Mio!

E’ restare sveglio a tarda notte, per guardare un dibattito, sul destino di una nazione


PIL e GPI: una critica

2006/Lug/19

Guido Ferretti ha pubblicato sul sito di Rientrodolce una Sintesi della relazione di Mauro Bonaiuti al convegno di Rivoli (To) “Lo sviluppo e la decrescita” del 26 e 27 Maggio 2006

Mario Bonaiuti ha iniziato il suo intervento presentando un grafico in cui vengono giustapposti gli indici del PIL (Gross National Product) e GPI (Genuine Progress Indicator) in funzione del tempo. In esso si vede che, mentre il PIL cresce, il GPI raggiunge un massimo in corrispondenza di un certo valore di PIL, per poi decrescere anche se il PIL continua ad aumentare. L’intera presentazione consisterà nella discussione di questo grafico. [...]

Essendo quasi alla fine dei miei studi sullo Sviluppo al Birkbeck College di Londra, e ovviamente dubbioso dell’uso un po’ spregiudicato di un “nuovo” indicatore come il GPI, mi permetto di pubblicare qualche critica anche alle argomentazioni del Bonaiuti

1. ANDAMENTO: Non avendo visto il grafico del Bonaiuti,  sono andato al sito di Redefining Progress e ne ho trovato uno per gli Stati Uniti

GPI USA 1950-2002

Non ci sono tabulati di numeri, ma a colpo d’occhio si vede che il GPI cresce fra il 1950 e il 2002: non come il GDP, ma il trend generale in aumento e’ chiaro. Perche’ quindi ipotizzare un “ottimo PIL” oltre il quale il GPI decresce?

E’ da notare che l’analisi susseguente sulle economie in crescita come produttrici di entropia si basa soprattutto
su quel punto, ancora tutto da dimostrare

2. DEFINIZIONE: il GPI appare fortemente politicizzato. La negativita’ reale della Income Distribution e’ tutta da discutere. Si parla di Resource Depletion ma non si considerano effetti positivi come la riduzione degli aerosol. Nel Long-Term Environmental Damage si calcolano costi per il Riscaldamento Globale, valori di stima con margini giganteschi di errore. etc etc

3. CONSENSO: L’idea dietro il GPI non e’ certo malvagia, anzi. Chissa’ pero’ se c’e’ ancora in atto un qualche tentativo perche’ sia adottato internazionalmente. I riferimenti al GPI su Wikipedia diradano con il tempo

Altrimenti il GPI rimane un “indicatore” per gli “attivisti”, i “credenti” (”true believers“). E come il resto dell’intervento del Bonaiuti, il rischio reale e’ che lasci il tempo che trova


In ricordo di Charles Morabito, internato 25084 al campo nazista di Berga

2006/Lug/18

Tutto e’ cominciato da una fotografia NARA pubblicata anni fa sull’International Herald Tribune: nel campo di internamento nazista di Berga, sulla sinistra, una croce con il nome “Morabito Charles”:

La tomba e’ stata trasferita altrove da tempo.

Dopo una breve ricerca, sono riuscito a stabilire che Charles e’ stato davvero sfortunato, Prigioniero di Guerra quando questa stava per finire, e internato in uno dei campi in cui sono morti (in percentuale) piu’ prigionieri.

La pagine della PBS riguardo il documentario “BERGA: Soldati di un altra Guerra” indicano Charles come prigioniero 25084, di grado PFC.

A quanto ne so finora, era della 106ma Divisione di Fanteria dell’esercito USA, ma non ho prove tangibili. Continuero’ a cercare


La Calabria a “Viva Voce”, Radio24

2006/Lug/05

La nuova serie di Viva Voce, trasmissione quotidiana in onda nei giorni feriali dalle 9h alle 10h su Radio24 (Conduttori: Giancarlo Santalmassi, Giuseppe Cruciani, Giancarlo Loquenzi), ha visto finora alcune puntate dedicate alla Calabria, e non solo nella immediata scia di fatti di cronaca mafiosa

Ne raccolgo qui un elenco per futuro riferimento, e quindi comprendente i testi esplicativi pubblicati sul sito di Radio24

Calabria: passato, presente e futuro
24 Ottobre 2005
Francesco Fortugno, vicepresidente del Consiglio regionale calabrese ed esponente di primo piano della Margherita calabrese, è stato assassinato domenica 16 ottobre mentre si trovava davanti al seggio elettorale della sua città, Locri, per votare alle elezioni Primarie dell’Unione. Si tratta del più grave attentato mafioso perpetrato in Italia da molti anni a questa parte. Dalle stragi del 1992 le mafie non colpivano infatti importanti esponenti delle istituzioni. Un ritorno al passato? Ne parliamo con Enzo Ciconte, scrittore, docente, presso l’Università Roma Tre, del Corso sulla Storia della Criminalità organizzata ed esperto di mafia calabrese e Vincenzo Macrì, sostituto procuratore addetto alla Direzione Nazionale Antimafia.

Primo piano Calabria
31 Ottobre 2005

Il presidente degli industriali calabresi, dopo l’appello al presidente della Repubblica del giugno scorso, ha di nuovo preso carta e penna a seguito dell’omicidio Fortugno per denunciare la situazione disastrosa in cui regna la Calabria. E lo ha fatto tramite le pagine del quotidiano Il Sole24Ore. Le dichiarazioni seguite all’originario appello di Callipo e all’omicidio Fortugno si sono inscritte, autorevolmente, in quella “commedia degli inganni e delle parole a vuoto” che da oltre mezzo secolo, secondo gli “attori calabri”, ha creato polveroni, stravolgendo e mistificando l’impegno serio, che pure c’è, delle istituzioni civili e religiose, dei partiti politici , dei sindacati, degli amministratori, dei giornali e dei calabresi contro la “ndrangheta”, per cui alla fine non si capisce chi è ne è realmente contro e chi, invece, la favorisce. Il risultato di questa operazione è stata la crescita dell’invadenza mafiosa che invece di regredire, ha finito per condizionare in maniera determinante l’economia e il libero mercato, la politica, le istituzioni, l’informazione e le prospettive di sviluppo sociale e civile di questa Regione del Mezzogiorno. Ne parliamo con Enzo Ciconte, scrittore e esperto di mafia calabrese, Nicola Tranfaglia, storico ed editorialista de La Repubblica, Sergio Romano, storico ed editorialista de Il Corriere della Sera, Filippo Callipo, presidente di Confindustria Calabria e Mariano Maugeri, inviato de Il Sole24Ore.

Storie di mafia e ‘ndrangheta
8 Novembre 2005
Aperto com’è per vocazione alla condivisione e alla fratellanza, il Sud è gioia e sole, è luce e allegria, è spensieratezza. Accade forse qualcosa? Per omertà no. Eppure è un temporale continuo: per ultimo la morte di Francesco Fortugno. 54 anni, medico, padre di due figli, il vice presidente della Regione Calabria è stato colpito a Locri tre settimane fa. Omicidio che ha riacceso l’interesse nazionale su situazioni presenti, come la mafia e la ‘ndrangheta, con cui la società civile deve scontrarsi ogni giorno. Ne parliamo con due protagoniste: Rita Borsellino, presidente onorario dell’Associazione Libera e sorella del magistrato Paolo Borsellino e la Baronessa Teresa Cordopatri, eroina calabrese degli anni Novanta e simbolo della resistenza all’illegalità della società civile.

Un superprefetto contro la ‘Ndrangheta
28 Novembre 2005
Si è ufficialmente insediato il 7 novembre Luigi De Sena, il nuovo prefetto di Reggio Calabria, con la speranza generale che il suo arrivo coincida con l’inizio di una nuova fase nella lotta contro la ‘ndrangheta e l’avvio di una vera e propria terapia d’urto contro quella che risulta essere ormai la più potente organizzazione criminale italiana. L’ex vicecapo della Polizia, e direttore centrale della Polizia criminale, è stato nominato il 28 ottobre scorso dal Consiglio dei Ministri, su proposta del responsabile del Viminale Giuseppe Pisanu con l’incarico di gestire “poteri speciali” nella lotta contro la ‘ndrangheta, esigenza particolarmente avvertita dopo l’ assassinio il 21 ottobre scorso a Locri del vicepresidente del Consiglio regionale della Calabria, Francesco Fortugno. Dall’omertà al pentitismo, dalla richiesta di militarizzare la Regione alla nuova sfida aperta anche alla società civile: di questo e altro parliamo insieme a Luigi De Sena, il neo Prefetto di Reggio Calabria, ma anche a Domenico Luppino, ex sindaco di Sinopoli, constretto a lasciare il suo incarico pubblico dopo le dimissione dei suoi sette consigliere e nove minacce di vario tipo subite nel corso degli ultimi tre anni.

‘Ndrangheta e Sanità: la vedova Fortugno si racconta
7 Dicembre 2005
Sopraffatta dal dolore ma decisa a non arrendersi, la vedova Fortugno ha fatto sentire forte la sua voce dopo l’omocidio del marito, Francesco Fortugno, vicepresidente del Consiglio regionale della regione Calabria. “Faccio appello ai calabresi - ha detto Maria Grazia Laganà - a reagire. Come farò io per il futuro dei miei figli. Questa regione e la politica non devono essere lasciate sole. Non lo dico per retorica, ma spero che il sacrificio di mio marito valga a qualcosa”. Queste le parole di Maria Grazia Laganà, vedova per mano della ‘ndrangheta, ospite di Viva Voce per raccontarsi e raccontare cosa vuol dire vivere, o convivere, nella Locride. Insieme a lei anche Maurizio Carbonera, sindaco del comune di Buccinasco, vittima, per ben tre volte, della ‘ndrangheta “milanese”.

Riordinare le coste calabresi
19 Dicembre 2005
La nuova Giunta della Regione Calabria sta cercando di applicare la Legge Regionale Urbanistica, rimasta in un cassetto dal 2002. Nel definire gli scenari e il contesto dell’attuale condizione del territorio calabrese, è emerso che la maggiore pressione insediativa riguarda proprio le coste. La Giunta ha quindi ipotizzato alcune misure specifiche che possano, in attesa del Piano Paesaggistico, quantomeno garantire la corretta applicazione delle misure di salvaguardia della legge Galasso, quindi arginare in parte e regolare l’attività edilizia sulle coste calabresi almeno e soprattutto per gli ambiti più sensibili. Dopo queste indicazioni della Regione Calabria in molti hanno pubblicamente la loro disapprovazione: con pagine a pagamento sui principali quotidiani locali sono scesi in campo la Compagnia delle Opere, poi addirittura i Presidenti degli Ordini degli Architetti e Agronomi di Cosenza e i Costruttori Edili della Calabria. Come si può arginare il problema dell’abusivismo edilizio? Ne parliamo con Michelangelo Tripodi, assessore ai Trasporti e alle Infrastrutture della Regione Calabria, Giancarlo Franzè, presidente della Compagnia delle Opere calabrese, Giuseppe Gatto, presidente regionale dell’Ance Calabria, Antonio Ruggiero, presidente della Commissione straordinaria del comune di Vibo Valentia e Bernardo Secchi, urbanista dell’Università di Venezia.

Agazio Loiero, “cessato” dal suo partito
20 Marzo 2006

Non voglio fare la guerra alla Margherita, voglio fare una scommessa in Calabria. Se dovessimo perderla, io sono in grado di trarne le conseguenze, se invece sara’ un’affermazione, allora bisogna trarne un insegnamento”. Lo ha detto il Presidente della Regione Calabria, Agazio Loiero, nel corso della conferenza stampa di presentazione delle Liste del Codacons dove sono candidati alcuni dissidenti della Margherita, espulsi, come lui, dal partito della loro Regione. Dai primi malumori legati alle nomine alle Asl calabresi alla composizione delle liste per le future politiche: un percorco a ostacoli che ha portato la rottura tra Loiero e la Margherita. A raccontare questo percorso è proprio il governatore della Calabria Agazio Loiero insieme a Luigi Fedele, esponente di Forza Italia e consigliere-questore dell’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale della Calabria, Mariano Maugeri, inviato de Il Sole24Ore e Filippo Veltri, capo redattore calabrese dell’agenzia Ansa.

E’ emergenza Calabria?
20 Giugno 2006
“Sicurezza, sicurezza, sicurezza. La Calabria non ha bisogno d’altro. Serve solo sicurezza per chi opera e investe nel Sud”: è questo il messaggio che Filippo Callipo, presidente degli imprenditori calabresi, ha consegnato in un’intervista a Repubblica nella quale annunciava di voler gettare la spugna “dopo anni di denunce contro la strapotere criminale cadute nel vuoto”. L’imprenditore di Vibo Valentia lascia infatti l’incarico di presidente di Confindustria Calabria, in scadenza, con amarezza: “Senza essere riuscito a scalfire o a modificare, quelli che sono i rapporti consolidati di criminalità, politica e alcuni tipi di imprenditore”. Esiste quindi un’emergenza Calabria? Ne parliamo con Luciano Violante, onorevole dei Democratici di Sinistra e presidente della Commissione Affari costituzionali, della Presidenza del Consiglio e Interni, Filippo Callipo, presidente uscente di Confindustria Calabria e Marina Valensise, giornalista de Il Foglio.  


Israele e Palestina - L’Ottusita’ di Fondo

2006/Lug/03

Triste ascoltare il 28 Giugno scorso alcune parti di Viva Voce, programma condotto da Giancarlo Loquenzi su Radio 24 tutte le mattine feriali dalle 9h alle 10h (“Medio Oriente: una pace impossibile?”).

Se ne scaricate la registrazione, da 29m15sec in poi si puo’ ascoltare Fiamma Nirenstein, corrispondente da Israele per La Stampa, difendere appassionatamente…la sua assenza di passione.

La Nirenstein dice di essere Ebrea, ma cio’ non avrebbe “inficiato” i suoi giudizi. Anzi, prosegue “Ho insight senza pregiudizio

Meno male che ce lo dice in maniera cosi’ chiara…

Ma bando al sarcasmo: quello che dice la Nirenstein e’ l’ennesima manifestazione di un problema annoso quanto comune, e che non ha portato, non porta e non portera’ mai da nessuna parte.

Infatti la Nostra dedica ogni suo intervento in trasmissione a “dimostrare” che Israele fa bene, qualunque cosa faccia (anche nell’idiotica idea degli omicidi mirati, nonostante questa politica sia fra le cause della nascita del terrorismo palestinese di questo secolo). E naturalmente ogni crisi, ogni incidente e ogni dramma e’ sempre colpa dei Palestinesi.

Il punto non e’ negare l’innegabile: la Nirenstein fa un lungo e preciso elenco degli errori da parte palestinese. E’ un elenco da condividere in pieno (manca solo il lato strategico-militare: che senso ha per un topolino attaccare frontalmente un orso? Perche’ costringere Israele a reagire se non si hanno i mezzi per una pur minima difesa militare? argomento che avra’ il suo blog)

Il punto e’ che concentrarsi sugli “errori” di una sola delle due parti, nel conflitto mediorientale, significa cercare di mascherare una ottusita’ senza fine

Infatti, perche’ non dovrebbe un commentatore palestinese usare gli stessi metodi retorici? In cosa avrebbe torto, se si occupasse solo di ripetere la litania di tutto cio’ che c’e’ di sbagliato e innegabile nel modo in cui Israele gestisce i Territori Occupati?

(per un limitato elenco, si legga “What Does Olmert Want?”, dell’ebreo israeliano Amos Elon, sulla New York Review of Books, Volume 53, Number 11 · June 22, 2006)

E’ questa ottusita’, questo voler santificare un contendente e demonizzare e/o dipingere come stupido l’avversario, che appiattisce il dibattito. E non fa niente per risolvere il conflitto Israelo-Palestinese. Anzi!

Altrimenti, i due nemici avranno sempre ragione, e procederanno d’odio e d’accordo nel piu’ classico caso di Tirem innanz’ di due nazioni


Etica e Carbone

2006/Lug/01

Buona o cattiva notizia? Ho avuto appena la mia settima lettera pubblicata sulle pagine dell’International Herald Tribune (28 giugno 2006)

“La Falsa Promessa Del Carbone”

Jeff Goodell cade in un ragionamento circolare quando scrive che il problema piu’ grande legato all’uso del carbone e’ “che cosa fa alle nostre menti. Mantiene l’illusione che non dobbiamo cambiare le nostre vite”(“Coal’s false promise to America,” Views, June 24).

Se il carbone è abbondante e disponibile, come Goodell segnala, certamente ci sono pochi motivi per preoccuparsi per la fine dell’era del petrolio a basso costo? E se il carbone causa i problemi ambientali a causa dell’estrazione antiquata e del modo in cui viene bruciato, non è il problema uno di migliorare tecnologie e processi, piuttosto che abbandonare il carbone del tutto?

Uno è lasciato con l’impressione che la campagna contro il carbone è giusta un’altra impresa moralizzatrice, che approfitta delle pretese scarsita’ di risorse per costringerci a vivere una vita “più etica”.

Maurizio Morabito Orpington, Inghilterra

Scrivero’ altri blog riguardo le altre sei lettere pubblicate finora (e tutte quelle mai stampate), ma per ora una lista e’ disponibile cercando “maurizio morabito” a questo link