Le radici del Pera

2006/Apr/12

Confesso di aver sofferto di un virtuale ittero non appena ho letto dell'appello Per L'Occidente dell'ex Presidente del Senato, Marcello Pera, e del suo libro sulle radici cristiane "Noi, loro e il Papa".

Ma cosa trovavo intuitivamente di cosi' sbagliato, in tutto quello? Perche', da cattolico, mi risultava piu' fastidioso del fumo negli occhi?

E in quale tradizione filosofica va inquadrato, quel pensiero? Dopotutto, Pera rimane un esperto di filosofia. E Gad Lerner ed altri, in una recente trasmissione radiofonica, si chiedevano dove e come il vecchio esperto di Popper si fosse trasformato nel fautore di una "religione laica".

Viva Voce, Radio24, 9 Marzo 2006

Davvero l'ispirazione del Pera e' solo nei Teo-Con d'America?

Ho trovato le prime risposte in una recentissima recensione di Mark Lilla, dell'Universita' di Chicago pubblicata all'inizio di Aprile sul New York Times riguardo a "Earthly Powers" dello storico europeista/germanista Michael Burleigh.

Burleigh, riporta il Lilla, scrive che la secolarizzazione illuminista dell'Europa e' un processo illusorio. La religione, sotto nuove forme, e' sempre centrale all'Europa, anzi proprio queste nuove forme hanno ispirato gli orrori del XX secolo, paradossalmente attraverso il filtro di idealisti tutti dediti a "migliorare la societa'".

Questa tesi da una parte puo' rendere piu' familiari agli Europei alcuni processi in atto in parte del mondo islamico.

Ma d'altro canto, non si puo' non notare la similitudine fra quanti citati dal Burleigh e il piu' recente pensiero del Pera:

[...] a third, and far more consequential, fantasy was being nurtured throughout the 19th century. [...] In Germany [...] Schleiermacher tried to put theology on a new footing by beginning not with divine revelation but with the human religious instinct, from which he derived all the central dogmas of [...] Christianity. [...] a rationally purified biblical faith would [...] become the civil faith of the bourgeois German state.

Sembra appunto sentire il Pera parlare della "religione laica" che dovrebbe tenere coesa la societa' moderna. Il problema e' che la via dell'Inferno, come si sa, e' lastricata di buone intenzioni:

This proved to be a powerful myth that turned many a Protestant minister into a blinkered German nationalist, contributing in no small measure to the catastrophe of World War I.

I paralleli non finiscono qui. Passando per il proto-fascismo di Joseph de Maistre, certi concetti sono stati sviluppati in Francia:

that political life rests on a religious foundation, that human relations are shaped by ritual, that individualism is a disease — first found their echo among leftist French utopians like Saint-Simon, Charles Fourier and then Auguste Comte. The utopians did not believe in God but they very much believed in religion.

Appunto, come professa il Pera.

For the utopians, the revolution's defeat of the Catholic Church represented an enormous step forward for the human race, but also posed an unprecedented challenge. Once men thought themselves free from God they might think themselves free from one another, like elementary particles floating in the void. What modern, postrevolutionary society needed was a new religion, or a surrogate one, a system of symbols and ceremonies bringing individuals together without reference to a revealing, transcendent God.

Di nuovo, la religione laica gia' citata. E di nuovo, la storia finisce in tragedia:

Burleigh […] sees how their daydreams about using religion instrumentally to foster social identification took a nightmarish turn at the end of the century when they fell into the hands of rabid nationalists like the French writer Charles Maurras and the German scholar Paul de Lagarde. […] they seem less "secularized" versions of genuine faith than products of an obsession with the implications of religion's decline.

C'e' da chiedersi se queste considerazioni si applicano al Nostro. Ma l'accorato appello ateo in difesa delle radici cristiane sembra seguire passo passo un percorso gia' intrapreso:

[…] is the melancholy simply that of […] thinkers as they projected onto the religious history of Europe anxieties about the modern age they found themselves in? Nostalgia, like hope, is a subtle but explosive force in human history, and in modern Europe it has been largely destructive. A "world we have lost" is usually one we never had but which its discoverers would like to create. That is where religion can come in: not as a path to God, but as a dike against the present and a bridge to the future

Per noi, credenti e non credenti che non si identificano in dubbie imprese di ingegneria sociale, la sfida e' chiara:

to learn how to distinguish between those whose political programs are inspired by genuine faith, and those whose defense of religion is inspired by a reactionary utopianism having less to do with God than with redirecting the faulty course of history


Tremonti vs. Santalmassi

2006/Apr/06

Lo spin doctor di FI ha speso un'allegra ora a Viva Voce, ospite recalcitrante del direttore di Radio24, Giancarlo Santalmassi

Prima parte: http://www.radio24.ilsole24ore.com/radio24_audio/vivavoce050406.rm

Seconda parte (5 minuti): http://www.radio24.ilsole24ore.com/radio24_audio/salvadanaio050406.rm

Brevemente:

1. Tremonti ha visto la Luce (almeno parzialmente): con spese locali in aumento di 38 miliardi di euro all'anno, la sua proposta e' di stabilire un patto fra stato e amministrazioni locali responsabilizzando queste ultime sulle uscite (e, uno si immagina, dando loro piu' liberta' sugli introiti: ma di questo, non si e' parlato)

2. Quanto sopra fa parte di una misteriosa "grande operazione sul debito", cioe' capriole di ingegneria finanziaria

3. Come potra' tutto cio' essere fatto da un governo, qualunque esso sia, che avra' sicuramente una maggioranza piu' debole, non e' dato sapere

4. Sulla stessa lunghezza d'onda, il ministro continua ad usare complicati giri di parole per "spiegarsi"…io penso di aver capito che vuole privatizzare qualcosa, ma nonostante un doppio ascolto dello stesso brano non ci metterei la mano sul fuoco

5. Il problema dell'ICI rimane: assomiglia troppo a un asso nella manica, ad un "soundbite". Perche' non ne hanno parlato prima? Se non e' necessaria, ci rimborseranno gli ultimi anni?

6. Se Tremonti e' cosi' bravo come economista e come spin doctor, perche' si e' fatto trovare in campagna elettorale con un deficit in aumento? (si vedano le cifre di ieri)

7. In ultimo, il Nostro gioca troppo a fare il paranoide. Prima non ha risposto ad un ascoltatore accusandolo di essere un "compagno". Poi ci ha riprovato alla prima occasione (causando una dura reazione dal Santalmassi). Ha avuto anche il coraggio di accusare il cronista economico di Radio24 (!) di essere ignorante, stupido, analfabeta e chissa' quant'altro

Sentite almeno gli ultimi cinque minuti della prima parte, e i primi cinque della seconda, per un po' di intrattenimento mentre S mette in un angolo T e lo picchia sodo (metaforicamente parlando)


Perche’ ho votato come ho votato

2006/Apr/06

Con le Politiche 2006 ho "scoperto" di avere un'opinione abbastanza eterodossa. Un evento positivo, visto che, essendo io una persona comune, quelli che non si identificano anima e corpo in un unico schieramento devono enumerarsi in tanti.

Altra conseguenza e' che devo ipso facto votare "turandomi il naso": con questa coalizione un po' di piu', con quell'altra un po' meno.

Nessun premio a chi indovina le mie preferenze. Mi basti dire che l'alleanza del signor B, di cui gia' dubitavo nel 2001 (quando non potei votare dall'Inghilterra) e' stata un fallimento completo. Lasciamo perdere le innumerevoli gaffe del Presidente del Consiglio che causano ben piu' che imbarazzo a chi lavora all'estero. Con una maggioranza schiacciante e ligia al dovere, la Casa della Liberta' non ha fatto nessuna riforma seria in campo libertario, liberista o liberale. Lo sforzo quasi unico sono state leggi ad personam firmate in fretta e furia, e gli impiastri delle leggi sulla fecondazione non piu' assistita, e sulla non-risoluzione del conflitto di interessi.

Nella solita "giungla di numeri" dell'economia, e' certo che il grande esperto di economia Tremonti, troppo uso al finanziamento tramite condoni, non sa dove prendere i soldi per migliorare i conti. Se
l'avesse saputo, li avrebbe gia' presi, invece di arrivare alle elezioni in queste condizioni.

D'altronde e' difficile immaginare il dirigista, statalista Ulivo popolato da "Migliori", attuare le riforme che tutti sanno necessarie. Ma fra i due disastri, quello sicuro di altri cinque anni di Berlusconi, e quello solo possibile di qualche governo di centro-sinistra, grazie, io scelgo la speranza e quest'ultimo.

Liberisti, liberali e libertari italiani che si sono fatti abbindolare da Sua Emittenza nel 2001, gioveranno sicuramente da una sconfitta. Fosse che fosse una Destra seria, internazionalista, liberale, liberista, libertaria, antifascista e antirazzista riuscira' a nascere da qui al 2011 ("Ercolino sogna!", come dicono a Reggio Calabria)